Modella in topless, multa da 3.300 euro

Pieros_it 04/05/2017 22:41 4.173 Visite
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08/05/2017 08:38
Perché non c'è nessunissima differenza tra l'esposrsi nudi in spiaggia o in montagna. Non è la presenza dell'acqua o della sabbia che porta differenza. Tanto che se controlli i post di Cinelli, o il blog Mondo Nudo, vedrai che le passeggiate nudi in montagna stanno diventando sempre più frequenti, non solo, cominciano a rivestire di effetto sociale. Mentre il nudo in spiaggia, ovvio si parla di spiagge non autorizzate, sono e rimangono, ahimè per adesso, dei momenti rubati, in montagna sono sempre di più eventi resi pubblici, con la partecipazione di amministratori, giornalisti, associazioni varie di touring, alpinisti e quant'altro. Vedi, il nostro generale preconcetto, strano a dir il vero, che pur essendo vero tutto ciò che dici, almeno "nell'uso", di fatto noi diventiamo sempre ma sempre i maggiori critici di noi stessi. Siamo troppo abituati a farci i nostri schemi mentali, per cui ognuno di noi, in modo diverso, lecita solo una o due forme di stare nudi, nemmeno di nudismo. Ci facciamo i nostri preconcetti, e immaginiamo che tutto ciò che esula dal nostro contesto, per forza diventa aggressione ai tessili, quindi perversione, quindi stato di condanna nudista. Se ci rifletti bene, non è così. Il nudo, al di fuori della doccia, inutile discuterne, è mal visto ancora da coloro che definiamo tessili, ma che vorrei restringere solo a una certa parte di bigotti falsoperbenisti. Quindi, secondo un certo schema mentale, non va mai bene, ne per strada, ne in montagna, ne in museo, ne in terrazza, ……… e non illudiamoci, non va bene nemmeno in spiaggia. Il nostro agire dovrebbe essere invece: un nudo tal quale, senza altre aggiunte, alla fin fine dovrebbe essere possibile se non ovunque, quasi ovunque. Non lo è, e ci atteniamo più o meno alle regole, ma non inventiamole. Una spiaggia non giustifica ne nudo ne tette al vento. E se sono ammissibili li, perché no in altri contesti, anche se non tutti. Ormai sono anni che seguo la nostra storia, evoluzione, giornali. I peggiori nemici del nudo siamo noi stessi. Parliamo male delle spiaggia, tendiamo a ghettizzare tutto, chiediamo libertà, ma siamo i primi a porre paletti. Non dico con questo che a tutti debba piacere tutto. So che ognuno di noi ha limiti e visioni diverse del "piacere di stare nudi", ma non per questo mi sento di condannare nessuna forma diversa: se non piace basta non farla. Con ciò, se non piace, non significa che sia migliore o peggiore di altre. Un esempio extra. Tempo fa hanno aperto un ristorante dove alcune sere si mangia nudi. Qualcuno di noi non mangia se non ha giacca e cravatta, altri mangiano anche con le palle al vento. Dove è il problema? Nessuno obbliga ad andare da nessuna parte. Tra di noi c'è a chi piace l'ostetia, chi il ristorante a 7 stelle, chi mangia un panino con le mani, e chi sbuccia anche la frutta con forchetta e coltello. Perché un sistema deve esse meglio dell'altro? Perché bisogna per forza condannare chi preferisce una caso anziche l'altra? Ma perché trovare elucubrazioni mentali per cui ciò sia disdicevole? Da donde questi giudizi? Provate a leggere questo articolo https://emanuelecinelli.wordpress.com/2017/05/06/vestiti-e-bello-nudiemeglio-altre-analisi-delle-recenti-obiezioni/ E altri dello stesso blog, forse chiariranno un po' di idee.
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08/05/2017 08:57
Una piccola aggiunta, leggo sempre piu spesso raggioni come caldo sudore e fregamento dei vestiti per giustificare piu e meno il camino nudo Per me e semplicemente bello i liberante allora non serve un caldo torrido ma basta un po di sole
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Luzy_pan
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08/05/2017 11:26
"Perché non c'è nessunissima differenza tra l'esposrsi nudi in spiaggia o in montagna" Ovvio che no. Ma io mica ho parlato "genericamente" di esporsi nudi in montagna. L'ho anche specificato: parlo di camminare nudi sui sentieri, per me non ha senso (ma questo è soggettivo); questa attività nudista però presenta delle problematiche perché, in sostanza, è come camminare nudi ovunque. Se poi crei eventi è un altro discorso. Mare, lago, fiume, colline e montagne, ok; ho passato ore di relax nudo in questi contesti; ma i sentieri, ovunque siano, sono vie di comunicazione che possono essere equiparate alle vie di una città e, appunto, a Piazza San Marco a Venezia, da dove siamo partiti con questa discussione. Se quel topless fosse stato su una via di montagna non credo avrebbe destato scalpore... ok? Parto da questo presupposto logico per arrivare al punto nodale delle questioni naturiste/nudiste: Quanto dobbiamo lottare, provocare e pretendere in spazi naturisti per promuovere un cambiamento della società? Quando vedo nudisti camminare sui sentieri che conducono alle spiagge naturiste nel parco del Ticino so per certo che è un azzardo perché su quei sentieri transitano anche altre persone che di "star nude" e "vedere nudo" non gradiscono. Ci sono spiaggette e aree boschive lungo la riva del Ticino dove puoi metterti in libertà; sono spiagge diventate naturiste per tradizione di frequentazione decennale di nudisti; le spiagge e le aree direttamente a fiume, non il sentiero che conduce ad esse. Sappiamo che povocare con eccessi porta conseguenze disastrose. E questo è il punto. La reprimenda che scatta sulla base di una denuncia per nudità non gradita in ambiente naturista o pseudo-naturista colpisce tutti i nudisti in loco.
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Luzy_pan
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08/05/2017 11:40
dingopino ha scritto:
Una piccola aggiunta, leggo sempre piu spesso raggioni come caldo sudore e fregamento dei vestiti per giustificare piu e meno il camino nudo Per me e semplicemente bello i liberante allora non serve un caldo torrido ma basta un po di sole
Non sono "ragioni" ma ipotesi che alcuni formulano per spiegarsi quale necessità ci sia di camminare nudo su un sentiero di montagna che porta al laghetto nel boschetto dove potrai anche metterti nudo e nessuno verrà a ficcare il naso... almeno si spera...[:D] Capisco che ad alcuni possa dare piacere e anche qualche brivido naturista. Ma è una provocazione inutile. Una società che permette di camminare nudi dove si vuole non esiste, credo...
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Luzy_pan
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08/05/2017 12:06
"Una spiaggia non giustifica ne nudo ne tette al vento. E se sono ammissibili li, perché no in altri contesti, anche se non tutti." Ecco, a questo punto io non capisco bene di cosa stiamo parlando. Una spiaggia (o un prato in area riservata o lontana dalla frequentazione di massa) giustifica pienamente lo stare senza vestiti, pochi (parei e simili) o pochissimi (perizoma); ogni spazio aperto alla'ria e al sole giustifica questa condizione di nudità; anche se il tempo è piovoso e ventoso (montagna), fisico permettendo. Questo è il concetto di base del NATURISMO. Lo stare in contatto con la Natura, il più possibile eliminando gli orpelli e gli obblighi che ci impone la società moderna, industrializzata, capitalista, cosiddetta civile; una società castrante sul piano della nostra sensibilità per quello che conserviamo nel profondo, ossia una forte attrazione per il corpo, l'istinto, la fisicità e la natura circostante; in altre parole il mito del paradiso terrestre. Stare nudi al ristorante non ha nulla a che vedere con il NATURISMO. Neppure il BDSM ha a che fare col NATURISMO. Entrambe le cose è lecito farle in ambienti idonei; in genere questi ambienti sono club. Camminare nudo nel bosco ha a che fare con il NATURISMO; boschi in aree naturiste sono frequentabili, a nostro rischio e pericolo. boschi in villaggi o club naturisti esistono anche in Italia, mi pare... lì la gente va per stare nuda in tranquillità... (no maniaci sessuali in agguato) Ripeto, il sentiero non è uno spazio naturista conquistabile ma una via di comunicazione.
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08/05/2017 13:52
pan ha scritto:
Quando vedo nudisti camminare sui sentieri che conducono alle spiagge naturiste nel parco del Ticino so per certo che è un azzardo perché su quei sentieri transitano anche altre persone che di "star nude" e "vedere nudo" non gradiscono. Ci sono spiaggette e aree boschive lungo la riva del Ticino dove puoi metterti in libertà; sono spiagge diventate naturiste per tradizione di frequentazione decennale di nudisti; le spiagge e le aree direttamente a fiume, non il sentiero che conduce ad esse.
Quando alla fine degli anni 70 comparvero sulle spiagge i primi seni femminili nudi, moltissime persone la consideravano una cosa "sconveniente" e spesso si finiva per essere denunciati. E' stato grazie al coraggio di tante donne che hanno sfidato la mentalità dell'epoca che ci sono state le sentenze della cassazione che hanno legalizzato il topless. Soltanto chi ha il coraggio di osare può cambiare le cose. Ovviamente gradualmente, con intelligenza, ma bisogna sempre avere il coraggio di forzare le regole. In giugno in tantissime città del mondo (ma non in Italia) si svolge la "World naked bike ride" in cui migliaia di persone (ad esempio nel centro di Londra) pedalano nude senza creare alcun tipo scandalo. In Europa esistono tanti esempi di città in cui si pratica il nudismo nei parchi o spiagge cittadine (Monaco di Baviera, Berlino, Barcellona) e non si scandalizza proprio nessuno (neanche le donne musulmane).
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08/05/2017 13:56
a_fenice ha scritto:
Perché non c'è nessunissima differenza tra l'esposrsi nudi in spiaggia o in montagna. Non è la presenza dell'acqua o della sabbia che porta differenza. Tanto che se controlli i post di Cinelli, o il blog Mondo Nudo, vedrai che le passeggiate nudi in montagna stanno diventando sempre più frequenti, non solo, cominciano a rivestire di effetto sociale. Mentre il nudo in spiaggia, ovvio si parla di spiagge non autorizzate, sono e rimangono, ahimè per adesso, dei momenti rubati, in montagna sono sempre di più eventi resi pubblici, con la partecipazione di amministratori, giornalisti, associazioni varie di touring, alpinisti e quant'altro. Vedi, il nostro generale preconcetto, strano a dir il vero, che pur essendo vero tutto ciò che dici, almeno "nell'uso", di fatto noi diventiamo sempre ma sempre i maggiori critici di noi stessi. Siamo troppo abituati a farci i nostri schemi mentali, per cui ognuno di noi, in modo diverso, lecita solo una o due forme di stare nudi, nemmeno di nudismo. Ci facciamo i nostri preconcetti, e immaginiamo che tutto ciò che esula dal nostro contesto, per forza diventa aggressione ai tessili, quindi perversione, quindi stato di condanna nudista. Se ci rifletti bene, non è così. Il nudo, al di fuori della doccia, inutile discuterne, è mal visto ancora da coloro che definiamo tessili, ma che vorrei restringere solo a una certa parte di bigotti falsoperbenisti. Quindi, secondo un certo schema mentale, non va mai bene, ne per strada, ne in montagna, ne in museo, ne in terrazza, ……… e non illudiamoci, non va bene nemmeno in spiaggia. Il nostro agire dovrebbe essere invece: un nudo tal quale, senza altre aggiunte, alla fin fine dovrebbe essere possibile se non ovunque, quasi ovunque. Non lo è, e ci atteniamo più o meno alle regole, ma non inventiamole. Una spiaggia non giustifica ne nudo ne tette al vento. E se sono ammissibili li, perché no in altri contesti, anche se non tutti. Ormai sono anni che seguo la nostra storia, evoluzione, giornali. I peggiori nemici del nudo siamo noi stessi. Parliamo male delle spiaggia, tendiamo a ghettizzare tutto, chiediamo libertà, ma siamo i primi a porre paletti. Non dico con questo che a tutti debba piacere tutto. So che ognuno di noi ha limiti e visioni diverse del "piacere di stare nudi", ma non per questo mi sento di condannare nessuna forma diversa: se non piace basta non farla. Con ciò, se non piace, non significa che sia migliore o peggiore di altre. Un esempio extra. Tempo fa hanno aperto un ristorante dove alcune sere si mangia nudi. Qualcuno di noi non mangia se non ha giacca e cravatta, altri mangiano anche con le palle al vento. Dove è il problema? Nessuno obbliga ad andare da nessuna parte. Tra di noi c'è a chi piace l'ostetia, chi il ristorante a 7 stelle, chi mangia un panino con le mani, e chi sbuccia anche la frutta con forchetta e coltello. Perché un sistema deve esse meglio dell'altro? Perché bisogna per forza condannare chi preferisce una caso anziche l'altra? Ma perché trovare elucubrazioni mentali per cui ciò sia disdicevole? Da donde questi giudizi? Provate a leggere questo articolo https://emanuelecinelli.wordpress.com/2017/05/06/vestiti-e-bello-nudiemeglio-altre-analisi-delle-recenti-obiezioni/ E altri dello stesso blog, forse chiariranno un po' di idee.
Condivido in toto questo intervento.
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08/05/2017 19:20
Se andiamo a stringere, una società che guardi bene al nudo in genere, se questo non è legato a gossip o trasgressioni non esiste, soprattutto in Italia. Te hai posto una bella domanda o riflessione. In soldoni: quanto siamo provocanti e andiamo contro corrente e quanto possiamo scocciare ai "tessili". Io mi pongo spesso la domanda contraria: ma quanto scocciano i "tessili" a me? Nel discorso delle libertà reciproche, aggiungiamo un altra tua riflessione. Fino a quanto e dove dobbiamo chiedere più rispetto o accettazione? Per rispondermi mi confronto con altre forme di libertà "minoritarie", nel senso quantitativo, che soprattutto negli ultimi due secoli hanno preso piede, a piccoli passi, fino a diventare motivo di forti contrasti nonché simboli di libertà profonda per quei paesi e popolo che hanno fatto passi da gigante in tal senso. Quanto? Tanto, anche per cose che non ci interessano minimamente perché non nella nostra indole o desiderio. La libertà generica, in quelle cose che non ledono altri, ma che si scozzano solo contro idee e talebanesimo vari, per il mio punto di vista vanno sostenute ed aiutate, tutte. Ognuno ha diritto di esprimersi come vuole, nel rispetto della dignità altrui.
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08/05/2017 19:28
E comunque e a prescindere non stiamo parlando di naturismo, che è una cosa tutta particolare. Se vogliamo non stiamo parlando nemmeno di nudismo, perché una che va in giro a tette nude per Venezia non è nulla, è solo nuda. Dunque nudi perché liberi da orpelli nati per il freddo, poi usati per vergogna, e oggi usati per salire la scala sociale, distinguersi, acchiappare sesso. Il rispetto e il decoro non c'entra nulla, la natura ancor meno. Se io rispetto il mio vicino, non voglio farlo mascherandomi da qualcosa, vorrei farlo nella mia vera realtà, di corpo e di testa. Se dico bugie, ma pure se mi metto in giacca e cravatta, non sono io, sono un altro, quindi sono un falso. Falso agghindato a modo per l'occasione. Come tanti nostri grandi benvestiti ma che ci derubano senza nemmeno porsi problemi. Poi così è la società e mi maschero, da ciò che "tu" (società) vuoi, ma il mio io è un'altra cosa
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08/05/2017 19:41
Ristoranti, piscine, saune, … tutti luoghi dove si sta o si può stare nudi, per mille motivi diversi, e senza che ciò sia legato a naturismo e nudismo. In alcuni di questi sarebbe un obbligo, in altro auspicabile, in altri ancora perché non può essere opzional. Alla fin fine son tutti schemi mentali nati in primis da una paura sessuofobica, come se uno nudo fa più scalpore di una trasparenza o di una veste troppo scollacciata. E la domanda ritorna sempre lì. Perché un nudo in giro fa terrore, mentre un nudo accanto ad una macchina no. Perché uno che ammira un quadro nudo fa terrore, mentre tanti che guardano come trombano sotto le lenzuola al GF no. Perché un maschio con camicia aperta in giro tipo a Venezia fa scandalo, mentre una donna che di coperto ha ben poco no. A casa mia si chiama opportunismo, ipocrisia, falsi problemi, voler apparire bene verso gli altri. Se guardi ogni sera youporn va bene, perché lo fai di nascosto, ma se poi vedi uno nudo in giro chiami i carabinieri. Chi sa rispondere?
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08/05/2017 20:59
a_fenice ha scritto:
Ristoranti, piscine, saune, … tutti luoghi dove si sta o si può stare nudi, per mille motivi diversi, e senza che ciò sia legato a naturismo e nudismo. In alcuni di questi sarebbe un obbligo, in altro auspicabile, in altri ancora perché non può essere opzional. Alla fin fine son tutti schemi mentali nati in primis da una paura sessuofobica, come se uno nudo fa più scalpore di una trasparenza o di una veste troppo scollacciata. E la domanda ritorna sempre lì. Perché un nudo in giro fa terrore, mentre un nudo accanto ad una macchina no. Perché uno che ammira un quadro nudo fa terrore, mentre tanti che guardano come trombano sotto le lenzuola al GF no. Perché un maschio con camicia aperta in giro tipo a Venezia fa scandalo, mentre una donna che di coperto ha ben poco no. A casa mia si chiama opportunismo, ipocrisia, falsi problemi, voler apparire bene verso gli altri. Se guardi ogni sera youporn va bene, perché lo fai di nascosto, ma se poi vedi uno nudo in giro chiami i carabinieri. Chi sa rispondere?
Secondo me coloro che realmente si scandalizzano sono ormai una sparuta minoranza. Ma basta un solo "benpensante" a chiamare i carabinieri che si crea lo scandalo. Le forze dell'ordine tendono a tutelare di più i bacchettoni, anche perché il codice prevede ancora reati non ben definiti come "l'atto contrario alla pubblica decenza". Chi stabilisce quale abbigliamento è decente e quale non lo è? In un paese libero, in un luogo pubblico, ognuno dovrebbe potersi vestire come gli pare e non essere giudicato da come si veste. Una persona equilibrata perché mai dovrebbe sentirsi offesa dalla nudità?
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Luzy_pan
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08/05/2017 22:41
Ho perso un po' il filo del discorso e della relativa discussione. Sulla questione abbigliamento mi pare ci sia la totale libertà, o no? Fenice lamenta che non può stare a petto nudo a Venezia, ma manco Lady Gaga può farlo. La differenza tra donne e uomini è che le signore in genere vestono più trasgressivo. Le poppe al sole in città però no; una rete da pesca sopra basta e avanza e nessuno ti multa. Il topless ad ogni modo dovrebbe essere permesso alla stregua del petto nudo maschile. In montagna sono rare le signore in topless mentre i signori a petto nudo pullulano. E un topless dove un uomo sta a torso nudo normalmente è ancora considerato un oltraggio al pudore. Questo significa che non c'è stato un vero e proprio sdoganamento del topless. Da qui si intende che il nudo integrale dove si vuole rimane un concetto culturale fantascientifico.
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08/05/2017 23:34
Da qui si intende che il nudo integrale dove si vuole rimane un concetto culturale fantascientifico. Concordo, quasi al 100%, con quanto dici. Voglio aggiungere solo due considerazioni. 1)La società moderna ha un maschilismo di fondo. Io non voglio stare a letto nudo a Venezia, ma se a me mi riprendi e a lei no, qualcosa di sessista lo leggo. E sia chiaro che ho fatto solo un esempio, giusto per non riempire il topic di migliaia di esempi simili. 2) proprio perché, seppur nelle sempre più accettazione del nudo da parte della gente, ancora esistono i benpensanti, gli intolleranti, e a questi mooolto spesso diamo mano forte noi nudisti stessi… mi domando… e mi rispondo… quanto dobbiamo sdoganare il nudo (ovviamente non di tipo anomalo)? Beh alla luce di cui sopra, vedendo appunto quanto han fatto altre minoranze (scusate la ripetizione), molto e sempre di più. Più abituiamo la gente al fatto che vedere un nudo tranquillo non è cosa da ansia e perversione, più credo e son convinto che il traguardo si avvicinerà. Anche se non credo di vederlo nella mia vita. Ancora troppe opposizioni sussistono anche nelle nostre fila, ma se già ottenessimo maggiore tolleranza, perché più abituati a vedere persone nude, almeno nei luoghi più canonici (spiagge, laghi, monti, palestre, saune etc), già sarebbe una conquista.
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09/05/2017 00:39
pan ha scritto: [ Capisco che ad alcuni possa dare piacere e anche qualche brivido naturista. Ma è una provocazione inutile. Una società che permette di camminare nudi dove si vuole non esiste, credo...
Io cammino nudo (anche) in montagna. Non c'è nessuna "ragione" tecnica per farlo, ma mi sento bene, anzi ci sentiamo bene visto che una gita in compagnia è ancora più bella, né cerco "brividi naturisti" (?). Di norma ci spogliamo su percorsi non troppo frequentati e possibilmente ci copriamo in caso di incontri, non per nasconderci ma proprio perché il nostro intento non è provocare. Qualche volta ci è capitato di essere "sorpresi", ma comportandoci con tranquillità e cordialità (il classico scambio di saluti tra camminatori) non abbiamo mai incontrato problemi. Certo, "una società che permette di camminare nudi dove si vuole non esiste", ma si può osare un po', senza forzare le cose, per ottenere qualche evoluzione. Che poi a te risulti ridicolo camminare con scarpe e zaino è un fatto personale, ma qui sì ci sono "ragioni" tecniche. P.S. - Mi piace camminare e non starmene in un boschetto, quindi nudo nascosto in un boschetto proprio non saprei cosa farci.
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09/05/2017 07:40
Ben detto Riccardo, rispondendo a Pan, chi sputa giudizi e sentenze su come fare nudismo è l'alleato preferito di quei tessili bigotti, camminare nudi immersi in scenari bellissimi, oltre che essere appagante e salutare, non è per nulla provocante e osceno, ma tranquillamente naturale, relegati in un fazzoletto di spiaggia per ore per me è mortificante, la cosi detta società civile deve guardare avanti, in determinati contesti un individuo deve essere libero di scegliere come vuole stare
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