per me invece è il massimo della vivacità intellettuale critico sociale
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copio incollo un paio di estratti, così non dovete leggere tutto il pistolotto (molto più lungo di quelli di Fenice...[:o)])
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D’altronde in Italia, siamo fermi ai mutandoni di Daniele da Volterra per occultare le pudenda dei nudi di Michelangelo: la nudità continua a essere motivo di vergogna. È curioso che siamo l’unica specie che ha vergogna di se stessa. Possiamo guardare il nudo, ma solo se è sublimato dall’arte. Nonostante la nostra penisola abbia migliaia di chilometri di coste, spesso poco accessibili, il nudismo continua a essere problematico. L’italiano medio prova vergogna e fastidio per i corpi altrui a meno che siano coperti da esigue strisce di stoffa, magari di colori brillanti. Ovviamente, non è il corpo nudo a infastidire, ma è l’esposizione della nostra natura sessuata. L’italiano deve poter vivere l’illusione che i corpi altrui non abbiano, sotto vestiti e costumi, alcuna sessualità. In un contesto sociale la sessualità, almeno a livello simbolico, deve essere stata neutralizzata. È questo lo scopo dei costumi, non coprire come si crede ingenuamente, ma segnalare che il corpo è stato momentaneamente disattivato nelle sue funzioni sessuali. In generale, nota Vallauri, le persone per bene “si vestono senza eccessiva ostentazione di parti del corpo, così si vede che non puntano al sesso in quanto tale”.
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La tesi del libro è semplice: gli italiani, pur non riconoscendosi più esplicitamente nella morale sessuale della chiesa cattolica, continuerebbero a seguirla per una serie di motivazioni meschine: la morale tradizionale sarebbe comoda, lusingherebbe pregiudizi arretrati, discriminerebbe la donna, sarebbe infine una scusa buona per pigrizia, egoismo e aridità nei rapporti umani. Dietro i presunti sentimenti virtuosi – come il senso del pudore, la gelosia, la fedeltà – si nasconderebbero impulsi assai meno nobili come la diffidenza, la paura, l’invidia e la poltroneria. Leggendo il volume non si può che dargli ragione.
Vallauri, con pazienza, mette a nudo l’imperatore – il sesso disturba perché è l’incarnazione di una libertà che dà fastidio in un mondo di servi (consapevoli o inconsapevoli) “che non si rendono conto di continuare a vivere all’interno delle reti fittamente intessute” di una morale di cui si ignorano ragioni e cause: “i repressi sono così insicuri e spaventati da essere estremamente irritabili”.
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