Ma le associazioni servono ancora?

a_fenice 26/02/2023 21:04 6.002 Visite
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26/02/2023 21:04
Messaggio di a_fenice
Prima di partire… sono riflessioni che fai perché tanto fuori … piove. Dunque, la storia, quella che nessuno studia ne vuol sapere, dice che bene o male, grazie anche alle associazioni, ma non solo, insegna che il nudonaturismo in Italia si è diffuso anche grazie a loro. Sparse più o meno in Italia, hanno diffuso “solo agli amici” il loro credo, e nonostante tutto il numero degli adepti alla pratica è aumentato negli anni. Non è aumentato parimenti il numero degli associati. È stato fondato qualche campeggio, che ha più o meno progredito, ma l’offerta vacanziera è rimasta quasi simile negli anni, molto minimalista: venite, mettetevi nudi, pagate e non rompete le @@. Vero è che all’estero, si son moltiplicati come mosche. Anche i luoghi nudisti, se in Italia erano praticamente sconosciuti, e hanno avuto una crescita negli ultimi anni, all’estero son diventati una cosa comunissima. Il neo aggiuntivo italiano, è che le nostre spiagge ufficiali sono nate praticamente solo in posti già nudisti da anni, e dispersi nel nulla, lontano da ogni consesso civile (alias posti da “vecchi”, disertati dai giovani perché poi la sera puoi solo ballare con le zanzare e poco di più. All’estero invece, anche senza tante tabelle, i luoghi crescono, e la maggioranza è praticamente un’appendice ad una vita serale che riesce a svagare chiunque. Ma torniamo… Una volta le due categorie più folte di associati non erano certo gente che aveva un credo, ma erano composte essenzialmente da due aspetti: - coloro che venivano tesserati a forza all’ingresso dei campeggi (nota storia ultra contrastata e fonte di dittature inconcepibili) - coloro che avendo uno sconto nei campeggi, preferivano fare la tessera e compensarla con lo sconto sulla vacanza. Le tessere ai campeggi son quasi scomparse, le poche che vengono vendute son praticamente dei falsi, o tessere di associazioni estere, di alcuna legalità in Italia. Lo sconto di fatto è scomparso. Parlando sempre di coloro che non fanno la tessera per un credo sul tema, rimangono un tot di single che continuano a far la tessera, sperando di poter entrare nei campeggi, cosa che di fatto serve a ben poco, se non in rare realtà e occasioni. Uno dei motivi portanti di una volta era la diceria che nei campeggi, che son tutti campi federati (associati o aderenti a fenait) si entrava solo con la tessera. Sapevo per certo di no, ma poi mi son messo a fare due conti. Dunque, sono più o meno sette i campeggi italiani (fino a poco fa), di cui uno slegato da fenait Erano circa 5000 i soci prepandemia, e già la domanda si insinuava fetente: ma questi campano con mille accessi/ anno, ammettendo che tutti gli iscritti rimangano solo in Italia? Ad oggi i fenait sono attorno ai 1900, più un 200 a testa per le due extrafenait, più un altra manciata di quelli fatti tesserare all’estero. Arrivo direttamente alla conclusione. Nei campeggi si entra se: sei in coppia, da single se sei gay, se vai con gruppo di persone e affitti i carissimi bungalow. Pecunia non olet A che serve il riconoscimento INF ai campeggi, se i single rompono le @@ alle coppie, e di tessere “vere” non se ne parla, o ti spacciano quelle false? A che serve l’associazione su questo tema? Andiamo avanti. Raduni e incontri. Cominciati tanti anni addietro, dapprima riservati solo ai soci, circa 20 anni fa cominciarono ad essere aperti ai “novizi” in forma pubblicitaria. Si parlava allora di qualche incontro in piscina, o in qualche spiaggia o prato più o meno riservato. Cominciarono ad arrivare gruppi liberi, come noi, Zello, extravillage e qualcun altro simile, che presero a proporre incontri “diversi”. Saune, spiagge pubbliche, a volte campeggi. Essendo prime e uniche, la gente veniva a frotte. Alcune associazioni cominciarono a capire di dover diversificare l’offerta aggregativa, e cominciarono a copiare ed ad allargare la cosa. E quindi giù saune, musei, fiere, Pride e chi più ne ha più ne metta. Tanto che da uno due incontri annui (comprendendo tutti) ad oggi non si passa settimana quasi, sia in estate che in inverno, che non ci sia un evento da qualche parte. E la cosa è ovviamente magnifica. Ma le associazioni son forse diventate delle agenzie per incontri e raduni? Bene quanto fatto finora e dovrebbero sempre continuare questa parte o aspetto, ma non sarebbe ora che si occupassero anche di temi più “grandi”, più “sociali”, più “legali”? Non dico che finora non abbiamo fatto nulla nel genere, ma penso sia ora che si impegnino diversamente. Ma facendo gli ultimi conti: possibile che ad oggi, se si parla di nudismo riconosciuto, sempre e solo alle associazioni bisogna riferirsi? Possibile davvero che 1900 persone, che poi in pratica di traduce nei 50-100 impegnati nei vari cd, debbano essere il riferimento obbligatorio e dettare legge a tutti? Che forse una buona parte dei motivi esposti, sono ciò che portano un buon 90% di nudonaturisti italiani all’estero? E ci sarebbero tante altre cose, positive e negative, su cui discutere. Ma lascio a chi ne ha voglia di introdurre i temi. E concludo dicendo che avrei preferito porre le domande direttamente nelle aree di discussione delle associazioni, ma come sapete, per evitare i confronti, tutti i canali associativi esistenti son stati chiusi e ormai si accontentano dei gruppi Facebook che non son certo aree dove poter discutere serenamente di alcun tema, ma solo luoghi dove si può lanciare la pubblicità di un raduno e poco altro. Lascio la parola a chi ha voglia di discutere sull’argomento
Parto da quel che non concordo. 1) I singoli rompono le @@ palle alle coppie nei campeggi nudisti? Forse si, ignoro la situazione di tutti i campeggi. Ci sarebbe però da distinguere tra coppie e coppie. Molte di queste non sono...impermeabili alle "attenzioni". In Italia son stato solo al Costalunga e francamente, i singoli presenti avrebbero (condizionale, badate bene) potuto eventualmente rompere le palle a una coppia gay. Di sicuro Simo sarebbe rimasta illibata se avesse sempre abitato laggiù. 2) Per quanto riguarda l'impegno nel sociale ecc ecc, bisogna riconoscere a (e plaudire) Anita per aver ideato e realizzato il fondo di tutela legale per chi ha ricevuto un verbale per nudismo. Fondo, se non erro, di aiuto a chiunque malauguratamente ne necessitasse e non solo ai propri soci. Per tutto il resto, invece, concordo. Se alla sera un campeggio "obbliga" ad andare a letto all'ora delle galline... difficile sia appetibile se non a qualche vecchietto o ai patiti del "naturismo". Quello vero intendo. Quello del -appena tramonta il sole, cado in letargo, ci vediamo domani all'alba-. Discorso associazioni. Il non volermi iscrivere, non significa che io le reputi inutili. Mai detto e mai pensato ciò. Forse, forse, ma ammettendo di non essere addentro, mi son sempre chiesto invece a cosa servano le varie federazioni nazionali e la stessa federazione mondiale. Queste si che non capisco quale importanza e senso abbiano, dato che i vari servizi li offrono già, e solo! le varie associazioni.
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26/02/2023 21:04
Prima di partire… sono riflessioni che fai perché tanto fuori … piove. Dunque, la storia, quella che nessuno studia ne vuol sapere, dice che bene o male, grazie anche alle associazioni, ma non solo, insegna che il nudonaturismo in Italia si è diffuso anche grazie a loro. Sparse più o meno in Italia, hanno diffuso “solo agli amici” il loro credo, e nonostante tutto il numero degli adepti alla pratica è aumentato negli anni. Non è aumentato parimenti il numero degli associati. È stato fondato qualche campeggio, che ha più o meno progredito, ma l’offerta vacanziera è rimasta quasi simile negli anni, molto minimalista: venite, mettetevi nudi, pagate e non rompete le @@. Vero è che all’estero, si son moltiplicati come mosche. Anche i luoghi nudisti, se in Italia erano praticamente sconosciuti, e hanno avuto una crescita negli ultimi anni, all’estero son diventati una cosa comunissima. Il neo aggiuntivo italiano, è che le nostre spiagge ufficiali sono nate praticamente solo in posti già nudisti da anni, e dispersi nel nulla, lontano da ogni consesso civile (alias posti da “vecchi”, disertati dai giovani perché poi la sera puoi solo ballare con le zanzare e poco di più. All’estero invece, anche senza tante tabelle, i luoghi crescono, e la maggioranza è praticamente un’appendice ad una vita serale che riesce a svagare chiunque. Ma torniamo… Una volta le due categorie più folte di associati non erano certo gente che aveva un credo, ma erano composte essenzialmente da due aspetti: - coloro che venivano tesserati a forza all’ingresso dei campeggi (nota storia ultra contrastata e fonte di dittature inconcepibili) - coloro che avendo uno sconto nei campeggi, preferivano fare la tessera e compensarla con lo sconto sulla vacanza. Le tessere ai campeggi son quasi scomparse, le poche che vengono vendute son praticamente dei falsi, o tessere di associazioni estere, di alcuna legalità in Italia. Lo sconto di fatto è scomparso. Parlando sempre di coloro che non fanno la tessera per un credo sul tema, rimangono un tot di single che continuano a far la tessera, sperando di poter entrare nei campeggi, cosa che di fatto serve a ben poco, se non in rare realtà e occasioni. Uno dei motivi portanti di una volta era la diceria che nei campeggi, che son tutti campi federati (associati o aderenti a fenait) si entrava solo con la tessera. Sapevo per certo di no, ma poi mi son messo a fare due conti. Dunque, sono più o meno sette i campeggi italiani (fino a poco fa), di cui uno slegato da fenait Erano circa 5000 i soci prepandemia, e già la domanda si insinuava fetente: ma questi campano con mille accessi/ anno, ammettendo che tutti gli iscritti rimangano solo in Italia? Ad oggi i fenait sono attorno ai 1900, più un 200 a testa per le due extrafenait, più un altra manciata di quelli fatti tesserare all’estero. Arrivo direttamente alla conclusione. Nei campeggi si entra se: sei in coppia, da single se sei gay, se vai con gruppo di persone e affitti i carissimi bungalow. Pecunia non olet A che serve il riconoscimento INF ai campeggi, se i single rompono le @@ alle coppie, e di tessere “vere” non se ne parla, o ti spacciano quelle false? A che serve l’associazione su questo tema? Andiamo avanti. Raduni e incontri. Cominciati tanti anni addietro, dapprima riservati solo ai soci, circa 20 anni fa cominciarono ad essere aperti ai “novizi” in forma pubblicitaria. Si parlava allora di qualche incontro in piscina, o in qualche spiaggia o prato più o meno riservato. Cominciarono ad arrivare gruppi liberi, come noi, Zello, extravillage e qualcun altro simile, che presero a proporre incontri “diversi”. Saune, spiagge pubbliche, a volte campeggi. Essendo prime e uniche, la gente veniva a frotte. Alcune associazioni cominciarono a capire di dover diversificare l’offerta aggregativa, e cominciarono a copiare ed ad allargare la cosa. E quindi giù saune, musei, fiere, Pride e chi più ne ha più ne metta. Tanto che da uno due incontri annui (comprendendo tutti) ad oggi non si passa settimana quasi, sia in estate che in inverno, che non ci sia un evento da qualche parte. E la cosa è ovviamente magnifica. Ma le associazioni son forse diventate delle agenzie per incontri e raduni? Bene quanto fatto finora e dovrebbero sempre continuare questa parte o aspetto, ma non sarebbe ora che si occupassero anche di temi più “grandi”, più “sociali”, più “legali”? Non dico che finora non abbiamo fatto nulla nel genere, ma penso sia ora che si impegnino diversamente. Ma facendo gli ultimi conti: possibile che ad oggi, se si parla di nudismo riconosciuto, sempre e solo alle associazioni bisogna riferirsi? Possibile davvero che 1900 persone, che poi in pratica di traduce nei 50-100 impegnati nei vari cd, debbano essere il riferimento obbligatorio e dettare legge a tutti? Che forse una buona parte dei motivi esposti, sono ciò che portano un buon 90% di nudonaturisti italiani all’estero? E ci sarebbero tante altre cose, positive e negative, su cui discutere. Ma lascio a chi ne ha voglia di introdurre i temi. E concludo dicendo che avrei preferito porre le domande direttamente nelle aree di discussione delle associazioni, ma come sapete, per evitare i confronti, tutti i canali associativi esistenti son stati chiusi e ormai si accontentano dei gruppi Facebook che non son certo aree dove poter discutere serenamente di alcun tema, ma solo luoghi dove si può lanciare la pubblicità di un raduno e poco altro. Lascio la parola a chi ha voglia di discutere sull’argomento
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26/02/2023 22:41
2) Per quanto riguarda l'impegno nel sociale ecc ecc, bisogna riconoscere a (e plaudire) Anita per aver ideato e realizzato il fondo di tutela legale per chi ha ricevuto un verbale per nudismo. Fondo, se non erro, di aiuto a chiunque malauguratamente ne necessitasse e non solo ai propri soci. Se è per quello, Anita assieme a noi e altri firmatari, ha inviato una bozza di proposta di legge. Peccato che siano caduti mille governi da allora. Ma intendevo anche tante altre cose “impegnate” (proposte libere e … serie, thank)
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Marcolino
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27/02/2023 17:48
Servono servono, magari non cosi' tante e piccoline, ma servono. Servono per avere un interlocutore "autorevole" e "affidabile", con le amministrazioni comunali con cui per forza di cose bisogna avere a che fare per ottenere piu' luoghi come spiagge, aree nei parchi, autorizzazioni ad eventi in luoghi pubblici, ecc... Servono per dare un punto di riferimento a quelle persone che si affacciano al naturismo e necessitano di informazioni, suggerimenti, di entrare in contatto con persone tendinzialmente "certificate" (passatemi il termine [;)]) Se dovessi suggerire altri ambiti in cui le Associazioni dovrebbero indirizzare le proprie attivita' penserei alla ricerca ed al supporto ad imprenditori "coraggiosi" che vorrebbero investire in strutture ricettive (naturiste o quantomeno clothing optional) limitrofe alle spiagge riconosciute, di cui sicuramente vi e' necessita'. Marcolino
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27/02/2023 19:44
Noi siamo associati da sempre. Tutto iniziò con un famoso campeggio, il primo anno andammo senza nessuna tessera, avvisandoli in anticipo e specificando che per noi sarebbe stata la prima volta. Gli anni successivi andammo da tesserati, un po' perché "obbligatorio" (non so quanto fosse vero, ai tempi), un po' per l'ottimo lavoro che fece l'allora segretario dell'Uni Lazio, che si dava davvero da fare. C'è da dire che frequentavamo molto l'associazione e le varie iniziative proposte. C'era un bel movimento, inteso come iniziative, come divulgazione ecc. Oggi sono molto più tirato, rinnovo ogni anno, un po' per il solito campeggio che vuole (adesso si) obbligatoriamente la tessera e che se non hai, fa li al volo. C'è da dire che ho rinnovato anche quando sapevo che non avremmo "usufruito". Per quel che riguarda l'associazione, ora sono un pessimo socio, vado, rinnovo e difficilmente mi vedono per un altro anno, per vari motivi. Tempo in primis, distanza, orari, presenza della piccola ecc. O forse sono un ottimo socio visto che pago la mia quota, porto in casa un bollino, anzi due (più quello junior) e non rompo le scatole :) Un tempo seguivo anche le varie vicissitudini della mia e delle altre associazioni, nonché della federazione, mentre oggi capita di leggere qua e la ma sporadicamente. A cosa servono le associazioni? Spero che, come dice Marcolino, servano a fungere da interlocutore con le amministrazioni, con il mondo politico e possibilmente con l'opinione pubblica, cercando prima di tutto di far capire che non siamo gente strana con strani grilli per la testa. Vero è che la grande maggioranza, se le stime sono corrette, dei nudisti non è associato a niente, ma trovo anche normale che questi poi "subiscano" le decisioni prese dalla minoranza (i 1900 bollini di cui parlavi) perché se non si espongono in nessuna maniera, non c'è nessuno che porti la loro voce in giro. E poi diciamocelo, in moltissimi (potrei essere uno del genere anche io, intendiamoci) interessa solo poter stare nudi, se si può e se le condizioni lo permettono, in un pezzetto di spiaggia, magari all'estero perché in Italia rischiano di incontrare il vicino di casa (e qui non mi riconosco più). Cosa vorrei da una associazione? Come prima cosa che sia un posto di aggregazione con persone che hanno lo stesso mio piacere, ricordo con molto piacere le serate dei sabato passate in piscina; vorrei poi che ottenessero spazi, e mi pare che anche in questo qualcosa sia stato fatto. Se poi riuscissero anche a diffondere il concetto che il fatto che sto senza costume non fa di me una persona con strane turbe mentali, sarebbe un successone
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27/02/2023 21:58
Lancio un sasso intermedio (vecchio come il cucco). Ho si lanciato una domanda provocatoria sul senso delle associazioni oggi, e leggo risposte su cosa han fatto… Poco su cosa potrebbero fare, di diverso e aggiuntivo, ma NULLA su cosa faremmo noi per lei… della serie, ok faccio il bravo, pago il bollino, … poi?
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27/02/2023 23:11
a_fenice ha scritto:
Lancio un sasso intermedio (vecchio come il cucco). Ho si lanciato una domanda provocatoria sul senso delle associazioni oggi, e leggo risposte su cosa han fatto… Poco su cosa potrebbero fare, di diverso e aggiuntivo, ma NULLA su cosa faremmo noi per lei… della serie, ok faccio il bravo, pago il bollino, … poi?
Sei molto kennediano (e non vuole essere un'offesa). [:)] Non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese. Con queste parole John Fitzgerald Kennedy, il 20 gennaio 1961 a Washington, chiudeva il suo discorso d'insediamento, dopo aver prestato giuramento come 35º Presidente degli Stati Uniti.
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27/02/2023 23:18
Beh, io l'ho detto subito che, ad oggi, sono un pessimo associato, non partecipando per vari motivi alla vita dell'associazione. Qui però la domanda deve andare ancora più indietro. Perché ci si associa? E non parlo nello specifico di associazioni naturiste, ma parlo in generale. Posso fare una tessera per ottenere dei servizi in cambio. Se ad esempio mi associo all'Aci, lo faccio perché mi interessa l'assicurazione contro gli episodi di panne in autostrada. Posso associarmi per aumentare il peso politico dell'associazione stessa. Poi tutto il resto viene se c'è un affezione al sodalizio stesso. Posso volermi associare per fare qualcosa di fattivo. Faccio un paio di esempi terra terra, che ho vissuto da vicino, poi torno in tema, promesso. Ho sempre avuto la passione per le radiocomunicazioni. Ho contattato una associazione di radioamatori della zona, ai tempi per prendere la "patente" e poter trasmettere, si doveva fare, anche, un esame di telegrafia. L'associazione mi è servita per fare il corso di questa materia. Poi, quando si contatta un altro operatore in giro per il mondo, c'è l'abitudine di scambiarsi delle "cartoline" che attestano l'avvenuto contatto. Con la quota che si paga, c'è compreso il servizio di scambio di queste cartoline. Si portano in sede, e tramite le altre associazioni in giro per il mondo, la cartolina arriverà a destinazione, senza dover spendere soldi di affrancatura. Sto meramente usufruendo di un servizio. Poi però conosci le persone, fai amicizia, cominci a passare del tempo con loro, ed allora da semplice fruitore di un servizio, diventi attivo. La nostra sede, tanto per dire, aveva le sue radio, ma le antenne per usarle erano cadute per via del vento; sono state li anni, finché io ed un altro amico, siamo saliti sul tetto, abbiamo armeggiato con i fili, portando quella che era la nostra minima conoscenza, abbiamo costruito delle antenne fatte con del semplice filo di rame e la nostra sede poteva utilizzare nuovamente la propria stazione. Questo è quello che intendo con l'affezione che fa venire voglia di fare. Quando ero ragazzo, mi sono iscritto ad una associazione di protezione civile. Li lo scopo era chiaramente quello di fare qualcosa di fattivo. Non avevo nessun beneficio pratico, mettevo a disposizione della associazione, e della popolazione (che parolone) il mio tempo, la mia opera (andando a spegnere incendi, aiutando per la viabilità in caso di incidenti ecc) e anche qualche soldo, visto che pagavamo una quota seppur minima, anche solo per pagare le batterie per le radio portatili o la benzina per i mezzi. Tornando alla associazione naturista, ai tempi partecipavo alle assemblee, sono andato in piazza a montecitorio per sostenere una legge, ho partecipato ad una fiera del "plein air" allo stand dell'associazione stessa. Insomma, se potevo, c'ero. Tutto questo è nato perché comunque l'associazione proponeva serate, ci faceva incontrare, avevo voglia di essere li e ridare indietro un minimo. Oggi la situazione è cambiata, e non per colpa di nessuno. Semplicemente il mio tempo disponibile è cambiato, di andare in spiaggia ci va sempre meno, quando sono state proposte delle serate in spa (che mi sarebbero anche piaciute molto) erano di venerdì (già più complicato) e non potevamo andare, per regolamento della struttura, con nostra figlia. E' chiaro che non siamo più andati, è innegabile un allontanamento. Oggi, se rinnovo il famoso bollino, lo faccio in parte perché mi serve per il campeggio, ma anche, e l'ho dimostrato rinnovando anche quando sapevo che non mi sarebbe servito, per sostenere anche solo in maniera numerica e economica, l'associazione stessa. E' poco? Forse, ma è qualcosa. Al momento non so se sarei disposto a fare di più, quindi un enorme grazie a chi ci mette tempo ed impegno
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27/02/2023 23:28
Messaggio di a_fenice
... Cominciarono ad arrivare gruppi liberi, come noi, Zello, extravillage e qualcun altro simile, che presero a proporre incontri “diversi”. Saune, spiagge pubbliche, a volte campeggi. Essendo prime e uniche, la gente veniva a frotte. ...
INudisti, Zello, eXtraVillage che propongono di fatto sono state delle associazioni di fatto pur senza tessera in quanto ove c'è un gruppo di persone che si organizza in maniera continuativa coinvolgendo altre persone c'è una associazione di persone. Prima della spiaggia autorizzata per anni me ne andavo in giro in canoa cercandomi un posto isolato per potermi mettere nudo e solo dopo diversi anni ho incominciato a fare amicizia con circa altri 4 nudisti con cui capitava ogni tanto di incontrarsi. La situazione cambiò quando, dopo circa due anni che non praticavo più anche perché per due volte ho rischiato di essere beccato dalle forse dell'ordine e solo per il mio sesto senso quando arrivavano mi trovavano mezzo coperto e se ne andavano oltre ad aver ricevuto minacce da alcuni guardoni piuttosto violenti, mi chiamò uno dei 4 amici nudisti chiedendomi se volevo fa parte dell'A.N.AB. Grazie all'associazione andando in gruppo ho ripreso con tranquillità a praticare nudismo per cui fosse solo per questo ritengo le associazioni fondamentali anche perché senza le associazioni non avremmo nessuna spiaggia autorizzata. Poi che gli italiani abbiano il braccino corto per cui frequentano le spiagge autorizzate ma poi non si iscrivono all'associazione che l'ha ottenuta dipende dal fatto che a molti piace sfruttare il lavoro altrui senza dare il minimo contributo hai visto che dovessero rinunciare a 3 caffè al bar al mese sarebbe un sacrifici eccessivo per loro.
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27/02/2023 23:48
a_fenice ha scritto:
Lancio un sasso intermedio (vecchio come il cucco). ... ma NULLA su cosa faremmo noi per lei… della serie, ok faccio il bravo, pago il bollino, … poi?
Personalmente da luglio 1987 a fine 1992 ho trascurato le mie cose personali ed anche il lavoro per dedicarmi al massimo per una associazione (non naturista ma in difesa degli altri animali e dell'ambiente) dal 1992 per altri circa 15 anni ho comunque continuato a collaborare con quella associazione anche se di meno dovendomi occupare anche dei miei lavori per vivere. In quello stesso periodo, anzi da prima del 1987 e sino al 2000 e qualcosa, ho fatto attività politica sempre per motivi ideali e senza fini carrieristici dopo di che, per motivi lunghi da spiegare, mi sono ritirato da attivismo associativo e politico e ho limitato il mio impegno, più saltuario, nei forum e su Facebook ove sono amministratore di un gruppo e di una pagina creati da me, di due gruppi creati da mia figlia, e di altri 2 gruppi creati da amici di Facebook. Perché ho raccontato questo? Per dire che HO GIA' DATO per cui credo che sia il turno di altri impegnarsi per altre associazioni inoltre nell'A.N.AB. ci sono persone che hanno dimostrato le loro capacità ed io non avrei nulla da aggiungere al loro operato e quando ho un'idea gliela passo e decidono loro se è utile o se è da accantonare. Ora se tutti impegnassero una minima parte della loro vita nelle associazioni e / o nel volontariato di certo tutto viaggerebbe più velocemente ma come già detto per la maggioranza è già un miracolo se si tesserano spesso saltuariamente.
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28/02/2023 08:39
E qui abbiamo il parere di due “vecchi” soci. Vecchi nel senso di associati da molto, sia chiaro. Siete due pulzelli!!! Cosa si legge? Ho dato quando potevo, ora lascio a chi ha tempo. Noto due fattori che credo importanti, più una nota. La nota: mai ritirare del tutto la propria disponibilità, ci potrebbe sempre essere qualcosa che uno può dare, la propria esperienza ad esempio. Poi i due fattori. Il primo: in base al proprio vissuto, suggerire a chi sta lavorando, strade aggiuntive da percorrere. Il secondo, che riguarda chi sta lavorando: essere aperti a ricevere suggerimenti e critiche onde migliorare sempre e ampliare il proprio campo di azione. Ascoltare chi ci è passato prima. Poi decidere ovviamente, ma ascoltare. Ma quando chi “comanda”, diciamo, fa il marchese del grillo, e dice “ma io sono io e voi non siete nessuno” (frasi leggibilissime e scritte ben chiare negli interventi di queste persone sui social), come ti poni? Se ti vengono censurati i canali comunicativi, da quelli internet al non considerare email o quant’altro, che succede? Che trovi consenso da chi non conosce la situazione, ma perdi tutto ciò che era lo zoccolo duro associativo, i fedeli per credo, per quanto rompicoglioni. E guarda caso gli italiani son gente dalla memoria corta, son quelli che “ottenuta la grazia gabbato lo santo”, “fatta una legge studiato l’inganno”, “ciò che era ora non è più, siete solo dei fissati”… Quanto durerà lo stato di grazia? Grazia apparente tra l’altro, o meglio un grazie di ciò che avete fatto oggi, ma domani… beh domani “ora basta dire grazie”, ormai c’è, perché dovrei continuare a pagare o a farmi il mazzo? Iscriversi per fare, iscriversi per dare, iscriversi per ringraziare, iscriversi per ricevere, iscriversi perche… quale tipo di iscrizione sarebbe da seguire con attenzione? E potrebbe nascere una riflessione … cui prodest?
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28/02/2023 12:08
Ciao a tutti. Per me resta sempre il passo da fare su come cogliere nuove leve e nuove generazioni. Se autorizziamo 1000 luoghi ma tra 10 anni o piu', morti noi non ci andra' piu' nessuno a che pro? Per me ci si deve concentrare sui giovani e come coinvolgerli, senza costringerli all' estero, pur continuando con le attivita' in atto. In generale poi e'comunque una cosa che riguarda tutte le associazioni il ricambio. Ci sono vecchie associazioni volontari comunali che chiudono, non si riescono a fare nuove sfilate e carri di Carnevale nei paesi come un tempo perche' nessuno subetra ecc... E poi spingere sul lato politico nazionale a martello nonostante i cambi di governo che ogni volta non si debba ripartire da zero... E qui si servono le associazioni, ma anche purtroppo i numeri...
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28/02/2023 12:41
jarod73 ha scritto:
Ciao a tutti. Per me resta sempre il passo da fare su come cogliere nuove leve e nuove generazioni. Per me ci si deve concentrare sui giovani e come coinvolgerli, senza costringerli all' estero, pur continuando con le attivita' in atto. In generale poi e'comunque una cosa che riguarda tutte le associazioni il ricambio. E qui si servono le associazioni, ma anche purtroppo i numeri...
Ciao Jarod. Spessissimo si da la "colpa" (notare le virgolette) alle nuove leve che non attuano, non solo il ricambio ma anche la crescita. Piccolo escursus: tanti anni fa dopo che ho provato (e apprezzato) il nudismo per una sola giornata a Ile du Levant, incuriosito sono andato su Google digitando la parola -nudismo- per informarmi presso altri connazionali. Nella primissima pagina ho scoperto questo sito. Mi ci sono iscritto e ancora oggi rompo le palle a tutti. In più, a volte osservo le visite ai vari tread e scopro che a 24h di di distanza, sono stati letti spessissimo nonostante pochi siano stati i loggati. Segno che i visitatori di passaggio non mancano. Fine escursus. - C'è questo forum che è visitato costantemente e data la sua caratteristica, presumo da nudisti o incuriositi dal nudismo. - Ci sono associazioni che non crescono e altre, invece, che tesserano nuovi soci. Perché? Perché organizzano incontri, spettacoli e incontri conviviali. -Inoltre, questo stesso sito offre GRATUITAMENTE spazio a qualunque associazione ma se c'è una cosa perennemente assente qui dentro, sono proprio gli interventi delle associazioni accreditate. Insomma, hanno la possibilità di farsi conoscere attraverso il sito nudista più frequentato d'Italia e non lo sfruttano. Domanda finale: E' colpa dei nuovi, oppure dei vecchi che non si fanno conoscere dai nuovi?
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28/02/2023 13:00
Ciao siman. Io non ho dato" colpe" alle nuove leve, ma semmai a quelle vecchie di non trasmetterlo o non bene alle nuove. Io ho lasciato il"praticantato" perche' la.mia morosa non condivide, ma mia figlia che sia in futuro nudista puo' essere. Intanto gira con la barbie che chiama " di casa" che lascia sempre completamente nuda. Io le ho detto che se a caldo e se comunque sta bene cosi' la sua barbie in casa puo'stare come gli pare e lei ha capito. Certo ha 4 anni ma intanto cominciamo da noi. Almeno gettiamo semi. I passaggi si sul sito ci saranno ma che ne sappiamo di che fascia di eta' sono? Ora i mezzi sono altri per intercettare giovani. Anche io incuriosito a 34 anni ho scoperto come te il nudismo grazie a web e inudisti. Mi rammarico che avessi gia' quegli anni. A 20 avrei fatto un' altra vita forse. Io per questo dico bisogna puntare sui giovani. Per avere futuro.
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02/03/2023 01:44
Nella spiaggia autorizzata di Torino di Sangro, da cui mancavo da agosto 2017, questa estate c'erano parecchi giovani in quanto credo che la presenza di una spiaggia autorizzata finisce con l'incuriosire e una volta li tanti alla fine provano anche loro a togliersi il costume. Forse perché in Abruzzo è una novità non so ma per ora almeno li non mancano giovani e meno giovani e famiglie.
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