comiciamo a rispondere a qualcosa.
punto 1: il matrimonio religioso è come fare una lega metallica. Se fondi insieme stagno e rame, ottieni bronzo. Puoi riottenere in qualche modo gi metalli originari? E' impossibile. Unica possibilità ammissibile, dato la fallabilità umana, è prevista solo in caso non di "annullamento matrimoniale" (non si può annullare), ma in caso di "nullità matrimoniale". Un matrimonio, per essere valido e reale, ha bisogno di molti requisiti, e in caso di mancanza di uno di questi, il matrimonio è NULLO, non è mai avvenuto, non ha la validità "legale". E' come un contratto senza firme, è e rimarrà solo un foglio di carta scritto senza valore. E son queste le cose che esamina il tribunale cosiddetto della Sacra Rota, se al tempo del matrimonio, esistevano tutte le condizioni affinchè quel matrimonio sia valido. Non contano figli, non contano rapporti consumati, non conta nulla; solo se esistevano i requisiti. Un giudice di tal tribunale, mi disse un giorno, che oggi come oggi, la maggior parte dei matrimoni potrebbe essere tranquillamente annullati per vizi di forma e sostanza.
Il sesso. Il sesso è ammissibile SOLO tra congiunti in matrimonio, quindi qualunque sia la condizione del separato/divorziato, o del single, non si fa sesso al di fuori del matrimonio. E non si fa perchè il suo motivo di esso è la riproduzione in primis, con accettazione di rapporti in più per il completamento della coppia.... ma solo della coppia.
Traducendo: vuoi tornare a far sesso da credente? Trova le motivazioni per rendere nullo il matrimonio (che tra l'altro fa cessare anche tutte le pendenze civili che rimangono anche con divorzio), poi ti risposi e poi fai sesso....
A prescindere se vogliamo proprio guardare le "regole" scritte e non scritte, per accostarsi ai sacramenti, in questo caso la comunione, bisogna essere a posto, in regola con le norme. Un separato può, a meno che no abbia avuto comportamenti contrari, tipo violenze, tradimenti, o essere causa della medesima non avendo cercato di tenere a cuore il partner.
Un divorziato può, se rimane in condizione di neutralità, cioè se non ha iniziato una nuova relazione o convivenza, ma più che altro per la nuova cosa iniziata. Quindi, se una persona è ricorsa al divorzio volendo cancellare definitivamente il suo matrimonio e magari, così facendo, ha causato ulteriore male e dolore all’altro coniuge o ai figli, per accedere ai sacramenti essa dovrà attestare un sincero pentimento e, per quanto possibile, attuare qualche gesto riparatore. Per chi, invece, ha subito il divorzio o ha dovuto accedervi per tutelare legittimi interessi propri o dei figli (senza tuttavia disprezzo verso il matrimonio, ritenuto comunque ancora in essere davanti a Dio e alla Chiesa), non vi sono impedimenti oggettivi per accedere ai sacramenti.
Per separati o divorziati ciò che impedisce l’accesso ai sacramenti, oltre a eventuali condizioni morali soggettive non adeguate, è il fatto oggettivo di aver avviato una nuova convivenza o un matrimonio civile.
http://gruppo3millennio.altervista.org/divorziati-e-risposati-perche-no-e-quando-si-alla-comunione/
punto 2: ragazze madri.
Una prima visione del tutto:
http://www.parrocchiabovolone.it/adulti-e-famiglie/catechesi-sposi/catechesi-sposi_155.html
http://www.lastampa.it/2013/05/25/blogs/oltretevere/ragazza-madre-uTwxepUclwqZRMzgcdl1KL/pagina.html
Qual'è il nodo? Semplicemente che la ragazza, ha comunque avuto rapporti prematrimoniali, e non si trova nelle condizioni di "pulizia" per poter accedere all'eucarestia. Solo questo.....
Però....
Già Giovanni Paolo II, ma oggi soprattutto Francesco, stanno dicendo che la religione non ha "canoni di dogana" .....
[Papa Francesco]: “Pensate a una ragazza madre, che va in chiesa, in parrocchia e al segretario: ‘Voglio battezzare il bambino’. E poi questo cristiano, questa cristiana le dice: ‘No, tu non puoi perché non sei sposata!’. Ma guardi, che questa ragazza che ha avuto il coraggio di portare avanti la sua gravidanza e non rinviare suo figlio al mittente, cosa trova? Una porta chiusa! Questo non è un buon zelo! Allontana dal Signore! Non apre le porte! E così quando noi siamo su questa strada, in questo atteggiamento, noi non facciamo bene alle persone, alla gente, al Popolo di Dio. Ma Gesù ha istituito sette Sacramenti e noi con questo atteggiamento istituiamo l’ottavo: il sacramento della dogana pastorale! Gesù si indigna quando vede queste cose perché chi soffre è il suo popolo fedele, la gente che Lui ama tanto”.
Se genericamente ognuno (separati, divorziati, conviventi, omosessuali, etc etc) può continuare a partecipare a ogni atto della vita attiva della comunità cristiana, ai sacramenti si accede se in norma con le norme di fede. E se uno non lo è, può rimediare con tre atti fondamentali e indissolubili: aver coscienza del proprio errore, confessarlo (che a norma del nuovo diritto canonico si chiama Riconciliazione, e non più Confessione), e adoperarsi per non ripeterlo. Naturale che in caso di una coppia convivente, di un omosessuale, il "non ripetere" sarà una cosa molto dura da attuarsi... non si separerà dal nuovo partner, ne un omosessuale lascerà il proprio o smetterà di far sesso.
Se la chiesa da una parte comincia ad aprirsi, dall'altra alcune cose non potranno mai essere superate.
Fare la comunione, come dice S. Paolo, equivale a prendere parti di "vita" o di "morte". Se sei in regola sarà fonte di vita, se non sei in regola, sarà fonte di condanna. Diceva una vecchia superiora benedettina che conoscevo: "quando prendo la comunione, accolgo Gesù stesso nel mio corpo. Se quando accolgo un ospite farò si che casa sia pulita, la tavola apparecchiata, tutto in ordine, quanto più me stessa dovrà essere in ordine per accogliere Dio?"
Nessuno vi toglierà mai la comunione dal palmo delle mani, dovrà essere la coscienza di ciascuno a dire se siamo a posto per riceverla o meno. Per ogni altro atto della comunità cattolica, non ci son limiti.
C'erano gli ebrei, da cui nacque Abramo. Abramo ebbe due figli: Isacco e Ismaele. Da Isacco proseguì la discendenza fino a Davide, e poi fino a Gesù (cristiani), da Ismaele prosegui la discendenza come Musulmani (ricordo che Maometto era un profeta).
Fino a Mosè le tre grandi religioni monoteistiche avevano una sola origine. Mosè è l'ultimo riconosciuto come Discendente comune. DI fatto Elohim, Dio Padre, e Allah, sono la stessa persona. Tutti coloro che son venuti dopo, Gesù compreso, sono dai musulmani ritenuti e rispettati come profeti.
I racconti delle origini del mondo, di ciò che è successo nel passato, aveva una tradizione e trasmissione di tipo orale. Il popolo dei pastori, sia ebrei che musulmani, si raccontavano durante le veglie, ciò che era successo nel passato. Ogni racconto ha i suoi arricchimenti e le sue mancanze. Con Mosè si ebbe la prima cosa scritta: la Thorà. I dieci comandamenti. Poi venne Gesù, e con esso inizio tutta un'altra storia. Nel futuro si passò alle versioni scritte, e anche questi risentirono di tradizioni vocali diverse. Quando furono raccolte tutte, eliminando le cose assolutamente fuori "sintonia" trovate, fu scritto il Libro Sacro per eccellenza: la Sacra Bibbia.
Sacra non perchè intoccabile, ma sacra perchè parlava SOPRATTUTTO della storia delle origini e della formazione della religione.
La bibbia è divisa in due parti, l'antico e il nuovo testamento
L'antico, o vecchio testamento è prima di tutto un libro storico, un libro di norme igeniche, una raccolta di eventi tutt'altro che religiosi o attinenti a qualcosa di religioso, inteso come norma o comportamento.
Il nuovo testamento è la raccolta della vita, soprattutto degli ultimi anni, di Gesù. E questa si che è la vera parte religiosa del tutto, su cui vanno cercate norme e stili di vita suggeriti. (sempre da interpretare alla luce della lingua di oltre 2000 anni fa. Un esempio: Nessuno degli ebei diceva mai: conosco Dio. Conoscere in ebraio equivaleva a "possedere", quindi nessuno possiede Dio. Sinceramente non è facile leggere quel testo senza n po di conoscenza teologica. MOlti che hanno provato a leggerlo da'inizio alla fine, han perso la fede, perchè trovano passi come quelli indicati da Siman, e si pongono domande fuori luogo del tipo.... lui poteva avere amanti e io no? [:)] )
Però qualcosa possiamo determinarlo: una delle cose più ripetute da Gesù è: io sono venuto a portare la spada.
La cosa spontanea che viene in atto di pensare è: ma cosa, inneggiava alla guerra?
NO!! Basta leggere cosa disse di alcuni ebrei: falsi e ipocriti (rivolgendosi ai farisei).
Perchè la spada? Perchè gli ebrei ebbero un grossissimo difetto, che perdura tutt'oggi: leggono alla lettera la bibbia. E alla lettera.. il sabato non si fa nulla, quindi puoi cadere in un pozzo, e nessuno ti tirerà fuori.
Gesù ebbe questo grosso messaggio: non potete leggere e applicare tutto senza ragionare. Prima di tutto viene l'uomo, e con lui viene il fratello: Chi non ama il prossimo come se stesso, non enterà nel regno dei cieli.
Basterebbe che sia capito questo messaggio da parte di tutti i bigotti di oggi, perchè il mondo cambi.
Se hai fame te mangi? Se hai sete bevi? Se dormando stai scomodo, ti sposti sul cuscino? Fa la stessa cosa al tuo fratello, e hai compiuto la legge di Gesù. Non c'è altro, non c'è chiosa, non c'è regola. Non c'è altra regola.
Beati i puri di cuore perchè vedranno DIO. E' il messaggio che ogni giorno stà divulgano Papa Francesco. Sui gay ha detto: "chi son io per giudicarli?".
Tutto il resto delle regoline, regolette, sono e dovrebbero servire solo per capire da soli ciò che si dovrebbe o non si dovrebbe fare.
Si sbaglia qualcosa? Prima di tutto riproporsi di non ripetere. E poi confidare nella misericordia di DIO.
Ciò significa che fai quello che ti pare tanto Dio perdona? No, significa che l'uomo sbaglia, di continuo, anche se sa cosa non dovrebbe fare. Però se rimedia, se capisce, se si pente, se fa di tutto per non ripetere, allora sarà Dio (non i confessori) che potrà perdonare.
Ora smetto, penso di aver fatto già troppo polentone. Semmai prendiamo altri punti su suggerimenti specifici