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| drwho1966 ha scritto:
in pratica marcolino he se entra va a dante, deve lasciare a casa la moglie? azz... alla faccia della tolleranza.... ribadisco il concetto espresso ieri: non possiamo pretendere di essere tollerati se tra noi la tolleranza è al di sotto dello zerbino di casa, sopratutto se uno ha la comapagna o partner tessile. mi dispiace naked, sono solidale con marcolino
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caro drwho, forse hai letto male il mio post, dico non quello che hai quotato ora, ma quello che hai quotato precedentemente e a cui hai risposto per la prima volta. Io in relazione a mogli e fidanzati/e parlo di fare SEMPRE tentativi di convincimento, facendo notare che in un luogo integralmente nudista, legalmente riconosciuto tale e legalmente creato con questo scopo, dove si sta andando ad incontrare altra gente integralmente nuda, ossia che offre se stessa senza maschere nè corazze, è quantomeno inopportuno stare col costume! E' lapalissiano.
Mi piacerebbe che si capisse di più il concetto di nudità e soprattutto la dimensione emozionale ed esperienziale che si accompagna alla nudità integrale collettiva. La nudità integrale di per sè è uno stato in ogni caso più fragile, meno protetto, meno contenuto, più esposto, e al contempo più sincero di quanto lo sia lo stare vestiti, perchè, inutile dimenticarsi utopisticamente della società, ma noi non siamo dei popoli selvaggi (lo dico in senso etimologico). Ci vestono fin da quando nasciamo, iniziamo a percepire il nostro essere nel mondo sociale solo e soltanto vestiti, coperti. Così siamo nella vita quotidiana,intendo: lavoro, autobus, panettiere, posta, banca, baretto e birretta, predere i figli a scuola, andare a parlare coi professori, andare in chiesa (per chi lo fa) andare in moschea (per chi lo fa) andare in sinagoga (per chi lo fa) andare nella sede del partito (per chi lo fa), andare al cinema, andare in ferie non naturiste... e via dicendo.... tutto questo noi lo facciamo vestiti, e non solo perchè abbiamo freddo. Questo contribuisce a creare la nostra personalità e la nostra modalità di stare con gli altri, buona o cattiva essa sia. In questo senso, denudarsi, con appunto millenni e milleni di storia tessile scritta nella nostra educazione al mondo, è sempre mettersi in una situazione di maggiore fragilità, di maggiore esposizione, psicologicamente meno abituale e quindi che può portare a sensazione di disagio e di inibizione emotiva se non è fatta in un luogo che consenta e "protegga" (ho messo le virgolette) tale pratica, in attesa della "società nuda mondiale" (vabbè...).
Una delle forme per dare accoglimento e contenimento a questa maggiore "fragilità" (virgolette...) è la nudità collettiva non differenziata, ossia il rispetto non solo dichiarato ma soprattutto praticato nella concrettezza delle azioni, mettendosi allo stesso livello di corporeità di chi sta nudo nel luogo creato apposta per una nudità priva di preoccupazioni verso sguardi che arrivino da " gente diversa" . Badate che questo punto nel dibattito naturista è stato acquisito da decenni e decenni, e quindi ritengo un trend pericoloso il fatto che si contesti proprio tra coloro che si dichiarano autenticamente naturisti.
Poi, il desiderio di marcolino di nessun steccato nessun campo nessuna multa ai nudisti o nessuna città vestita vabbè ok è anche mio, ma così facciamo un puro blabla se limitiamo il nostro dire a queste dichiarazioni generiche di desiderata irrealizzabili nella concretezza di questo nostro attuale mondo.
Ci sono possibilità di scelta per le proprie vacanze. Una di queste, e non è obbligatoria, è andare in un campo FKK. Se ci vado è assolutamente ovvio che vado accettando le regole e le consuetudini in esso vigenti, cercando di non portare pratiche che snaturano quel luogo spacifico e la specificità di chi vi soggiorna. Una spacificità che non è una nocciolina ma.. lo stare nudi tra tutti, con tutto ciò che questo comporta e che ho cercato di spiegare nei righi soprastanti.
Quindi, campo fkk? ok, andiamoci, ma nudi con i nudi.
P.S. è faticoso spiegarsi via telematica se nessuno ci mette un po' di sforzo nel capire,soprattutto nel capire senza prevenzioni.