prima di tutto sono intervenuto, e l'ho specificando quotando quanto aveva scritto Quagliozzi, perchè c'era una non poco palese accusa di bloccaggio di note e discussioni quando si parla di presenza gay, con le probabili accuse di omofobia. Cosa che ripeti anche te.
La cosa curiosa, è che i tessili che si insinuano, hanno tutte le sessualità del caso, anche se forse c'è una maggioranza gay.
E sinceramente non capisco il gusto di sentire come invasivi solo loro, perchè questo è. Altrimenti avresti parlato di "invasioni tessili", a prescindere della sessualità. Questo è quanto. Sia Piero che io abbiamo rilevato una nota stonata nel voler puntualizzare la sessualità dei tessili in questione, soprattutto quando interessa un po tutti, tutto qua.
Quanto al numero dei presenti che impedisca di poter stare in spiaggia, associando al discorso la presenza tessile, credo e so che si esagera. Vero il posto è piccolo, il sogno di poterci stare belli comodi e larghi è spesso un'utopia, li come altrove, a meno di non stendersi appiccicati ad altri. Però da qui a dichiarare che TUTTA la spiaggia è cosi piena tanto da non trovare posto, la vedo dura. Che possa essere poco piacevole stare ammcchiati si, concordo, ma nessuno vieta di fare una petizione tra i presenti in spiaggia, e chiedere al comune che, data la notevole affluenza di turisti nudisti, ripensino ai confini e ne ipotizzino un allargamento, perchè se è vero che a Nord la vedo dura, a sud c'è spazio a sufficenza, visto che il primo bagnino sta a chilometri da li, a meno che non abbiano colonizzato l'ultimo anno, che non son stato.
In merito ai discroso integralista o meno, bisogna fare dei distinguo.
Avere una spiaggia dove tutti si sta nudi, senza interferenze tessili, è un sogno.
Sogno però bloccante parenti tessili, tipo consorti, che pur essendo tessili, non hanno problemi ad accompagnare mogli o mariti in spiaggia nudista. Per cui essere intransigenti fino a questo punto mi pare eccessivo, ed è una mia idea, penso possa esprimerla, senza uccidere nessuno.
Quanto ai "turisti tessili", che invadono per vedere, interferire, etc etc, si, questi mi danno fastidio, e tanto. Però c'è una realtà dei fatti. All'estero i tessili si autoisolano perchè il nudo non è cosi "di nicchia", quindi non c'è la "passione" di vedere genitali nudi. Da noi, vista la ancora poca diffusione del nudo pubblico, alla fine siamo più fenomeni da baraccone da guardare, che non gente che vive la sua vita. E avere infiltrati è la norma un po ovunque. Da fastidio? Si molto, da questi personaggi però. Sessualità a parte.
Possiamo farci qualcosa? Purtroppo no, solo cercare di contrastarli in qualche modo lecito.
Es, a Zello, dove da due anni hanno imposto di accogliere tessili che volevano salire dal villaggio, non hanno fatto gesti ostili verso i pochi che son saliti, ma hanno fato si di scoraggiarli girandogli insitentemente attorno, mettendoli a disagio. Tanto da riuscire a non farli tornare più. Metodo incivile? Forse, ma da resistenza passiva. Sei venuto a vedere piselli e patate, li hanno sommersi di questi, tanto che alla fine hanno capito di non essr graditi.
Conviene essere ostracisti al massimo? Con i veri invasori si, con i timidi, con chi viene per capire no. Come fare a capirlo? Di norma un nudista che ha un po di esperienza vede e capisce chi è i per guardare, e chi viene per capire. Le bave alla bocca son ben diverse.
E comunque, si, forse nel prossimo futuro non avremo i ghetti, se andranno avanti leggi serie, e non le castronerie regionali in vigore o in proposta, quandi molte spiaggie diventeranno miste. Si avrà da una parte più posti dove andare, forse, speriamo, ma dall'altra saremo sempre più conviventi coi tessili. Quindi anche abituarci, sin da ora, non è poi cosi male.
Non è integralismo ne massima flessibilità. E' ragionare su quanto di effettivo è e succede e succederà.
COn ciò, a parte la prima nota in risposta al dubbio di esser tacciato di omofobia di Quagliozzi, è un mio libero ragionamento sula presenza dei tessili, liberissimo anche te di pensarla diversamente. In fondo si parla di sensazioni che proviamo, ognuno ha la sua.