A mio parere (ma anche della mia dolce metà) bisognerebbe distinguere fra teoria e realtà. Ognuno ha DIRITTO di stare al sole, vestito o nudo, negli appositi contesti. Sempre che qualcun altro non decida di controllare anche questa cosa con un'infame tessera, ma questo sarebbe un altro discorso...
Tornando in argomento: nella realtà la perfezione non si trova tanto facilmente (senza un chirurgo - sempre poi che sia quella la "perfezione"...). Ma dall'altra, a chi piace il "brutto"? Posso essere felice di avere 50 anni, ma stavo meglio a 20 anni... Il nostro concetto di "bellezza" è quello classico poi, si, capitano la "bella oca" o il "belloccio asino", ma almeno ci lustriamo gli occhietti!
Chi comprerebbe mai un'automobile nuova tutta sbocciata o graffiata? Tutti vorremmo la "perfezione", poi ci accontentiamo...
Sono ovvietà... Siamo ormai "costretti" a scrivere e dire "ovvietà" in una società malata che parla di "bodyshaming" per dare importanza ad una cosa che si faceva da sempre (e sempre si farà). Non che sia una bella cosa, ma bisogna anche FREGARSENE. La cosa grave è quando LO STATO, "LA SOCIETÀ" ti penalizzano per qualcosa di cui non hai colpa.
Quello che da fastidio alla gente che guarda disgustata è vedere che altri NON HANNO LE LORO PAURE! Ci sono persone che non hanno il coraggio di spogliarsi perché si vedono brutte, grasse, pelose, alte, basse, verdi, blu... È un problema loro!
Noi continuiamo a spogliarci. Cerchiamo di essere curati, puliti e profumati. Se agli altri non piacciamo, ce ne freghiamo, si voltino dall'altra parte e non ci scoccino. Perché non siamo agnellini...