Indecisione se postarlo in questa sezione o il quella di Aspetti e problemi del nudismo...... ma lasciamo qui, vah
Un caro amico nudista ma che non ama intervenire nel forum, pubblica spesso articoli di fondo o novelle.
L’altro giorno mentre era a cena da me, ho provato a chiedergli un favore e mentre ponevo la domanda, mi aspettavo un suo secco “No. Scordatelo”. Invece, dopo avergli chiesto se avesse voluto scrivermi qualcosa di nudismo ma anche eventualmente di non nudismo, mi rispose: ”Lasciami qualche giorno per pensarci”.
Bene, riflettei tra me e me, invece che un antipatico no, se l’è cavata col classico – vedremo – che è pur sempre un no, ma molto più amichevole. Peccato. Oltre ad avere un’opportunità per un nuovo tread sul forum, magari a siman veniva o tornava la voglia di scrivere per il nostro sito, il terzo volume della saga di E POI C’E’ CAP D’AGDE...
Invece, sorpresa!!, oggi mi son trovato un suo messaggio nella posta elettronica, che volentieri condivido con voi.
E’ una storia aperta e cioè il resoconto di avvenimenti accaduti in un villaggio nudista e in cui l’ultima parola, spetta ai lettori.
Scegliete voi tra le opzioni offerte per il finale quella che preferite oppure, scrivete di vostro pugno come pensate dovrebbe finire questo racconto scritto appositamente e affettuosamente per il nostro forum.
A_Fenice
CENNI DI FILOSOFIA NUDISTA SPICCIOLA
Cosa c’è di meglio di una donna?
Una donna nudista.
E meglio di una donna nudista?
Due donne nudiste.
E meglio ancora di due donne nudiste?
Ovvio! Due donne vestite!
…..
….
…..
Vi vedo perplessi. Evidentemente quello sopra esposto è un concetto un po’ troppo criptico.
Forse è il caso di dilungarsi approfondendo meglio.
Mia moglie ed io per la nostra primissima vacanza senza veli, scegliemmo la Corsica e più precisamente il villaggio di Punta Chiappa.
In breve, per chi non conosce il luogo, si tratta di un villaggio nudista con bungalow disseminati tra la macchia mediterranea e prospiciente una piccola baia riparata dove la spiaggia è divisa in due parti da un piccolissimo e basso sperone roccioso, che si inoltra brevemente nel mare.
Tutto bello, tutto calmo laggiù.
Anzi, a dir la verità, un po’ troppo calmo.
Di sera, anche se si opta per uno dei due ristorantini presenti invece che un’autarchica cena nel proprio villino, non è che il luogo offra molto di spumeggiante.
C’è in verità un bar con tavolini e un accenno di discoteca ma, se ci andate a settembre, non c’è musica e se ci andate in piena stagione estiva...la pista ballabile è piena di bambini che giocano a fare gli adulti danzanti per conto loro o con papà e mamme che, orgogliosamente, fanno da ballerini ai loro pupitti (o fioli, citurilli, putei, frutin, criature, puttigni, piseddi o come altro modo vengono chiamati i bimbi nel vostro dialetto) alti poco più di mezzo metro.
Noi, quella volta, eravamo laggiù in settembre; che culo! Almeno ci siamo evitati la scuola materna di danza.
Insomma che ci siano bambini chiassosi oppure no, è una noia infinita per chi, oltre alla spiaggia e le nuotate di giorno, vorrebbe potere aver qualcosa da fare anche dopo cena.
Laggiù ti tocca rientrare presto. Lavatina ai denti, due capriole in allegria sul letto e poi nanna come i vecchietti.
Si, lo so! I singoli che leggono dissentiranno, contesteranno e probabilmente invidieranno il concetto – lotta greco romana sul materasso tutte le sere -.
Ma sono sicuro che i lettori accoppiat-fidanzat-sposati da molto tempo, dopo avermi messo figuratamente una mano consolatrice sulla spalla, capiranno ciò che intendo esprimere.
Che sciagura la sindrome da solita minestra!
( n.d.a.= il concetto vale assolutamente anche per le lei di coppia).
Dopo un drink e quattro chiacchiere, indicando alcuni tavoli da biliardo in fondo al locale, lei mi propose:
“Facciamo una partita? Non ho mai giocato a biliardo”
Vi risparmio la tragica cronaca della partita. Vi basti sapere che le palle colorate che avrebbero dovuto andare in buca, rimanevano ostinatamente e caparbiamente sul panno verde, mentre l’unica palla bianca, che invece non ci dovrebbe mai andare….sembrava una talpa in fuga.
Ad un certo punto, una coppia francese prese posto a un biliardo vicino e tra bonsoir vari e sorrisi di circostanza e qualche mezza frase, finimmo l’estenuante pseudo partita di 125.
Mentre rientravamo a braccetto verso il bungalow dissi:
“Quei due giocano”
“Davvero? Non mi parevano esperti neppure loro nel gioco con la stecca”
“Non mi riferivo all’arte del biliardo ma al fatto che mi paiono birichini” le risposi divertito.
“Tu vedi trasgressivi dappertutto” ribatté.
“Hanno detto che son nel villaggio da tre giorni; noi siamo sempre andati nella spiaggetta più piccola e non li abbiamo mai visti ergo, preferiscono l’altra spiaggia più anpia. Se domani vengono in quella dove andiamo noi...come al solito...ho ragione io”.
Ovviamente il mattino seguente andammo a spiaggia e altrettanto ovviamente dopo un po’ arrivarono i due francesi che, dopo essersi guardati attorno e averci visti, ci salutarono avvicinandosi e dopo avere steso i loro teli accanto ai nostri, iniziarono subito a chiacchierare con noi.
Tranquilli, non mi darò arie da psicologo. Non sono così intelligente. Sono le donne che, anche se capiscono sempre tutto e ben prima di noi uomini (!!!), tendono, per loro natura, a fingere di fare le gnorri.
La lei, bionda, aveva un fisico molto asciutto dovuto alla passione della mezza maratona. Asciutta ma indiscutibilmente con le curve indispensabili più che apprezzabili su un bel musetto. Per farla breve, se è vero come è vero che nella vita c’è sempre di meglio, nel caso specifico posso assicurarvi che c’è anche tanto, tanto, tantissimo di peggio.
Il francese era il tipico uomo di mezza età. Spigliato, spontaneo e soprattutto simpatico con la battuta sempre pronta e voi, che siete indiscutibilmente nudisti ma anche persone di mondo, mi insegnate che saper far ridere le donne equivale a ...equivale a...equivale a...insomma, suppongo abbiate capito (altra n.d.a . per le eventuali lettrici = mi permetto di segnalarvi che anche io sono un tipo simpatico).
Scusatemi l’interruzione ma un po’ di pubblicità non guasta mai.
Verso sera, mentre lasciavamo la spiaggia per rientrare a fare la doccia, il francese propose:
“Stasera ci vediamo al bar? Potremmo fare una sfida a quattro al biliardo. Francia contro Italia”.
“Volentieri” rispose mia moglie.
Dopo esserci accordati per l’orario, prima di lasciarci, il francese aggiunse:
“Le donne però, vestite con gonna o abito corto ma senza mutandine”.
Mentre rientravamo continuavo a chiedermi il motivo di tale balzana richiesta. Sicuramente in altro contesto un simile invito avrebbe potuto avere senso, ma in un luogo dove tutti stanno nudi, che logicità avrebbe avuto indossare oppure no, l’intimo sotto gli abiti?
“Farai come ha chiesto il francese?” domandai a mia moglie, incuriosito dal suo pensiero al proposito.
La sua risposta, come spesso accade, mi tagliò a fettine sottili.
“Tutti uguali voi uomini e tu non fai certo eccezione. - Stai nuda, stai nuda, che bello averti nuda anche a spiaggia o mentre nuotiamo e anche al bar e a pranzo - e poi non vi accorgete di nulla. E’ da quando siamo arrivati al villaggio nudista che non indosso slip; né a spiaggia ovviamente e neppure la sera quando usciamo”.
Ci facemmo la doccia e poi due coccole (che non guastano mai). Cenammo e dopo esserci vestiti ci dirigemmo verso il bar.
Io ANCHE con le mutande, lei senza.
Caffè...cioè, mi correggo, una brodaglia che solo i francesi riescono a chiamare caffè e un qualcosa di alcolico giusto per dimenticare il gusto di quel coso caldo.
Ci raggiunsero i francesi e dopo qualche chiacchiera, iniziò finalmente la sfida internazionale al tavolo del biliardo.
Quel furbacchione di Bruno...(vi avevo detto che si chiamava Bruno? Brunò con l’accento finale alla francese per la precisione. Non ve lo avevo detto? Ok, si chiamava Brunò) estrasse dal marsupio una piccola fotocamera e mentre le nostri dolci compagne di squadra si protendevano in punta di piedi e in avanti sul biliardo per colpire le palline con la stecca, scattava fotografie tenendo la macchina in basso.
(ennesima n.d.a. = assieme al raccontino, ho inviato a Massimo (Fenice come lo chiamate qui) alcuni scatti ricordo fatti dal francese. Se eventualmente non li vedete pubblicati è perché non li reputa indispensabili come corollario della storia...oppure poco “nudisti” da poter essere pubblicati...oppure, cosa che reputo più plausibile, ...se li è voluti tenere solo per lui, senza condividerli con voi.
A ogni lettore l’eventuale scelta delle opzioni).
Mi pare di sentire qualche obiezione…”cosa c’entra, alla fine, quel donna/donna nudista/donne nudiste/donne vestite di inizio racconto?
Ah sì. Vero.
Dunque, mentre eravamo presi dalla sfida, non avevamo considerato che la parte dove erano i biliardi era sopraelevata di un metro abbondante rispetto al resto del locale.
Evidentemente ciò che Brunò e io non potevamo vedere, essendo entrambi sul medesimo piano rialzato, chi era seduto nei vari divanetti più sotto, aveva la medesima visuale della piccola camera fotografica tenuta col braccio disteso in basso.
All’inizio della partita le persone erano disseminate qua e là mentre più tardi, specialmente gli uomini, erano tutti seduti proprio sotto al biliardo dove giocavamo.
Lo strano, se ci pensate bene, è che le due consorti erano, come tutti, all’interno di un villaggio nudista e per vederle completamente nude, bastava attendere che fossero in spiaggia e anzi probabilissimamente, molti dei presenti le avevano già viste stese al sole o mentre passeggiavano sulla battigia senza veli.
Ma tant’è la soddisfazione di riuscire a sbirciare le loro intimità dal di sotto degli abiti, è stata più forte che attendere la mattinata successiva.
(a chi ha letto, la scelta del finale oppure, ne scriva uno personalmente di suo pugno)
A-
Evidentemente il “ti rubo un’occhiatina” è più soddisfacente del “grazie di farmela vedere in spiaggia senza fatica”.
B-
Sono un nudista virtuoso ma se stuzzichi con giochetti provocanti seppur innocenti...pur non essendo il padrone di RIN TIN TIN... portando militarmente la mano alla fronte e battendo i tacchi, esclamo: ”Caporale Rusty, presente!”
C-
Chissà chi ha vinto tra Italia e Francia a biliardo? (***)
D-
Che schifo. Le donne dovrebbero essere nude solo quando fanno nudismo (oltre che in varie intimità fisiologiche o private, ovviamente)
E-
Questo, signori miei, non è un racconto nudista
F-
Questo, signori miei, è senz’altro un racconto anche nudista
G-
Questo, signori miei, è un racconto nudista a tutti gli effetti
H-
…..
(opzione vuota da riempire con il proprio commento)
(***) Scelta non valida ai fini del parere richiesto, perché dimostra che non si è capito il senso del messaggio proposto né in un modo e neanche in un altro e neppure in un ulteriore ancora.
(comunque, per informazione, ha vinto l'Italia con boccia nera nr 8 in buca e tre palle colorate francesi ancora sul biliardo)