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| a_fenice ha scritto:
sentenza 28990/2012
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Ho sperato fino all'ultimo dentro me stesso che questa sentenza fosse un grottesco scherzo del destino, l'opera di un buontempone che si diverte a fabbricare notizie allarmistiche anti-nudismo per mettere un po' di pepe sotto al sedere di qualche attivista forse troppo tranquillo. La recente vicenda della Bassona risoltasi anche troppo favorevolmente alla causa naturista ci aveva fatto adagiare sugli allori: sveglia gente, siamo in Itaglia, paese dalle mille contraddizioni, dove è possibile tutto ed il contrario di tutto. Bene da ora in poi qualunque giudice di pace che si fosse svegliato con la luna di traverso potrà ricorrere a questa sentenza della Suprema Corte di Cassazione per avallare la stravagante tesi della oscenità del nudo pubblico anche senza alcuna significazione sessuale: come dire, Signori si torna indietro - dal punto di vista legislativo - di cinquantanni; il metro della oscenità è talmente aleatorio e personale da essere soggetto alle intemperanze di chiunque ce l'abbia in qualche maniera, di traverso con i nudisti o con il nudismo. Con questa sentenza - che non temo definire catastrofica per il nudismo in Italia - possiamo scordarci le spiagge "clothing optional" dove vigeva una sorta di tacito assenzo alla pratica nudista tra i tessili ed i nudisti - se pur confinati nei loro angusti spazi riservati. Addio alle spiagge "cloting optional" come Torre Salsa: che diamine, se dobbiamo essere segnalati da cartellonistica e recinzioni varie, come regolarsi negli innumerevoli casi in cui la pratica naturista è consuetudine consolidata da più di quarantanni? Non ultima - la famosa spiaggia del Lido di Dante. Bene, abitudiamoci all'idea di avere il costume nascosto da qualche parte, quando guardinghi dallo sguardo occhiuto del tessile sospettoso di turno, dovremo indossarlo alla svelta per non subire la triste sorte di questo malcapitato turista e nudista di Taormina.