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quagliozzi ha scritto:
Mi pare che si prendano le cose un po' troppo alla lettera. Stare a casa è il modo più breve che hanno trovato per dire di "evitare rapporti ravvicinati con altre persone". Che una persona si trovi nel suo giardino appoggiato alla recinzione o che sia appoggiato nello stesso punto della recinzione ma all'esterno della stessa, non fa alcuna differenza in termini di trasmissione del virus. Ma chi vede la persona dentro il suo giardino non ci fa caso, ma se la vede all'esterno grida allo scandalo. Allo stesso modo corre più rischi quello che, andando a prendere qualcosa in garage, si ferma a chiacchierare con un altro condòmino, di quello che va a correre alle sette di mattina in aperta campagna senza incrociare anima viva. Ma il primo è a norma e nessuno gli dice nulla, mentre il secondo viene additato perché non "resta a casa". Il mio amico edicolante dice che ha la processione di anziani che vanno a comprarsi i gratta e vinci, a qualsiasi ora, ma nessuno ne parla.
Seguo su Facebook alcuni gruppi della zona della Sardegna che son solito frequentare. Posti scarsamente abitati, lontani da grossi centri e posizionati tra il mare e le montagne. Persone infettate = 0. Ma anche là gente che si lamenta, che invoca l'esercito, perché è stato visto uno che correva a piedi e un'altro che è andato a passeggiare in una spiaggia deserta. Dov'è il problema? Diamoci una regolata...
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Caro amico,
non concordo assolutamente. Intanto mi devi spiegare perché chi ha la fortuna di avere un giardino debba stare accanto alla recinzione. E comunque per andare accanto alla recinzione dall'interno non si è percorso alcun tragitto in comune con altri. Se stai accanto a una recinzione dall'esterno, invece si.
Vero che chi ha la fortuna (o sfortuna) di abitare in una casa distante da tutto e da tutti, può starsene beatamente fuori. Non credo proprio che chi abita in una casa isolata dentro un bosco, oppure sia l'unico abitante di un'isoletta microscopica, non possa stare fuori. Ma se per andare nella spiaggia isolata devi uscire di casa e percorrere un certo tratto di strada... capisci bene che tra il punto A e il punto B, giocoforza rischi di trasmettere (se ce l'hai) il contagio oppure di riceverlo da un altro.
Io porto il cane fuori (nelle immediate vicinanze di casa) comunque dopo le 8 del mattino (abito di fronte al lungomare) e posso assicurarti che di podisti o presunti tali, ce ne sono un sacco ben oltre le prime luci dell'alba e anche nel pomeriggio.
Dato che sotto sforzo le inspirazioni e espirazioni sono più che abbondanti, non riesco a capacitarmi del perché, per un mese, uno sportivo dilettante non possa fare a meno di correre (idem x i ciclisti).
I vecchietti escono lo stesso? Non credo esista alcuna legge che preveda che chi è giovane possa essere multato e chi è vecchio e rimbambito, invece no. I vigili urbani, carabinieti e poliziotti esistono anche in Sardegna? Si? Allora fatti sentire e chiedi loro perché non elevano verbali come stanno facendo i loro colleghi in tutta Italia.
Affermi che in Sardegna i contagi sono limitati? Beati voi! Ma allora perché rischiare di adeguarvi ad alcume molte altre regioni colpite seriamente? Hai sentito o letto cosa sta succedendo nel bergamasco?
Siete fortunati. Fortunati e "quasi" tutti sani; cercate di rimanere tali. [:)]