Io sono un credente, e come tale conosco il significato è il valore di certi simboli. Confesso mi piacerebbe vederli ovunque, ma la religione è un fatto privato, che coinvolge gli altri solo quando la metti in pratica, qualunque essa sia.
Per questo accetto che nel laicismo dello stato ci sia posto per tutti, è che le varie manifestazioni siano relegare a luoghi e occasioni. Dunque casa propria, chiesa, moschea, processione, ma non che siano imposte come nel medioevo.
Questo però deve valere per ogni cosa.
Se io devo togliere il crocefisso dai luoghi pubblici, e mi sta bene, altrettanto un musulmano, così come una sentinella in piedi, o seduta che sia, un mentechiusa non può rompere i cocomeri se uno è nudo, è gay o quant'altro. Il rispetto è fatto di tolleranza verso tutti, purché onesti, e non rimpicoglioni.
Ma nel "verso tutti" ci sono anch'io, non può valere a senso unico.
Il razzismo. È una brutta bestia, a cui cediamo anche troppo facilmente. Pensiamo ai nonni emigrati in America, che han portato più mafia che forza lavoro: che avrebbero dovuto farci gli americani. Affondarci le barche, metterci al rogo appena arrivati?
Non si pure fare di tutta l'erba un fascio. È troppo semplice fare Stalin e hitler. Farà fatica, ma bisogna chiedere ai politici che ci sia parità per tutti: se trovi i soldi per gli stranieri, fa che siano parimenti aiutati i nostri poveri. Non che vengano sorpassati o abbandonati in favore degli altri.
Se uno straniero lavora con onestà e non pretende e non rompe i cocomeri, che abbia il rispetto.
Se è disonesto, se pretende e basta, se addirittura arriva a minare contro di te… altro che foglio di via che nessuno rispetta: al muro, e dieci mitra davanti. E con lui Riina e tutti i pari suoi. Gli uni non sono meglio degli altri. Malato una cippa: al rogo!
Ma non massimizziamo, mai: faremo il gioco dei terroristi