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sergino ha scritto:
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Mi rendo conto che è poco, che consumo e mangio almeno 20 volte tanto di quanto facevano i miei genitori e non so quanto di più ancora di coloro ai quali andiamo nei loro paesi a sottrarre materie prime contraccambiandoli con moneta a base di dittature, disastri ambientali e di guerre....
So che è poco , forse nulla, ma staccarci dal nucleare e dal petrolio è un fatto urgente ed iderogabile. Perlomeno pensare concretamente a come farlo!
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comincio dal fondo di questo bel report per sottolineare questa che ritengo una frase importante ... e che al di la di mille altre considerazioni, mi ha fatto abbandonare il referendum. Facile chiudere, facile fregarsene di quello che avremo comprato, e con che costi umani, altrove. Ma se solo per il 3 %, o 14 % come dicono altri, sarà sempre una percentuale in meno che andiamo a sottrarre ad altri.
Proseguo con i ragionamenti di caldaie intrapreso.
Casa nuova. A parte le ovvie coibentazioni, ormai di legge, il suggerimento verte, a seconda delle condizioni ambientali, su tre elementi: caldaia a condensazione, sonda di temperatura esterna, riscaldamento a pavimento, più eventuali pannelli solari di compensazione/preriscaldamento come diceva Sergio.
La caldaia a condensazione merita il suo valore e sfrutta la sua tecnologia solo se lavora a temperature inferiori ai 45/50 gradi circa. A temperature più altre diventa una normalissima vecchia caldaia ciucciametano.
Non ricordo bene le percentuali, ma ci sarà chi mi correggerà i numeri. Dato lo stesso livello di riscaldamento, a parità di impianto:
caldaia tenuta a 60-80 °, ha un rendimento del 90%
caldaia tenuta a 30-40 °, ha un rendimento del 107 %
Cioè tenendo le caldaie a bassa temperatura, si arriva ad un risparmio di circa il 30 %
Però c'è un però: questo vale se si riesce a combinare una serie di installzioni.
1° se si installano radiatori a pavimento, si potranno tenere la caldaie anche a soli 30-35 °, quindi entra in funzione solo per pochi minuti ogni tanto, e si potranno/dovranno tenere accesi almeno per 12/15 ore al giorno.
2° se si hanno radiatori standard, inutile illudersi di tenere la caldaia a basse temperature. Sarà sempre attaccata, e non scalderà un bel nulla. Arrivare ad almeno 70° è un obbligo, e quindi addio al risparmio energetico
3° se la caldaia supera i 50/55° non entra in funzione il circuito di condensazione in modo decente, quindi si perde il recupero del calore dei fumi, quindi altro minor rendimento
4° idealissimo, se possibile, installare la sonda esterna. In pratica è una specie di termostato al contrario, ma va installata solo se si ha tutto l'impiano a regola (tipo radiatori a pavimento). La sonda percepisce la temperatura esterna, quindi accende o spenge o comunque regola il funzonamento della caldaia, quando c'è il giorno che fa caldo e non c'è bisogno di scaldare.
Inutile dire che chi la fortuna di avere caldaie alternative, o caminetti, o pannelli, possa collegare questi alla caldaia. Quest'ultima servirà solo come rafforzo o come tampone automatico in caso di assenza per lavoro o vacanze, per evitare gli eccessivi raffreddamenti.
UNa nota per i pannelli: questi riescono a riscaldare abbastanza decentemente l'acqua, e possono mandare avanti durante il giorno un riscaldamento a pavimento da soli. Dovranno essere suppliti solo di notte.
Casa vecchia.
Dove possibile far cappottare la casa, coibentare soffitti e fondi, onde isolare il più possibile. Se possibile buona l'idea di mettere i riscaldamenti a parete, oppure studiare di coprire il vecchio pavimento coi nuovi parquet semiplastico o naturali, e nell'intercapedine inserire i tubi del riscaldamento.
A prescindere sostituire le vecchie caldaie a regolazione d'acqua, sono dispensiosissime. Per non parlare di quelle fiamma pilota fisso, che ormai dovrebbero essere scomparse: consumano circa 250 mc/anno solo per la fiamma pilota.
Regolazione d'acqua o di metano. E' il tipo di stabilizzazione di temperatura che le caldaie hanno. Quando la caldaia raggiunge la temperatura stabilita, ha due possibili sistemi di stabilizzazione: ad acqua o a metano.
Quella ad acqua mantiene lo stesso livello di metano bruciato, ma regola l'afflusso d'acqua più o meno veloce per stabilizzare la temperatura scelta.
Quelle a metano, mantengono lo stesso flusso di circolo d'acqua, ma regolano il gas bruciato, come si fa con una pentola in cucina, per dare più o meno calorie. E' già intuibile di per se, ma sappiate che quelle a regolazione di metano risparmiano tantissimo, non influendo, tra l'altro, con l'apporto di calore negli ambienti, rimanendo costante il ricambio d'acqua negli elementi.
Inutile aggiungere che oltre al controllo biennale dei fumi, far controllare la pressione del polmone, e far pulire la camera del bruciatore ogni anno, contrinuisce notevolmente al risparmio globale. Un polmone non caricato a modo, fa si che la pressione di spinta sia insufficente, quindi l'acqua si scalda e gira in modo irregolare, se non quasi nullo. Cosi come un bruciatore pieno di ceneri e poveri. Il gas brucerà male, e buona parte di incobusto o un getto mal diretto sugli scambiatori, farà si che aumenti l'inefficenza della caldaia con relativi sprechi.
Acqua sanitaria. Giusta la riflessione di ionudista. Se a volte la usate per lavare i piatti, dovete tenerala a forza attorno ma non superiore ai 45 °
Ma se ci fate solo la doccia, e visto che la userete al massimo attorno ai 38-40 gradi, perchè scaldarla di più per poi raffreddarla mettendo il miscelatore a metà se non meno? Meglio fare delle prove, e metterla a temparatura utile, ma iù bassa possibile.
Finestre e umidità.
Sono di norma contrario ad ogni forma di fessura, spiffero, e buchi vari nei muri, a cominciare da quelli obbligatori e raccomandati, per il metano da cucina. Il flusso d'aria, per quanto minimo, è costante, quindi il raffreddamento ambientale sarà altrettanto costante. E non mi risulta che l'umidità presente trovi nell'ambiente dei segnali stradali che gli indichino l'uscita. Davvero mettere doppi vetri, magari anche l'ultima generazione a bassa emissione, mettere le guarnizioni tra le ante delle finestre, e poi lasciare gli spifferi....Meglio, molto meglio, appena possibile, aprire tutte le finestre soprattutto in contr'aria, cioè senza porte chiuse, anche solo per 10 minuti al giorno, a casa calda, svuota con una solo botto tutta l'umidità presente, in quanto essa, contenuta in soluzione nell'aria calda, appena aprite le finestre, si precipiterà fuori per effetto dello scambio termico. Otterrete ambienti asciutti, in pochissimo tempo, lasciando le pareti ancora calde e senza che risentano di raffreddamenti.