Non è mia intenzione litigare. Non ho detto che alcune cose siano state messe con intenzionalità. Non ho perso, spero, l'amicizia con persone che ritengo splendide da sempre.
Ma sono stato bistrattato per tantissimi anni, potrei dire per tutta la vita, e ora che ho la forza e il coraggio di parlare, se vedo cose che non mi piacciono, lo dico, e lascio la libertà di dirle. Ma non taccio.
La cosa di cui mi dispiaccio semmai, è che ho controbattuto delle idee contrarie, dei modi di dire, e l'ho fatto usando la stessa libertà che hanno usato gli altri nel dire le loro. Nota che non è stata fatta censura, nota che ho scritto e sto scrivendo da utente. Non sono cose che ho scritto come admin e in rosso.
Dunque possono essere contestate al pari di ogni altra idea ed espressione. Non sono qui a rifiutare il dialogo. Costruttivo. Quello distruttivo si, personalmente lo rifiuto.
Di cosa sono stanco? Di dover leggere cose guardate da una sola faccia della medaglia. E di come vengono esposte. Strano, ma sono umano pure io.
E so cosa sia la sofferenza di non essere accettati, ma nemmeno quello, direi più di essere almeno ascoltati. Ho letto tre interventi in particolare, che hanno ferito me prima di ferire l'oggetto del disquisire: dunque ho espresso il mio rammarico, che non solo non è stato colto, ma anche contestato.
Detto questo a me alla fine conta cosa pensano di me la mia famiglia, i miei colleghi, ma prima di tutto me stesso. E me stesso sta bene, seppur ha ripreso degli amici, o meglio, ha cercato di fargli notare cose distorte, e so quanto sia odioso farlo. E cerco di essere diplomatico, ma non lecchino, quindi parlo.
Verrò capito? Bene e avanti. Non verrò capito? penso e spero di vivere lo stesso. Non è la prima, non sarà l'ultima, se non muoio a breve.
Io ci sono, sia per chiudere la questione, come per parlarne.