Non avevo scritto tutte le "risposte e considerazioni" che mi son fatto negli ultimi anni, ma avete evidenziato cose a cui avevo pensato. La cosa che certi aspetti siano stati notati anche da altri, è conferma che nella mia ormai vecchia zucca i conti ancora tornano.
L'avvento dei social, il menefreghismo sempre più imperante, il fatto che finalmente i gruppi stabili (gruppi e associazioni) stanno prendendo il via, e la gente preferisce provare la novità e le conoscenze che può frequentare anche diversamente, la mancanza di aggregazione sul forum, sono i problemi principali.
Noi poi siamo in pochi, troppo sparsi, e nonostante le mille suppliche, poco riconoscibili. Quando si facevano i megapranzi si era li tutto il giorno davanti agli occhi di tutti, a lavorare, a fare gi scemi, a dare considerazione alla gente. Se ai raduni ci eclissiamo, non si è presenti, non si contatta la gente, è tempo perso. Chi organizza deve girare da prima che aprono a dopo la chiusura, devono venire le gambe gonfie, arrivare per primi, uscire per ultimi, e rimandare la dormita alla notte o il sole alle vacanze. Bisogna avere il sorriso sulle labbra sempre, porsi in ascolto, scambiare battute, cercare di conoscere e legare la gente. Se poi da una bella squadra, si rimane in pochi, e soprattutto (sigh) bisogna abbandonare per cause di forza maggiore, e non si legano gli amici a dare una mano... non si può essere appetibili. Se a correre sono solo due o tre, è tempo perso.
Ricordo quando montammo il tendone, trovare decine di volontari, coinvolgendoli. Al momento del pasto trovare i tanti che si sono avvicendati in cucina, in un modo o nell'altro rappresentavano il gruppo, l'unità, il tutto. Se oggi solo uno o due possono essere presenti, possono correre quanto vogliono, ma rimane lettera morta.
Provi a cercare nuovi aiuti, gente che anche senza ulteriori impegni sia almeno presente ai raduni... non c'è verso.
Ricordo ancora i primi tentativi, dove avevamo esperienza zero. Nessun evento legato, nessuna organizzazione particolare, pure la pioggia a farci danno, ma bastava mettere un tavolone in comune, ognuno portava dai camper cio che aveva, quache boccia di vino comprato al bar, e scherzi frizzi e lazzi e risate e allegria tra persone tutte perfettamente sconosciute.
Quanto ai giovani... quanta fatica per portarli, quanto rodimenti e quanto scrivere per far capire loro che tra di noi nessuno avrebbe rotto le palle, e vi confesso, quante coppie si son lagnate che avevano troppi maschi e niente coppie. La risposta era sempre quella: se vuoi amici ci sono, se vuoi trombare... va altrove. Però c'è il lato opposto della medaglia. I giovani appartengono ad un gruppo direi ormai consolidato, sono delle persone fantastiche, allegre, e se inserite sanno anche divertisri in compagnia ed essere coinvolgenti.
Ma... ma si stanno chiudendo a ricco da soli, come una volta li chiudevano nei ghetti. Non hanno ancora capito che un raduno è un'occasione direi quasi unica, dove il mondo dei matusa incontra quello dei giovani, dove il mondo etero incontra quello gay, e non bisogna fare i gruppi, i ghetti nel ghetto.
Già come nudisti siamo ghettizzati, non possiamo non dobbiamo fare le barricate anche tra di noi. Nessuno guarda male i giovani, ma i giovani devono coinvolgere gli anziani e le coppie e le altre sessualità. Cose che sanno fare benissimo, che devono solo decidersi a farlo, ma che se non lo fanno.... queste occasioni, questi raduni, moriranno per assenza di rapporti di amicizia e simpatia tra i partecipanti, chiunque questi siano.
Non siamo in un battuage dove se arriva il giurassico lo devi scansare come un appestato, ma anzi è l'occasione giusta per dirgli che c'è possibilità di convivere e condividere.
Non puoi andare al pride a menifestare richiesta di rispetto, e quando sei in un ambiente che ha rispetto e considerazione, scansi le persone come antipatici o non "papabili".
Le coppie devono avere gli stessi identici sentimenti al contrario. Non avete problemi, non vi disturbano, allora perchè non vi avvicinate, non fate una battuta, non interagite. Sembra quasi che secondo voi quelli stanno facendo la danza di corteggiamento quindi vi sentite di troppo.
Ma ci pensate che cacchio vi viene in mente?
Tutti possono fare la ruota, gay, etero, senza per questo escludersi o ghettizzarsi in massa in un raduno, o non partecipare più. Altrimenti non è più un raduno, e solo una ricerca del pollo più gustoso, e allora fanculo e andate ognuno nella propria sauna e privee e addio le fatiche di pride, raduni e compagnia bella.
Sarò diventato vecchio, sarò diventato cieco, ma vedo benissimo uno scatafascio creato da coloro che avrebero tutti i motivi per fare esattamente il contrario di ciò che stanno facendo.
E queste putroppo sono e rimarranno parole gridate nel deserto, a meno che non le trasferisco su quel caxxo di facebook, cosa che non farò mai, quindi chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Le altre problematiche evidenziate e ho lette, le conosco, ci sarebbe da discutere per ore, ma sarebbe lungo noioso e soprattutto OT.
I fattori dei problemi riportati hanno ognuno il suo problema inerente, che si può bypassare con un minimo di buonsenso o di menefrego, ma chiaro che se le persone si eclissano per questi fattori, noiosi ma in fondo superabii, non so che farci. Viviamo in un mondo in cui oggi non è più vero cosa era ieri, e domani sarà un'altra cosa. E questo si vede partendo dagli alti scanni della politica, a quelli religiosi, fino a scendere al rispetto tra comuni cittadini. Avere il fiele alla bocca con il mondo, non può essere poi riportato e preteso in un contesto dove tutto è affidato alle parole, poche, spesso sonfuse, dove manca il tono e molto più spesso manca il senso in ciò che si legge, e che se chiedi chiarimenti, finisce che stai offendendo chi non sa mettere due parole in fila.
Una volta alcune frasi lette negli ultimi mesi avrebbero suscitato maree di grida, liti, portate per il culo. Oggi il clima si è calmato, c'è tolleranza, discussione, si confrontano i pareri, e questo viene definito come? Come chiudere la bocca?
bah!!! no comment.