Modella in topless, multa da 3.300 euro

Pieros_it 02/09/2026 21:37 4.076 Visite
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Perché non c'è nessunissima differenza tra l'esposrsi nudi in spiaggia o in montagna. Non è la presenza dell'acqua o della sabbia che porta differenza. Tanto che se controlli i post di Cinelli, o il blog Mondo Nudo, vedrai che le passeggiate nudi in montagna stanno diventando sempre più frequenti, non solo, cominciano a rivestire di effetto sociale. Mentre il nudo in spiaggia, ovvio si parla di spiagge non autorizzate, sono e rimangono, ahimè per adesso, dei momenti rubati, in montagna sono sempre di più eventi resi pubblici, con la partecipazione di amministratori, giornalisti, associazioni varie di touring, alpinisti e quant'altro. Vedi, il nostro generale preconcetto, strano a dir il vero, che pur essendo vero tutto ciò che dici, almeno "nell'uso", di fatto noi diventiamo sempre ma sempre i maggiori critici di noi stessi. Siamo troppo abituati a farci i nostri schemi mentali, per cui ognuno di noi, in modo diverso, lecita solo una o due forme di stare nudi, nemmeno di nudismo. Ci facciamo i nostri preconcetti, e immaginiamo che tutto ciò che esula dal nostro contesto, per forza diventa aggressione ai tessili, quindi perversione, quindi stato di condanna nudista. Se ci rifletti bene, non è così. Il nudo, al di fuori della doccia, inutile discuterne, è mal visto ancora da coloro che definiamo tessili, ma che vorrei restringere solo a una certa parte di bigotti falsoperbenisti. Quindi, secondo un certo schema mentale, non va mai bene, ne per strada, ne in montagna, ne in museo, ne in terrazza, ……… e non illudiamoci, non va bene nemmeno in spiaggia. Il nostro agire dovrebbe essere invece: un nudo tal quale, senza altre aggiunte, alla fin fine dovrebbe essere possibile se non ovunque, quasi ovunque. Non lo è, e ci atteniamo più o meno alle regole, ma non inventiamole. Una spiaggia non giustifica ne nudo ne tette al vento. E se sono ammissibili li, perché no in altri contesti, anche se non tutti. Ormai sono anni che seguo la nostra storia, evoluzione, giornali. I peggiori nemici del nudo siamo noi stessi. Parliamo male delle spiaggia, tendiamo a ghettizzare tutto, chiediamo libertà, ma siamo i primi a porre paletti. Non dico con questo che a tutti debba piacere tutto. So che ognuno di noi ha limiti e visioni diverse del "piacere di stare nudi", ma non per questo mi sento di condannare nessuna forma diversa: se non piace basta non farla. Con ciò, se non piace, non significa che sia migliore o peggiore di altre. Un esempio extra. Tempo fa hanno aperto un ristorante dove alcune sere si mangia nudi. Qualcuno di noi non mangia se non ha giacca e cravatta, altri mangiano anche con le palle al vento. Dove è il problema? Nessuno obbliga ad andare da nessuna parte. Tra di noi c'è a chi piace l'ostetia, chi il ristorante a 7 stelle, chi mangia un panino con le mani, e chi sbuccia anche la frutta con forchetta e coltello. Perché un sistema deve esse meglio dell'altro? Perché bisogna per forza condannare chi preferisce una caso anziche l'altra? Ma perché trovare elucubrazioni mentali per cui ciò sia disdicevole? Da donde questi giudizi? Provate a leggere questo articolo https://emanuelecinelli.wordpress.com/2017/05/06/vestiti-e-bello-nudiemeglio-altre-analisi-delle-recenti-obiezioni/ E altri dello stesso blog, forse chiariranno un po' di idee.
Condivido in toto questo intervento.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Ristoranti, piscine, saune, … tutti luoghi dove si sta o si può stare nudi, per mille motivi diversi, e senza che ciò sia legato a naturismo e nudismo. In alcuni di questi sarebbe un obbligo, in altro auspicabile, in altri ancora perché non può essere opzional. Alla fin fine son tutti schemi mentali nati in primis da una paura sessuofobica, come se uno nudo fa più scalpore di una trasparenza o di una veste troppo scollacciata. E la domanda ritorna sempre lì. Perché un nudo in giro fa terrore, mentre un nudo accanto ad una macchina no. Perché uno che ammira un quadro nudo fa terrore, mentre tanti che guardano come trombano sotto le lenzuola al GF no. Perché un maschio con camicia aperta in giro tipo a Venezia fa scandalo, mentre una donna che di coperto ha ben poco no. A casa mia si chiama opportunismo, ipocrisia, falsi problemi, voler apparire bene verso gli altri. Se guardi ogni sera youporn va bene, perché lo fai di nascosto, ma se poi vedi uno nudo in giro chiami i carabinieri. Chi sa rispondere?
Secondo me coloro che realmente si scandalizzano sono ormai una sparuta minoranza. Ma basta un solo "benpensante" a chiamare i carabinieri che si crea lo scandalo. Le forze dell'ordine tendono a tutelare di più i bacchettoni, anche perché il codice prevede ancora reati non ben definiti come "l'atto contrario alla pubblica decenza". Chi stabilisce quale abbigliamento è decente e quale non lo è? In un paese libero, in un luogo pubblico, ognuno dovrebbe potersi vestire come gli pare e non essere giudicato da come si veste. Una persona equilibrata perché mai dovrebbe sentirsi offesa dalla nudità?
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto: Andrò controcorrente ma da veneziano sono assolutamente d'accordo con la giunta. Chi vuole stare nudo o seminudo vada la mare. Venezia non è un villaggio turistico. Magari il torace nudo non è un problema ma bisogna guardare e CAPIRE un insieme di comportamenti che ledono il decoro della città. dal mangiare panini seduti sui monumenti (opere d'arte di valore inestimabile) al prendere il sole sulle panchine al bivaccare sotto ai portici. Noi a Venezia ci viviamo, non ci passiamo una vacanza e via.
Peccato che a Venezia non si può stare nudi neanche al mare!
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01/01/2000 00:00
pan ha scritto:
Quando vedo nudisti camminare sui sentieri che conducono alle spiagge naturiste nel parco del Ticino so per certo che è un azzardo perché su quei sentieri transitano anche altre persone che di "star nude" e "vedere nudo" non gradiscono. Ci sono spiaggette e aree boschive lungo la riva del Ticino dove puoi metterti in libertà; sono spiagge diventate naturiste per tradizione di frequentazione decennale di nudisti; le spiagge e le aree direttamente a fiume, non il sentiero che conduce ad esse.
Quando alla fine degli anni 70 comparvero sulle spiagge i primi seni femminili nudi, moltissime persone la consideravano una cosa "sconveniente" e spesso si finiva per essere denunciati. E' stato grazie al coraggio di tante donne che hanno sfidato la mentalità dell'epoca che ci sono state le sentenze della cassazione che hanno legalizzato il topless. Soltanto chi ha il coraggio di osare può cambiare le cose. Ovviamente gradualmente, con intelligenza, ma bisogna sempre avere il coraggio di forzare le regole. In giugno in tantissime città del mondo (ma non in Italia) si svolge la "World naked bike ride" in cui migliaia di persone (ad esempio nel centro di Londra) pedalano nude senza creare alcun tipo scandalo. In Europa esistono tanti esempi di città in cui si pratica il nudismo nei parchi o spiagge cittadine (Monaco di Baviera, Berlino, Barcellona) e non si scandalizza proprio nessuno (neanche le donne musulmane).
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01/01/2000 00:00
Immagine utente Immagine utente Immagine utente Direi che c'è una grossa differenza tra le prime due e la terza, no? o vogliamo liberalizzare il nudo comunque?
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01/01/2000 00:00
arystarko ha scritto:
Tuttavia mi sembra una sanzione sproporzionata rispetto al "delitto" commesso. Quasi quasi in Italia è più grave stare nudi che evadere le tasse!
In effetti sarebbe spropositata se non fosse che la multa non è solamente per "l'oltraggio" ma per la mancanza di autorizzazioni ecc... Se attraverso col rosso e mi arrestano sembra un tantino eccessivo, ma se l'auto l'avevo rubata......[:D]
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01/01/2000 00:00
Quindi direi che si potrebbe arrivare al punto: Una città d'arte come Venezia o Firenze o Roma antica o Pompei, non al nudo così come no a vestiti assurdi (chessò.....da tirannosauro rex) o strumeti musicali suonati in modo di fastidioso baccano. E già questo è sinonimo di normalità del nudo perchè stiamo parlando non di nudità offensiva per se stessa ma offensiva perchè nel luogo e nel modo sbagliato al pari di vestiti o di canzoni. Quanto ci si diverte con "osteria numero sette...." in birreria? Ma se la intoniamo al funerale della mamma d'un amico? Quindi siam giunti all'ecquazione : nudità = parte dell'essere (verbo). Non male, no?
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01/01/2000 00:00
Assolutamente d'accordo con pan. In pratica, il mio desiderio sarebbe semplice semplice. La giurisprudenza dice che quello che non è vietato è consentito. Basterebbe quindi emanare i divieti. Entrando in spiaggia concessionata a Lignano c'è un cartello col divieto di usare ombrelloni propri, divieto di giocare a pallone, di animali, di vendere tra gli ombrelloni. Più avanti non ci sono cartelli e si va col cane e con il proprio ombrellone. Non è servito autorizzare, semplicemente n vietare. Sul sentiero di montagna non ci posso andare con la moto. Non c'è il cartello ma è nel codice. Sulla strada sterrata che va alla baietta sul mare ci posso andare con la moto, ma non erchè è concesso, solo perchè non è vietato. Oggi c'è troppa confusione sul nudo. Non esise una legge che lo vieti ma si utilizzano leggi a cui lo si collega, tipo gli atti contrari o osceni, erroneamente. E' qui che ci si deve battere, non su una legge che lo consenta. Non si può consentire una cosa che non è vietata.
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01/01/2000 00:00
Questo è il caso di dire che ogni luogo ha bisogno del suo comportamento consono. Anche io ho l'impressione che la sanzione sia stata fatta per fare cassa. Vivere a Venezia non e facile, ma il turismo è un capitolo importante per le finanze della città.
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01/01/2000 00:00
Beh, avrei potuto nominare Canicattì, Poggibonsi o rocca pipirozzi, ma magari gli abitanti se ne potevano avere a male. Per l'altra cosetta, io sono disponibile, sono gli episodi che mancano.
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01/01/2000 00:00
Beh, no.... sei discriminatorio. Una città d'arte merita un "decoro" che una qualunque cittadina sperduta non merita? Il "decoro" è per la città o per i suoi abitanti? E quelli di "Vergate sul Membro" non hanno pari diritti dei veneziani?
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01/01/2000 00:00
Conte, oggi la situazione è esattamente così come dici tu. Ciò che non è espressamente vietato, è ammesso. Per il nudo, esso non è esplicitamente vietato. E allora, perché non è implicitamente consentito? Perché ogni luogo/situazione/contesto ha una sua liceità. Ed è qui che è intervenuto il legislatore con gli atti contrari / osceni. Se una cosa, in quel contesto, in quel luogo, non è lecita, va punita. Non è detto che la stessa cosa in un altro posto/contesto, non sia lecita. Se non cambia il modo di vedere le cose nelle persone, la legge non può far altro che "assecondare" questa situazione.
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01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto: Noi dobbiamo cercare , ancora credo per un paio di generazioni almeno, d'essere accettati e quindi avere spazi ed occasioni.
...mhm...mi sa che non ce la faccio ad aspettare due o tre generazioni ...e non mi fido dell'ibernazione
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01/01/2000 00:00
pan ha scritto: [ Capisco che ad alcuni possa dare piacere e anche qualche brivido naturista. Ma è una provocazione inutile. Una società che permette di camminare nudi dove si vuole non esiste, credo...
Io cammino nudo (anche) in montagna. Non c'è nessuna "ragione" tecnica per farlo, ma mi sento bene, anzi ci sentiamo bene visto che una gita in compagnia è ancora più bella, né cerco "brividi naturisti" (?). Di norma ci spogliamo su percorsi non troppo frequentati e possibilmente ci copriamo in caso di incontri, non per nasconderci ma proprio perché il nostro intento non è provocare. Qualche volta ci è capitato di essere "sorpresi", ma comportandoci con tranquillità e cordialità (il classico scambio di saluti tra camminatori) non abbiamo mai incontrato problemi. Certo, "una società che permette di camminare nudi dove si vuole non esiste", ma si può osare un po', senza forzare le cose, per ottenere qualche evoluzione. Che poi a te risulti ridicolo camminare con scarpe e zaino è un fatto personale, ma qui sì ci sono "ragioni" tecniche. P.S. - Mi piace camminare e non starmene in un boschetto, quindi nudo nascosto in un boschetto proprio non saprei cosa farci.
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01/01/2000 00:00
Non si tratta di convenzioni dai. Il Davide me lo vado ad ammirare, del sirenetto appeso alla ciambrana, non me ne può fregar di meno. Se lo vedo in spiaggia nudista, riconosco che abbia un bel fisico; ma se lo vedessi girare per Firenze o un'altra città non lo capirei.
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