Zero waste - la possibilità di evitare i rifiuti

helios 05/04/2019 21:51 4.979 Visite
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07/04/2019 17:47
Può essere che ogni tanto ci raccontino una cosa per un'altra, Ma stento a credere che pensiate, che la raccolta giusta sia quella di mescolare tutto. Non in tutte le città,ci sono aziende dove riciclano come si deve,e qui sono d'accordo, ma io ho visto servizi,dove si recupera e successivamente lo si trasforma in qualcosa di utile. Legno recuperato=cucina nuova,come potrebbe essere anche una panchina........ecc.... Plastica= giostre nuove nei parco giochi, ecc.... E molti altri.......
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07/04/2019 21:58
a_fenice ha scritto: Abbiamo cambiato i sacchetti da plastica a “biodegradabili”. Una fregatura come poche altre. Il sacchetto di plastica era riusabile molte volte fino a rottura, e si poteva riciclare a plastica . Adesso c’è il sacchettino, obbligatorio per ogni stronzata che prendi (e io mi rifiuto di usarne molti mettendo quanto più possibile assieme e attaccando i vari scontrini).
...e ti sei accorto che li paghi lo stesso i sacchetti anche se non li prendi? ti fanno pagare i 2 centesimi per ogni etichetta che stampi, perchè per loro devi usare obbligatoriamente il sacchettino....che grande stronzata questi sacchetti finti-biodegradabili....o meglio, che gran regalo all'azienda che li produce in regime di monopolio.....
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07/04/2019 22:09
siman ha scritto:
Se è per questo pare stiano studiando imballaggi alimentari prodotti con le patate. Alla fine avremo una sorta di giustizia sessual/paritetica: "Dopo l'inganno della pannocchia, avremo anche quello della patata" [8D]
[:245] C'è un tipo che ha studiato il modo per ottenere stoviglie usa e getta dalla crusca di grano... Biotrem è la compagnia che le fa. Mischiando un po' di bioplastica ci fanno anche le posate! [:257] Mi tocca ringraziare Fenice, per la segnalazione sulle plastiche. Plastica biodegradabile, compostabile, bioplastica: scopro adesso che ve ne sono tanti tipi, e tante sono le differenze. O almeno, da quanto mi sembra di capire. Mi ricordi la fregatura dei famosi prodotti Winni's. Bello il compostaggio, quello sì che è orto. [8)] Approfitto per scrivere una piccola e modesta riflessione. Magari la coscienza ecologica (al di là delle bufale e dell'idealismo emotivo) crescerà, quando più persone si renderanno conto di stare al pianeta come una cellula sta al proprio organismo... ^^
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07/04/2019 22:54
Il sacchetto biodegradabile lo è solo nel compostaggio industriale Solo con temperature piuttosto alte si compostano se fai il compostaggio a casa questi sacchetti vanno nel residuo ma mai nella plastica Io mi rendo conto che siamo abbastanza incompetente e dovremo sostenere quei pochi di persone che chiedono un cambio di rotta a livello globale Non si può continuare a vi ere uno stile di vita come si sta facendo ora va cambiato tutto Ma non sarà indolore ma se non si cambia volontariamente sarà la natura che ci fa cambiare Dolori sono comunque
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08/04/2019 06:55
Al di là che ti spacciano un sacchetto Bio e non lo è. ...... O finte plastiche riciclabili....... Se poi vanno riciclate correttamente........cosa importa Riciclate,cavoli............[;)] Che vi costa..........!
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08/04/2019 08:01
Conoscendo il mondo dei rifiuti dall'interno vi spiego come funziona, ad esempio, la raccolta della plastica. Già il termine è fuorviante. In effetti si tratta della raccolta degli imballaggi in plastica e non della plastica in genere. Quanti lo sanno? Corepla (il Consorzio nazionale che si occupa della plastica) fa delle analisi periodiche sul materiale raccolto che serve a determinare il contributo da riconoscere al comune che raccoglie la plastica. Dall'analisi emerge che c'è una parte che è rifiuto non riciclabile (i soliti incivili che buttano di tutto) ma poi ci sono plastiche considerate imballaggi per le quali viene riconosciuto il contributo anche se non sono riciclabili ed altre plastiche che sarebbero riciclabili ma non viene riconosciuto il contributo perché non sono imballaggi (basti pensare ad un giocattolo fatto con lo stesso materiale delle bottiglie di plastica). Anni fa ci furono discussioni tra gli addetti ai lavori sul come considerare le custodie dei CD. C'era da decidere se considerarla un imballaggio o no. Alla fine è stato deciso che non doveva essere considerato un imballaggio. Nessuno si è preoccupato si verificare se la plastica con cui vengono fatte le custodie dei CD sia riciclabile o meno. Ciò che interessa è stabilire se sia o meno soggetta a contributo. Per questo dico che i Consorzi, nati per ridurre i rifiuti da immettere sul mercato, svolgono l'unico compito di ridistribuire i contributi che noi versiamo ad ogni acquisto. Ripeto: dove vogliamo andare?
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08/04/2019 08:22
Come dici te,ci potrebbero essere dei prodotti non classificabili,ti posso anche aggiungere le capsule caffe:bisognerebbe sventrarle e suddividere. Il dubbio del non riciclabile va in automatico nel Secco, cosa cambia da prima che facessero il diferenziato? Un mondo intero:un esempio ,la pastasciutta non va più a finire assieme alla plastica e altro..........
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08/04/2019 17:52
E come ben spiega quagliozzi, anche dietro il riciclaggio ci son i quattrini: se rende bene, se no finisce tutto sotto terra, o chissà dove. @il discorso sacchetti: ma se facessimo come il paese meno attento del mondo (usa) che da sempre per la spesa, tutta, usa sacchetti di carta, e quella si che è davvero riciclabile?
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08/04/2019 18:52
a_fenice ha scritto:
E come ben spiega quagliozzi, anche dietro il riciclaggio ci son i quattrini: se rende bene, se no finisce tutto sotto terra, o chissà dove. @il discorso sacchetti: ma se facessimo come il paese meno attento del mondo (usa) che da sempre per la spesa, tutta, usa sacchetti di carta, e quella si che è davvero riciclabile?
Vero che anche dietro il riciclaggio,ci chi ci guadagna,i servizi che ho visto io,c'era addirittura l'imprenditore stesso,che diceva il costo al quintale del rifiuto. Sacchetti di carta,Si,sono anche abbastanza resistenti,penso che si possono usare anche per metterci dentro frutta e verdura. Mi sa però che costano di piu (senza il mi sà. ....). Perché ,come faccio io,non portarsi via le borse da casa?
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08/04/2019 21:07
Non ho idea dei costi della carta, ma visto quanta ne usano al bancone gastronomico… Feci stampare anno scorso 20.000 copie in formato A3 di un modulo per lavoro: 400€. Non credo costi tanto di più, anzi forse anche meno. Buste da casa? Io il borsone lo porto sempre, ma le bustine per la frutta, non sai che è vietato? Se ti beccano cazziano te e il gestore. Puoi solo usare buste nuove, prese in loco, è una per prodotto. L’hanno studiata bene per farci inquinare ancora di più
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08/04/2019 21:21
A partire dal 1 gennaio 2018, tutte le buste, anche i sacchetti leggeri e ultraleggeri (con spessore inferiore ai 15 micron), utilizzati nei reparti ortofrutta, gastronomia, macelleria, pescheria e panetteria, dovranno essere biodegradabili e compostabili nel rispetto dello standard internazionale UNI EN 13432:2002, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile del 40%. Una percentuale che salirà al 50% nel 2020 e al 60% nel 2021. Inoltre, per le bustine da usare a contatto con il cibo sarà richiesta l’idoneità alimentare certificata. ********** sacchetti ultraleggeri devono essere biodegradabili e compostabili al 100% (cioè a una certa temperatura si devono dissolvere entro un certo tempo negli impianti di produzione di compost agricolo) e devono essere composti da materie prime rinnovabili (vegetali) al 40%, mentre rimarrà il 60% di componente petrolchimica. Nel 2020 dovranno avere almeno il 50% di materie prime rinnovabili enel 2021 il 60% (il resto da petrolio). Questo vincolo pare ritagliato attorno alla produzione italiana più diffusa di bioplastica, e potrebbe escludere altri produttori italiani ed esteri che hanno bioplastiche di ottima qualità e con ottimi rendimenti ambientali ma con caratteristiche differenti. ******* sacchettini sono usa-e-getta (forse) Questi sacchettini ultraleggeri possono essere riusati in mille modi, soprattutto per raccogliere i rifiuti organici da destinare al compostaggio, come già avviene per le borse della spesa, che sono già biodegradabili. Ma questi sacchettini ultraleggeri non possono essere riusati per comprare altri prodotti alimentari sfusi, fatte salve le nuove indicazioni che arrivano dai ministeri dell’Ambiente e della Salute (clicca qui per leggere l’articolo). È vietato il riutilizzo per lo stesso fine per cui sono stati prodotti e venduti, cioè contenere alimenti sfusi a contatto diretto. Ecco il comma 3: «Sono fatti comunque salvi gli obblighi di conformità alla normativa sull’utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti adottata in attuazione dei regolamenti (UE) n. 10/2011, (CE) n. 1935/2004 e (CE) n. 2023/2006, nonché il divieto di utilizzare la plastica riciclata per le borse destinate al contatto alimentare». Significa che per l’igiene degli alimenti che vengono a contatto, l’imballaggio deve essere vergine e non deve provenire dall’esterno del negozio. È meglio usare la carta Dal punto di vista ambientale anche la direttiva suggerisce l’uso della carta in sostituzione della plastica, ma pochi supermercati fanno ricorso a questi imballaggi per la pesata e la prezzatura degli alimenti sfusi perché non consentono al cassiere di vedere in trasparenza se il contenuto corrisponde all’etichetta. Invece può continuare il tradizionale confezionamento nel foglio di carta fermato con il nastro adesivo (come in farmacia) e, per il trasporto, come da sempre il cliente può rifiutare il sacchetto e può portare con sé la merce acquistata in qualsiasi tipo di borsa, borsetta, tasca, carrello, sacco, sottobraccio, saccone e contenitore desideri. Un impianto di compostaggio protesta: le bioplastiche non si degradano Diversi impianti di trattamento del compost lamentano la scarsa biodegradabilità delle plastiche biodegradabili. Problemi di inadeguatezza degli impianti, dicono molti. Eppure il problema pare ricorrente. Non tutte le bioplastiche trovano le condizioni ideali per una corretta dissoluzione. Per esempio l’azienda di nettezza urbana di Bolzano, la Seab, avverte i concittadini: non usate i sacchetti di plastica biodegradabile, usate quelli di carta (clicca qui per leggere l’allarme della Seab di Bolzano sulle bioplastiche che non si degradano). Ecco la nota della Seab di Bolzano: «Sacchetti in “bioplastica”: NON adatti per l'organico a Bolzano L'introduzione dei sacchetti “bio” a pagamento nei supermercati e la relativa corrispondenza dei media nazionali ha causato alcuni fraintendimenti e creato tanti dubbi fra i cittadini di Bolzano. Mentre in diverse città d'Italia questi sacchetti possono essere utilizzati per la raccolta dell'organico, la situazione a Bolzano è completamente diversa: I cosiddetti “sacchetti ecologici” non sono adatti per la raccolta dell'organico a Bolzano. I rifiuti organici raccolti da SEAB devono essere forniti all'impianto di fermentazione di Lana, dove vengono trasformati in biogas e compost. Il tempo di degradazione di questi sacchi ecologici, significativamente più lungo rispetto agli altri materiali raccolti, influirebbe sull'intero processo. Inoltre, questi sacchi spesso si incastrano tra le lame del frantumatore causando dei guasti al sistema. Per evitare eventuali multe, i cittadini di Bolzano sono invitati a utilizzare esclusivamente i sacchetti di carta forniti da SEAB. Questi sacchetti vengono distribuiti con frequenza annuale a tutte le famiglie di Bolzano e si possono inoltre ritirare gratuitamente agli sportelli SEAB di via Lancia. In alternativa possono essere utilizzati solo sacchetti di carta per alimenti senza finestre in nylon (per esempio, quelli del pane). Altri sacchetti di carta (ad esempio le buste dei negozi di abbigliamento) non sono adatti». Si paga alla pesatura, che il sacchetto ci sia o no In gran parte delle catene della grande distribuzione il consumatore paga il sacchetto ultraleggero sull’etichetta del prodotto sfuso. Chi non usa il sacchetto e presenta alimenti pesati ma non racchiusi (per esempio incolla l’etichetta sull’anguria) può essere costretto a pagare il sacchetto anche se non lo ha usato. Ciò è un freno ai consumi consapevoli e punisce chi concorre a ridurre gli imballaggi. Nel mare si degradano lentamente come la plastica normale Le bioplastiche più comuni vengono “digerite”#8201;da diversi impianti di compostaggio, forse per difetti impiantistici. Ma nemmeno il mare riesce a degradare in tempi brevi questi materiali. Sono più veloci invece altri polimeri, come gli alcanoati Pha. Una ricerca(clicca qui per leggere la ricerca, in inglese)ha comprovato che negli impianti di compostaggio i prodotti di bioplastica all’amido perdono il 43% di peso in tre mesi, quindi con un ottimo effetto di degradazione, ma non hanno registrato degradazioni rilevanti se esposti all’acqua dell’Adriatico. ****** E per i sacchetti di carta Palucart® Sacchetti di carta kraft per alimenti avana formato 12 x 24 scatola da 200 pezzi pane dolci contatto alimentare Palucart® Sacchetti di carta kraft per alimenti avana formato 12 x 24 scatola da 200 pezzi pane dolci contatto alimentare Prezzo: EUR 10,08 & Spedizione GRATUITA Tutti i prezzi includono l'IVA. 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08/04/2019 21:38
a_fenice ha scritto: ma le bustine per la frutta, non sai che è vietato? Se ti beccano cazziano te e il gestore. Puoi solo usare buste nuove, prese in loco, è una per prodotto. L’hanno studiata bene per farci inquinare ancora di più
no beh,quelle purtroppo uso anch'io le loro,anche perchè,mi sa che non me le passerebbero alle casse......
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08/04/2019 21:48
Ah però. Grazie per la dritta. :)
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08/04/2019 22:01
Tra l'altro c'è anche da dire che alcuni impianti di compostaggio preferiscono i normali sacchetti di plastica al posto di quelli biodegradabili (la Veritas di Venezia, ad esempio). Questo perché - ormai - tutti gli impianti di compostaggio hanno una prima fase "rompisacco" che separa più facilmente la plastica normale da quella bio che, invece, si sfilaccia e rimane arrotolata ai vari macchinari. In ogni caso, visto che il compost di qualità non ha un mercato, se rimane qualche pezzettino di plastica nel prodotto finale rimane nella tolleranza prevista. Diciamo che anche con i sacchetti bio c'è chi si è arricchito. In alcune regioni d'Italia c'è stato l'obbligo di utilizzare sacchetti biodegradabili per la raccolta dell'organico quando ancora non c'era alcun impianto per conferire tale tipologia di rifiuto. Quindi raccolta differenziata e sacchetti bio che andavano in discarica. Se volete ve ne racconto altre...[8D]
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08/04/2019 22:18
Il problema che esiste anche tanta gente che non comincia neanche risparmiare rifiuti perché vede problemi da per tutto Ma si sa che la perfezione non esiste ma ogni piccolo passo è un enorme vantaggio per la natura
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