Ma le associazioni servono ancora?

a_fenice 02/09/2026 21:37 5.843 Visite
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01/01/2000 00:00
Andrea, ho nominato Croazia, ma potrei dire Canarie, Ibiza, Grecia, un elenco infinito… Mauro, certo, anche shopping, o ogni cosa che sia diversa dalla monotona spiaggia.
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02/09/2026 21:37
Prima di partire… sono riflessioni che fai perché tanto fuori … piove. Dunque, la storia, quella che nessuno studia ne vuol sapere, dice che bene o male, grazie anche alle associazioni, ma non solo, insegna che il nudonaturismo in Italia si è diffuso anche grazie a loro. Sparse più o meno in Italia, hanno diffuso “solo agli amici” il loro credo, e nonostante tutto il numero degli adepti alla pratica è aumentato negli anni. Non è aumentato parimenti il numero degli associati. È stato fondato qualche campeggio, che ha più o meno progredito, ma l’offerta vacanziera è rimasta quasi simile negli anni, molto minimalista: venite, mettetevi nudi, pagate e non rompete le @@. Vero è che all’estero, si son moltiplicati come mosche. Anche i luoghi nudisti, se in Italia erano praticamente sconosciuti, e hanno avuto una crescita negli ultimi anni, all’estero son diventati una cosa comunissima. Il neo aggiuntivo italiano, è che le nostre spiagge ufficiali sono nate praticamente solo in posti già nudisti da anni, e dispersi nel nulla, lontano da ogni consesso civile (alias posti da “vecchi”, disertati dai giovani perché poi la sera puoi solo ballare con le zanzare e poco di più. All’estero invece, anche senza tante tabelle, i luoghi crescono, e la maggioranza è praticamente un’appendice ad una vita serale che riesce a svagare chiunque. Ma torniamo… Una volta le due categorie più folte di associati non erano certo gente che aveva un credo, ma erano composte essenzialmente da due aspetti: - coloro che venivano tesserati a forza all’ingresso dei campeggi (nota storia ultra contrastata e fonte di dittature inconcepibili) - coloro che avendo uno sconto nei campeggi, preferivano fare la tessera e compensarla con lo sconto sulla vacanza. Le tessere ai campeggi son quasi scomparse, le poche che vengono vendute son praticamente dei falsi, o tessere di associazioni estere, di alcuna legalità in Italia. Lo sconto di fatto è scomparso. Parlando sempre di coloro che non fanno la tessera per un credo sul tema, rimangono un tot di single che continuano a far la tessera, sperando di poter entrare nei campeggi, cosa che di fatto serve a ben poco, se non in rare realtà e occasioni. Uno dei motivi portanti di una volta era la diceria che nei campeggi, che son tutti campi federati (associati o aderenti a fenait) si entrava solo con la tessera. Sapevo per certo di no, ma poi mi son messo a fare due conti. Dunque, sono più o meno sette i campeggi italiani (fino a poco fa), di cui uno slegato da fenait Erano circa 5000 i soci prepandemia, e già la domanda si insinuava fetente: ma questi campano con mille accessi/ anno, ammettendo che tutti gli iscritti rimangano solo in Italia? Ad oggi i fenait sono attorno ai 1900, più un 200 a testa per le due extrafenait, più un altra manciata di quelli fatti tesserare all’estero. Arrivo direttamente alla conclusione. Nei campeggi si entra se: sei in coppia, da single se sei gay, se vai con gruppo di persone e affitti i carissimi bungalow. Pecunia non olet A che serve il riconoscimento INF ai campeggi, se i single rompono le @@ alle coppie, e di tessere “vere” non se ne parla, o ti spacciano quelle false? A che serve l’associazione su questo tema? Andiamo avanti. Raduni e incontri. Cominciati tanti anni addietro, dapprima riservati solo ai soci, circa 20 anni fa cominciarono ad essere aperti ai “novizi” in forma pubblicitaria. Si parlava allora di qualche incontro in piscina, o in qualche spiaggia o prato più o meno riservato. Cominciarono ad arrivare gruppi liberi, come noi, Zello, extravillage e qualcun altro simile, che presero a proporre incontri “diversi”. Saune, spiagge pubbliche, a volte campeggi. Essendo prime e uniche, la gente veniva a frotte. Alcune associazioni cominciarono a capire di dover diversificare l’offerta aggregativa, e cominciarono a copiare ed ad allargare la cosa. E quindi giù saune, musei, fiere, Pride e chi più ne ha più ne metta. Tanto che da uno due incontri annui (comprendendo tutti) ad oggi non si passa settimana quasi, sia in estate che in inverno, che non ci sia un evento da qualche parte. E la cosa è ovviamente magnifica. Ma le associazioni son forse diventate delle agenzie per incontri e raduni? Bene quanto fatto finora e dovrebbero sempre continuare questa parte o aspetto, ma non sarebbe ora che si occupassero anche di temi più “grandi”, più “sociali”, più “legali”? Non dico che finora non abbiamo fatto nulla nel genere, ma penso sia ora che si impegnino diversamente. Ma facendo gli ultimi conti: possibile che ad oggi, se si parla di nudismo riconosciuto, sempre e solo alle associazioni bisogna riferirsi? Possibile davvero che 1900 persone, che poi in pratica di traduce nei 50-100 impegnati nei vari cd, debbano essere il riferimento obbligatorio e dettare legge a tutti? Che forse una buona parte dei motivi esposti, sono ciò che portano un buon 90% di nudonaturisti italiani all’estero? E ci sarebbero tante altre cose, positive e negative, su cui discutere. Ma lascio a chi ne ha voglia di introdurre i temi. E concludo dicendo che avrei preferito porre le domande direttamente nelle aree di discussione delle associazioni, ma come sapete, per evitare i confronti, tutti i canali associativi esistenti son stati chiusi e ormai si accontentano dei gruppi Facebook che non son certo aree dove poter discutere serenamente di alcun tema, ma solo luoghi dove si può lanciare la pubblicità di un raduno e poco altro. Lascio la parola a chi ha voglia di discutere sull’argomento
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