Ciao a tutti,
I miei genitori hanno sempre fumato in casa e fuori.
Mio padre (molto di più di mia madre), almeno due pacchetti al giorno.
Verso i 16 anni, di nascosto, ho acceso la prima sigaretta rubandola dal loro pacchetto lasciato incostudito in casa; volevo capire quali fossero le sensazioni che anche i miei genitori provavano, ma che mi vietavano.
Da minorenne non credo di essere mai stata in tabaccheria a comprare un pacchetto, ma di aver usufruito di quelle dei miei a loro insaputa. Sempre in quantità ridotta: una la settimana o meno.
Fino a quando mi hanno sorpresa... e sì, che romanzina !!
Negli anni successivi ho fumato ancora, sempre di nascosto e poco.
Il mio moroso (che successivamente diventò il padre dei miei figli) non fumava e perciò mi nacondevo da lui, dai miei e poi anche dai miei figli.
A mio padre (lo adoravo) fu diagnosticato un tumore ai polmoni a 46 anni, lo accompagnavo a fare chemioterapia, subì un intervento che gli portò via un polmone e mezzo, si spense a 53 anni.
In quei sette anni non toccai una sigaretta c'era una sorta di patto tra me e Dio.
Morì poco dopo il mio matrimonio, non ebbe il tempo di conoscere i suoi nipoti, lui che sarebbe stato un nonno amorevole, sono certa che se avesse saputo di dover rinunciare a così tanto avebbe smesso prima di sapere di essere malato.
E' stata una vita da fumatrice tormentata [:)]
Il desiderio della sigaretta ho sempre potuto soddisfarlo solo se ero sola.
I miei ragazzi non sanno che fumo ogni tanto (è un segreto):
Sin da piccolissimi alle loro domande: "Perchè il nonno è morto?" Ho sempre risposto: "Fumava troppo".
Il maggiorenne rimase sconvolto a 14 anni quando, andando a prendere i mezzi per le scuole superiori, vide tanti suoi compagni delle medie fumare in stazione. Ho speranza che non fumerà mai.
Il mio attuale compagno (non fumatore) è stato per anni il mio "portatore sano" [:)][:)] (lui stesso si definisce così)[:)][:)]Lui comprava il pacchetto e lo custodiva per me.
Quando eravamo in vacanza, me lo cedeva e io potevo fumare quanto volevo, ma solo in vacanza, di nascosto dai figli (per non deluderli)
Per me accendere una sigaretta ha sempre significato "un attimo solo per me".
Qualche volta solo perchè era vacanza, qualche altra perchè ero nervosa, spesso dopo aver fatto l'amore.
Quest'estate ho conosciuto una persona (più giovane di me di dieci anni e più saggia)che mi ha fatto riflettere. Avevo bisogno di una mano per iniziare a prendermi cura di me, della mia salute, del mio benesssere, ho trovato la persona giusta.
Mi ha suggerito una dieta bilanciata, mi ha spronata a correre mezz'ora al giono, mi ha detto :
"Ricordati, abbiamo un corpo solo, dobbiamo prendercene cura, se lo trascuriamo non potremo averne un altro nuovo!" Tra un po' di dieta e un po' di corsa mi sono convinta di poter fare a meno anche di quelle poche sigarette.
Ora ho smesso, spero per sempre.