Zero waste - la possibilità di evitare i rifiuti

helios 02/09/2026 21:37 4.850 Visite
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01/01/2000 00:00
È interessante ciò che scrivi:
a_fenice ha scritto: Queste sarebbero cose da pubblicizzare, evidenziare, ringraziando la ditta che riesce a fare incarti “leggeri”, ma anche facendo il contrario, tipo scrivendo alla ditta che usa mega imballi. Qualcosa del tipo “cara ditta xyz, io adoro i vostri prodotti, ma mi trovo costretto a rinunciarci perché la quantità di imballaggi che usate sono eccessivi, inutili e dannosi. Con rammarico e con la speranza che la coscienza ecologica arrivi anche a voi, sentitamente saluto”
[|)]
a_fenice ha scritto: In fondo per quel poveraccio dell’olio di Palma, più o meno è andata così.
[:81] Approfitto. :) https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/supermercati-senza-imballaggi-italia
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01/01/2000 00:00
Ciao ragazzi, vi ringrazio tutti per le risposte. Bisogna sfatare (purtroppo) un mito sulla raccolta differenziata. Ad esempio, secondo le stime, in Europa in media viene riciclata soltanto il 30% della plastica raccolta dai rifiuti. In Cina solo l'1%: lì non esiste ancora la cultura del riciclo. Infatti il Pacifico è pieno, pieno, pieno di rifiuti. A questo proposito aggiungo: purtroppo i rifiuti che vediamo sulle coste vengono depositati lì dalle onde: in mare vi sono depositati un sacco di rifiuti soprattutto di plastica! Questo è documentato da ricercatori attivi nel Mediterraneo. Esperienza mia: uno dei più grandi ostacoli a questa piccola mia impresa, a questo piccolo modo di concepire la vita senza pattume è la cultura dell'usa e getta - oltre ad una tediosa burocrazia. Ieri ad esempio, in caseificio, ho scoperto che esiste una legge che obbliga i commercianti della categoria ad utilizzare buste usa e getta per ogni prodotto: non ho potuto utilizzare la mia, che ogni volta lavo a casa con detersivo ecologico con tensioattivi biodegradabili. Le tonnellate di tensioattivi scaricati nelle acque da ogni lavandino e lavatrice delle nostre case, inficia il regolare ciclo delle acque... Fortunatamente il detersivo mi costa anche meno dei tradizionali, e funziona altrettanto bene. :D Insomma, come potete capire il problema è sottovalutato, e la classe politica è ancora troppo poco lungimirante, bisogna ammetterlo. Le soluzioni ci sono, e c'è anche il fatto che per molti, in questo sistema socio-economico così opprimente ed asfissiante, sarebbe una rogna mettersi a fare pure 'ste cose. Per il settore industriale, poi, altro capitolo a parte. Riciclare non basta più, e forse non è mai bastato. Mi sento bene quando noto la cultura del consumo consapevole crescere sempre di più. ^^ Buon sabato, nudisti.[:253]
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01/01/2000 00:00
dingopino ha scritto:
Il problema della plastica è della carta è che si mandava più della metà in Cina e loro lo buttavano in mare mi sa Da un anno non prendono più nulla e Europa non sa che fare. Unico e ridure ma manca la volontà politica
Sì, è vero, mandavano un sacco di roba in Cina. ^^
dingopino ha scritto:
Che mettano tutto insieme può succedere se la qualità della differenziata non è sufficiente per la elaborazione Da noi si differenzia molto solo non sono sicuro se va fatto tutto bene visto che per esempio le buste di imballaggio per le verdure non vanno buttare nella plastica ma nel umido ma se la gente non lo sa lo butta nella plastica e rende tutto quel mix non più riciclabile
Ecco, vedi, sarei confuso anche io... Ma la plastica non andrebbe nella plastica? O si tratta di plastica compostabile? [:81] Sono d'accordo con te: l'unica soluzione è cominciare a ridurre. È sull'onda di questa consapevolezza che, forse più oltreoceano che in Europa o almeno in Italia, è nato il movimento Zero waste. :)
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01/01/2000 00:00
si, diciamo che fare la differenziata c'entra poco e niente con la sporcizia nelle spiagge.....se invece di differenziare io butto tutto in un unico sacco e lo butto nel cassonetto non creo certo danni alle spiagge.....ma ovviamente creo danni all'ambiente, più o meno gravi in base poi al mio comune di appartenenza e a come decide di trattare i rifiuti. L'argomento è sicuramente interessante, ma sono pochi i comuni che fanno una vera raccolta differenziata. Io nella mia semplicità e ignoranza ho sempre pensato che non c'è sistema migliore per sensibilizzare le persone che incentivarle economicamente, nn con incentivi in denaro ovviamente, ma facendogli pagare la TARSU in base a come differenzia i rifiuti....mi spiego: chi va presso le isole ecologiche a depositare sacchi di plastica, carta, vetro, olio esausto (se ne parla pochissimo, e pochissime sono le postazioni di raccolta viste nella mia città....) gli viene pesato tutto quello che ha differenziato e accumula una sorta di credito che gli verrà scalato a fine anno da quello che deve pagare come tassa sui rifiuti al comune.....qualcuno penserà che il sistema potrebbe essere costoso per i comuni, in realtà risparmierebbero perchè non avete idea di quanto costa ai comuni disfarsi dei rifiuti non differenziati (ricordo ancora quando nei periodi di crisi spedivamo i rifiuti in Germania con i treni, e li pagavamo carissimi quei viaggi...). Differenziare invece, oltre al valore ecologico, diventa anche un valore economico, visto che la carta differenziata, il vetro differenziato, la plastica differenziata hanno un mercato!!! se dai nostri rifiuti ci togli plastica, vetro, carta, organico(anche questo è un rifiuto che viene riciclato).....alla fine resta solo l'indifferenziato da mandare in discarica, che è ben poca cosa rispetto al volune di tutti gli altri messi insieme.... Cerchiamo, quindi, di fare un pò tutti più economia circolare: compro un prodotto, lo consumo, lo riciclo e ne produco uno nuovo....un circolo continuo che dovrebbe far solo bene all'ambiente e, perchè no, anche alle nostre tasche
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01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto: Ogni generazione dovrebbe lasciare il pianeta, a quella successiva, meglio di come l'ha trovato ma invece, da troppe generazioni, viene lasciato in condizioni peggiori.
....di questi tempi sarebbe già tanto lasciarlo come l'abbiamo trovato!!!!
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: Abbiamo cambiato i sacchetti da plastica a “biodegradabili”. Una fregatura come poche altre. Il sacchetto di plastica era riusabile molte volte fino a rottura, e si poteva riciclare a plastica . Adesso c’è il sacchettino, obbligatorio per ogni stronzata che prendi (e io mi rifiuto di usarne molti mettendo quanto più possibile assieme e attaccando i vari scontrini).
...e ti sei accorto che li paghi lo stesso i sacchetti anche se non li prendi? ti fanno pagare i 2 centesimi per ogni etichetta che stampi, perchè per loro devi usare obbligatoriamente il sacchettino....che grande stronzata questi sacchetti finti-biodegradabili....o meglio, che gran regalo all'azienda che li produce in regime di monopolio.....
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01/01/2000 00:00
A partire dal 1 gennaio 2018, tutte le buste, anche i sacchetti leggeri e ultraleggeri (con spessore inferiore ai 15 micron), utilizzati nei reparti ortofrutta, gastronomia, macelleria, pescheria e panetteria, dovranno essere biodegradabili e compostabili nel rispetto dello standard internazionale UNI EN 13432:2002, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile del 40%. Una percentuale che salirà al 50% nel 2020 e al 60% nel 2021. Inoltre, per le bustine da usare a contatto con il cibo sarà richiesta l’idoneità alimentare certificata. ********** sacchetti ultraleggeri devono essere biodegradabili e compostabili al 100% (cioè a una certa temperatura si devono dissolvere entro un certo tempo negli impianti di produzione di compost agricolo) e devono essere composti da materie prime rinnovabili (vegetali) al 40%, mentre rimarrà il 60% di componente petrolchimica. Nel 2020 dovranno avere almeno il 50% di materie prime rinnovabili enel 2021 il 60% (il resto da petrolio). Questo vincolo pare ritagliato attorno alla produzione italiana più diffusa di bioplastica, e potrebbe escludere altri produttori italiani ed esteri che hanno bioplastiche di ottima qualità e con ottimi rendimenti ambientali ma con caratteristiche differenti. ******* sacchettini sono usa-e-getta (forse) Questi sacchettini ultraleggeri possono essere riusati in mille modi, soprattutto per raccogliere i rifiuti organici da destinare al compostaggio, come già avviene per le borse della spesa, che sono già biodegradabili. Ma questi sacchettini ultraleggeri non possono essere riusati per comprare altri prodotti alimentari sfusi, fatte salve le nuove indicazioni che arrivano dai ministeri dell’Ambiente e della Salute (clicca qui per leggere l’articolo). È vietato il riutilizzo per lo stesso fine per cui sono stati prodotti e venduti, cioè contenere alimenti sfusi a contatto diretto. Ecco il comma 3: «Sono fatti comunque salvi gli obblighi di conformità alla normativa sull’utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti adottata in attuazione dei regolamenti (UE) n. 10/2011, (CE) n. 1935/2004 e (CE) n. 2023/2006, nonché il divieto di utilizzare la plastica riciclata per le borse destinate al contatto alimentare». Significa che per l’igiene degli alimenti che vengono a contatto, l’imballaggio deve essere vergine e non deve provenire dall’esterno del negozio. È meglio usare la carta Dal punto di vista ambientale anche la direttiva suggerisce l’uso della carta in sostituzione della plastica, ma pochi supermercati fanno ricorso a questi imballaggi per la pesata e la prezzatura degli alimenti sfusi perché non consentono al cassiere di vedere in trasparenza se il contenuto corrisponde all’etichetta. Invece può continuare il tradizionale confezionamento nel foglio di carta fermato con il nastro adesivo (come in farmacia) e, per il trasporto, come da sempre il cliente può rifiutare il sacchetto e può portare con sé la merce acquistata in qualsiasi tipo di borsa, borsetta, tasca, carrello, sacco, sottobraccio, saccone e contenitore desideri. Un impianto di compostaggio protesta: le bioplastiche non si degradano Diversi impianti di trattamento del compost lamentano la scarsa biodegradabilità delle plastiche biodegradabili. Problemi di inadeguatezza degli impianti, dicono molti. Eppure il problema pare ricorrente. Non tutte le bioplastiche trovano le condizioni ideali per una corretta dissoluzione. Per esempio l’azienda di nettezza urbana di Bolzano, la Seab, avverte i concittadini: non usate i sacchetti di plastica biodegradabile, usate quelli di carta (clicca qui per leggere l’allarme della Seab di Bolzano sulle bioplastiche che non si degradano). Ecco la nota della Seab di Bolzano: «Sacchetti in “bioplastica”: NON adatti per l'organico a Bolzano L'introduzione dei sacchetti “bio” a pagamento nei supermercati e la relativa corrispondenza dei media nazionali ha causato alcuni fraintendimenti e creato tanti dubbi fra i cittadini di Bolzano. Mentre in diverse città d'Italia questi sacchetti possono essere utilizzati per la raccolta dell'organico, la situazione a Bolzano è completamente diversa: I cosiddetti “sacchetti ecologici” non sono adatti per la raccolta dell'organico a Bolzano. I rifiuti organici raccolti da SEAB devono essere forniti all'impianto di fermentazione di Lana, dove vengono trasformati in biogas e compost. Il tempo di degradazione di questi sacchi ecologici, significativamente più lungo rispetto agli altri materiali raccolti, influirebbe sull'intero processo. Inoltre, questi sacchi spesso si incastrano tra le lame del frantumatore causando dei guasti al sistema. Per evitare eventuali multe, i cittadini di Bolzano sono invitati a utilizzare esclusivamente i sacchetti di carta forniti da SEAB. Questi sacchetti vengono distribuiti con frequenza annuale a tutte le famiglie di Bolzano e si possono inoltre ritirare gratuitamente agli sportelli SEAB di via Lancia. In alternativa possono essere utilizzati solo sacchetti di carta per alimenti senza finestre in nylon (per esempio, quelli del pane). Altri sacchetti di carta (ad esempio le buste dei negozi di abbigliamento) non sono adatti». Si paga alla pesatura, che il sacchetto ci sia o no In gran parte delle catene della grande distribuzione il consumatore paga il sacchetto ultraleggero sull’etichetta del prodotto sfuso. Chi non usa il sacchetto e presenta alimenti pesati ma non racchiusi (per esempio incolla l’etichetta sull’anguria) può essere costretto a pagare il sacchetto anche se non lo ha usato. Ciò è un freno ai consumi consapevoli e punisce chi concorre a ridurre gli imballaggi. Nel mare si degradano lentamente come la plastica normale Le bioplastiche più comuni vengono “digerite”#8201;da diversi impianti di compostaggio, forse per difetti impiantistici. Ma nemmeno il mare riesce a degradare in tempi brevi questi materiali. Sono più veloci invece altri polimeri, come gli alcanoati Pha. Una ricerca(clicca qui per leggere la ricerca, in inglese)ha comprovato che negli impianti di compostaggio i prodotti di bioplastica all’amido perdono il 43% di peso in tre mesi, quindi con un ottimo effetto di degradazione, ma non hanno registrato degradazioni rilevanti se esposti all’acqua dell’Adriatico. ****** E per i sacchetti di carta Palucart® Sacchetti di carta kraft per alimenti avana formato 12 x 24 scatola da 200 pezzi pane dolci contatto alimentare Palucart® Sacchetti di carta kraft per alimenti avana formato 12 x 24 scatola da 200 pezzi pane dolci contatto alimentare Prezzo: EUR 10,08 & Spedizione GRATUITA Tutti i prezzi includono l'IVA. 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01/01/2000 00:00
Risparmiare rifiuti … già, e come? Puoi scegliere di andare al mercato dove ti fanno una busta unica, o ti danno la carta (perlo dell’ortofrutta), ma… di norma i mercati son la mattina, e la mattina di norma si lavora. Se poi hai un giorno libero per andare, ci devi contare la benzina, non sempre è non per tutti è facile avere il mercato sotto casa. Risultato? Risparmi una busta ma hai bruciato benzina che ne potevi fare 100. Un riciclaggio casalingo è fattibile, ma per ben poche cose. E poi… chi mi calcola che il granello di polistirolo o altro poli che hai risparmiato tra piatto e bicchiere (e solo un esempio) sia più inquinante di detersivo a mano o per lavatrice e relativa energia per l’acqua calda? È un cane che si morde la coda.
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01/01/2000 00:00
https://www.agi.it/estero/fungo_killer_candida_auris-5295008/news/2019-04-09/ Quando il giornalista “le sa tutte” e da spiegazioni scientifiche da urlo… da urlo perché ci sarebbe da mettersi a urlare. Nuovo fungo… che non viene debellato dagli antibiotici (che novità)… che però è un virus, … che per torglierlo han dovuto sostituire delle mattonelle… No dai vi lascio alla lettura e alle risate. Alla faccia della beata ignoranza.
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01/01/2000 00:00
Non ho idea dei costi della carta, ma visto quanta ne usano al bancone gastronomico… Feci stampare anno scorso 20.000 copie in formato A3 di un modulo per lavoro: 400€. Non credo costi tanto di più, anzi forse anche meno. Buste da casa? Io il borsone lo porto sempre, ma le bustine per la frutta, non sai che è vietato? Se ti beccano cazziano te e il gestore. Puoi solo usare buste nuove, prese in loco, è una per prodotto. L’hanno studiata bene per farci inquinare ancora di più
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01/01/2000 00:00
Sicuramente ce quasi sempre solo l'interesse del privato,mi verrebbe da dire,per fortuna,ovviamente la parte politica può solo intervenire al limite su qualche legge,per il resto non gli darei in mano qualcos'altro.....
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01/01/2000 00:00
Vi chiedo,chi è che vede nella raccolta diferenziata,una cosa innutile,leggendo chi è intervenuto qui fino ad'ora? 1)c'è chi ,crede che facendo la raccolta diferenziata,in qualche modo,nel suo piccolo,aiuti il pianeta. 2)c'è chi,facendo, (e sembra con fatica),la raccolta,poi scrive:beh,intanto io la faccio,ma poi pensa,ma chi me lo fa fare,che se guardiamo bene,ci sono dei prodotti che inquinano molto di più di quelli che smaltisco io?e non si sa dove vanno a finire? Le risposte c'è le daremo sempre tra di noi, Gli altri ci leggono,e se la ridono[:I]
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01/01/2000 00:00
nick54 ha scritto: se dovessi beccare qualcuno sul fatto, penso che lo ammazzerei sul posto, ma questo creerebbe altro rifiuto, lasciato per strada, quindi, non lo faccio.
[:255][:255][:255] Esistono gli incerinitori anche per l'essere umano, Una volta bruciato.......[:)] Apparte gli scherzi,per il resto che hai scritto sopra,concordo quasi tutto, Apparte quello che non c'è più tempo,io li ci credo.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: ma le bustine per la frutta, non sai che è vietato? Se ti beccano cazziano te e il gestore. Puoi solo usare buste nuove, prese in loco, è una per prodotto. L’hanno studiata bene per farci inquinare ancora di più
no beh,quelle purtroppo uso anch'io le loro,anche perchè,mi sa che non me le passerebbero alle casse......
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01/01/2000 00:00
Mi sembra di capire,che da parte di qualche utente, non ci sia la volontà di diferenziare,motivo:leggere sopra. A sto punto,vi dò una mano anch'io a convincere gli altri a non diferenziare: in una nota trasmissione d'inchiesta,in questi giorni è tornata a parlare dei fanghi che vengono recuperati dalla depurazione delle acque, bene,non tutti sanno che questi fanghi,vengono utilizati da alcuni contadini come concime, (per risparmiare), all'interno di questi si trovano sostanze nocive,se non vengono trattate (come sembra che succeda),ve le trovate nel cibo. BUON APPETITO.............
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