di Francesca Cilento
La sessuofobia è catalogata come un disturbo di natura psichica caratterizzato dall’avversione nei confronti della sfera sessuale.
Non si tratta solo di rifiutarsi di avere dei rapporti, ma di rifuggire molti aspetti della sessualità.
Come ogni altra fobia la sessuofobia si caratterizza per alcuni aspetti specifici:
> Una risposta emotiva negativa eccessiva ed incontrollata verso la fonte della fobia stessa,
> Pensieri incontrollati che fomentano la paura sia alla vista dello stimolo, sia solo in caso ricordi
> Comportamenti di rifiuto e di evitamento di tutti i luoghi o persone o situazioni che hanno a che fare con la fonte della fobia.
Come definire la sessuofobia
La fobia sessuale o sessuofobia è catalogata nel DSM-IV tra i disturbi del desiderio; più nello specifico è chiamata Disturbo da avversione sessuale.
I sintomi, precedentemente descritti in modo trasversale per le varie fobia, in questa sede vertono sul rifiuto del desiderio sessuale, delle attività erotiche. La paura provata non viene affrontata, ma generalmente la persona preferisce gestire la situazione tramite allontanamento.
C’è da dire che in alcuni casi la strategia, almeno in apparenza, sembra funzionale, in quanto il disturbo può coinvolgere ogni aspetto della sessualità (desiderio, attività, partners, ecc.), solo alcuni o addirittura concentrarsi su un singolo elemento.
Scopri di più sulle fobie sessuali
Come si scatena la sessuofobia
Come per ogni altra forma, la sessuofobia può avere un inizio dai “toni bassi” per poi andare in crescendo in un circolo vizioso.
Le conseguenze della fobia possono intaccare la vita familiare, relazionale e lavorativa; i soggetti non riescono a costruire delle relazioni solide e spesso con il tempo lo stesso rapporto con l’altro sesso viene compromesso allargando le conseguenze del disturbo oltre la sfera meramente sessuale.
Chi soffre di questo disturbo tendenzialmente associa alla sessualità un senso di riprovevole disgusto; non è detto che non riesca ad avere rapporti, ma sicuramente non riuscirà a goderne interamente. Alla base della sessuofobia ci sono spessi traumi infantili legati ad abusi, ma è possibile che influiscano anche aspettative irrealistiche o sensi di colpa associati ad una visione negativa del sessualità che può esser trasmessa attraverso l’educazione.
I nudisti sono un “movimento/filosofia/modo di vivere” che raggruppa tante tipologie di persone. Due cose principalmente legano queste persone: nudità comune e sessualità.
La prima è ovvia, non saremmo nudisti.
La seconda prende una miriade di aspetti diversi.
Chi ama star nudo per motivi sessuali, e chi no, e non sopporta espressioni sessuali pubbliche, definiamole genericamente “ esplicate in ambiti non dedicati e ancor più in presenza di minori”.
La mia riflessione verte su questo secondo aspetto.
Cosa definiamo come sesso pubblico, o sesso in genere.
Chi relega questo termine alle sole attività puramente destinate al coito o attività correlate, chi lo estende all’espressione di sentimenti e affetti (baci carezze), chi arriva a definite come sesso anche il solo toccare, esempio durante un massaggio, zone stranamente definite come sessuali (glutei, basso addome, coscia alta, seni).
In una moltitudine di centri “benessere” vengono propinate mutandine monouso, raramente perizomi, ancor più di rado è ammessa la nudità del cliente.
Ma nudo o vestito è difficilissimo che le parti pensate sopra vengano anche solo sfiorate per paura di…provarci, suscitare reazioni etc.
La stessa cosa succede nei luoghi nudisti. Tutti nudi, ma guai a vedere qualsiasi gesto che riguardi le suddette zone. Gesti, badiamo bene, che in spiaggia tessile sono in pratica la norma. Ma siccome siamo nudi, assumono subito una valenza sessuale.
L’evitare ogni forma di comunicazione corporea riguardante le suddette zone non viene fatto solo “per evitare rogne”, “per non dare cattive impressioni”, ma sembra quasi come se si toccasse un ferro rovente.
Questo genera reazioni incontrollate in chi assiste dal vivo, in chi legge sui forum, in chi esprime idee e opinioni in merito.
Falso perbenismo? Sessuofobia dilagante? Che altro? Come la vedete voi?