Energie alternative & C

a_fenice 02/09/2026 21:37 5.979 Visite
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01/01/2000 00:00
@ ionudista (senza quotare ancora) tema temperatura di esercizio. Non ti dico i mei mq, son troppi, ma tengo sotto tiro solo la zona abitata, e comunque si, son passato da 1700 a circa 160, 230 nei mesi più gelidi. Un particolare che ci siamo dimenticati di dire entrambi, ma che è fondamentale. E riguarda le case vecchie, con i termosifoni a parete. Spesso in passato venivano montati quelli non in ghisa, Bellini da vedere, ma con rendimento zero. Posa areazione, quindi poco superficie radiante. E quando si ferma il circolo della caldaia, si freddano subito. La ghisa accumula calore, e lo restituisce piano e a lungo, rendendo utilizzabile le calorie per molto tempo. Vale la spesa in più a lungo andare. Inoltre. In illo tempore calcolavano altezza e larcghezza, e mettevano i relativi elementi radianti. Nulla di più sbagliato. Vanno calcolate le calorie necessarie e messi termosifoni correttamente dimensionati, altrimenti l'acqua passa, ma non scalda, quindi soldi buttati via. Se non ricordo male andava presa l'area dell'ambiente, mettendo come ipotesi 2,70 fisso come altezza del vano, e moltiplicare per 40/44 calorie a metro quadro. I termosifoni vengono venduti a calorie prodotte, quindi basta sapere le dimensioni utili del "buco" sul muro, e prendere gli elementi idonei, anche se cambiano da ambiente ad ambiente. Una ottima alternativa alla ghisa oggi è data dagli elementi a tubi sovrapposti in acciaio, si freddano un po prima della ghisa, ma hanno una verniciatura solidissima, e per adattare alle calorie necessarie, pur avendo "buchi" piccoli, si possono prendere con più serie di colonne, quindi trovare quello giusto per ogni ambiente. Avere i termosifoni sottodimensionati, e come pretendere di scaldare un ambiente col vecchio scaldino della nonna. Si sentirà freddo e consumeremo una balla di soldi in più. Io ho già sostituito quello più necessario e più caro di tutti, in camera, dato che avevo un'altezza utile di soli 50 cm, ma pian piano che avrò due soldi, provvedo a cambiarli tutti.
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01/01/2000 00:00
sergino ha scritto:
**************** Mi rendo conto che è poco, che consumo e mangio almeno 20 volte tanto di quanto facevano i miei genitori e non so quanto di più ancora di coloro ai quali andiamo nei loro paesi a sottrarre materie prime contraccambiandoli con moneta a base di dittature, disastri ambientali e di guerre.... So che è poco , forse nulla, ma staccarci dal nucleare e dal petrolio è un fatto urgente ed iderogabile. Perlomeno pensare concretamente a come farlo!
comincio dal fondo di questo bel report per sottolineare questa che ritengo una frase importante ... e che al di la di mille altre considerazioni, mi ha fatto abbandonare il referendum. Facile chiudere, facile fregarsene di quello che avremo comprato, e con che costi umani, altrove. Ma se solo per il 3 %, o 14 % come dicono altri, sarà sempre una percentuale in meno che andiamo a sottrarre ad altri. Proseguo con i ragionamenti di caldaie intrapreso. Casa nuova. A parte le ovvie coibentazioni, ormai di legge, il suggerimento verte, a seconda delle condizioni ambientali, su tre elementi: caldaia a condensazione, sonda di temperatura esterna, riscaldamento a pavimento, più eventuali pannelli solari di compensazione/preriscaldamento come diceva Sergio. La caldaia a condensazione merita il suo valore e sfrutta la sua tecnologia solo se lavora a temperature inferiori ai 45/50 gradi circa. A temperature più altre diventa una normalissima vecchia caldaia ciucciametano. Non ricordo bene le percentuali, ma ci sarà chi mi correggerà i numeri. Dato lo stesso livello di riscaldamento, a parità di impianto: caldaia tenuta a 60-80 °, ha un rendimento del 90% caldaia tenuta a 30-40 °, ha un rendimento del 107 % Cioè tenendo le caldaie a bassa temperatura, si arriva ad un risparmio di circa il 30 % Però c'è un però: questo vale se si riesce a combinare una serie di installzioni. 1° se si installano radiatori a pavimento, si potranno tenere la caldaie anche a soli 30-35 °, quindi entra in funzione solo per pochi minuti ogni tanto, e si potranno/dovranno tenere accesi almeno per 12/15 ore al giorno. 2° se si hanno radiatori standard, inutile illudersi di tenere la caldaia a basse temperature. Sarà sempre attaccata, e non scalderà un bel nulla. Arrivare ad almeno 70° è un obbligo, e quindi addio al risparmio energetico 3° se la caldaia supera i 50/55° non entra in funzione il circuito di condensazione in modo decente, quindi si perde il recupero del calore dei fumi, quindi altro minor rendimento 4° idealissimo, se possibile, installare la sonda esterna. In pratica è una specie di termostato al contrario, ma va installata solo se si ha tutto l'impiano a regola (tipo radiatori a pavimento). La sonda percepisce la temperatura esterna, quindi accende o spenge o comunque regola il funzonamento della caldaia, quando c'è il giorno che fa caldo e non c'è bisogno di scaldare. Inutile dire che chi la fortuna di avere caldaie alternative, o caminetti, o pannelli, possa collegare questi alla caldaia. Quest'ultima servirà solo come rafforzo o come tampone automatico in caso di assenza per lavoro o vacanze, per evitare gli eccessivi raffreddamenti. UNa nota per i pannelli: questi riescono a riscaldare abbastanza decentemente l'acqua, e possono mandare avanti durante il giorno un riscaldamento a pavimento da soli. Dovranno essere suppliti solo di notte. Casa vecchia. Dove possibile far cappottare la casa, coibentare soffitti e fondi, onde isolare il più possibile. Se possibile buona l'idea di mettere i riscaldamenti a parete, oppure studiare di coprire il vecchio pavimento coi nuovi parquet semiplastico o naturali, e nell'intercapedine inserire i tubi del riscaldamento. A prescindere sostituire le vecchie caldaie a regolazione d'acqua, sono dispensiosissime. Per non parlare di quelle fiamma pilota fisso, che ormai dovrebbero essere scomparse: consumano circa 250 mc/anno solo per la fiamma pilota. Regolazione d'acqua o di metano. E' il tipo di stabilizzazione di temperatura che le caldaie hanno. Quando la caldaia raggiunge la temperatura stabilita, ha due possibili sistemi di stabilizzazione: ad acqua o a metano. Quella ad acqua mantiene lo stesso livello di metano bruciato, ma regola l'afflusso d'acqua più o meno veloce per stabilizzare la temperatura scelta. Quelle a metano, mantengono lo stesso flusso di circolo d'acqua, ma regolano il gas bruciato, come si fa con una pentola in cucina, per dare più o meno calorie. E' già intuibile di per se, ma sappiate che quelle a regolazione di metano risparmiano tantissimo, non influendo, tra l'altro, con l'apporto di calore negli ambienti, rimanendo costante il ricambio d'acqua negli elementi. Inutile aggiungere che oltre al controllo biennale dei fumi, far controllare la pressione del polmone, e far pulire la camera del bruciatore ogni anno, contrinuisce notevolmente al risparmio globale. Un polmone non caricato a modo, fa si che la pressione di spinta sia insufficente, quindi l'acqua si scalda e gira in modo irregolare, se non quasi nullo. Cosi come un bruciatore pieno di ceneri e poveri. Il gas brucerà male, e buona parte di incobusto o un getto mal diretto sugli scambiatori, farà si che aumenti l'inefficenza della caldaia con relativi sprechi. Acqua sanitaria. Giusta la riflessione di ionudista. Se a volte la usate per lavare i piatti, dovete tenerala a forza attorno ma non superiore ai 45 ° Ma se ci fate solo la doccia, e visto che la userete al massimo attorno ai 38-40 gradi, perchè scaldarla di più per poi raffreddarla mettendo il miscelatore a metà se non meno? Meglio fare delle prove, e metterla a temparatura utile, ma iù bassa possibile. Finestre e umidità. Sono di norma contrario ad ogni forma di fessura, spiffero, e buchi vari nei muri, a cominciare da quelli obbligatori e raccomandati, per il metano da cucina. Il flusso d'aria, per quanto minimo, è costante, quindi il raffreddamento ambientale sarà altrettanto costante. E non mi risulta che l'umidità presente trovi nell'ambiente dei segnali stradali che gli indichino l'uscita. Davvero mettere doppi vetri, magari anche l'ultima generazione a bassa emissione, mettere le guarnizioni tra le ante delle finestre, e poi lasciare gli spifferi....Meglio, molto meglio, appena possibile, aprire tutte le finestre soprattutto in contr'aria, cioè senza porte chiuse, anche solo per 10 minuti al giorno, a casa calda, svuota con una solo botto tutta l'umidità presente, in quanto essa, contenuta in soluzione nell'aria calda, appena aprite le finestre, si precipiterà fuori per effetto dello scambio termico. Otterrete ambienti asciutti, in pochissimo tempo, lasciando le pareti ancora calde e senza che risentano di raffreddamenti.
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01/01/2000 00:00
Anche io all'inizio, a casa nuova, ho provato con temperature di esercizio più basse, attorno ai 60* Raggiungevo malapena 17/18 gradi, e tenendo in esercizio anche 15 ore al giorno. Dopo la prima bolletta bimestrale da 1.700 €, ho mandato a quel paese l'idraulico installatore, e son andato sugli antichi 70. Mezz'ora e la temperatura era a 20*, e la caldaia cessava di funzionare per raggiunta temperatura. Riprendeva solo a piccolo sprazzi ogni 30-45 minuti, e q quel punto ho creato le zone orarie: 12/13 e 18/20. Il necessario per mangiare caldi e tiscaldare la stanza sui 18 Max (sempre bene che la stanza sia fresca, meglio mettere uno scalda materasso che con 20 minuti a 40 W ti fa entrare nel letto senza soffrire, e senza dover forzare il riscaldamento. Ora ho potenziato l'uso del camino, forse gli metterò anche i motori ventilati, e con 10/15 kg Max di legna al giorno, ho sui 24/25 gradi fissi nell'area giorno e 16 nella notte. Il riscaldamento parte solo una mezz'oretta la sera, giusto per tirare su la camera. Ovviamente ho anche cambiato le valvole della zona giorno, mettendo delle termostatiche a 18/19, così se ho camino acceso, i termosifoni si chiudono, se son fuori, pensano loro a stemperare. @ Siman. Papete, santo domingo, e Canarie no? Andiamo tutti dalla Cri, e fancups al riscaldamento
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01/01/2000 00:00
benissimo, una volta tanto la sfida è stata raccolta, Speriamo che continui. Ora vorrei suggerire, ma suggerire e basta, che assieme a quanto abbiamo e stiamo facendo, chi di noi ha avuto qualche brillante idea, ma anche sulle cose più semplici, ci dia indicazione di come realizzarle. Negli anni mi sono reso conto che non sempre ciò che viene appreso dalle varie fonti è effettivamente efficace e produttivo. Problemi semplici, dalle soluzioni altrettanto semplici, ma che sono l'uovo di Colombo. Parto con una appena verificata, cosi come esempio pratico. Spero vi piaccia. Dunque ormai da anni assieme a mia mamma facciamo il compost, con cui poi concimiamo l'orto in primavera assieme ad un po di stallatico, quando si zappa tutto per rinnovare la stagione. Da anni provo questa cosa infernale mettendo sia pulitura di cibi (insalate, fondi di caffè, bucce di frutta....) sia le raccolte di verdure non infestanti dell'orto (foglie triturate di alberi, piante a fine produzione tipo pomodori, cetrioli, fave etc, tutte ben sminuzzate). Ho provato a mettere nei posti soleggiati, in quelli riparati dal solo, ad umidificare, e lasciare secco, a mettere i batteri in scatola..... si il compost c'era, ma era sempre di qualità scarsa. Poi anno scorso in primavera ho detto: mi sono rotto degli esperti, e farò come facevano i contadini con le loro letamaie, senza tante menate strane. Dunque queste le soluzioni adottate: - bidone messo a terra. Ho lasciato il tubo centrale arieggiante, ma da quest'anno tolgo anche quello. Tutto il pavimento è poggiato a terra, su delle mattonelle, in modo che passi aria si, ma non eccesssiva (le letamaie erano stivate in una buca in terra) - posizione soleggiata, ma con un pezzo di ombreggiante per coprire il lato più caldo (le letamaie erano sempre posizionate verso nord ovest, sole, ma non troppo. In fondo i batteri han bisogno di calore per proliferare). - Sminuzzare i materiali quanto più possibile, e ogni tanto bagnarli con un po di acqua, per evitare disseccamenti. - rifiuti casalinghi: invece di usare i sacchetti di plastica, e poi riversare nel bidone il raccolto, con relativo spreco del sacchetto inutilmente, ho cominciato ad adoprare quelli nuovi a fibra di mais. Riempio, lego i manici, e li metto nel bidone in modo sparso. Riciclo il sacchetto, i rifiuti che nel frattempo han cominciato a fermentare, finiscono di farlo per bene, aggrediscono i sacchetti, lo distruggono, e versano miliaridi di batteri sulle altre parti verdi (altro che quelle polveri da consorzio). - inoltre al comune non do quasi nulla da riciclare, solo le erbe infestanti, che non uso per l'orto, per evitare contaminazioni. Quest'anno ho ottenuto un compost da urlo, strillava erergia in ogni singola fibra, e senza alcuna puzza strana. Se riesco faccio una foto all'unica coltivazione adesso presente, piantata a novembre scorso. Una pracetta di fave alte quasi un metro!!! Altro che quelle robe ammosciate e rinsecchite del supermarcato...e tutto ottenuto via riciclaggio...
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Anche io all'inizio, a casa nuova, ho provato con temperature di esercizio più basse, attorno ai 60* Raggiungevo malapena 17/18 gradi, e tenendo in esercizio anche 15 ore al giorno. Dopo la prima bolletta bimestrale da 1.700 €, ho mandato a quel paese l'idraulico installatore, e son andato sugli antichi 70. Mezz'ora e la temperatura era a 20*, e la caldaia cessava di funzionare per raggiunta temperatura. Riprendeva solo a piccolo sprazzi ogni 30-45 minuti, e q quel punto ho creato le zone orarie: 12/13 e 18/20.
Eeeeh? 1700 €? Ci credo che hai mandato a quel paese l'istallatore! Vuoi sapere quanto è venuta l'ultima bolletta bimestrale del gas di gennaio-febbraio, i mesi più freddi? Casa circa 100 mq abitata da 3-4 persone. Sotto e sopra niente appartamenti riscaldati. 250 €. Temperatura di acqua calda riscaladamenti intorno ai 60° come ti dicevo, pannelli dietro i termosifoni (in ghisa) incassati nei muri esterni (costo pannelli circa 7 € cadauno e vanno bene per fino a un 12 elementi figuratevi) temperatura raggiunta di 20,5° con differenziale a 0,3 decimi di grado a termostato ambiente. Termosifoni accesi grosso modo in tre fasce orarie: 6.30-8.30, 14.30-15.30, 18-20. Si a volte anche 5 ore (che col termostato non sono mai 5 perché a temperatura raggiunta stacca). Però sono d'accordo con te che vanno fatte le dovute prove. Ognuno dedichi per due o tre giorni di seguito un 20 minuti, faccia varie configurazioni con le temperature dell'acqua sanitaria e riscaldamenti, e con le temperature di un buon termostato ambiente. Di solito nelle istruzioni di caldaia e termostato ci sono buoni consigli da cui partire. A Sergino volevo dire, visto che sei del mestiere, perché non ci parli delle tue soluzioni impiantistiche? Aiuterai sicuramente a farci capire tante cose, a sfatare il mito che i nudisti sono tutti dei menefreghisti gaudenti (buahahah), e qualcuno che ti leggerà delle tue zone potrebbe chiederti qualche parere più professionale... saluti
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01/01/2000 00:00
Eh, già la vediamo morta questa discussione? Che pessimismo... Dai dopo la pausa pranzo e una gara all'autodromo, faccio io la parte di quello serio che dice cose noiose, eheheh Tutte le indicazioni che do le ho sperimentate di persona e nella maggior parte dei casi le uso continuativamente e sono diventate parte della quotidianità. In più per la maggiore sono espedienti che consentono anche un risparmio economico (che non fa mai male...) Allora, proviamo a riprendere il discorso consigli pratici... Cercando di non ripetere quanto già detto nell'altro mio intervento. Dicevamo: Impianto idrico: i rompigetto per rubinetti. Ma quali sono i migliori? Sono detti anche aeratori o cartucce aerate e un intero kit per credo 5 o 6 rubinetti (lavandino cucina, lavabo, bidet...) costa dai 10 ai 12 euro. Il risparmio è dal 30 al 50% di acqua erogata nel flusso. Fate voi i calcoli. Eccoli qua i più efficienti hanno questa forma: Immagine utente Per il water dicevamo la doppia mandata. Ma se avete un vecchio impianto e non è il caso di rifarlo appositamente, potete utilizzare le cartucce di ricarica del sapone vuote. Le riempite dell'acqua desiderata, e le adagiate nel serbatoio dello scarico. La caldaia: la maggior parte delle caldaie ha la regolazione dell'acqua calda sanitaria e di quella per i riscaldamenti. Non serve impostare l'acqua calda sanitaria su valori altissimi: basta che esca da rubinetto il caldo che vi è confortevole, risparmierete 1.il tempo di regolazione col miscelatore (o manopole); 2.il metano in eccesso per portare a temperatura elevata l'acqua e poi doverla mischiare con la fredda per diminuirne la temperatura. Se in casa c'è qualcuno di più freddoloso, aumentate la temperatura sulla caldaia di giusto un grado o poco meno. Lo stesso vale per i termosifoni: è inutile averli con temperature da ustione, soprattutto se li usate per lugnhi lassi di tempo. E risparmierete anche i baffi neri sulle pareti. In ogni caso, e qui qualcuno storcerà il naso, degli abiti comodi quando fa freddo sono una buona soluzione; quando fa freddissimo ci aggiungiamo anche i riscaldamenti. Un buon termostato poi è l'deale, vi stacca la caldaia quando arriva a temperatura desiderata. Per i termosifoni incassati o appoggiati nei muri a contatto con l'esterno, ci sono dei pannelli riflettenti che vi fanno recuperare alcuni decimi di grado evitando la dispersione verso l'esterno. Sembrano pochi i decimi, ma già se vi unifromano la temperatura rispetto alle stanze interne, avete ottenuto un confort. Casa passiva Doppi vetri, alcuni consigli. Alcune persone non amano i doppi (o tripli) vetri dopo qualche esperienza negativa di formazione di condensa e macchie di umido nei muri. Ma nella stragande maggioranza dei casi, per quel che dipende dai vetri delle finestre, l motivo è presto detto: quelle finestre non venivano aperte se non una volta a settimana o meno! Allora ritorniamo alla vecchia e salutare abitudine, in particolare con i doppi vetri, di aprire le finestre di mattina per fare un salubre ricambio d'aria che contribuirà ad asciugare l'umidità della notte. Se poi siete in una zona particolarmente umida allora il problema (che 'era già da prima) può essere comunque affrontato mettendo delle prese d'aria nei telai delle finestre. Direte voi: da una parte coibenti e dall'altra apri? Non è un controsenso? No, le prese d'aria massimizzano l'uscita di aria umida (l'aria si muove e cerca la via d'uscita) e minimizzano la perdita di calore che avverrebbe lungo l'intera superficie della lastra di vetro. Se non potete rifare i pavimenti ma volete un sistema a diffusione a basse temperature come i riscaldamenti a pavimento, potete usare i tubi a parete (l'equivalente del risc a pavimento solo nella parete magari in una controparete oppure se dovete spostare tramezzi etc...) E questa era la seconda puntata.
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01/01/2000 00:00
Ripeto quanto scrivo è frutto dell'esperienza diretta. Volevo precisare sulle prese d'aria in infissi a doppio vetro: ferma restando l'importanza di aerare che abbiano ribadito entrambi, ti posso assicurate che un bagno molto umido col doppio vetro ha visto scomparire le macchie d'umidità grazie alla presa d'aria nell'infisso senza pregiudicare il contenimento del temperatura interna della stanza. Sarà perché l'ambiente era riscaldato e quindi l'umidità in soluzione nell'aria calda saliva verso l'alto fino a fare uno scambio con l'esterno (le prese d'aria sono nella parte alta del telaio) sarà per altri motivi ma il problema è stato risolto efficacemente. Caldaia tradizionale (non a condensazione) in accoppiata con termosifoni. 70°? Nooo bastano 60 soprattutto se usiamo termosifoni di ghisa, testato! Con una temperatura esterna di 5 gradi, hanno portato un ambiente di 100 mq da 17 a 20,5 (temperatura interna impostata atermostato) gradi C in poco più di un'ora. Non male, direi. La regolazione della temperatura dell'acqua di riscaldamento va fatta quindi in base alla temperatura esterna. È citato che se bisogna recuperare più di 4 gradi in poco tempo 60 gradi non bastano. L'ideale, se non abbiamo la sonda esterna, è farlo manualmente col variare dei periodi climatici.
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01/01/2000 00:00
Bene, parto dalle cose più semplici che mi vengono in mente, augurandomi di poter aggiungere ancora altro. Acqua: scarico differenziato del water (mandata piccola e grande). Filtri rompigetto per rubinetti, mescolano aria e acqua componendo un getto altrettanto grande con meno acqua. Ottimo su Tutti i rubinetti che usiamo per lavarci. Potrebbe non funzionare con la doccia che già spesso funziona così. Se avete pazienza pietre raccogliere l'acqua piovana per gli usi dell'acqua distillata, ma va filtrata dalle particelle che vagoni dall'aria nel contenitore che usate. Al posto degli anti calcare si può usare l'aceto di vino bianco. È forte, ancor di più se lo si riscalda. Potrebbe essere necessario diluirlo e immergervi i pezzi presi dal calcare. Le lampadine al led sono le più efficienti, anch'io le ho sostituite quasi tutte. Rispetto a quelle a fluorescenza compatta (le prime a risparmio energetico comparse) non contengono metalli pesanti e suoni da preferire. Preferisco comprare prodotti che abbiano un packaging fatto da materiali unici, divisi e riciclabili, come indicati da apposita etichetta. Sul mercato ci sono saponi con ricarica, e anche detersivi a suo impatto ambientale (lo vedere dall'etichetta se vi indica quanto tempo impiegano per essere digeriti da organismi marini o similari) Auto gpl, che è pur sempre gas di petrolio liquefatto, ma prima che le auto elettriche diventino alla portata di tutti, sono il meglio dopo il metano. Ovviamente bici e piedi. Uso i vecchi stenditoi. Uso della caldaia: è bene... Prossima puntata
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01/01/2000 00:00
Max per mè puoi disturbare ogni minuto.... che immaggini...."Sembrano dipinti di Michelangelo" figurati che dal telefonino, riesco a sentire l'odore[:142][:142][:142][:142] Immagine utente
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
quagliozzi ha scritto:
Un consiglio automobilistico per risparmiare: abituatevi a guidare ignorando il pedale del freno. Regolate la velocità per affrontare le curve senza dover frenare, utilizzandolo solo quando non è possibile fare altrimenti. Risparmierete freni e carburante. Dopo le prime volte vi accorgerete di quante volte utilizzavate il freno inutilmente. Ovviamente non rispondo di eventuali incidenti. [:D]
perchè le auto son dotate pure di freni? [:0][:0][:0][:0][:0] e io che per fermarmi uso cunette, dossi, e paraurti altruiiiii!!!![:(][:(][:(]
Scusa puoi sempre comprarti una di queste, dotate di paracadute....che ti aiutano a fermarti prima[:D][:D][:D] Ti costerà un mutuo per comprarla.....mà al quantomeno risparmi i freni[:D][:D][:D] Immagine utente
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01/01/2000 00:00
Come ha già detto siman, ci sono molte cose che oltre ad essere meno dannose per l'ambiente offrono anche un notevole risparmio economico, per cui davvero non si capisce per quale motivo non vengano preferite da tutti....esempi pratici: lampadine a led, elettrodomestici classe AA/AAA, auto con impianto a metano/gpl, non utilizzo dell'auto se non strettamente necessario, non sprecare cibo, riciclando per esempio la pasta avanzata facendone una bella frittata di pasta...(lo spreco di cibo è una cosa che proprio non sopporto in generale....) utilizzo di pannelli solari per l'acqua calda, applicazione di filtri su tutti i rubinetti per risparmio di acqua (si risparmia anche fino al 50% di acqua)
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: Ah beh, quello anche da noi! Tutto ciò che Simo, sua figlia e il cane non finiscono, alla sera lo danno a me. [:D]
ah però....pure il cane??? .....però non ci specificare con simo con che cosa scodinzoli tu [:p][:p][:p][:p][:p][:p]
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01/01/2000 00:00
Beh di umbro nulla batte il rosso di Montefalco, un bel rosso rubino con corpo medio che non affoga ne allappa, ottimo per dire: la prima è mangiata, avanti la seconda!!!! Ma ne abbiamo diversi di Rossi, e anche di Bianchi da poter abbinare con tranquillità e giusta combinazione. Se poi questa roba la mangi con la nostra " torta al testo", detta "ciaccia al panaro" all'estremo nord, allora hai fatto o offerto una cena poi che degna e gustosa.
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01/01/2000 00:00
Se potessi metterei dei pannelli solari e farei l'orto; per ora mi accontento di limitare gli sprechi, usare lampadine a basso consumo energetico, usare poco l'auto e privilegiare la bici e il treno.
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01/01/2000 00:00
Credo che avrebbe avuto una maggiore partecipazione se si fosse chiesto: Ma tu quanto inquini? A parole siamo tutti naturisti, ecologisti etc. ma quando si tratta di tradurre le parole in fatti......mostriamo il nostro lato peggiore.
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