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a_fenice ha scritto:
Odiamo molte cose che succedono in Italia, non per questo ci trasferiamo all'estero.
Il problema, alla fin fine, non è del gestore, o lo è relativamente, dato che in fondo guarda alla sua saccoccia.
Il problema è tengente, in cui il tassello più grande è dargli una targa di cui non rispetta i canoni, e chi dovrebbe controllare tali cose se ne frega.
Tolto questo, possiamo strillare per il ragionamento assurdo dal nostro punto di vista, ma lecito dal suo.
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O.T.
NO!
Spiacente ma pur fatto salvo il guardare la propria saccoccia, non è affatto lecito.
Giusto che un gestore decida la propria politica "clienti", ma se questa è contraria a eventuali accordi pubblicitari e collaborativi con altre istituzioni, deve seguire le regole (regolamenti per la precisione).
Troppo facile voler fare ciò che è più redditizio e al tempo stesso usufruire di accordi pubblicitari che non prevedono (o vietano!) comportamenti diversi.
Sennò il proverbio "non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca" cosa l'hanno inventato a fare? [;)]
Qui siamo di fronte a uno di due reati commerciali/ideologici:
o del campeggio oppure di FENAIT.
Un singolo associato a tale federazione o associazione ad essa collegata, potrebbe adire a vie legali chiedendo un (congruo) risarcimento per non rispetto del codice etico.
Sono convinto che il primo singolo non ammesso, con regolamento FENAIT in mano, che si dovesse recare presso un'associazione per i diritti del consumatore (CODACONS, ADUSBEF o similari) o direttamente alle Istituzioni di sorveglianza (Comune, CC, Polizia, Guardia di Finanza, Procura) o a un legale...ci saranno persone con un po' di insonnia... [8D]