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Emanuele Cinelli ha scritto:
@Siman - certo fra tutti i mali si sceglie il minore, ma vorrai convenire che di principio non sia giusto che un nudista debba essere confinato in ghetti, anche in considerazione del fatto che se si facesse un referendum è certo che il nudismo ne uscirebbe vittorioso.
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Può essere però, e parlo per me e forse per qualcun altro, non vedo in un luogo circoscritto (a meno che non sia di 10mq) un ghetto ma bensì un luogo deputato al nudismo dove non ci si sente fuorilegge e anzi si è difesi.
Quanto all'ipotetico referendum pro-nudismo, io non mi sento così sicuro che vincerebbe il SI (spero di essere, in questo caso, oltremodo pessimista).
Per quanto riguarda invece il fatto che non esiste un'unione di intenti tra i nudisti italiani, dubito nessuno possa sollevare obiezioni.
Forse, senza scendere in piazza o altre cose, si potrebbe organizzare privatamente anche senza associazionismi una specie di "informazione e sensibilizzazione economica" verso la classe politica, magari promuovendo tale iniziativa attraverso siti come questo ed associati a gruppi nudisti:
Ognuno di noi, al rientro dalle vacanze, potrebbe inviare una e.mail al Ministero delle Finanze, al Ministero del Turismo ed a quello del Commercio (magari con estensione anche ai vari partiti politici) con scritto più o meno:
"Mi chiamo Emanuele, pratico il nudismo, e vivo in provincia di Brescia, quest'anno sono stato in ferie in Francia (o dovunque) per le vacanze nudiste, ; eravamo in N persone ed abbiamo speso circa TOT € che a causa dell'attuale legislazione italiana non ho potuto spendere in Italia.