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Romano974 ha scritto:
Sono d'accordo con pieros_it e a_fenice ... in un mondo perfetto e utopistico non ci sarebbe nulla di male in quella comunicazione ... però bisogna essere realisti.
Non si discute sul fatto che ai nudisti piaccia o meno scopare ... come detto al nudista piace scopare esattamente come all'avvocato, al medico, al maestro, al politico, ecc..
Qui si parla del messaggio che viene trasmesso e, soprattutto, ricevuto!
Quindi, visto che la comunicazione non è un'attività fine a se stessa, ma un mezzo per trasmettere e sostenere un'idea o un concetto, allora necessariamente si devono prendere in considerazione i fattori che influenzano la comunicazione e il primo di questi è il destinatario della stessa. La mentalità italiana è purtroppo ben nota, quindi quella cominucazione, che magari in altre realtà potrebbe avere un effetto completamente diverso, nel nostro paese porta a fomentare ancora una volta tutti quei preconcetti che costringono il nudista a vivere in riserve come gli indiani d'america o in recinti come gli animali allo zoo ... e allora è giusto indignarsi! L'indignazione del nudista non è per il contenuto in sè dell'articolo (il nudista ha l'intelligenza per capirne il senso) ma per l'effetto che produce nell'opinione pubblica (l'italiano generico medio non ha evidentemente l'intelligenza per capirne il significato, "ameno in pubblico", visto che poi "nel privato" i maggiori "bigotti starnazzanti" ne fanno di ogni e dimostrano una ampissima apertura mentale!).
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La mentalità del paese è bigotta, infatti associa nudità a sessualità in maniera molto più pesante di ogni altro paese al nostro pari quanto a civilizzazione e libertà democratiche.
Quando ho parlato di questa cosa suggerendo la lettura di un libro uscito lo scorso anno, dai "nudisti" di questo forum ho ricevuto solo un atto di formale chiusura.
Allora sarebbe il caso di venirne a capo. Se la mentalità del paese è bigotta e non appena si vede nudo si vede sesso, la mentalità attuale dei naturisti non è dissimile. Si è semplicemente riposizionata altrove.
Avevo già spiegato la cosa in quel thread ma si era glissato infatti, ci riprovo dunque.
Se per vivere la nudità in ambito naturista dobbiamo sospendere la sessualità durante tutto il tempo in cui ci esponiamo nudi agli altri, significa che non ammettiamo che il sesso e il "nudonaturismo" possano convivere serenamente nel rispetto di regole e atteggiamenti tra adulti consenzienti; pertanto fare sesso in un ambiente nudista significa sporcare indelebilmente il concetto di nudità naturista.
Orbene questa è pura ideologia (naturista) la cui matrice sessuofoba è talmente evidente da rendere imbarazzante qualsiasi ulteriore analisi.
Questo è un paese nonostante tutto in evoluzione e l'apertura di un resort, di una spa, di un club in cui si possano far convivere serenamente nudità, sessualità, naturismo all'aperto e quant'altro andrebbe accolto con entusiasmo.
Non accade perché il nudista/naturista italiano è colui che in ambito di nudità pubblica fa voto di momentanea castità e quindi evita come la morte qualsiasi atteggiamento che possa anche lontanamente far pensare all'erotismo, al sesso, al sex appeal.
Brutta faccenda.