Credo che il problema sia il solito all'italiana dove tutto è opinabile.
Non esiste una legge che vieti il naturismo ne una che o autorizzi. Si usano quindi altre leggi, di volta in volta "assimlabili". Torniamo al punto iniziale quindi: Come si può autorizzare una cosa che non è vietata? Difatti, non è MAI stato autorizzata la nudità bensì sono state autorizzate delle aree in cui stare nudi.
Ed il nudo non è nemmeno vietato però, quindi si usa l'articolo dell'oltraggio al pudore, quello degli atti osceni, quello dell'igiene pubblica (bagni) o quello del decoro (presenze "ambigue").
Risultato? Nessuno perchè si vive oggi, a distanza di mezzo secolo da Woodstok, nell'ambiguità e in balia del giudizio di un giudice o di un altro.
Io insisto che le associazioni (o comunque chi ha voce) dovrebbero martellare per definire i vari articoli rispetto alla nudità, in primis. Stare in Piazza Bra nudi o ubriachi o gridando oscenità offende il pudore ed il decoro, giusto. Benissimo, non è la nudità ma la volgarità del momento quindi. La stessa nudità in una spiaggia isolata, lo stesso ubriaco in un club o chi grida oscenità in una rappresentazione teatrale non saranno più oltraggiosi.
Ecco quindi che non servirà autorizzare il nudismo o l'ubriachezza o il turpiloquio perchè non devono e non possono in se essere il problema.