condanna

orchidea63 02/09/2026 21:37 3.817 Visite
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01/01/2000 00:00
Ma che cavolo, ora perfino la Cassazione si contraddice di per se stessa! Qualche hanno addietro aveva sentenziato l'esatto opposto. Questa sentenza ci rovina definitivamente, ora si che tutti i comuni potranno dare la caccia al nudista, sic! E' finitaaaaaa A questo punto l'unica speranza diventa davvero quella di una legge.. che strana coincidenza!
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Nathanaele77 ha scritto:
Emanuele Cinelli ha scritto:
Ma che cavolo, ora perfino la Cassazione si contraddice di per se stessa! Qualche hanno addietro aveva sentenziato l'esatto opposto. Questa sentenza ci rovina definitivamente, ora si che tutti i comuni potranno dare la caccia al nudista, sic! E' finitaaaaaa
Anche se fosse la Corte di Cassazione, nell'emettere una sentenza, può sorvolare o reinterpretare tutta la legislazione in materia o le passate sentenze reinterpretandole? per questo sarei curioso di vedere quali riferimenti legislativi sono andati a prendere: sempre il 726 per "atti contrari alla pubblica decenza"?
D'accordo, ma come mai in soli due anni cambia così nettamente parere? Altro giudice? Ma allora non esiste più niente di certo in Italia! Come si fa a vivere e muoversi in un paese dove non esiste certezza? E come mai questa reintrerpetrazione tanto favorevole a chi predica per la ghettizzazione del nudismo?
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Sentito ora al telegiornale una notizia che chiarisce alcune cose, purtroppo non l'ho sentita bene e al momento non la trovo su Internet, comunque pare che una serie di ordinanze vietino praticamente su tutto il territorio nazionale di andare in spiaggia con ombrellone, sdraio e paletta. Di fatto sembra che il tutto si riconduca alla questione della battigia libera la cui distanza è stata definita in 3 o 5 (ma più spesso 5) metri dal battente; 5 metri che alla fine rappresentano la quasi massima estensione di molte spiagge italiane. Insomma, le lobbies degli stabilimenti balneari sono in grande fermento, a quanto pare. Per inciso, il giornalista consigliava di andare in spiaggia con l'avvocato. @Siman - certo fra tutti i mali si sceglie il minore, ma vorrai convenire che di principio non sia giusto che un nudista debba essere confinato in ghetti, anche in considerazione del fatto che se si facesse un referendum è certo che il nudismo ne uscirebbe vittorioso. Per il resto (estero) a questo punto non posso che darti ragione, anche se temo che i nostri politici siano così ciechi che non se ne accorgerebbero, anche perchè purtroppo tra i nudisti manca una cosa importante, solidarietà e corporativismo, così se non possono stare nudi, si adeguano a stare vestiti e continuano a dare i loro soldi o il loro numero alle aziende turistiche italiane e ai comuni italiani anche se osteggiano il nudismo. Per chiudere... fortuna che oggi alla Rocca di Manerba non mi sono impuntato con un ... (non so bene cosa fosse, probabilmente un ausiliario, visto che la divisa non l'aveva e di qualificarsi manco ci ha pensato) che, mentre mi preparavo a ripartire doppo la pescata ed ero ancora nudo, arrivato con una moto d'acqua mi ha imposto di rivestirmi, l'avrei fatto comuqnue dopo un massimo di cinque secondi, indi ho lascato perdere... fortuna, che se mi impuntavo citando la sentenza della Cassazione finivo nelle grane. Spagna sempre più avanti, Italia sempre più indietro (il bello è che di fatto abbiamo la legge più vicina a quella spagnola, purtroppo viene lasciato potere ai giudici senza dare loro nessun vincolo) http://www.tgcom24.mediaset.it/magazine/fotogallery/1011869/madrid-pompieri-nudi-contro-i-tagli.shtml
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01/01/2000 00:00
Uno stabilimento balneare è solo una concessione data dal Comune per lo sfruttamento parziale di un'area demaniale, quel parziale sta a intenedere la parte che arriva fino ai 3/5 metri dal battente. Il resto della spiaggia deve restare di libera fruizione. La gente che accede ad uno stabilimento balneare paga per la spiaggia pulita (la parte di spiaggia in concessione), l'ombrellone, la sdraio, il bagnino, i servizi, non per poter avere libero accesso al mare, cosa che lo stabilimento non può far pagare trattandosi di zona di cui non ha la concessione. Detto questo è evidente che le cose siano da affinare, che non si possa liberalizzare tutto, ma i diritti sono diritti e non si possono annullare semplicemente con delle ordinanze, vale qui come per tante altre cose.
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01/01/2000 00:00
Nathanaele77 ha scritto: è forse meglio che il turismo nudista sia trasformato in una gallina dalle uova d'oro, confinandolo quindi in strutture adeguate con servizi, cartellonistica e recinzioni.
Uhm, ma non ci sono e non si vedono nemmeno prospettive evolutive per l'immediato futuro. E poi... per far si che una persona non si debba macinare centinaia di chilometri ad ogni week-end (che con i chiari di luna attuali ai più risulta impossibile da farsi) il numero di tali strutture dovrebbe essere elevato, ma allora ogni struttura avrebbe un'utenza limitata, non potrebbe sopravvivere. Io non migro, me ne resto chiuso in casa eheheh ma per le vacanze, ammesso che mi riesca di farle, la vedo dura restare in Italia: questa sentenza potrebbe indurre i Sindaci a revocare le autorizzazioni anche alle poche spiagge esistenti; villaggi ce ne sono solo quattro (ammesso che Dante resti tale... ma a Dante manco morto ci vado a fare le mie ferie) di cui uno solo con annessa spiaggia e mare, e io in ferie ci vado anche per avere spiaggia e, soprattitto, mare. La speranza è l'ultima a morire, ma qui stanno uccidendo proprio la speranza. Per altro questa sentenza rinnova e sancisce un'altra cosa: l'Italia è diventato un paese senza certezze, ormai non ci si può più fidara di nessuna delle istituzioni pubbliche (in minuscolo perchè il maiuscolo non lo meritano più): le leggi vengono cambiate ad ogni comodo (ma solo quando conviene a chi le promulga); la cassazione può rimangiarsi le sue stesse sentenza; i sindaci fanno quel cavolo che vogliono in barba a leggi e regolamenti; e via dicendo.
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01/01/2000 00:00
5, 50, 500 metri poco importa: quando ti rinchiudono a forza dentro un recinto blindato vuol dire che sei in un ghetto... i neri in America avevano ben più spazio e non erano recintati; stesso dicasi per gli ebrei in Germania. Va beh, mal che si vuole non duole... ma io, come migliai di altri, non l'ho voluto per cui mi duole e come se duole. Referendum... sono già stati fatti diversi sondaggi e fuori dall'ambito nudista, tutti hanno decretato che alla strgrande maggioranza degli italiani non infastidisce la presenza delle persone nude, che di questa maggioranza una buona fetta (80%) praticherebbero nudismo se in Italia diventasse "no problem", che il 50% di costoro s'è messo nudo in pubblico almeno una volta, sebbene principalmente all'estero. Sono dati, non opinioni. Venendo all'articolo sui 5 metri (grazie Itaindo)... La muraglia di persone tra stabilimento balneare e mare c'è perchè evidentemente non ha altro posto dove andare: creino le necessarie spiagge libere invece che emettere ordinanze decisamente stupide! In liguria, poi, dove la maggioranza delle spiagge ha poco più dei 5 metri dal battente, vuol dire che di spiagge fruibili ce ne sono ben poche. Come ben detto nell'articolo la legge non parla di passaggio ma "anche di balneazione" e la balneazione prevede quantomeno lo stazionamento di asciugamano e ciabatte. Bello l'esempio che fa il giornalista nell'articolo, e già, perchè fra le altre cose stupide ci sono anche molte ordinanze che vietano di girare in costume fuori dalla spiaggia. Ma vuol saltare fuori qualcuno che vieti di vietare!
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01/01/2000 00:00
Inutile, non cresceremo mai!!!
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01/01/2000 00:00
Andrea vi ha scritto:
a sto punto bisognerebbe avere una federazione esistente che faccia ricorso alla corte europea,visto che l'attuale legislatura ci nega i diritti costituzionali; ps la legge di valorizzazione del naturismo da i mezzi per aprire aree naturiste,NON DISCIPLINA IL NATURISMO NE'VIETA DI FARLO ALDIFUORI DELLE SUDDETTE AREE,le ho già cantate al duo *** non ditemi che devo cantarvele anche a voi
no che tanto sei stonato [}:)][}:)][}:)][}:)] Aspetta che questa notizia arrivi al duo, poi vedi che succede. PS la corte di cassazione dà indirizzi giuridici, interpretazioni delle leggi esistenti, ma fa leggi. La corte europea di Strasburgo, in casi come questo, potrebbe solo analizzare un ricorso del denunciato, non di te che dici che è incostituzionale. E cmq dovresti arrivarci dopo esser passato prima per la corte costituzionale, e poi, se non mi ricordo male, per il consiglio di stato. Te direttamente potresti solo chiedere forse perchè ti viene di fatto negato il diritto di stare nudo, in base a quale principio discriminatorio, e conseguenzialmente, chiederene una liberatoria, che se accettata, dovrebbe poi essere accolta da queli politici che ci stanno ignorando, e dovrebbe tramutarsi in norma (legge). Un giro dannatamente lungo. Ricordi la storia del crocifisso nelle aule, durò oltre due anni, e poi alla fine, nonostante le dichiarazioni di condanna, tutto finito in fumo (e parlo di iter, non di essere daccordo o meno). Ma visto che nel 2013 si va a votare, cominciare a dire ai politici che si presentano in ogni schieramento, che se vogliono voti devono promettere di....? Altrimenti scheda annullata?
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: **************** La legislazione sulle spiaggie (almeno per quanto riguarda le capitanerie di Porto liguri) obbliga i gestori di spiaggie attrezzate a non occupare il litorale negli ultimi 3/5 metri dalla battigia per consentire il libero transito. Ovviamente però, libero transito non significa sostare sdraiati o seduti. Vero è che questo può essere letto come "il palesare il volto mostruoso e disumanizzante del neoliberismo selvaggio che ci priva dei nostri diritti più fondamentali in nome del dio profitto". Però, pur non amando le spiaggie attrezzate, comprendo e condivido sia anche una forma di rispetto per il cliente che, pagando (profumatamente) sdraio/lettino e ombrellone, non si trovi una muraglia di persone tra se ed il mare.
una delle mie ultime vacanze tessili, mi trovavo a Falerno. Spiaggia libera, nessuno stabilimento. Scendiamo a mare e mi trovo una linea ininterrotta di gente perfettamente in fila, uno sopra l'altro, nemmeno mezzo metro per passare e arrivare a mare. O stavo sulla strada o rinunciavo. E abbiamo rinunciato e i giorni successivi ci siamo fatti decine di km per bypassare questo stato. E li era spiaggia libera. Figuriamoci se succedesse dove pago profumatamente lo spazio. Si, forse certe cose vanno affinate, ma non si può fare tutto liberismo.
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01/01/2000 00:00
Beh siman, certo è meglio scrivere ai capi di partito le nostre richieste, ma se nessuno le porta avanti, è la scheda bianca che poi vien risuddivisa e vale voto. Un non voto significa: ehi bello, statti a casa che non mi rappresenti.
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01/01/2000 00:00
a sto punto bisognerebbe avere una federazione esistente che faccia ricorso alla corte europea,visto che l'attuale legislatura ci nega i diritti costituzionali; ps la legge di valorizzazione del naturismo da i mezzi per aprire aree naturiste,NON DISCIPLINA IL NATURISMO NE'VIETA DI FARLO ALDIFUORI DELLE SUDDETTE AREE,le ho già cantate al duo udc non ditemi che devo cantarvele anche a voi
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01/01/2000 00:00
Federico ha scritto:
Ecco, trovato. Siamo stimati in 600.000. Secondo me siamo più dell'1% della popolazione italiana. Per richiedere una legge di iniziativa popolare servono 50.000 firme. http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_iniziativa_popolare Si pup organizzare un testo vedendo quali sono le nostre richieste.
La legge di iniziativa popolare è un istituto legislativo relativo all'iniziativa legislativa, presente in teoria anche in Italia,
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01/01/2000 00:00
Per avere un forte consenso anche tra di noi che, credo, abbiamo grandissime differenze di orientamento politico, dovremmo trovare dei referenti apartitici, non di destra, non di sinistra e non di centro. Mi viene in mente qualcosa, ma qui non possiamo parlare di politica o di antipolitica. Personalmente non ho nessun orientamento politico. Ciò che mi importa sono i programmi e l'onesta (presunta), di chi si propone. Noi nudisti siamo una categoria molto eterogenea, e siamo accomunati dal solo fatto di "non sopportare i vestiti". Dobbiamo trovare un maggiore senso di unità per il raggiungimento del nostro obiettivo. Noto spesso che per delle sciocchezze si fanno delle questioni allucinanti. In genere siamo poco flessibili e tollerabili noi stessi, e pretendiamo che "gli altri" abbiano comprensione nel nostro modo di vivere la nudità. Se siamo tanto rigidi noi, potremmo trovare degli interlocutori pronti ad ascoltarci? Ora dobbiamo trovare pochi elementi su cui far convergere i nostri sforzi. Ad esempio quale potrebbe essere il referente migliore per le nostre richieste? Ma prima ancora, dobbiamo sintetizzare il succo di ciò che chiediamo, attraverso una discussione aperta e sensata fra noi, in cui il verbo fondamentale deve essere "comprensione".
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01/01/2000 00:00
Grazie Siman! Lo mandiamo tutti a questo indirizzo? segreteria.capodipartimento.turismo@governo.it
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01/01/2000 00:00
Quante belle idee! Le associazioni naturiste sono molte, e nella loro frammentazione perdono il potere della contrattualità. I partiti politici se ne fregano dei nudisti, perché siamo pochi e mediamente la tematica del nudismo in campagna elettorale è un argomento imbarazzante. Più che solleticare i partiti ad abbracciare il naturismo, sarebbe meglio entrare in un partito con una rappresentazione nostra. Per ora possiamo usare gli strumenti che abbiamo, e questo forum e il sito possono essere degli strumenti di conoscenza e di aggregazione. Penso spesso che la benzina costa molto e se potessimo concentrare ciò che spendiamo in benzina, in un progetto finalizzato alla legalizzazione del nudismo, o alla realizzazione di aree clothing optional, ci guadagneremo tutti. Soprattutto in uno scenario dove i costi della mobilità aumentano, c'è crisi dell'occupazione etc...
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