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| blatore ha scritto:
Prima di tutto queste distinzioni, singoli, coppie ecc, sono le stesse utilizzate per distinzioni sessuali, e già qui siamo fuori. Secondo punto : le cose sono diverse anche tra i tessili ? Non penso. È abbastanza normale trovarsi in sintonia con chi presenta uno status simile. Che cosa rimane nel nudismo che determina talune divaricazioni ? Il fatto che di è nudi ? Ma se siamo nudisti mi sembra normale. Non è che il problema sia in realtà un'altro ? E cioè che chiunque singolo, singola, coppia che sfrutti il nudismo per fini diversi è deprecabile . Per quanto riguarda le strutture che non accoglierebbero i singoli ( ma le singole si ) queste sono tutto meno che strutture naturiste. A qualsiasi titolo e per qualsiasi motivo adottino queste regole, sono deprecabili, sono denunciabili, come giustamente si fa qui. Ripeto, non sono strutture naturiste, anzi non sono neppure strutture commerciali, visto che rifiutano clienti. Sono delle cose messe li, sono delle pantomime di strutture naturiste. Io, in coppia, non ci vado. Io non vado dove discriminano, dove guardano se uno è nero, verde, con 6 braccia. Se ne stiano pure come sono, con le stesse coppie abituali. perchè questo succede. Salvo poi se arriva un singolo olandese o tedesco, vedi se non lo fanno entrare.
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Sono del tutto d'accordo con il discorso che fa Blatore, se l'ho compreso bene.
Beh vedi io farei rientrare atteggiamenti del genere in un quadro più vasto e che si potrebbe definire come quello del "naturismo senza spiritualità". Voglio dire che è chiaro che quando una coppia, o un singolo, un una singola, o un gruppo di persone scelgono di aderire a questo movimento o come lo vogliamo chiamare - "naturismo", lo fa portandosi appresso tutto il suo background socio/culturale e con tutto il surplus di idee - pregiudizi - categorie mentali, e così ad esempio l'ateo scientista agnostico continuerà ad essere "ateo scientista agnostico", il cattolico continuerà ad essere cattolico, il protestante - protestante, l'omofobo continuerà ad essere omofobo ed anzi forse peggio, lo scambista vedrà nel naturismo una ulteriore possibilità di ampliare i propri orizzonti scambisti, con una sola caratteristica: stare nudi e farsi gli azzi suoi. Questa è l'unica vera reale richiesta nella scelta di aderire al naturismo inteso nel senso della filosofia di Cape d'Adge 1974: stare nudi e non dare adito a sospetti di interesse sessuale - nel senso, che per una coppia è perfettamente normale scegliere ad esempio di non frequentare per forza compagnie di single, così come per gli omofobi continuare a starsene per i fatti loro, mica è obbligatorio socializzare con i gay - l'unico requisito è quello che potremmo definire "non fare agli altri quello che non vorresti che non fosse fatto a te stesso", ed in questo ambito la cosa che interessa di più è "non invadere il mio spazio psicologico personale". Chiarissimo. Lampante. Naturismo senza spiritualità. Ma poi perchè mai il naturismo dovrebbe aderire ad un qualche tipo di spiritualità, al di là del fatto di essere nudi? non è già il fatto stesso di essere nudi ad essere indice della nostra "spiritualità" naturista, del nostro nuovo ethos antropologico? e dico, nell'essera naturista, perchè uno non potrebbe essere semplicemente un tessile che continua ad essere tessile anche se fisicamente spogliato e smutandato, non potrebbe essere un "tessile mentale" nudo? una sorta di ossimoro? una chimera effimera che si porta appresso categorie mentali che appartengono solo al mondo tessile momentaneamente abbandonato? per capire il senso reale che ha questo modo di approccio al "naturismo senza spiritualità" chiedetevi che senso può avere nell'ambito naturista, continuare a ragionare per categorie sociali e personali del tipo "gay", "etero", "coppia", "single": non dovrebbe accomunarci il fatto stesso di essere semplicemente naturista al di là della categoria sociale di appartenenza? Come se ad esempio volendo stringere amicizia con Eroe, la prima cosa che gli dovrei chiedere sarebbe "ma scusa, tu sei gay o altro? perchè sai, a me interessa esclusivamente da etero, frequentare altri etero come me". La risposta ovvia da parte di Eroe dovrebbe essere: "si ma scusa a te che importa?". Esattamente questo: che importa essere gay o etero quando ciò che mi contraddistingue il mio essere persona (al di la delle mie scelte personali in ambito di sessualità), è il mio buon comportamento come naturista? voglio dire, se uno vuole essere un caz*one allora lo è a prescindere che sia gay, etero, monogamo o scambista! che c'entrano le scelte personali in ambito sessuale con il naturismo? domanda che sarebbe ovvio richiedere alle strutture naturiste sponsorizzate INF e che - anche in atteggiamenti sottobanco, discriminano la categoria dei single. Come dicevo, naturismo senza spiritualità.
Ma questo perchè è avvenuto? in fin dei conti, dal congresso internazionale fondativo del naturismo a Cape d'Adge nel 1974, perchè il naturismo avrebbe dovuto sposare una particolare etica, visione antropologica o spiritualità al di là del semplice "stai nudo e fatti gli assi tuoi e non rompere il vicino", se questa si può denonimanre "spiritualità"? bastano la semplice dichiarazione di intenti di "amore per la natura" che si esprime nell'essere nudi, per caratterizzare un nuovo ethos, una nuova antropologia? io direi decisamente di no, tanto è vero che la "svolta antropologica" del 1974 poi si è caratterizzata nel naturismo delle scelte da "villaggio vacanze", che poi sarebbe il naturismo che occasionalmente abbiamo la possibilità di praticare una quindicina di giorni all'anno.
Un caro saluto.