Ma le associazioni servono ancora?

a_fenice 02/09/2026 21:37 5.842 Visite
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01/01/2000 00:00
Andrea, ho nominato Croazia, ma potrei dire Canarie, Ibiza, Grecia, un elenco infinito… Mauro, certo, anche shopping, o ogni cosa che sia diversa dalla monotona spiaggia.
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01/01/2000 00:00
Essere nudisti è essere liberi di mente… di norma, perché se sei un complessato, un pudico, e altre cose simili, tutto fai meno che metterti “a nudo”. Essere liberi non è anche essere libertini, e certe scenette fuori luogo, c’è chi le sopporta e chi proprio le odia e le combatte, sia per il motivo che non essendo congruenti, non è detto che tutti sopportino un porno all’aperto, sia perché “lasciare libero” il sesso il certi contesti, porta in automatico tutte le forme di repressione classiche (liti, polizia, chiusura dei luoghi, campagne stampa etc) Essere libertini di norma, ma direi in assoluto, coincide col fatto che non si ha timore a mettersi nudi. Essere o agire in certi modi non significa che si sia disponibili ad ammettere libertà di esecuzione ovunque, cioè esistono comunque dei freni dettati da opportunità della cosa e intelligenza. Ti faccio un esempio a cavolo, se riesco a spiegarmi. Al campeggio, il sabato sera, di norma si ballava. Si partiva giocosamente vestiti, per poi denudarsi man mano che arrivava il caldo, facendo anche spogliarelli o finte lap dance. E anche è più integralisti partecipavano allegri. Una sera venne un deficente, con appresso una morta di fame, che spinse sul cubo a esibirsi. Questa fece una lap dance di tipo porno, qualche scalmanati altrettanto morto di fame attorno a sollecitare posizioni sempre più porche. Non ti dico che casino si scatenò. È un po’ come la differenza tra una cosa erotica e una cosa porno. Sempre un bel corpo nudo, magari anche pose sexy, ma tutto ben distante è diverso da atteggiamenti porno. Anche il punto due è fallace. Quell’atteggiamento riguarda coloro che vanno a rompere le @@ in spiaggia. Il fatto che sei un libertino, non significa che sei al mercato in attesa della migliore offerta, ne tantomeno disponibile, e ancor meno in quel posto. Cioè non esiste che siccome sei nudo, sei un libertino, quindi possa chiederti sesso. O magari imporlo. Il discorso “tentare” che ho fatto, è che tra loro, ma così come tra altre compagnie simili, ci si può in qualche modo riconoscere, e si può lanciare uno sguardo, tentare un approccio verbale, capire se ci può essere interesse reciproco, e da lì, una volta accettati, proseguire. Non è un mercato con la merce esposta, dove te arrivi e ordini mezzo chilo di zucchine. Non solo non esiste, ma crei repulsione, rifiuto, e anche qualche manatone. Quello è l’atteggiamento classico tipico dei morti di fame a zero esperienza, e bada bene esiste sia per etero che per gay, dove che so, uno vede qualcosa che gli piace, e si propone mettendosi a mezzo metro da te, puntando al sesso tuo o della signora, o mostrando le sue erezioni o dimensioni, o mettendosi a giocare a cinque contro uno. Questo atteggiamento provoca repulsione sia nei sessoliberi è ancora più nei non sessocoinvolti. Al massimo può andar bene, ahimè, per gli exibit, che amano dimostrazioni reciproche di atti sessuali. Ma gli exibit non sono gente che aspetta chi glielo fa vedere, piuttosto opera facendosi vedere per primi in atteggiamenti sessuali, e li mima in attesa del pubblico che poi condivide lo spettacolo. E questi appunto iniziano e poi invitano. Quando ti autoinviti, in partenza sei sempre un rompi@@
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01/01/2000 00:00
Innanzitutto, voglio confermare a SIMAN che il fondo di Solidarietà di A.N.ITA. interviene per qualsiasi naturista sanzionato e non solo per i tesserati A.N.ITA. o di altre associazioni. Personalmente contribuisco con piccoli versamenti e, ogni evento che organizzo (a partecipazione gratuita e aperto anche ai non iscritti ad alcuna associazione) prevede un contributo minimo di 5€ al fondo di Solidarietà. Tornando al tema: "A cosa servono le Associazioni" posso testimoniare quanto segue: 1. Da soli siamo soli, in un gruppo strutturato e organizzato possiamo fare sentire la nostra voce e ottenere ascolto. 2. Le associazioni organizzano la presenza sul territorio e dialogano con le Amministrazioni locali. In questo modo A.N.ITA. ha ottenuto il riconoscimento di svariate spiagge naturiste. 3. Non si tratta solo di ottenere una delibera comunale per avere il permesso "di mostrare le chiappe in spiaggia". Con la politica di diffusione del naturismo nei territori, si cerca di far capire che i naturisti possono essere una risorsa... anche economica. Noi la chiamiamo "politica dei distretti del turismo naturista". In Val sesia e in Sardegna i distretti sono oramai una realtà consolidata che si concretizza con convenzioni cogli operatori economici locali (campeggi, B&B, ristoranti, e negozi vari). Forse è brutto dirlo ma, se dietro alle nostre chiappe nude, arriva del fatturato... ci vogliono bene!!!! 4. Qualcuno, qui, ha citato Kennedy. La domanda non è: " cosa può fare l'associazione per me?" bensì: "cosa posso fare io per il naturismo?" Un abbraccio a tutti. Alberto
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01/01/2000 00:00
Veramente in certi campeggi rinomati per i libertini la maggioranza di giorno resta costumata,mica vanno là per fare nudismo
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01/01/2000 00:00
Eppure la tendenza dei campeggi (ex) naturisti che sono stati colonizzati dai trasgressivi è ovunque di essersi trasformati in clothing optional dove si puoi stare nudo però la maggioranza sta costumata
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Andrea, ho nominato Croazia, ma potrei dire Canarie, Ibiza, Grecia, un elenco infinito…
e io ho nominato la Croazia perché anche se penso che non mi vedranno più comunque l'ho frequentata e quindi parlo di cose di cui ho conoscenza diretta, considerando che certe derive sono cominciate 15 anni fa i conti tornano Per caso segnalato giusto oggi https://youtube.com/shorts/YeF_jKyR_OQ?feature=share Chi da bambino ha frequentato i centri francesi è ancora naturista chi veniva portato in Croazia no Intanto in UK... https://amp.theguardian.com/lifeandstyle/2022/oct/15/nearly-7m-people-uk-identify-naturists-nudists-survey-naturism
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01/01/2000 00:00
non parlo di campeggi trasgressivi ma di campeggi naturisti infiltrati da trasgressivi,comunque sparando un po' ad occhio non essendoci statistiche precise mi pare che se in Europa occidentale il 5% circa della popolazione generale pratica il nudismo fra i trasgressivi si sale oltre il 30% ma restano comunque in minoranza anche fra i trasgressivi
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01/01/2000 00:00
beh vorrei tanto sapere da chi si domanda come mai non c'è più ricambio generazionale se si aspettava il ricambio dai bambini portati dai genitori in vacanza nei villaggi naturisti ma costretti a tenersi il costume perchè non si sa mai o da quelli guardati come rompipalle perchè per colpa loro non si possono tenere aperte le finestre dei bungalow durante le orge e non si può neanche scopare in piscina
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01/01/2000 00:00
- non è la presenza di trasgressivi che qualifica un campeggio, o una spiaggia, perché… forse duole dirlo… ma alla fine dei conti, sanno essere più rispettosi dei santi “naturisti”, che cedono molto volentieri ad altri mali del mondo, pur appiccicandosi addosso stellette e aureole
su questo pur preferendo comunque la soluzione francese dei campeggi naturisti libertini sono d'accordo frequentando Dante da più di 20 anni ne conosco di gente che in spiaggia è correttissima poi la sera si diverte come meglio preferisce,mi riferivo più a gente che non è nudista(e di giorno non si spoglia mai) ma viene solo per altro che mi sembra in aumento esponenziale
alcuni integralisti insorgono contro chiunque...
a me sembra che semplicemente ci siano persone che si divertono a rognare per cui se trovano il deficente ok si sfogano con lui se no devono comunque trovare un pretesto per rognare con qualcuno
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Marcolino
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01/01/2000 00:00
Servono servono, magari non cosi' tante e piccoline, ma servono. Servono per avere un interlocutore "autorevole" e "affidabile", con le amministrazioni comunali con cui per forza di cose bisogna avere a che fare per ottenere piu' luoghi come spiagge, aree nei parchi, autorizzazioni ad eventi in luoghi pubblici, ecc... Servono per dare un punto di riferimento a quelle persone che si affacciano al naturismo e necessitano di informazioni, suggerimenti, di entrare in contatto con persone tendinzialmente "certificate" (passatemi il termine [;)]) Se dovessi suggerire altri ambiti in cui le Associazioni dovrebbero indirizzare le proprie attivita' penserei alla ricerca ed al supporto ad imprenditori "coraggiosi" che vorrebbero investire in strutture ricettive (naturiste o quantomeno clothing optional) limitrofe alle spiagge riconosciute, di cui sicuramente vi e' necessita'. Marcolino
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01/01/2000 00:00
Messaggio di a_fenice
... Cominciarono ad arrivare gruppi liberi, come noi, Zello, extravillage e qualcun altro simile, che presero a proporre incontri “diversi”. Saune, spiagge pubbliche, a volte campeggi. Essendo prime e uniche, la gente veniva a frotte. ...
INudisti, Zello, eXtraVillage che propongono di fatto sono state delle associazioni di fatto pur senza tessera in quanto ove c'è un gruppo di persone che si organizza in maniera continuativa coinvolgendo altre persone c'è una associazione di persone. Prima della spiaggia autorizzata per anni me ne andavo in giro in canoa cercandomi un posto isolato per potermi mettere nudo e solo dopo diversi anni ho incominciato a fare amicizia con circa altri 4 nudisti con cui capitava ogni tanto di incontrarsi. La situazione cambiò quando, dopo circa due anni che non praticavo più anche perché per due volte ho rischiato di essere beccato dalle forse dell'ordine e solo per il mio sesto senso quando arrivavano mi trovavano mezzo coperto e se ne andavano oltre ad aver ricevuto minacce da alcuni guardoni piuttosto violenti, mi chiamò uno dei 4 amici nudisti chiedendomi se volevo fa parte dell'A.N.AB. Grazie all'associazione andando in gruppo ho ripreso con tranquillità a praticare nudismo per cui fosse solo per questo ritengo le associazioni fondamentali anche perché senza le associazioni non avremmo nessuna spiaggia autorizzata. Poi che gli italiani abbiano il braccino corto per cui frequentano le spiagge autorizzate ma poi non si iscrivono all'associazione che l'ha ottenuta dipende dal fatto che a molti piace sfruttare il lavoro altrui senza dare il minimo contributo hai visto che dovessero rinunciare a 3 caffè al bar al mese sarebbe un sacrifici eccessivo per loro.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
... "Se è vero come è vero che un nudista non può (e non deve) essere considerato un trasgressivo, è indubbio che la maggioranza dei trasgressivi, praticano il nudismo".
Affermazione con cui è facile essere d'accordo aggiungo solo che ognuno può essere trasgressivo a casa sua, nei club privati o in luoghi espressamente autorizzati e segnalati (o se si infratta molto bene nei boschi) non sulle spiagge ed altri luoghi frequentati da persone che hanno il diritto di non vederli mentre "trasgrediscono". Dopo di che se i trasgressivi rispettano questa regola per il resto possono essere nudisti, naturisti e qualsiasi altra cosa e non ci vedo nulla di male se si iscrivono alle associazioni naturiste a cui interessa solo il comportamento nei luoghi frequentati insieme.
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01/01/2000 00:00
Nella spiaggia autorizzata di Torino di Sangro, da cui mancavo da agosto 2017, questa estate c'erano parecchi giovani in quanto credo che la presenza di una spiaggia autorizzata finisce con l'incuriosire e una volta li tanti alla fine provano anche loro a togliersi il costume. Forse perché in Abruzzo è una novità non so ma per ora almeno li non mancano giovani e meno giovani e famiglie.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
A mio avviso state portando avanti due “linee di pensiero” diverse. Siman dice una cosa semplice: i trasgressivi Non hanno remore a mettersi nudi, e scommette che tutti o quasi fanno nudismo, alias son presenti pressoché ovunque. Andrea dice che nei campeggi, anzi secondo lui ex campeggi naturisti, sono pochi, son vestiti, sono … sono…
A me non mi hai preso in considerazione manco di striscio [:(!]
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Lancio un sasso intermedio (vecchio come il cucco). ... ma NULLA su cosa faremmo noi per lei… della serie, ok faccio il bravo, pago il bollino, … poi?
Personalmente da luglio 1987 a fine 1992 ho trascurato le mie cose personali ed anche il lavoro per dedicarmi al massimo per una associazione (non naturista ma in difesa degli altri animali e dell'ambiente) dal 1992 per altri circa 15 anni ho comunque continuato a collaborare con quella associazione anche se di meno dovendomi occupare anche dei miei lavori per vivere. In quello stesso periodo, anzi da prima del 1987 e sino al 2000 e qualcosa, ho fatto attività politica sempre per motivi ideali e senza fini carrieristici dopo di che, per motivi lunghi da spiegare, mi sono ritirato da attivismo associativo e politico e ho limitato il mio impegno, più saltuario, nei forum e su Facebook ove sono amministratore di un gruppo e di una pagina creati da me, di due gruppi creati da mia figlia, e di altri 2 gruppi creati da amici di Facebook. Perché ho raccontato questo? Per dire che HO GIA' DATO per cui credo che sia il turno di altri impegnarsi per altre associazioni inoltre nell'A.N.AB. ci sono persone che hanno dimostrato le loro capacità ed io non avrei nulla da aggiungere al loro operato e quando ho un'idea gliela passo e decidono loro se è utile o se è da accantonare. Ora se tutti impegnassero una minima parte della loro vita nelle associazioni e / o nel volontariato di certo tutto viaggerebbe più velocemente ma come già detto per la maggioranza è già un miracolo se si tesserano spesso saltuariamente.
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