letture per l'autunno: Ancora bigotti (2020)

Luzy_pan 02/09/2026 21:37 2.392 Visite
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
In cuor nostro si è contrari a molte cose ma la vita è spesso complessa. Si è contrari in un certo senso anche alla prostituzione in strada... Tutto sommato è una vita di merda. Ma in Italia c'è una legge nota come legge Merlin che ha degli aspetti terribilmente sessuofobi e sessisti; propagandata storicamente come panacea per la difesa della donna e lo sfruttamento della prostituzione... Ad oggi le prostitute in strada sono straniere per lo più, donne, trans e gay. la legge risulta vetusta nella sua struttura ideologica. Andrebbe rivista e corretta. Uno degli aspetti più curiosi del dibattito sulla prostituzione è quello storico della Lega. Il risultato a decenni dal giovane Bossi è che nelle zone del varesotto leghista le signorine dell'est bazzicavano stazionando ben vestite stile armani sexy sotto i cartelli comunali con divieto di prostituzione.
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
per me invece è il massimo della vivacità intellettuale critico sociale ----------------- copio incollo un paio di estratti, così non dovete leggere tutto il pistolotto (molto più lungo di quelli di Fenice...[:o)]) .......................................... D’altronde in Italia, siamo fermi ai mutandoni di Daniele da Volterra per occultare le pudenda dei nudi di Michelangelo: la nudità continua a essere motivo di vergogna. È curioso che siamo l’unica specie che ha vergogna di se stessa. Possiamo guardare il nudo, ma solo se è sublimato dall’arte. Nonostante la nostra penisola abbia migliaia di chilometri di coste, spesso poco accessibili, il nudismo continua a essere problematico. L’italiano medio prova vergogna e fastidio per i corpi altrui a meno che siano coperti da esigue strisce di stoffa, magari di colori brillanti. Ovviamente, non è il corpo nudo a infastidire, ma è l’esposizione della nostra natura sessuata. L’italiano deve poter vivere l’illusione che i corpi altrui non abbiano, sotto vestiti e costumi, alcuna sessualità. In un contesto sociale la sessualità, almeno a livello simbolico, deve essere stata neutralizzata. È questo lo scopo dei costumi, non coprire come si crede ingenuamente, ma segnalare che il corpo è stato momentaneamente disattivato nelle sue funzioni sessuali. In generale, nota Vallauri, le persone per bene “si vestono senza eccessiva ostentazione di parti del corpo, così si vede che non puntano al sesso in quanto tale”. ......................................... La tesi del libro è semplice: gli italiani, pur non riconoscendosi più esplicitamente nella morale sessuale della chiesa cattolica, continuerebbero a seguirla per una serie di motivazioni meschine: la morale tradizionale sarebbe comoda, lusingherebbe pregiudizi arretrati, discriminerebbe la donna, sarebbe infine una scusa buona per pigrizia, egoismo e aridità nei rapporti umani. Dietro i presunti sentimenti virtuosi – come il senso del pudore, la gelosia, la fedeltà – si nasconderebbero impulsi assai meno nobili come la diffidenza, la paura, l’invidia e la poltroneria. Leggendo il volume non si può che dargli ragione. Vallauri, con pazienza, mette a nudo l’imperatore – il sesso disturba perché è l’incarnazione di una libertà che dà fastidio in un mondo di servi (consapevoli o inconsapevoli) “che non si rendono conto di continuare a vivere all’interno delle reti fittamente intessute” di una morale di cui si ignorano ragioni e cause: “i repressi sono così insicuri e spaventati da essere estremamente irritabili”. .....................................................
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01/01/2000 00:00
Per favore eroe non cominciamo il discorso aborto. L’ho citato solo per dire che nonostante come lo consideri, mi taccio, nel lavoro non ho mai partecipato facendo l’obiettore, anche se non mi coinvolgeva mai direttamente, ma tolto quanto dissi a suo tempo, sto zitto e lascio a Dio se c’è, di giudicare dopo. Non per questo mi va giù, ma nemmeno per finta. Sulla prostituzione, la Merlin fece qualcosa atto per quei tempi, ad oggi le cose son cambiate. Il 90% e forse più è ancora sotto malavita, quindi nulla andrebbe accettato. Il restante non credo lo faccia per goduria, ma perché quando una è alla fame, non gli rimane che darla via. Eppure è vero, c’è chi lo fa come fosse un lavoro come un altro, purtroppo mi son scontento con tante marchette nella vita. Ecco di quest* dico: bene, lo facciano, ma con partita IVA, avendo delle regole, avendo controlli, e chiuse in casa, ma soprattutto pagando le tasse. Non capisco perché se mi metto io a culo nudo mi danno caccia e multe e se si mettono loro guai a chi le tocca. È ritenuto ad oggi un mestiere come un altro? Bene che allora come è costretto a far controlli il fornaio, il macellaio, che siano sotto ben altri controlli loro, e che contribuiscano al gettito fiscale.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Nudomark ha scritto:
Che noia mortale...
Luzy_pan ha scritto:
per me invece è il massimo della vivacità intellettuale critico sociale ----------------- copio incollo un paio di estratti, così non dovete leggere tutto il pistolotto (molto più lungo di quelli di Fenice...[:o)]) .......................................... D’altronde in Italia, siamo fermi ai mutandoni di Daniele da Volterra per occultare le pudenda dei nudi di Michelangelo: la nudità continua a essere motivo di vergogna.... ... L’italiano medio prova vergogna e fastidio per i corpi altrui a meno che siano coperti da esigue strisce di stoffa, magari di colori brillanti. Ovviamente, non è il corpo nudo a infastidire, ma è l’esposizione della nostra natura sessuata. La tesi del libro è semplice: gli italiani, pur non riconoscendosi più esplicitamente nella morale sessuale della chiesa cattolica ecc ecc ecc .....................................................
Ho letto la lunga prefazione del primissimo link proposto e dato che di solito, quest'ultime, sono sempre più leggere del testo che raccontano...beh, se tanto di da tanto, non posso che concordare con l'opinione di Nudomark. Quanto poi a ciò che si dice (o direbbe) nel tomo proposto, mi chiedo a che pro consigliarlo in questo sito dato che mi pare ovvio, gli iscritti, e perciò nudisti, non hanno di queste remore. Sarebbe come proporre nel sito alpinisti.e.sciatori punto it, un libro che dimostri quanto è bello andare in (e vivere la) montagna.
Purtroppo non ho attualmente tempo per leggermi un libro, quindi mi attengo al passo riportato. E non discuto se il libro sia un Pippone (classico di tutti i libri sociologici o para), ma non concordo sul discorso: cosa interessa ai nudisti? Io son convinto che quando tieni ad un particolare argomento, qualunque esso sia, devi di norma informarti su di esso è quindi stare su cose che lo riguardano, per capire anche gli aspetti che magari ti son sfuggiti o che non conoscevi. Al contempo leggo anche chi la pensa al contrario di me, o chi ci ha studiato sopra. Masochismo? No Ma serve per capire chi ti contesta o chi la pensa diversamente. Questo permette a te di sapere quali sono le motivazioni ostative, di rifletterci sopra, di contestarle e contrastarle. Quindi spero di poter leggere il testo prima o poi, ma a prescindere non sarei mai così contrario a leggere chi la pensa diversamente. Un esempio? Credo che ben pochi siano così ostativi al sesso in genere, tanto per rimanere in tema, ma abbiamo capito che miscelarlo con l’essere nudi, in contesti non consoni, sia da cani e controproducente. Da cosa l’abbiamo capito? Legge ti le miriadi di articoli dove ogni cosa piccante, sessuale, purché nuda, viene associata al nudismo. Da qui le nostre ammissioni tipo “nudo non è sesso”. Il che è vero, noi si sa, ma non lo sa chi ci contesta. Quindi…
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01/01/2000 00:00
Ma, probabilmente perché negli anni 50 si era uscito di poco dalla guerra, devastante. La voglia e la capacità di ricorsi ruote degli italiani era fondata sulle proprie forze, lo stato e i suoi aiuti non esistevano ancora (in vero gli aiuti non esiste o nemmeno ora). Arrivò la televisione, la gente cominciò a viaggiare, si conobbero le ferie, la stragrande maggioranza vide il mare per la prima volta in vita sua (mamma che pozza grande, a voglia ad abbeverà i Bova!!!). Dai primi costumi tipo tengo nudi solo piedi e braccia, si cominciò a vedere qualcuno che osava di più, Brigitte Bardot per fare un esempio. I giovani cominciavano a frequentare scuole sempre più fuori casa, università in altri paesi. Andare a vedere se la gallina aveva fatto l’uovo non era il solo scopo della vita. Dai tempi della guerra nacquero altri partiti, molto popolari, di comunità direi. Il contatto con gli americani soprattutto cominciò a portare Spinelli e idee di costume (nel senso di coltura) sempre più liberali e sempre meno ancorate a idee inquisitorie e dottrinali. Il pisello (e la pisella) han sempre tirato a tutti nei secoli, ma ci si stava mentalmente e fisicamente liberando da certe paure ancestrali di peccato. Si diffusero le musiche, i concerti (rock e Beatles insieme a tanti altri) diffondevano sempre più la bellezza dell’amore libero. I corpi diventavano sempre meno materia di taboo, si diffondeva un’idea dell’uomo al centro dell’universo. L’isola di Wight dettò quella che era una nuova idea di società, idea che si diffuse a macchia d’olio in tutta Europa, spopolando tra i giovani, che ebbe come conseguenza il loro modo trasgressivo di vedere la vita, e creò quelle che erano le prime feroci reprimende tra gli anziani i i bigotti, ma che a quel tempo non avevano uno sfogo maggiore dell’urlo di una mosca. Minigonne, seno al vento, sesso libero determinò la storia delle due decadi successive. Gli anni 60-80 furono la partenza di un mondo moderno, strano, allegro, pieno di soldi e di voglia di vivere. Poi ogni epoca è succube delle leggi della storia, dove si hanno corsi e ricorsi. Da una società oscurantista ci si trovò lanciati sulla luna, è quasi di raggiunto l’apice, iniziò il ricorso. L’uomo è l’individualismo personale ed egoistico aveva preso troppo piede. Una cultura cambia, è sempre cambiata nei secoli, ma ha bisogno di più tempo di quello che sembrava. E questa forma di liberazione alla fine ha fatto paura, moda ed essere alla page ha creato il bisogno di tornare parzialmente indietro, ed ecco che pian piano si torna ai costumi mitigati, meno follie generali, più moralismo che riprendeva piede. Chi ha la mia età conosce bene queste cose. Oggi. Oggi il mondo è strano. Aspira a mille libertà diverse, ma ha paura anche di averle. Chiede e ritira la mano i contemporanea. Ha sempre paura di scandalizzare gli altri. Fa ma non dice di farlo. E in caso di dibattiti e confronti, preferisce rinunciare ad apparire o a difendere le sue idee e i suoi piaceri. E non certo solo sul sesso, ma su tutto. Unica variante a questo essere e non essere è stato il movimento LBGT, che da stonewall in poi ha cominciato a dire: ci sono anch’io. Un mondo sommerso, nascosto, pieno di paura per le mille repressioni, ha cominciato a richiedere la propria libertà e i propri diritti. Bisognerà attendere la seconda decade del nuovo millennio per vedere realmente la forza di “uscire fuori”, Per quanto odiato da molti, il movimento e le sue azioni, hanno messo forza ad altri umani nelle loro idee e nei loro desideri, quindi riesplosione del nudismo e pure del sesso. “Se lo fanno loro che ho io di meno?” Però qui siamo ancora in anni bui. Di paura di apparire dire e affermare. Nei forum, nei siti, ci si scatena. Nelle poche aree autorizzate si va timidamente da parte di molti, per poi tornare tutti nell’ombra, vuoi per i problemi delle mentalità lavorative, vuoi per forme di pudore del tipo “lo faccio ma non lo dico che mi guardano come un pervertito”, è altre menate simili. La commistione stare nudi è sesso porta alle reprimende giornalistiche in cerca dell’ultimo gossip o scandalo da vendere, le reprimende di politici e amministratori, le reprimende religiose su costumi troppo liberi, è una piccola marea di benpensanti (ma mal razzolanti), che per la loro posizione, non potendo sostenere, preferiscono attaccare per rimanere dalla parte di quello che sembrano i più, e che danno voti. L’italiano di oggi, in questo senso, oggi è un testa di caxxo ipocrita. Corre dietro ad ogni pelo di una depilatissima figa, nonché ad ogni muscoletto abbronzato e sopracciglio depilato che vede in giro, scopa e mette corna a tutto spiano, preferisce vacanze all’estero dove si denuda ovunque e tromba alla grande, per poi tornare a casa e rindossare i panni di quelli che “nudo? Che schifo!! Sesso? Ma quando mai!!!” Sembra che tutti o quasi mettano in atto il DADT, Don't ask, don't tell dei militari americani, per non ritrovarsi additati come persone libere in genere, ne nudisti e tutti evirati e asessuati. Tradotto in italiano “si fa ma non si dice”. Il brutto, il pessimo, è che più che spesso questo “non dire, non manifestarsi, non fare coming out” viene piu dal mondo nudista che da altre realtà, per non parlare dei sessoliberi: dirlo? Ma sei matto? Son caxxi miei, zitto e marciare!! E fin qui ok, non hai voglia di dirlo, ne soffriranno te e i tuoi simili ma va bene (coming out LGBT docet), ma poi si vede mettere in atto lo sport preferito di oggi: farlo di nascosto, ma mettere in pubblico tutto ciò che denigra chi fa le tue stesse cose, ma ha voglia di dirlo o vien beccato a farlo. (Chi lo chiama falso perbenismo, chi vuol dire che sia sessuofobia, per me è solo paraculaggine infinita e perversa).
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01/01/2000 00:00
Luzy, no, mi augurerei che così fosse, perché pian piano riusciresti a scavare la pietra. Conto molto sulle nuove generazioni, ma purtroppo abbiamo ancora troppi che “ci credono davvero” nelle cazzate che sparano. Troppi che si lasciano abbindolare, troppi che seguono solo chi sa strillare di più. E dopo l’avvento di Adam kadmon, che Dio stramaledica le Jene, troppi che non fanno altro che cercare complottisti in ogni dove. Non che non esistano, anzi, è tutto un complotto, ma ormai si ragiona solo da terroristi, e penso che questo ci porterà a breve in una strada maledettamente difficile. Provate a guardarci intorno a come si comporta la gente, guardate cosa scrivo e dicono sui social ad esempio, inorridisco ogni giorno di più. Persone più che sane di mente che cedono a credenze del caxxo, che diffondono cose fasulle, che fan di tutto per screditare tutti. Il covid non si sta diffondendo perché ha ripreso forza, ma per questa massa di coglionazzi che stanno continuando ad uccidere persone e a creare crisi economiche, e nulla risulta più facile che far la colpa a Roma ladrona, senza fare un minimo di autocritica. Tutti imbecilli, governati, virologi, e tutti bravi gli altri, chi cambia idee tre volte nello stesso giorno, chi col suo operato sta marciando contro tutto pur di raccogliere consensi… e intanto i morti aumentano, e non solo per covid.
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01/01/2000 00:00
Ho due minuti… non voglio entrare nel discorso dove tutti hanno più o meno ragione a complicare le cose. Vorrei solo mettere in evidenza dei fatti: -Se tutti fossero realmente sessualmente liberi, o se avessero quel tanto di libertà di lasciare stare gli altri, non ci sarebbero le caccia alle streghe del tipo degli omotransfobici, non ci sarebbero quelli dei family day scoperti come frequentatori di escort trans e gay soprattutto, e decine di altre menate simili. -Forse le singole persone son anche belle e libere, visto a cosa si applicano, ma poi han la paura del giudizio morale della società, quindi alte le mani e guai a che i misteri siano rivelati. -Ho degli amici, racconti loro, nudisti ovviamente, che al lavoro dei clienti sparlavano dei nudisti …”abbiamo dovuto dar loro ragione, non potevano dire anche anche noi siamo nudisti”. - se ci fosse così tanta libertà sessuale, a che pro comportarsi in certi modi prevaricativi? - per me non c’è molta libertà sessuale, c’è solo molta voglia di far sesso, in un mondo dove poi non è così facile averne Non mi prolungo, chi ha orecchie per intendere ha inteso.
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01/01/2000 00:00
Luzy_pan ha scritto:
a_fenice ha scritto: Sulla prostituzione, la Merlin fece qualcosa atto per quei tempi, ad oggi le cose son cambiate. Il 90% e forse più è ancora sotto malavita, quindi
e siamo di nuovo in tema... per gestire legalmente il sesso a pagamento ci vuole uno Stato laico, non sessuofobo, non bigotto. da noi ci vuole il mago Merlino [:D]
Uhmm, no. Lo stato non è sessuofobo o bigotto, è semplicemente di tipo confessionale. Coi Patti lateranensi rinnovati da Craxi si doveva passare ad uno stato laico, e i poteri istituzionali divisi da quelli religiosi. Purtroppo, tra chi usa i rosari nei comizi per chiamare a se gli scontenti, e chi non osa andar contro la CEI, e ritrovarsi entrambi senza voti, questa volta si dei bigotti, il laicismo è solo pura chimera. Il politico per definizione non può essere uno che media le sue scelte in base al credo religioso, qualunque sia, ma deve prendere decisioni mediate che permettano a tutti le giuste regole e diritti. Oggi, senza che scenda nei dettagli, ma anche ieri, spero nel domani, ancora il tutto vien filtrato da ciò che indica una religione. Protestiamo verso gli Stati islamici che impongono la shari’a, ma noi siamo peggio: diciamo che siamo laici ma si seguono le regole di altri.
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
qualche citazioncina... ............. LA MORALE SESSUOFOBA SOPRAVVIVE ANCHE IN QUELLI CHE RITENGONO DI ESSERSENE LIBERATI SOLO PERCHé ORMAI LA DOMENICA INVECE CHE A MESSA VANNO AL CENTRO COMMERCIALE. (P.139) ............................. [...] INSOMMA, LA PROIBIZIONE DEL SESSO COME COMPORTAMENTO COLPEVOLE INFLUISCE ANCORA SULLA MAGGIORANZA DELLE PERSONE, E ATTRAVERSO QUESTA GRANDE MAGGIORANZA CONDIZIONA DI FATTO LA VITA DI TUTTI QUANTI. .............................. (il 70% delle donne di cui il 61 giovanissime pensa ancora che il sesso vissuto al di fuori di un vincolo affettivo/amoroso sia male, con gli uomini la percentuale è un po' più bassa ma mica tanto, specie tra i giovani) (il rif è a un altro testo/indagine del 2010)
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: Uhmm, no. Lo stato non è sessuofobo o bigotto, è semplicemente di tipo confessionale.
ma dobbiamo continuare a rimpallarci i termini quando sulla sostanza siamo d'accordo? nella fattispecie di quest'ultimo aspetto di vita sociale la sostanza è che il sesso è tabù e dunque l'idea di un lavoro sessuale fa più specie del fare il ladro o il mafioso... e, ripeto, sono le tesi esposte nel libro che riconsiglio di prendere e leggere.........
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Nudomark
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01/01/2000 00:00
Che noia mortale...
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: Quanto poi a ciò che si dice (o direbbe) nel tomo proposto, mi chiedo a che pro consigliarlo in questo sito dato che mi pare ovvio, gli iscritti, e perciò nudisti, non hanno di queste remore. Sarebbe come proporre nel sito alpinisti.e.sciatori punto it, un libro che dimostri quanto è bello andare in (e vivere la) montagna.
Premesso che la noia per una lettura è soggettiva, un po' come per Beethoven o Allevi, dipende da cosa si cerca...[:D] L'esempio che fai direi sia poco azzeccato la recensione e il libro non raccontano quant'è bello stare nudi ma quanti problemi, semmai, abbiamo a guardare i nudi e, nello specifico, i sessuati. Considerandomi molto sessuata mi sono detta perché no. Ma forse, come al solito, ho sbagliato. ps non ho percentuali sull'acquisto del libro, manco sapevo chi fosse l'autore finché non ho ascoltato quelli della zanzara... https://youtu.be/fzZRuZzQr-o il video è su un altro livello di comunicazione, diciamo così...[:D]
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
[...] LA NOSTRA CIVILTà Sì è ORGANIZZATA PER GETTARE IL RIDICOLO SULLE PERSONE FACENDO LEVA SULLO SCREDITAMENTO DEL SESSO. IL COSIDDETTO SENSO DEL PUDORE SERVE A RAFFORZARE QUESTO EFFETTO, PERCHé FA Sì CHE SIA PERCEPITA COME RIDICOLA ANCHE LA SEMPLICE NUDITà [...] CHE OVVIAMENTE è CONDIZIONE PER UN SESSO NON SACRIFICATO. (p.5) ...................... luzy scrive: il che significa anche che il bigotto percepisce la nudità sempre in relazione al sesso, dunque anche accettando lo stato di semplice nudità ne accetta la condizione in cui sacrifica il sesso per il tempo necessario a vivere quello stato di nudità, diciamo pure naturista...; in altre parole non esiste uno stato di nudità puro per il bigotto, se non per farsi la doccia... o forse manco in questa situazione dato che molti bigotti puzzano, specie nelle parti intime... ops, è ora di cena, scusate...[:D]
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01/01/2000 00:00
Luzy_pan ha scritto:
qualche citazioncina... ............. LA MORALE SESSUOFOBA SOPRAVVIVE ANCHE IN QUELLI CHE RITENGONO DI ESSERSENE LIBERATI SOLO PERCHé ORMAI LA DOMENICA INVECE CHE A MESSA VANNO AL CENTRO COMMERCIALE. (P.139) .............................
A parte che è molto raro che vada al centro commerciale di domenica, anche se è molto in uso farlo, non so se mi sono liberato dalla morale sessuofobica ma ritengo che questa morale abbia ragione d'essere in particolari circostanze ed a riguardo faccio due esempi: 1. Anni fa mi trovai su una spiaggetta appartata, ove di solito non c'era nessuno, in quanto estremamente difficoltosa da raggiungersi via terra (quindi famiglie con anziani e minori li mai visti), che raggiungevo in canoa e dopo un po' arrivò una coppia sui 20 anni che si spoglio ed incominciò a fare sesso senza nascondersi dietro uno scoglio come avrebbero potuto fare. Per una ventina di secondi sono rimasto a guardarli un po' stupito dopo di che, invidiandoli mentalmente, mi sono girato dall'altra parte col mio cruciverba. Per cui la cosa non mi ha per nulla scandalizzato. 2. In un'altra occasione mi trovavo in una spiaggia naturista autorizzata, con presenza anche di famiglie e minori, quando arrivò una coppia e dovemmo assistere ad un massaggio delle tette di lei, durato circa 20 minuti, con la scusa della crema abbronzante, poi sparsa bene bene in tutti i luoghi con prolungamento temporale fra le gambe di lei, poi lei si è stesa a gambe aperte (nulla di male anche l'interno coscia va abbronzato) e lui con l'alluce la solleticava nel mezzo. Beh nel caso 2. la mia sessuofobia è salita alle stelle e mi sono anche un po' incazzato oltretutto vicino a loro c'erano anche altre coppie che assistevano divertite per cui mi sono rivestito e me ne sono andato giornata rovinata. Il motivo della mia sessuofobia nel 2. caso derivava dal fatto che a circa 20 metri c'erano famiglie con bimbi e secondo dal fatto che simili comportamenti possono essere la scusa per togliere l'autorizzazione naturista alla spiaggia.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
... Vuoi dire che una società estremamente rigida di costumi, produce (ti cito) ...al guardone, al maniaco, allo stupratore, al nudista compulsivo, il naturista bacchettone, gli scambisti sessisti, i turisti sex, pedofili praticanti, sessisti in genere... Perdona ma mi fai più ridere del baffuto in minigonna e borsetta. Tu vedi "nemici" dappertutto. Goditi la vita e la tua sessualità (qualunque sia) più serenamente, che la vita è breve [8D]
Per me c'è del vero in quel che sostiene Luzy_pan ricordo che a 12 anni avevo una curiosità quasi morbosa di poter vedere una donna nuda. Se in famiglia la nudità fosse stata cosa normale questa curiosità non l'avrei avuta. Le regole "morali" rigide ritengo che possano generare "perversioni" di vario tipo. Per esempio se la nudità sulle spiagge fosse cosa normale non ci sarebbero i guardoni, non quelli che vanno a spiare le coppie sperando che facciano sesso, almeno quelli che si mettono vicino ad una ragazza o ragazzo e restano anche ore a guardarle/i. Poi affermare che in una società con meno o senza regole "morali" non ci sarebbero "perversioni" varie mi sembra eccessivo. Comunque l'argomento è complesso e forse sarebbe più adatto a laureati di psicologia comportamentale.
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