Modella in topless, multa da 3.300 euro

Pieros_it 02/09/2026 21:37 4.075 Visite
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
dingopino ha scritto:
Ma e strano che anche noi nudisti condanniamo piu il nudo a 3000 metri che il messagiio scritto al telefonino in autostrada tutto vietato dalla legge ( anche il olo rispondere al telefono alla guida) ma caminando nudo in montagna non rischio di ammazzare nessuno ma la multa e piu salata che usare il telefono a 130km/h siamo in un paese molto strano
Su questo hai ragione; ma secondo me c'è un fraintendimento. Non c'è alcuna "condanna" da parte mia. Io muovo una critica per capire quali siano le tecniche da adottare per ottenere un cambiamento reale, e il più rapidamente possibile appunto! Posto che "girare nudi" per ogni dove sia fantascienza (e c'è da vedere poi chi lo farebbe veramente) occorre lavorare e battersi per ottenere cose fattibili e auspicabili. Dopo lo scandalo dei topless, in Argentina qualcuno ha detto che la loro legge è "obsoleta". Dunque là ha senso "provocare" lo scandalo dei perbenisti per ottenere delle concessioni, ovvero un'evoluzione dei costumi sociali. Anche noi italiani abbiamo "obsolescenze legislative" (pardon) in ambito di libertà dell'esposizione del nudo. Ma non si può partire dal topless in Piazza San Marco a Venezia o in Via della Spiga a Milano. Quella è pura e sterile provocazione erotica. Peraltro il topless in Italia è ritenuto lecito, e spesso a fatica, solo nelle spiagge di mare. Al lago rischi già le lamentele di alcuni. Una singola donna in topless attira sguardi di tutti, come se ancora fossimo alla metà del secolo scorso. Io vorrei poter stare nudo sulle spiagge dei fiumi e dei laghi di piemonte e lombardia, quelle spiagge isolate che per tradizione sono conosciute come spiagge nudiste. Anche in mezza montagna, su alcuni prati e collinette, è molto bello starsene nudi a prendere il sole. Ma pare che la forestale sia stata attivata per controlli e sanzioni. Ecco, in questi luoghi mi sta bene la provocazione e la lotta. Non sono luoghi di esposizione pubblica (un sentiero invece lo è), sono luoghi liberi in cui una persona dovrebbe avere il diritto di potersi mettere nudo; chi ti vede e non gradisce dovrebbe essere invitato a cambiare direzione, non il contrario. E qui si apre una problematica colossale: si punisce il nudo sulla base di uno stereotipo ideologico, psicologico e culturale, che ritiene comunque sempre nel torto colui che sta nudo in un'area naturalistica appartata, scelta con perizia, frequentata da anni dai nudisti, etc... Sì è nel torto peché si dice che chiunque possa arrivarci e vedere chi c'è in loco. Questa è paranoia legislativa. Queste sono demenze dei legislatori la cui origine è nella cultura sessuofoba e cattolica che ritiene nudo e sesso i due peggiori mali da contenere per il benessere del cittadino. Così si spiegano le multe iperboliche che sono anticostituzionali. Se il nudista tipo però pretende troppo e in maniera talvolta assurda (e per me pretendere di camminare nudo sull'alta via delle cinque terre è qualcosa di assurdo) otterremo solo giri di vite legislativi. meglio di così non so spiegarla. cmq auguri [:)]
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
In contesti urbanizzati ci sono regole sulla nudità. La regola è che non è permessa. Ma puoi vestire con pochi cm di stoffa e nessun vigile ti multerà perché in trasparenza si vede una tettina o sotto i panta aderenti un bel fallo... Qualcuno si ricorda gli anni settanta, o siete tutti ragazzini? [help formattazione messaggi, l'a capo automatico che fine ha fatto!?]
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
"Perché non c'è nessunissima differenza tra l'esposrsi nudi in spiaggia o in montagna" Ovvio che no. Ma io mica ho parlato "genericamente" di esporsi nudi in montagna. L'ho anche specificato: parlo di camminare nudi sui sentieri, per me non ha senso (ma questo è soggettivo); questa attività nudista però presenta delle problematiche perché, in sostanza, è come camminare nudi ovunque. Se poi crei eventi è un altro discorso. Mare, lago, fiume, colline e montagne, ok; ho passato ore di relax nudo in questi contesti; ma i sentieri, ovunque siano, sono vie di comunicazione che possono essere equiparate alle vie di una città e, appunto, a Piazza San Marco a Venezia, da dove siamo partiti con questa discussione. Se quel topless fosse stato su una via di montagna non credo avrebbe destato scalpore... ok? Parto da questo presupposto logico per arrivare al punto nodale delle questioni naturiste/nudiste: Quanto dobbiamo lottare, provocare e pretendere in spazi naturisti per promuovere un cambiamento della società? Quando vedo nudisti camminare sui sentieri che conducono alle spiagge naturiste nel parco del Ticino so per certo che è un azzardo perché su quei sentieri transitano anche altre persone che di "star nude" e "vedere nudo" non gradiscono. Ci sono spiaggette e aree boschive lungo la riva del Ticino dove puoi metterti in libertà; sono spiagge diventate naturiste per tradizione di frequentazione decennale di nudisti; le spiagge e le aree direttamente a fiume, non il sentiero che conduce ad esse. Sappiamo che povocare con eccessi porta conseguenze disastrose. E questo è il punto. La reprimenda che scatta sulla base di una denuncia per nudità non gradita in ambiente naturista o pseudo-naturista colpisce tutti i nudisti in loco.
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01/01/2000 00:00
«esistono questioni più urgenti da affrontare, anche se è necessario più rispetto».
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: Vero che c'è nudo e nudo, vero che ci son luoghi dove questo perlomeno appare inidoneo, ma vedrei molto volentieri amministratori e legislatori concentrati verso tanti aspetti dell'umanità (es la povertà sociale) che non verso un nudo.
Ma il nudo è il tema del forum. E il nudista integralista vuole stare nudo in una società che si è formata strutturalmente a misura di un cittadino che porta degli abiti per coprirsi. Ciò crea qualche problema di logica comportamentale. E' questa cosa che si dovrebbe discutere. Il nudo in contesto "non idoneo", dunque il nudo nelle nostre società urbanizzate, rimane una trasgressione per esemplificare una qualche forma di protesta, per esibire, artisticamente o meno, il proprio corpo, la propria sensualità ed anche sessualità. Tette al vento su un redcarpet o ad una sfilata di moda o in una discoteca sono esibizione e trasgressione; in questi contesti la componente sex è altissima. E in questi contesti il topless viene tollerato. Le tette al vento a un concerto rock nel 1969 erano una istanza femminista e al contempo rivoluzione dei costumi sessuali. Oggi sono provocazioni tardive di una società che dovrebbe essere più evoluta e più risolta. Stesso discorso per le sexy-pubblicità (cartellonistica), o per gli improvvisati set fotografici erotici diffusi ormai ovunque... Evidentemente è una società sessuofoba, la nostra, che sfoga in qualche maniera un desiderio represso di eros sessualizzando ogni cosa. In Italia il topless è legittimato "per legge" solo in spiaggia. Mentre il nudo integrale naturista ha la sua idoneità in ambiente naturista. Non ha logica pretendere di legittimare il topless per le vie di una città, ammenoché non ci sia un radicale cambio di cultura e costume (fantascienza); ancora meno logica ha pretendere del nudo naturista in un locale pubblico sito in un tradizionale contesto urbano. Ecco perché iniziative come "gelateria nudista" suscitano poi il pubblico ludibrio.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: Personalmente non mi attira girare nudo per i monti ma ho molti amici che stimo e che lo fanno (i Mozartiano, Cinelli) e sulle cui serietà potrei mettere la mano sul fuoco.
La questione non era sulla serietà o interesse naturista della pratica (verso la quale non ho nulla in contrario sul piano ideologico); la questione era su quanto ci si debba battere per ottenere questa libertà, e se la si possa veramente ottenere in una società dove passeggiare per strada, ovunque sia questa strada, mulattiera o sentiero (vie di comunicazione) è proibito dalla legge, perché la legge non ci permette di "girare nudi" fuori dalle aree private (giardino), private naturiste (strutture/club), naturiste autorizzate (le poche spiagge), naturiste acquisite per frequentazione decennale (un fottio di spiagge, prati e colline dal livello del mare ai 3000metri). Siamo in un paese che non permette il nudismo. Ma noi lo pratichiamo comunque. Le tette nude a Venezia come a Milano sono considerate una violazione dei codici di comportameto civile; dunque camminare nudi su un sentiero è una questione terribilmente complicata da attuare, vivere e proporre. E' comunque una violazione della legge. Che poi si possano organizzare eventi co ntanto di autorizzazioni a me sta benissimo. Ma credo che se uno prende a girare nudo in Val d'Ossola (dalle mie parti) la Forestale lo individua e gli toglie anche la pelle.
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01/01/2000 00:00
dingopino ha scritto:
Una piccola aggiunta, leggo sempre piu spesso raggioni come caldo sudore e fregamento dei vestiti per giustificare piu e meno il camino nudo Per me e semplicemente bello i liberante allora non serve un caldo torrido ma basta un po di sole
Non sono "ragioni" ma ipotesi che alcuni formulano per spiegarsi quale necessità ci sia di camminare nudo su un sentiero di montagna che porta al laghetto nel boschetto dove potrai anche metterti nudo e nessuno verrà a ficcare il naso... almeno si spera...[:D] Capisco che ad alcuni possa dare piacere e anche qualche brivido naturista. Ma è una provocazione inutile. Una società che permette di camminare nudi dove si vuole non esiste, credo...
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01/01/2000 00:00
Ho perso un po' il filo del discorso e della relativa discussione. Sulla questione abbigliamento mi pare ci sia la totale libertà, o no? Fenice lamenta che non può stare a petto nudo a Venezia, ma manco Lady Gaga può farlo. La differenza tra donne e uomini è che le signore in genere vestono più trasgressivo. Le poppe al sole in città però no; una rete da pesca sopra basta e avanza e nessuno ti multa. Il topless ad ogni modo dovrebbe essere permesso alla stregua del petto nudo maschile. In montagna sono rare le signore in topless mentre i signori a petto nudo pullulano. E un topless dove un uomo sta a torso nudo normalmente è ancora considerato un oltraggio al pudore. Questo significa che non c'è stato un vero e proprio sdoganamento del topless. Da qui si intende che il nudo integrale dove si vuole rimane un concetto culturale fantascientifico.
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01/01/2000 00:00
Nessuno qui ha sputato giudizi e sentenze. Quindi rispetto per le idee espresse altrimenti siamo già intolleranti a parole, figuriamoci poi quando si esce allo scoperto. Si tenta di ragionare. Quanto al bigottismo dei "tessili" io ho dubbi che in ambito "nudista" siano poi tutti così aperti e immuni dalle influenze nefaste della cultura cattolica e puritana che ammorba questo paese da secoli. Ad esempio esiste un maschilismo di fondo anche in ambito nudista e che è un controsenso dato che il naturismo parte da principi di totale uguaglianza tra i sessi. Per questo forse essere naturisti comporta una presa di coscienza maggiore che semplicemente levarsi i vestiti per stare all'aria e al sole. E non solo l'Italia; basti pensare al recente scandalo di tre paia di tette su una spiaggia argentina... E non entro nel merito delle culture sessiste d'oltre mare perché altrimenti ci infiliamo nel proverbiale ginepraio...
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01/01/2000 00:00
un altro topic sulle intolleranze, nudiste o meno che siano. Lasciamo da parte quanto nudismo sia tollerabile o meno, altrimenti allarghamo come al solito fino alle spiagge, fino al nudismo a zolle e cosi via. Atteniamoci a pochi fatti. Venezia ha fame, da sempre, di soldi. Si sa. Con mille scuse niente battelli, ma una infinità di abusivi. Parcheggiare al Tronchetto ci vuole un mutuo. Mangiare a panini? Non se ne parla, non li compri a Venezia, e vietare un panino significa obbligare ad andare nei locali. Quanto ai toraci nudi, torna la storia delle tre foto postate da Conte. Quale è la più passabile? Nessuna in assoluto. L'imbecille barbone che si lava nella fontana, il bullo che fa il figo seminudo, ma anche la bellona nuda che fa lap dence, nessuna è ammissibile. Che però, uno che sta con la camicia aperta viene multato, mentre se gira la bellona che di celato ha solo i buchi, nessuno le fa nulla, anzi apprezza, le dice luga sui due pesi e due misure applicate via via. Da tenere alla pulizia della città, da tenere regole per certi dressed, si passa all'ipocrisia più profonda quando a girare e a fare sono ben altre "curve". MI fa pensare la battuta di aristarko (con la "r" [:)] ), mi piacerebbe vedere se agli evasori di scontrino, senza andare molto più in altro, fanno le stesse multe della tettona.....
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01/01/2000 00:00
Purtroppo concordo con Conte. Per quanto ambirei a meno formalismi del tutto esteriori, questo è il mondo in cui viviamo, e le regole, ahimè, che ci sono. Leggo: Decoro 1. dignità nell’aspetto, nel comportamento, nei modi in relazione alle norme che regolano, o che si ritiene che regolino, le relazioni sociali: vivere, vestire con decoro 2. il sentimento della dignità: un trattamento che offende il nostro decoro Dignità 1. Rispetto che l'uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di sé stesso e tradurre in un comportamento e in un contegno adeguati. Wikipedia Con il termine dignità, ci si riferisce al valore intrinseco dell'esistenza umana che ogni uomo, in quanto persona, è consapevole di rappresentare nei propri principi morali, nella necessità di liberamente mantenerli per sé stesso e per gli altri e di tutelarli nei confronti di chi non li rispetta. Dignità e umanità sono quindi termini sovrapponibili collegate alla libertà dell'individuo di potersi esprimere senza vincoli di sorta. « L’unico e sufficiente titolo necessario per il riconoscimento della dignità di un individuo è la sua partecipazione alla comune umanità.[1] » La dignità è quindi un concetto che rinvia all'idea che «quelque chose est dû à l'être humain du fait qu'il est humain» (essa sia qualcosa che è dovuta all'essere umano per il semplice fatto che egli è umano) [2]. Tutti gli uomini, senza distinzioni di età, stato di salute, sesso, razza, religione, grado d'istruzione, nazionalità, cultura, impiego, opinione politica o condizione sociale meritano un rispetto incondizionato, sul quale nessuna "ragion di Stato", nessun "interesse superiore", la "Razza", o la "Società", può imporsi. Decoro= espressione di dignità. Dignità= rispetto dell'identità e dell'umanità individuale. Dunque alla fine un bel vestito è decoroso verso gli altri, verso chi guarda, ma non tiene conto della dignità. Porte rispetto alla dignità, riguarda moralità e scelte. Moralità; beh ogni società ha le sue, ma sicuramente non riguarda il libertinaggio pubblico ove non previsto. Ma comprende anche le regole del vivere civile, quindi rispetto delle leggi, pagare le tasse, non approfittarsi degli altri. E qui ci sarebbe da dirne a milioni di esempi in cui la "moralità" va a farsi benedire e riguardi solo i propri di interessi. Umanità individuale. E qui ci casca un mucchio di roba. Ti rispetto anche se non hai un Armani addosso, ma pure se sei nudo. Ti rispetto se sei ateo, cristiano, musulmano. Ti rispetto se sei ricco o povero. Ti rispetto se sei etero o gay. Ti rispetto se sei bianco, ma anche se sei nero. Ora, pur rispettando le norme non scritte del consorzio cosiddetto civile, leggendo quanto sopra, mi concentrerei molto di più su aspetti "decisosi" da tenere verso l'umanità in genere, piuttosto che verso un nudo. Vero che c'è nudo e nudo, vero che ci son luoghi dove questo perlomeno appare inidoneo, ma vedrei molto volentieri amministratori e legislatori concentrati verso tanti aspetti dell'umanità (es la povertà sociale) che non verso un nudo. Ok ok, intanto accontentiamoci che a guardare un monumento sia un corpo ben vestito, piuttosto che lo stesso copro, ma con del cotone o lana ben colorato sopra, ma se la stessa richiesta di decoro, la stessa intensità di azione fosse posta verso le ingiustizie sociali che annichiliscono l'uomo, sarei più bendisposto a rinunciare a qualcosa, ma come facente parte di un programma molto più ampio. Invece vedere i carabinieri impiegati a far la caccia ai volatili nudi, invece che alle gazze ladre in città, mi fa rodere tanto le @@
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01/01/2000 00:00
Ristoranti, piscine, saune, … tutti luoghi dove si sta o si può stare nudi, per mille motivi diversi, e senza che ciò sia legato a naturismo e nudismo. In alcuni di questi sarebbe un obbligo, in altro auspicabile, in altri ancora perché non può essere opzional. Alla fin fine son tutti schemi mentali nati in primis da una paura sessuofobica, come se uno nudo fa più scalpore di una trasparenza o di una veste troppo scollacciata. E la domanda ritorna sempre lì. Perché un nudo in giro fa terrore, mentre un nudo accanto ad una macchina no. Perché uno che ammira un quadro nudo fa terrore, mentre tanti che guardano come trombano sotto le lenzuola al GF no. Perché un maschio con camicia aperta in giro tipo a Venezia fa scandalo, mentre una donna che di coperto ha ben poco no. A casa mia si chiama opportunismo, ipocrisia, falsi problemi, voler apparire bene verso gli altri. Se guardi ogni sera youporn va bene, perché lo fai di nascosto, ma se poi vedi uno nudo in giro chiami i carabinieri. Chi sa rispondere?
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
a_fenice ha scritto:
ma perchè, Firenze è da meno di Venezia? E allora ricopriamo di nuovo le putenda del Davide.... di marmo o di ciccia un uccello è sempre un uccello...... E poi ci meravigliamo che quando venne quel talebano da Renzi, vennero celate le statue nude?
Eddai, arrampicarsi sui vetri non è da te. Non puoi associare l'arte col nudismo tout court. Immagina che po' po' di arte sarebbe siman nudo in Piazza della Signoria! Al massimo potrebbe servire a far passare il singhiozzo a qualcuno che ne è temporaneamente affetto. [;)]
ancora convenzioni.... Se è di marmo, allora non è porno.... ma se invece di siman...o di me... fosse questo...andrebbe bene? Non è un'opera d'arte? Immagine utente Comunque rimane il fatto, che invece questa https://it.sports.yahoo.com/foto/belen-ci-ricasca-la-foto-slideshow-wp-102110423/ va benissimo, su ogni titolo internet, telegiornale etc....
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01/01/2000 00:00
Credo sia assodato che le tette nude per fare foto a Venezia sia stato quanto meno inopportuno. Se poi sia corretta la multa di 3000€ sarà chi di dovere che contesterà. Di fatto il problema vero di cui stiamo discutendo è se è giusto cominciare a pretendere, forzare la mano, stare ancora più zitti o quant'altro. Il fatto però che è stato aperto un doppio topic sullo stesso taglio, smezza e duplica le questioni in discussione. Quindi direi che chiudiamo questo è continuiamo nell'altro.
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01/01/2000 00:00
E comunque e a prescindere non stiamo parlando di naturismo, che è una cosa tutta particolare. Se vogliamo non stiamo parlando nemmeno di nudismo, perché una che va in giro a tette nude per Venezia non è nulla, è solo nuda. Dunque nudi perché liberi da orpelli nati per il freddo, poi usati per vergogna, e oggi usati per salire la scala sociale, distinguersi, acchiappare sesso. Il rispetto e il decoro non c'entra nulla, la natura ancor meno. Se io rispetto il mio vicino, non voglio farlo mascherandomi da qualcosa, vorrei farlo nella mia vera realtà, di corpo e di testa. Se dico bugie, ma pure se mi metto in giacca e cravatta, non sono io, sono un altro, quindi sono un falso. Falso agghindato a modo per l'occasione. Come tanti nostri grandi benvestiti ma che ci derubano senza nemmeno porsi problemi. Poi così è la società e mi maschero, da ciò che "tu" (società) vuoi, ma il mio io è un'altra cosa
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