E ora, dopo qualche grazie e qualche malcontento, due parole mie su quanto vissuto.
Arrivo a Garda in una mattina gelida e soleggiata, cominciano ad arrivare gli amici, spieghiamo uno per uno il programma, e ricordiamo gli appuntamenti della giornata. Alle due e un quarto siamo lì pronti per la breve chiacchierata che era più uno stimolo a radunarsi un attimo che non a fare conferenze. Purtroppo solo una ventina hanno accolto l’appello, ma non ci siamo lamentati. Le salsicce e il pecorino casareccio che ho portato da casa, invece di essere un piccolo assaggio è diventata un’abbuffata tanto che ne son avanzati. Grazie a chi è rimasto in sauna.
Per la chiacchierata, che poi è stato un resoconto di alcune domande che son state poste e che metterò a breve, si è capita una cosa: solo tre persone su dieci hanno una vaga idea di nudonaturismo, numeri e situazione italiana in genere. La maggior parte naviga nel buio più totale, compresa la situazione associativa in genere.
Da ciò traspare che manca forte una comunicazione di dati, certi o presunti, ma anche la ricerca degli stessi. Sto nudo dove posso e del resto … boh?
Da probabilmente “machisenefrega” al “a me non dice nulla nessuno”. Una cosa su cui lavorare, molto. Troppo vien fatto a sentimento o per sentito dire.
Il mini incontro si è concluso con l’apporto di una amica che ci ha fatto provare lo “yoga della risata”, una cosa molto buffa e divertente, che ha provocato anche problemi di contenimento a qualcuno [:)][:)][:)]
La giornata è andata avanti tranquilla, vedevo gente parlare, altri girare a vortice nei vari servizi, altri a dormirsela beatamente.
C’è stato anche un discreto sole, e mettersi nudi a prenderlo, con 12 gradi fuori, è stato fantastico.
Si, durante le sedute c’era fila, ma a quanto mi è sembrato di vedere, tutti trovavano posto, al contrario di altri raduni iperaffollati che lasciavano fuori persone.
Dalle 20,30 circa e cominciato lo smobilitamento, e ci siamo ritrovati a cena, pure in sovrannumero. Cena che ognuno si è scelto, e ho visto scomparire in bocca montagne di cibo, tra risate, racconti, e menate varie. Non mi sembra che nessuno si sia lamentato per la qualità è la velocità del servizio, cosa di cui ringrazio di cuore il locale, piccolo ma ben gestito. Quasi a mezzanotte ci siamo lasciati a malincuore ripromettendoci di rivederci presto, e confesso che ho faticato a tenermi la solita lacrimuccia dentro gli occhi.
Che dire, si fatica un casino, non ci si gode nulla, eppure poi quando vedi la gente contenta di ciò che ha passato, pur nelle ovvie difficoltà classiche che possono succedere, ti fa tornare la voglia di pensare già al prossimo raduno, per fare ancora meglio.
Cosa mi manca? Mi manca tantissimo che chi ha partecipato ed è stato bene, non metta tanto dei grazie, perché la festa funziona se tutti ne fanno parte, per cui è un grazie a se stessi, ma che scrivessero di sensazioni provate, affinché chi ancora dubita o demorde sappia e conosca e finalmente si decida.
Questo si che sarebbe un bel grazie davvero