Vorrei provare ad analizzare l'evoluzione del pudore dall'inizio del XX secolo, evoluzione che è progredita in modo esponenziale fino a fine 1900, quando incredibilmente ha visto una battuta d'arresto ed addirittura una regressione.
Siamo passati dalle gonne alla caviglia, le velette ed i bustini con camiciole chiuse fino al collo, alle gonne sotto al ginocchio e le camicie aperte dopo il primo conflitto, ai primi costumi da bagno assomiglianti più ad una calzamaglia anche per l'uomo, ma che comunque sostituivano già arditamente l'abito per andare al mare (si...si andava al mare ed addirittura in acqua vestiti), passando poi per i costumi interi ma con le spalline e gambe nude, fino al bikini dell'immediato dopoguerra. nel giro di qualche decennio, il bikini è diventato tanga, perizoma, topless. Per l'uomo, dal pantaloncino con la taschina cerniera per gli spiccioli (chi li ricorda? Qualche imbecille ci metteva anche le sigarette!!) allo slip....e per qualcuno (pochi pe rfortuna ndr)il tanga.
Poi, dagli anni 90, i topless son diventati sempre meno frequenti, addirittura i pochi che si vedevano erano additati con "ma non ce l'ha uno speccio" o "zoccola", a seconda dei casi, i costumi si sono alzati di fascia e gli uomini hanno iniziato coi bermuda.
Dai pionieri nudisti delle spiagge libere degli anni 70/80, considerati semplicemente o "crucchi" (perchè già i nordici erano più liberi) o al limite "hyppy", retaggio dei vari Woodstock o carovane dei figli dei fiori.
Poi, dagli anni 90 ad oggi la cultura si è chiusa, il senso del pudore si è involuto, gli epiteti verso chi osa sono diventati sempre più gravi e più mirati (maiale, put....vecchio porco, zoccola...ecc..).
Ma cosa è successo? Cosa è subentrato per invertire così velocemente e repentinamente la rotta? Cosa è cambiato nella nostra cultura, nel comune pensiero, nei timori o nei valori perchè sia accaduto?
Forse, trovando la risposta, si potrebbe trovare anche la strada per trovare i nostri spazi....