Felicità e senso della vita

Fede 02/09/2026 21:37 3.537 Visite
Avatar
Utente
Messaggi: 2288
01/01/2000 00:00
cri ha scritto: Non siamo uguali e per ognuno di noi la parola felicità ha un senso diverso, c'è chi si sente felice con un buon conto in banca, c'è chi si sente felice perchè ha trovato l'anima gemella, c'è chi si sente felice perchè fa del bene...potrei continuare
A Max:questo esempio scritto da Cri, come si dice..... Calza a pennello. Sarà scontato quello che cerco io,(per essere felice), e che qui sopra manca,pero appunto ognuno di noi, ha una visione diversa della Felicità. Il mio tenore di vita era bassissimo, eppure ero felice, ora lo devo abbassare ancora di più, e questo mi rende infelice...... Non voglio obbligarti a pensarla come m'è, siamo diversi...... Tutto qui...
Avatar
Utente
Messaggi: 2288
01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto: Come si può essere sempre felici su un pianeta devastato da violenze di ogni tipo?
Come si fà a non essere d'accordo su questo pensiero, poi se si aggiungono gli attacchi personali di ogni tipo.......
Avatar
Utente
Messaggi: 2288
01/01/2000 00:00
pieros_it ha scritto: capisco anche che non è facile pensare positivo quando uno sta pieno di problemi però non buttarsi troppo giù aiuta sicuramente ad uscire prima da questa negatività
Fede, è l'esempio (positivo) che una persona negativa,dovrebbe prendere ...... Purtroppo, o per fortuna, dipende dai casi, non siamo tutti uguali. Dopo aver conosciuto Fede,posso solo dire che vorrei essere come lui, però......... Su questo Post, sarebbe che ognuno di noi, facesse degli esempi su cosa è per lui la Felicità, e in quale momento questa per lui si interrompe......
Avatar
Utente
Messaggi: 2288
01/01/2000 00:00
Esperienza simile con mia figlia, (peritonite presa in tempo)...... Poi altre cose negative sono successe, ma quell'esperienza negativa, ma poi risolta, nel mio caso non è servita per dare meno peso alle altre, ognuna ha un significato diverso. La Felicità di quel momento dopo l'operazione andata bene, non è servita a sorvolare sulle successive.....
Avatar
Utente
Messaggi: 2288
01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
maurobuio ha scritto:
Si ok, sei stato chiaro, quella che non c'è più nulla da trombare, non preoccuparti sei in buona compagnia [:1],piccolo sorriso forzato...... [:(]
Se sono in buona compagnia con te… mi preoccupo fortemente [:(][:(]
[:257][:257]
Avatar
cri
Utente
Messaggi: 2715
01/01/2000 00:00
maurobuio ha scritto: A Max:questo esempio scritto da Cri, come si dice..... Calza a pennello. Sarà scontato quello che cerco io,(per essere felice), e che qui sopra manca,pero appunto ognuno di noi, ha una visione diversa della Felicità. Il mio tenore di vita era bassissimo, eppure ero felice, ora lo devo abbassare ancora di più, e questo mi rende infelice...... Non voglio obbligarti a pensarla come m'è, siamo diversi...... Tutto qui...
Non ho scritto di proposito il lavoro...come anche la salute...certo che sono felice se sto bene perchè posso trovare lavoro ma la mia felicità non dipende dal lavoro altrimenti sarei depressa..., In italia nel 2008 avevo un contratto a tempo indeterminato e si ero felice..mi sono trasferita a Fuerteventura 3 mesi dopo che mia madre se n'è andata, ho investito 10,000 euro li ho persi...un pò di incazzatura certo ma so che i soldi vanno e vengono e non rendono felici..., ho continuato a pensare positivo e anche adesso che è un'anno che non trovo lavoro se tu maurobuio mi chiedi se sono felice ti dico di sì...perchè ho la salute e visto che qui si può ancora fare lavoro in un certo modo mi sono inventata un lavoro, dalle sventure io ho sempre cercato di trovare il lato positivo, se è andata così un motivo ci deve essere e quello che capiterà da adesso in poi può essere solo migliore del passato...[:X] positivi sempre
Avatar
Utente
Messaggi: 1973
01/01/2000 00:00
Io mi sento sereno e spesso sono felice Felice del raggio del sole che mi carezza felice per una bella giornata al orto o al mare o al lavoro se succede qualcosa che sitisfa un po tutti Non mi posso lamentare mi sento fortunato
Avatar
Utente
Messaggi: 1180
01/01/2000 00:00
Mi sono accorto che Caparezza ha sintetizzato il mio stile di vita in una frase: "fai quello che ti fa star bene". Che, per quanto mi riguarda, non sono cose che si comprano. Ma per apprezzare le cose che fanno star bene bisogna prima liberarsi da ogni condizionamento che impone la vita. E non è facile.
Avatar
Utente
Messaggi: 1180
01/01/2000 00:00
Messaggio di Fede
Ho incontrato un uomo di nome Emeka, paralizzato per un infortunio da football. Dopo l’incidente, Emeka ha detto a se stesso “La mia vita era fantastica quando giocavo a football, ma adesso guardami”. Ma col tempo ha iniziato a creare una storia diversa. La sua nuova storia era, “Prima dell’incidente, la mia vita era senza scopo. Facevo molte feste ed ero un ragazzo piuttosto egocentrico. Il mio infortunio mi ha fatto capire che potevo essere un uomo migliore”. Questa modifica della sua storia ha cambiato la vita di Emeka. Dopo aver raccontato la nuova storia a se stesso, Emeka ha iniziato a guidare i bambini e ha scoperto quale fosse il suo scopo: servire gli altri. Chi ha una vita significativa, tende a raccontare la propria storia definita da redenzione, crescita e amore.
Infatti, si vedono persone che diventano sensibili ad un problema solo quando ne sono coinvolte direttamente. Bisognerebbe imparare a ragionare, da sani, come se si fosse stati colpiti da un grave problema. Vivremmo in un mondo migliore.
Avatar
Amministratore
Messaggi: 23745
01/01/2000 00:00
Ineccepibile quanto ha scritto la tizia, e possiamo aggiungerci una miriade di altre cose, alcune già presentate dagli amici che han scritto. Ma pensate, che so, a quante cose più semplici, senza nemmeno essere eclatanti, tipo non avere rotture di marroni, tipo vivere sereni e allegri o perlomeno non disperati, ci rendono felici senza che ce ne rendiamo conto, apprezza sole solo quando esse mancano. A me per esempio è il tantra che mi ha insegnato queste cose, solo che da semplice umano, spesso me ne dimentico e posso arrivare a deprimermi. Sapersi accontentare apprezzando i singoli momenti ed eventi della vita, una bella vista, un momento tranquillo, un gesto di amore, un amico che ti cerca, un pensiero inaspettato… tante sono le cose che rendono felicità. Il problema: che spesso si danno queste cose per scontate, dovute, perdendo la purezza della loro natura e pretendendole. È così roviniamo tutto. Pensate alle famiglie che si sfasciano. Chi si stanca di fare una coccola, chi non apprezza più una coccola, e poi si finisce a farsi coccolare dagli altri. Vero, l’umano si stanca presto di ciò che ha, cerca sempre cose nuove, e ciò lo rende infelice. Potrebbe apprezzare quel che ha cercando qualcosa di diverso o in più, ma la norma è che intanto dimentica quello che ha. Ed è infelice sia per la perdita sia per la mancanza della nuova conquista. Di sicuro c’è una cosa: gli umani son davvero strani.
Avatar
Amministratore
Messaggi: 23745
01/01/2000 00:00
maurobuio ha scritto:
PS:come si fà a quotare un messaggio nella stessa pagina, spezzandolo?
Scrivendo dove vuoi rispondere, la parola quote copiandola e scegliendo inizio fine Te le scrivo allargate se no agiscono [ / q u o t e ] serve per troncare Scrivi il tuo testo, poi rimetti [ q u o t e ] quando deve rincominciare il testo quotato Questo lo puoi fare anche per ogni parola del testo quotato
Avatar
Amministratore
Messaggi: 23745
01/01/2000 00:00
Mica ti ho contestato!!! Dicevo soltanto che più che essere felici per il lavoro, si è felici perde avendolo puoi stare sereno, permetterti tutto il resto che puoi fare quando non hai preoccupazioni
Avatar
Amministratore
Messaggi: 23745
01/01/2000 00:00
La felicità non è uno status quo, come essere biondi o mori, maschi o femmine. La felicità è un attimo, un’ora, un giorno o più vissuto bene con cose che ci ripagano della fatica e dei momenti negativi. Nessuno, credo, vive sempre felice, al massimo può essere felice di più o meno cose. Non ho mai visto nessuno con un sorriso ebete di perenne felicità. Un esempio del cavolo. Ho una manciata di giorni pesantissimi al lavoro e per problemi personali. L’altra sera mio figlio mi ha mandato un video del nipotino piccolo che stava piangendo a cena e voleva la “salsa nera del nonno”, che non è altro che un composto di fegatini di pollo con cui fare crostini. Mi ha fatto l’effetto di una pugnalata. Il giorno dopo son andato a prendere il necessario e a sera gli ho portato una bella ciotola della “salsa nera” Un sorriso a 54 denti, e… nonno, mi hai portato la salsa nera? Prendi un cucchiaino e assaggia Ha assaggiato, ha messo il ditino alla guancia e… quanto a buona nonno!! Una perfetta boiata che ha dato il sorriso ad un bimbo. Come non essere felici? Poi stamani casino, nonna che sta male, nuovi problemi al lavoro, ma intanto ho vissuto un momento felice. Non me lo potrò portare dietro per sempre, ma intanto l’effetto mi aiuterà per qualche tempo. Poi ne verrà un altro. E attimo dopo attimo si va avanti, tra problemi e momenti di felicità. Non mi fascio la testa perché son diventato mezzo cieco, ne perché sto diventando sempre più vecchio, ne perché non c’è più nulla da trombare, e mi accontento di momenti felici. Diceva Peter Pan: se vuoi volare, pensa ad un attimo felice, e volerai. Capito il senso? Attimo per attimo
Avatar
Utente
Messaggi: 3128
01/01/2000 00:00
Io sento spesso parlare di persone che vogliono andare in pensione abbastanza giovani per godersi la vita. Poi mi accorgo che le persone che raggiungono la longevità sono quelli che non pongono se stessi al centro della propria vita. È da un po’ di tempo che osservo la vita di molte persone sotto questa luce.
Avatar
Utente
Messaggi: 3128
02/09/2026 21:37
Un argomento leggero per farvi discutere! di Emily Esfahani Smith – Una volta pensavo che lo scopo della vita fosse perseguire la felicità. Tutti dicevano che la strada per la felicità fosse il successo, perciò ho cercato un lavoro ideale, un fidanzato perfetto, un bell’appartamento. Ma invece di sentirmi soddisfatta, mi sentivo in ansia e alla deriva. Non ero la sola: anche i miei amici provavano le stesse sensazioni. Alla fine, ho deciso di diplomarmi in una scuola di psicologia per imparare ciò che rende le persone davvero felici. Ciò che ho scoperto mi ha cambiato la vita. I dati mostravano che inseguire la felicità può rendere infelice. Mi ha davvero colpito questo dato: il tasso di suicidio continua ad aumentare nel mondo, ha raggiunto il picco più alto degli ultimi 30 anni in America. Sebbene le condizioni di vita stiano migliorando quasi da ogni punto vista, sempre più persone si sentono disperate, depresse e sole. C’è un senso di vuoto che tormenta la gente, e non bisogna essere malati di depressione per avvertirlo. Presto o tardi, credo che tutti ci chiederemo: è questo tutto ciò che c’è? Secondo la ricerca, ciò che preannuncia questa disperazione non è una mancanza di felicità. È una mancanza di qualcos’altro, la mancanza di significato nella vita. Ciò mi ha spinto a pormi delle domande. Vi è cosa più importante nella vita che essere felici? Qual è la differenza tra essere felici e avere un significato nella vita? Molti psicologi definiscono la felicità come uno stato di benessere e sollievo, un sentirsi bene in quel momento. Ma c’è ancora di più. Il rinomato psicologo Martin Seligman afferma che il significato deriva dai legami, dal servire qualcosa oltre se stessi e dallo sviluppare il meglio in se stessi. La nostra cultura è ossessionata dalla felicità, ma ho compreso che cercare il significato sia la soluzione migliore. E gli studi mostrano come chi ha un significato nella vita, è più resiliente, ha risultati migliori a scuola e a lavoro, e vive di più. Tutto ciò mi ha fatto pensare: come possiamo vivere in modo più significativo? Per scoprirlo, ho intervistato gente per cinque anni, letto migliaia di pagine di psicologia, neuroscienza e filosofia. Mettendo tutto insieme, ho scoperto quelli che chiamo i quattro pilastri di una vita significativa. Possiamo tutti creare vite significative costruendo alcuni o tutti questi pilastri nelle nostre vite. Il primo pilastro sono i legami. I legami derivano dall’avere delle relazioni nelle quali si viene valorizzati per ciò che si è dentro e in cui si dà valore agli altri. Ma da alcuni gruppi e relazioni nascono dei legami superficiali: si è valutati per ciò in cui si crede, per chi si odia, non per chi si è. I veri legami si originano dall’amore. Sono costituiti da momenti condivisi con gli altri, e rappresentano una scelta: si può scegliere di coltivare legami. Il secondo pilastro è lo scopo. Trovare il proprio scopo non è la stessa cosa che trovare un lavoro che ci renda felici. Uno scopo riguarda meno ciò che si vuole e più ciò che si dà. Il custode di un ospedale mi ha detto che il suo scopo era guarire persone malate. Molti genitori mi dicono: “Il mio scopo è far crescere i miei figli”. Per dare un senso alla vita bisogna usare le proprie energie per servire gli altri. Per molti di noi, ciò avviene attraverso il lavoro. Ecco come contribuiamo e ci sentiamo indispensabili. Senza qualcosa di proficuo da fare, la gente annaspa. Di certo non si deve trovare lo scopo nel lavoro ma il lavoro ci dà qualcosa per cui vivere, dei “perché” che ci portano avanti. Il terzo pilastro del significato è andare oltre se stessi, ma in modo del tutto diverso: la trascendenza. Gli stati di trascendenza sono quei rari momenti in cui si esce dalla frenesia della vita quotidiana, la percezione di sé svanisce, e ci si sente connessi a una realtà superiore. Qualcuno ritiene che la trascendenza derivi dall’osservazione dell’arte. Qualcun altro dalla fede. Per me, che sono una scrittrice, la trascendenza avviene nella scrittura. A volte ci prendo così tanto la mano che perdo ogni concezione di tempo e spazio. Queste esperienze trascendentali possono cambiarci. Uno studio ha fatto osservare degli alberi di eucalipto di 200 metri a degli studenti per un minuto. Dopo si sentivano meno egocentrici, e sono stati persino più generosi quando hanno avuto la possibilità di aiutare qualcuno. E poi il quarto pilastro della vita che ho scoperto tende a sorprendere le persone. Il quarto pilastro è raccontare storie, la storia di se stessi che si racconta a se stessi. Creare un racconto dagli eventi della propria vita apporta chiarezza. Ci aiuta a capire come siamo diventati noi stessi. Spesso non comprendiamo di essere gli autori delle nostre storie e che possiamo cambiare come le diciamo. La vita non è solo una lista di eventi. La si può modificare, interpretare e raccontarla di nuovo anche se si è vincolati dai fatti. Ho incontrato un uomo di nome Emeka, paralizzato per un infortunio da football. Dopo l’incidente, Emeka ha detto a se stesso “La mia vita era fantastica quando giocavo a football, ma adesso guardami”. Ma col tempo ha iniziato a creare una storia diversa. La sua nuova storia era, “Prima dell’incidente, la mia vita era senza scopo. Facevo molte feste ed ero un ragazzo piuttosto egocentrico. Il mio infortunio mi ha fatto capire che potevo essere un uomo migliore”. Questa modifica della sua storia ha cambiato la vita di Emeka. Dopo aver raccontato la nuova storia a se stesso, Emeka ha iniziato a guidare i bambini e ha scoperto quale fosse il suo scopo: servire gli altri. Chi ha una vita significativa, tende a raccontare la propria storia definita da redenzione, crescita e amore. Legami, obiettivi, trascendenza, raccontare la propria storia: ecco i quattro pilastri del significato. Bisogna costruire questi pilastri nelle proprie famiglie e nelle istituzioni per aiutare le persone a diventare migliori. Vivere una vita significativa richiede fatica. È un lavoro continuo. Ogni giorno creiamo le nostre vite, aggiungendo qualcosa alla nostra storia. E a volte sbagliamo. Questo è il potere del significato. La felicità va e viene. Ma quando la vita è davvero bella, quando le cose si mettono davvero male, avere un significato ci dà qualcosa a cui aggrapparci.
Devi effettuare il login per poter rispondere a questa discussione.