a_fenice ha scritto:
Perché non c'è nessunissima differenza tra l'esposrsi nudi in spiaggia o in montagna. Non è la presenza dell'acqua o della sabbia che porta differenza.
Tanto che se controlli i post di Cinelli, o il blog Mondo Nudo, vedrai che le passeggiate nudi in montagna stanno diventando sempre più frequenti, non solo, cominciano a rivestire di effetto sociale.
Mentre il nudo in spiaggia, ovvio si parla di spiagge non autorizzate, sono e rimangono, ahimè per adesso, dei momenti rubati, in montagna sono sempre di più eventi resi pubblici, con la partecipazione di amministratori, giornalisti, associazioni varie di touring, alpinisti e quant'altro.
Vedi, il nostro generale preconcetto, strano a dir il vero, che pur essendo vero tutto ciò che dici, almeno "nell'uso", di fatto noi diventiamo sempre ma sempre i maggiori critici di noi stessi. Siamo troppo abituati a farci i nostri schemi mentali, per cui ognuno di noi, in modo diverso, lecita solo una o due forme di stare nudi, nemmeno di nudismo. Ci facciamo i nostri preconcetti, e immaginiamo che tutto ciò che esula dal nostro contesto, per forza diventa aggressione ai tessili, quindi perversione, quindi stato di condanna nudista.
Se ci rifletti bene, non è così.
Il nudo, al di fuori della doccia, inutile discuterne, è mal visto ancora da coloro che definiamo tessili, ma che vorrei restringere solo a una certa parte di bigotti falsoperbenisti. Quindi, secondo un certo schema mentale, non va mai bene, ne per strada, ne in montagna, ne in museo, ne in terrazza, ……… e non illudiamoci, non va bene nemmeno in spiaggia.
Il nostro agire dovrebbe essere invece: un nudo tal quale, senza altre aggiunte, alla fin fine dovrebbe essere possibile se non ovunque, quasi ovunque.
Non lo è, e ci atteniamo più o meno alle regole, ma non inventiamole. Una spiaggia non giustifica ne nudo ne tette al vento. E se sono ammissibili li, perché no in altri contesti, anche se non tutti.
Ormai sono anni che seguo la nostra storia, evoluzione, giornali. I peggiori nemici del nudo siamo noi stessi.
Parliamo male delle spiaggia, tendiamo a ghettizzare tutto, chiediamo libertà, ma siamo i primi a porre paletti.
Non dico con questo che a tutti debba piacere tutto. So che ognuno di noi ha limiti e visioni diverse del "piacere di stare nudi", ma non per questo mi sento di condannare nessuna forma diversa: se non piace basta non farla. Con ciò, se non piace, non significa che sia migliore o peggiore di altre.
Un esempio extra. Tempo fa hanno aperto un ristorante dove alcune sere si mangia nudi. Qualcuno di noi non mangia se non ha giacca e cravatta, altri mangiano anche con le palle al vento. Dove è il problema? Nessuno obbliga ad andare da nessuna parte. Tra di noi c'è a chi piace l'ostetia, chi il ristorante a 7 stelle, chi mangia un panino con le mani, e chi sbuccia anche la frutta con forchetta e coltello. Perché un sistema deve esse meglio dell'altro? Perché bisogna per forza condannare chi preferisce una caso anziche l'altra?
Ma perché trovare elucubrazioni mentali per cui ciò sia disdicevole? Da donde questi giudizi?
Provate a leggere questo articolo https://emanuelecinelli.wordpress.com/2017/05/06/vestiti-e-bello-nudiemeglio-altre-analisi-delle-recenti-obiezioni/
E altri dello stesso blog, forse chiariranno un po' di idee.
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