Energie alternative & C

a_fenice 02/09/2026 21:37 5.982 Visite
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
Alla fine vi siete buttati sul cibo, eh?
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01/01/2000 00:00
Intervengo un po' a singhiozzo nel forum, scrivo e poi scompaio e molte volte non ho la costanza di continuare a ribattere... Mi chiedete un mio parere più approfondito, ma non so se saprò soddisfarvi. Le nostre abitazioni sarebbero da abbatte nella maggioranza dei casi e ricostruite secondo criteri di risparmio energetico appropriato, anche se sono del parere che con il nuovo se non si eseguono le opere in modo appropriato di problemi ve ne siano, purtroppo pur essendoci le tecniche molti che realizzano i lavori guardano molto più al loro profitto che al risultato finale. Sono solo un umile idraulico e mi affido molto spesso ad un tecnico nella fase di progettazione per cui l'esperienza l'ho acquisita "sul campo" e non sui libri e devo molto spesso seguire gli studi fatti da altri. Devo intervenire in merito ad un po' di imprecisioni. Caldaia a condensazione - è vero che minore è la temperatura di mandata e maggiore è la differenza con quella di ritorno, maggiore è la resa di questa, ma sopratutto con le caldaie a condensazione riduciamo in ogni caso le immissioni di gas combusti in ambiente. Anche con le alte temperature comunque le caldaie a condensazione rendono di più di quelle classiche, i gas di scarico escono a temperature più basse e quindi richiedono meno energia avendo meno sprechi in fase di combustione. Un problema delle caldaie normali ad alta efficienza era quello di riuscire a non far creare le condense che sono corrosive (mai buttarle in terreno o negli scarichi soprattutto di acque piovane se non opportunamente trattate), quindi veniva innalzata la temperatura di combustione per far uscire dal camino le condense vaporizzate. Comunque il problema caldaie normali o a condensazione non sussiste più essendo obbligatorio installare caldaie a condensazione dallo scorso anno, anche in sostituzione, con il conseguente aumento di interventi necessari per la sostituzione: Canne fumarie, Filtri, lavaggio impianto... I radiatori in ghisa e quelli in acciaio: La ghisa inizia lo scambio termico a temperature più alte rispetto a quelli in acciaio. A parte il costo attuale della ghisa, si utilizzano i radiatori in acciaio perché posso avere delle temperature di mandata anche relativamente basse, comunque più sono basse le temperature più dobbiamo aumentare le superfici del corpo scaldante (variazione di calcolo su delta T), comunque potendo si deve sempre preferire l'impianto a pavimento, a parete o al limite a soffitto Se calcolato in bassa temperatura si possono realizzare temperature di mandata anche a 28°. Per il funzionamento è preferibile far funzionare l'impianto costantemente per un numero di ore congruo, a temperature basse, che avere dei picchi di temperatura nel funzionamento, limitando le accensioni e gli spegnimenti della caldaia. Molte caldaie a condensazione hanno una modulazione effettiva di 1 . 10, quindi caldaia dimensionata giusto per il tipo d'impianto che al minimo produce pochi kw in modo costante. Il calcolo termico sui radiatori viene sempre fatto sui metri cubi mai sulla superficie indicativamente si calcolano 35 KW al metro cubo (Lombardia), in montagna si arriva anche a più di 50 kw, se aumento i coefficienti di isolamento diminuisce anche il fabbisogno di KW. Poi vi sono anche altri calcoli da fare in base all'esposizione alla destinazione dei locali ecc.. La sonda esterna è funzionale se applicata correttamente e se calcolata bene la curva, anche le testine termostatiche applicate sui singoli radiatori influiscono sui consumi. Le case più sono isolate Cappotti, vetri termici ecc..., più sono soggette alla formazione di condense e quindi di muffe sopratutto se gli interventi vengono fatti male lasciando ponti termici, o con interventi di ristrutturazione parziali. Comunemente nelle costruzioni in classe A viene realizzato obbligatoriamente un impianto d'areazione e triplo flusso e a bassa entalpia. In sintesi si ha un costante ricambio d'aria (senza dover aprire le finestre) e l'aria che viene immessa in abitazione recupera il calore di quella in uscita, su questo sistema può essere applicato un deumidificatore per l'estate od addirittura un impianto di riscaldamento questo solo se la casa è in classe A +. Pannelli solari termici, per il miglior utilizzo importante è il posizionamento Pieno sud, e l'inclinazione , mai sotto i 45° massimo 60° se utilizzati per integrazione al riscaldamento, e serbatoi d'accumulo appropriati. L'Italia è lunga e se ho fatto un impianto in Puglia per una casetta che con 10 MQ di pannelli solari a 55° (a svuotamento) pieno sud, questa viene riscaldata con impianto a pavimento realizzato con tubazione in passo 10, serbatoio da L 500 ed un'integrazione per i giorni di pioggia, ma una tipologia simile di collettori solari con serbatoio da L 800 serve per produrre l'82% di acqua sanitaria per due famiglie in Valtellina in un posto molto ben esposto... Per produrre acqua sanitaria se non si hanno spazi per posizionare i pannelli solari termici, che poi in caso di cielo coperto e d'inverno non rendono moltissimo, vi sono sempre gli scaldabagni in pompa di calore. In un condominio Ho installato un pannello solare unico di 12 MQ con puffer da L 100 con un sistema particolare a stratificazione (il serbatoio incide in resa anche più del 20%), ma c'è pur sempre la caldaia ad integrazione, qui riesco a dare almeno il 60% di resa, ma solo perchè non avevo posto per posizionare un serbatoi9o da L 1500. Soluzioni ideali non ve ne sono, in ogni situazione bisogna trovare la soluzione appropriata che tenga conto del bagget e di quello che si vuole ottenere. Tenete presente che a partire dal 2018 (2017 in Lombardia) per le nuove costruzioni, e per le ristrutturazioni importanti bisognerà garantire il 50% da energie rinnovabili sul totale dei consumi anche elettrici. Saranno cazzi e ci vorranno un sacco di soldi. Le soluzioni applicabili pompe di calore Acqua Acqua (geotermico), o acqua aria, abbinate e pannelli fotovoltaici, eolico, o al limite cogeneratori. Le biomasse sono 100% rinnovabili, ricircolo dell'aria obbligatorio, soluzioni di illuminazione per i locali ciechi con installazioni di solartube. Al dilà di tutte le difficoltà speriamo che queste soluzioni vengano applicate e non deroghino in materia altrimenti... Comunque qui c'è un problema, se copriamo le nostre case con pannelli in polistirolo che salubrità diamo alle nostre abitazioni, alternative: il sughero è un materiale interessante ma alquanto limitato, ci sono le fibre vegetali, fibra di legno ottima, ma la più efficiente fibra di canapa è difficoltosa da avere grazie alle leggi proibizioniste in vigore, c'è la paglia, sulle alpi francesi ho visto realizzare un condominio nuovo ricoperto da balle di paglia da 50/60 cm di spessore. Di soluzioni innovative non ve ne sono abbiamo comunque la possibilità di utilizzare quanto abbiamo a disposizione in maniera intelligente, ma qui c'è un ma, le qualità dei materiali che sono scese vertiginosamente rispetto al passato ed anche quelle che erano marche affidabili, per stare dentro al mercato si sono dovute adeguare al ribasso.... Ciao
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01/01/2000 00:00
Di mestiere faccio l'idraulico, da nove anni costretto a diventare artigiano, anche per farmi da voi un pò conoscere... mi limito a riportare la mia esperienza. Essendo da sempre sensibile al discorso energetico, all'ecologia (il mio primo figlio l'ho chiamato Dimitri per il significato del nome "figlio della madre terra"), e per lunghi anni vicino agli ambienti ecologisti più radicali, ho sempre seguito con attenzione la questione. Diventando artigiano ho cercato di proporre soluzioni impiantistiche magari non commerciali, ma funzionali al risparmio energetico, purtroppo con enormi difficoltà, talvolta uscendo dal mercato per aver proposto prodotti funzionali che magari non risultavano concorrenziali a prodotti di gran lunga inferiori ed installati solo perchè obbligati per legge o "venduti meglio"... Comunque in casa ho cambiato quasi tutti gli elettrodomestici e le lampadine (purtroppo i soldi mancano), non ho potuto investire negli isolamenti termici, ma ho installato una stufa a legna in terracotta a camere d'aria che cede il calore lentamente all'ambiente con conseguenti risparmi nella legna combusta, minori immissioni in ambiente di CO2 ed ottimo confort, limitando così l'utilizzo dei radiatori a metano (Caldaia a condensazione da quasi 20 anni). Ho un sistema a pannelli solari per la produzione dell'acqua calda sanitaria con i pannelli solari inclinati a 50° posizionati in pieno sud, e l'accumulo in preriscaldamento che non viene mai riscaldato dalla caldaia... Per il resto per anni in passato ho sempre girato in bici, treno, ma trasferendomi in un paesino in collina, per motivi di lavoro e per assenza di mezzi pubblici, mi sono dovuto adattare nel tempo ed adeguarmi al trasporto individuale e rapido (si fa per dire), per il resto pur avendo allentato molto l'attenzione a cosa mangio (sono sempre in giro per lavoro) cerco di acquistare a KM 0 o prodotti biologici da aziende o contadini che conosco e di cui ho la massima fiducia, facendo da questi acquisti collettivi che poi ci scambiamo pur non facendo parte di alcun GAS. Mi rendo conto che è poco, che consumo e mangio almeno 20 volte tanto di quanto facevano i miei genitori e non so quanto di più ancora di coloro ai quali andiamo nei loro paesi a sottrarre materie prime contraccambiandoli con moneta a base di dittature, disastri ambientali e di guerre.... So che è poco , forse nulla, ma staccarci dal nucleare e dal petrolio è un fatto urgente ed iderogabile. Perlomeno pensare concretamente a come farlo!
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maro58
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01/01/2000 00:00
mi vien fame solo a leggere Immagine utente basta !!!!!!!!!!!!
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maro58
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01/01/2000 00:00
Mi sento parecchio a disagio. A parte aver cambiato di recente la caldaia a metano sopratutto per motivi di risparmio.... vado in ufficio in auto, annaffio il giardino con l'acqua potabile... non ho messo pannelli solari perchè, a conti fatti era antieconomico. Compero l'acqua gasata... Acquisto dei bellissimi faldoni colorati con dentro detersivi vari... Vi sono tanti modi per adoperarsi positivamente ed in passato ho fatto quanto mi era possibile... ma a casa NO ! Pietà Aiuterò siman a mangiare quello che passa il convento, però senza scodinzolare. [:)]
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Mi avete convinto. Riscaldarsi distrugge il pianeta.
30 anni fa fummo lì lì per fottere l'intera europa...
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maro58
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
@ Siman. Papete, santo domingo, e Canarie no? Andiamo tutti dalla Cri, e fancups al riscaldamento
posso venire anche io ? Immagine utente
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01/01/2000 00:00
benissimo, una volta tanto la sfida è stata raccolta, Speriamo che continui. Ora vorrei suggerire, ma suggerire e basta, che assieme a quanto abbiamo e stiamo facendo, chi di noi ha avuto qualche brillante idea, ma anche sulle cose più semplici, ci dia indicazione di come realizzarle. Negli anni mi sono reso conto che non sempre ciò che viene appreso dalle varie fonti è effettivamente efficace e produttivo. Problemi semplici, dalle soluzioni altrettanto semplici, ma che sono l'uovo di Colombo. Parto con una appena verificata, cosi come esempio pratico. Spero vi piaccia. Dunque ormai da anni assieme a mia mamma facciamo il compost, con cui poi concimiamo l'orto in primavera assieme ad un po di stallatico, quando si zappa tutto per rinnovare la stagione. Da anni provo questa cosa infernale mettendo sia pulitura di cibi (insalate, fondi di caffè, bucce di frutta....) sia le raccolte di verdure non infestanti dell'orto (foglie triturate di alberi, piante a fine produzione tipo pomodori, cetrioli, fave etc, tutte ben sminuzzate). Ho provato a mettere nei posti soleggiati, in quelli riparati dal solo, ad umidificare, e lasciare secco, a mettere i batteri in scatola..... si il compost c'era, ma era sempre di qualità scarsa. Poi anno scorso in primavera ho detto: mi sono rotto degli esperti, e farò come facevano i contadini con le loro letamaie, senza tante menate strane. Dunque queste le soluzioni adottate: - bidone messo a terra. Ho lasciato il tubo centrale arieggiante, ma da quest'anno tolgo anche quello. Tutto il pavimento è poggiato a terra, su delle mattonelle, in modo che passi aria si, ma non eccesssiva (le letamaie erano stivate in una buca in terra) - posizione soleggiata, ma con un pezzo di ombreggiante per coprire il lato più caldo (le letamaie erano sempre posizionate verso nord ovest, sole, ma non troppo. In fondo i batteri han bisogno di calore per proliferare). - Sminuzzare i materiali quanto più possibile, e ogni tanto bagnarli con un po di acqua, per evitare disseccamenti. - rifiuti casalinghi: invece di usare i sacchetti di plastica, e poi riversare nel bidone il raccolto, con relativo spreco del sacchetto inutilmente, ho cominciato ad adoprare quelli nuovi a fibra di mais. Riempio, lego i manici, e li metto nel bidone in modo sparso. Riciclo il sacchetto, i rifiuti che nel frattempo han cominciato a fermentare, finiscono di farlo per bene, aggrediscono i sacchetti, lo distruggono, e versano miliaridi di batteri sulle altre parti verdi (altro che quelle polveri da consorzio). - inoltre al comune non do quasi nulla da riciclare, solo le erbe infestanti, che non uso per l'orto, per evitare contaminazioni. Quest'anno ho ottenuto un compost da urlo, strillava erergia in ogni singola fibra, e senza alcuna puzza strana. Se riesco faccio una foto all'unica coltivazione adesso presente, piantata a novembre scorso. Una pracetta di fave alte quasi un metro!!! Altro che quelle robe ammosciate e rinsecchite del supermarcato...e tutto ottenuto via riciclaggio...
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01/01/2000 00:00
bel paese questo....dov'è che abiti che im trasferisco? [;)][;)][;)]
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01/01/2000 00:00
vero siman. Talebani no, ma mettersi nudi in discarica, stendersi al sole in una nebbia di fumo..... non da gusto nemmeno ai nudisti, in teoria ancor meno che ai tessili, visto che di norma amiamo posti non strutturati, al contrario delle spiagge altamente turistiche. e questo dovrebbe spingerci per primi a "sporcare" di meno, in tutto. Poi, regola non esiste, visto che spesso ci incacchiamo noi stessi di quanti rifiuti roviamo in spiaggia. @nick54. bona la domanda, ma la realtà dei fatti rispecchia lo standard italiano. Di risparmiare il mondo, a pochi interessa..... e il topic defunge dopo appena il primo vagito, come sempre, quando si toccano argomenti seri.
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01/01/2000 00:00
sergino ha scritto:
**************** Mi rendo conto che è poco, che consumo e mangio almeno 20 volte tanto di quanto facevano i miei genitori e non so quanto di più ancora di coloro ai quali andiamo nei loro paesi a sottrarre materie prime contraccambiandoli con moneta a base di dittature, disastri ambientali e di guerre.... So che è poco , forse nulla, ma staccarci dal nucleare e dal petrolio è un fatto urgente ed iderogabile. Perlomeno pensare concretamente a come farlo!
comincio dal fondo di questo bel report per sottolineare questa che ritengo una frase importante ... e che al di la di mille altre considerazioni, mi ha fatto abbandonare il referendum. Facile chiudere, facile fregarsene di quello che avremo comprato, e con che costi umani, altrove. Ma se solo per il 3 %, o 14 % come dicono altri, sarà sempre una percentuale in meno che andiamo a sottrarre ad altri. Proseguo con i ragionamenti di caldaie intrapreso. Casa nuova. A parte le ovvie coibentazioni, ormai di legge, il suggerimento verte, a seconda delle condizioni ambientali, su tre elementi: caldaia a condensazione, sonda di temperatura esterna, riscaldamento a pavimento, più eventuali pannelli solari di compensazione/preriscaldamento come diceva Sergio. La caldaia a condensazione merita il suo valore e sfrutta la sua tecnologia solo se lavora a temperature inferiori ai 45/50 gradi circa. A temperature più altre diventa una normalissima vecchia caldaia ciucciametano. Non ricordo bene le percentuali, ma ci sarà chi mi correggerà i numeri. Dato lo stesso livello di riscaldamento, a parità di impianto: caldaia tenuta a 60-80 °, ha un rendimento del 90% caldaia tenuta a 30-40 °, ha un rendimento del 107 % Cioè tenendo le caldaie a bassa temperatura, si arriva ad un risparmio di circa il 30 % Però c'è un però: questo vale se si riesce a combinare una serie di installzioni. 1° se si installano radiatori a pavimento, si potranno tenere la caldaie anche a soli 30-35 °, quindi entra in funzione solo per pochi minuti ogni tanto, e si potranno/dovranno tenere accesi almeno per 12/15 ore al giorno. 2° se si hanno radiatori standard, inutile illudersi di tenere la caldaia a basse temperature. Sarà sempre attaccata, e non scalderà un bel nulla. Arrivare ad almeno 70° è un obbligo, e quindi addio al risparmio energetico 3° se la caldaia supera i 50/55° non entra in funzione il circuito di condensazione in modo decente, quindi si perde il recupero del calore dei fumi, quindi altro minor rendimento 4° idealissimo, se possibile, installare la sonda esterna. In pratica è una specie di termostato al contrario, ma va installata solo se si ha tutto l'impiano a regola (tipo radiatori a pavimento). La sonda percepisce la temperatura esterna, quindi accende o spenge o comunque regola il funzonamento della caldaia, quando c'è il giorno che fa caldo e non c'è bisogno di scaldare. Inutile dire che chi la fortuna di avere caldaie alternative, o caminetti, o pannelli, possa collegare questi alla caldaia. Quest'ultima servirà solo come rafforzo o come tampone automatico in caso di assenza per lavoro o vacanze, per evitare gli eccessivi raffreddamenti. UNa nota per i pannelli: questi riescono a riscaldare abbastanza decentemente l'acqua, e possono mandare avanti durante il giorno un riscaldamento a pavimento da soli. Dovranno essere suppliti solo di notte. Casa vecchia. Dove possibile far cappottare la casa, coibentare soffitti e fondi, onde isolare il più possibile. Se possibile buona l'idea di mettere i riscaldamenti a parete, oppure studiare di coprire il vecchio pavimento coi nuovi parquet semiplastico o naturali, e nell'intercapedine inserire i tubi del riscaldamento. A prescindere sostituire le vecchie caldaie a regolazione d'acqua, sono dispensiosissime. Per non parlare di quelle fiamma pilota fisso, che ormai dovrebbero essere scomparse: consumano circa 250 mc/anno solo per la fiamma pilota. Regolazione d'acqua o di metano. E' il tipo di stabilizzazione di temperatura che le caldaie hanno. Quando la caldaia raggiunge la temperatura stabilita, ha due possibili sistemi di stabilizzazione: ad acqua o a metano. Quella ad acqua mantiene lo stesso livello di metano bruciato, ma regola l'afflusso d'acqua più o meno veloce per stabilizzare la temperatura scelta. Quelle a metano, mantengono lo stesso flusso di circolo d'acqua, ma regolano il gas bruciato, come si fa con una pentola in cucina, per dare più o meno calorie. E' già intuibile di per se, ma sappiate che quelle a regolazione di metano risparmiano tantissimo, non influendo, tra l'altro, con l'apporto di calore negli ambienti, rimanendo costante il ricambio d'acqua negli elementi. Inutile aggiungere che oltre al controllo biennale dei fumi, far controllare la pressione del polmone, e far pulire la camera del bruciatore ogni anno, contrinuisce notevolmente al risparmio globale. Un polmone non caricato a modo, fa si che la pressione di spinta sia insufficente, quindi l'acqua si scalda e gira in modo irregolare, se non quasi nullo. Cosi come un bruciatore pieno di ceneri e poveri. Il gas brucerà male, e buona parte di incobusto o un getto mal diretto sugli scambiatori, farà si che aumenti l'inefficenza della caldaia con relativi sprechi. Acqua sanitaria. Giusta la riflessione di ionudista. Se a volte la usate per lavare i piatti, dovete tenerala a forza attorno ma non superiore ai 45 ° Ma se ci fate solo la doccia, e visto che la userete al massimo attorno ai 38-40 gradi, perchè scaldarla di più per poi raffreddarla mettendo il miscelatore a metà se non meno? Meglio fare delle prove, e metterla a temparatura utile, ma iù bassa possibile. Finestre e umidità. Sono di norma contrario ad ogni forma di fessura, spiffero, e buchi vari nei muri, a cominciare da quelli obbligatori e raccomandati, per il metano da cucina. Il flusso d'aria, per quanto minimo, è costante, quindi il raffreddamento ambientale sarà altrettanto costante. E non mi risulta che l'umidità presente trovi nell'ambiente dei segnali stradali che gli indichino l'uscita. Davvero mettere doppi vetri, magari anche l'ultima generazione a bassa emissione, mettere le guarnizioni tra le ante delle finestre, e poi lasciare gli spifferi....Meglio, molto meglio, appena possibile, aprire tutte le finestre soprattutto in contr'aria, cioè senza porte chiuse, anche solo per 10 minuti al giorno, a casa calda, svuota con una solo botto tutta l'umidità presente, in quanto essa, contenuta in soluzione nell'aria calda, appena aprite le finestre, si precipiterà fuori per effetto dello scambio termico. Otterrete ambienti asciutti, in pochissimo tempo, lasciando le pareti ancora calde e senza che risentano di raffreddamenti.
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01/01/2000 00:00
Anche io all'inizio, a casa nuova, ho provato con temperature di esercizio più basse, attorno ai 60* Raggiungevo malapena 17/18 gradi, e tenendo in esercizio anche 15 ore al giorno. Dopo la prima bolletta bimestrale da 1.700 €, ho mandato a quel paese l'idraulico installatore, e son andato sugli antichi 70. Mezz'ora e la temperatura era a 20*, e la caldaia cessava di funzionare per raggiunta temperatura. Riprendeva solo a piccolo sprazzi ogni 30-45 minuti, e q quel punto ho creato le zone orarie: 12/13 e 18/20. Il necessario per mangiare caldi e tiscaldare la stanza sui 18 Max (sempre bene che la stanza sia fresca, meglio mettere uno scalda materasso che con 20 minuti a 40 W ti fa entrare nel letto senza soffrire, e senza dover forzare il riscaldamento. Ora ho potenziato l'uso del camino, forse gli metterò anche i motori ventilati, e con 10/15 kg Max di legna al giorno, ho sui 24/25 gradi fissi nell'area giorno e 16 nella notte. Il riscaldamento parte solo una mezz'oretta la sera, giusto per tirare su la camera. Ovviamente ho anche cambiato le valvole della zona giorno, mettendo delle termostatiche a 18/19, così se ho camino acceso, i termosifoni si chiudono, se son fuori, pensano loro a stemperare. @ Siman. Papete, santo domingo, e Canarie no? Andiamo tutti dalla Cri, e fancups al riscaldamento
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01/01/2000 00:00
Beh di umbro nulla batte il rosso di Montefalco, un bel rosso rubino con corpo medio che non affoga ne allappa, ottimo per dire: la prima è mangiata, avanti la seconda!!!! Ma ne abbiamo diversi di Rossi, e anche di Bianchi da poter abbinare con tranquillità e giusta combinazione. Se poi questa roba la mangi con la nostra " torta al testo", detta "ciaccia al panaro" all'estremo nord, allora hai fatto o offerto una cena poi che degna e gustosa.
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01/01/2000 00:00
quagliozzi ha scritto:
Un consiglio automobilistico per risparmiare: abituatevi a guidare ignorando il pedale del freno. Regolate la velocità per affrontare le curve senza dover frenare, utilizzandolo solo quando non è possibile fare altrimenti. Risparmierete freni e carburante. Dopo le prime volte vi accorgerete di quante volte utilizzavate il freno inutilmente. Ovviamente non rispondo di eventuali incidenti. [:D]
perchè le auto son dotate pure di freni? [:0][:0][:0][:0][:0] e io che per fermarmi uso cunette, dossi, e paraurti altruiiiii!!!![:(][:(][:(]
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01/01/2000 00:00
e in tema di risparmio energetico, ambientale, economico...anche se disturberò qualche amico vegetariano/vegano.... produzione casalinga secondo antiche ricette umbre (dette Norcine, ma in vero Folignate) senza alcun prodotto chimico...solo sale, pepe aglio e vino queste crude Immagine utente Immagine utente Immagine utente e queste cotte Immagine utente Immagine utente e questa la riserva per 5 famiglie e per gli amici che vengono a trovarmi Immagine utente
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