Vado in ordine sparso per come mi arrivano i vari concetti. Magari in una successiva occasione cerco di dare un ordine logico ai vari concetti, e di trovare i relativi rapporti causa/effetto.
La "questione terminologica" esiste e non intendo negarla.
Tuttavia è importante cercare di cogliere le tante sottigliezze che spiegano perché la parola naturismo sia utilizzata come "viatico" per un'impresa, un lavoro su se stessi, che a mio avviso è sempre in divenire.
Infatti spesso si ha una rappresentazione rigorista, abnorme della capacità dei naturisti di essere realizzati nel loro divenire, compiuti, serafici, soddisfatti e imperturbabili.
Ovviamente non è così: I naturisti sono esseri umani, perfino più fragili, della media.
Trattandosi di un frazione molto piccola, il naturismo (associativo o no), soffre di una certa autoreferenzialità, tipica di tutti i piccoli consessi.
Quindi nessun sito di qualunque associazione deve avere la pretesa di presentare quello che cita o definisce come il vangelo del naturismo.
Anche perché tutti quelli che conoscono e frequentano il naturismo, hanno come loro esperienza acquisita, che il naturismo si realizza vivendolo tutti i giorni e non con le definizioni, che servono a chiarire alcuni passaggi, ma non a fare vivere questa esperienza.
Che il nudismo sia uno degli strumenti del naturismo è per me (ormai) una ovvietà. E' senz'altro il più vistoso. Il naturismo contiene il nudismo. Non prescinde dal nudismo.
Aggiungo che in tutti i contesti pubblici nei quali abbiamo avuto modo di relazionarci con enti, amministrazioni, associazioni, strutture, non abbiamo mai dovuto insistere per chiarire che l'attività dell'associazione naturista prevedeva il nudismo.
Quando vi sono state obiezioni sono state sul nudismo. Per cui non ritengo che da parte nostra vi sia una censura sul termine.
Certamente può capitare di scrivere (per abitudine, o per continuità di significato, ne senso di "traiettoria del significato"), che sarà organizzata una "serata naturista in sauna", o una "giornata naturista in spiaggia".
Certamente si potrebbe utilizzare il termine "nudista", che definirebbe in "modo fotografico" ciò che viene visto dall'esterno: una trentina di persone nude che chiacchierano e si intrattengono amabilmente.
Tuttavia si potrebbe obiettare che si farebbe torto alla pulizia della spiaggia che viene costantemente fatta in parallelo! Alla condivisione di cibi fatti in casa o proposti come alternativa al consumo di massa, proposto regolarmente dai nostri iscritti (soprattutto dalle donne, per la verità), nelle occasioni conviviali.
Oppure la valenza naturalistica e di conoscenza ed approfondimento che precede e segue le nostre escursioni.
Pochi giorni fa ne abbiamo fatta una nel parco Regionale della Maremma Toscana, ed ho postato sul forum l'evento.
Sul nostro sito ci sono alcune foto:
www.unilazio.it
Insomma, pur non negando che ci sia una rimozione del termine nudismo da parte dei naturisti, in molte delle occasioni in cui questo andrebbe adoperato, ritengo che non possa essere definita l'attività della associazioni (ovviamente mi riferisco a quella alla quale appartengo) senza utilizzare il termine naturismo, nel suo significato più ampio: ascolto e ritorno alla natura con il proprio corpo, di cui il nudismo è componente essenziale.