La lamentela che xerse aveva indirizzato ad ANAP mi pare conclusa, con il chiarimento che Michele ha dato.
I nostri amici si sono detti in pubblico alcune cose che potevano dirsi anche in privato.
Tuttavia questa discussione ha fatto scaturire alcune differenti visioni, rispetto alla percezione dei diritti e dei doveri che competono ad una associazione naturista.
Trovo alcuni spunti molto interessanti.
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a_fenice ha scritto:
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Le associazioni, al pari di ogni altra associazione volontaria di chicchessia, deve sempre pensare a tutti, associati e no. Sarà il buon lavoro svolto poi che porterà nuovi iscritti.
Ma non esiste che una associazione tuteli e informi solo i propri interessi e iscritti.
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Credo che questo ottimo auspicio, condivisibile nei suoi propositi generali, debba essere trasportato sul piano della fattibilità concreta.
Tenendo conto, non solo dei limiti fisiologici del naturismo associativo, ma anche e soprattutto, del reale interesse di una "utenza multiforme", spesso indecifrabile, refrattaria ad una classificazione omogenea.