Mi è stato chiesto di specificare a che serve la mascherina… ho messo apposta quella tabella che ho trovato e che spiega bene come stanno le cose.
Quando effettivamente serve: quando stiamo assieme ad altre persone, che sia negozio che sia per strada, che siano operai o altro che viene casualmente in casa. quando non c’è nessuno non Serve ne a chi la porta ne a … chi non c’è, ovviamente.
Tutte le mascherine con la valvola non dovrebbero essere usate in assoluto, puoi farci i lavori polverosi in casa, ma sono l’esempio di non rispetto assoluto degli altri e di portarla senza che serva da filtro alla tua eventuale contaminazione.
L’ampio dubbio che sento è se usare le virali o la comune chirurgica. La differenza è lapalissiana.
Con la chirurgica eviti soltanto e parzialmente di diffondere agli altri la tua malattia, e si chiama rispetto per gli altri.
La virale protegge meglio sia te (che respiri filtrato) che gli altri (che non ricevono le tue emissioni.)
Normale che con la prima si respira meglio e si sopporta di più il portarla a lungo, ma direi che se siete per strada va bene un po’ tutto, ma se andate in luoghi di probabile affollamento (chiusi) la virale sia d’obbligo.
Di sicuro nessuno ha imparato che la mascherina, qualunque Essa sia, ha dei limiti importanti.
Primo: dopo qualche ora, e al di là di mille indicazioni che si trovano in giro, il tempo limite standard d’uso continuativo son quattro ore, si inumidisce, diminuendo così l’effetto filtrante. Inoltre l’umidità porta muffe lieviti e patogeni della categoria. Quindi andrebbe sostituite, lavate e disinfettate se possibile, sia anche con del semplice alcol di titolo superiore al 65%, oppure passandole col ferro da stiro bollente, ma bollente davvero, area vapore per intenderci.
Oggi si trovano facilmente a pacchi da 10, o da 5, non ci vuol molto a cambiarle e lavarle.
Inoltre: non andrebbero mai toccate davanti, bisognerebbe rimuoverle sempre dagli elastici, e riporle in sacchetto di plastica. Riusarle? Si se non siamo stati a contatto con situazioni a rischio (troppo affollamento, qualcuno che starnutiva, tossiva, strillava vicino a noi), diversamente averne dietro una di scorta, e quella lasciarla per essere lavata.
Di assurdo c’è che molti la usano a sfinimento fino a che non si rompe, si vendono in giro mascherine nere da quanto vengono usate: queste son più patogene del virus per chi le porta. Non facciamo i pidocchiosi, anche perché basta davvero lavarle e sterilizzarle.
Capitolo a parte: mascherine trasparenti. Quelle specie di cupole di plastica che vengono poste davanti a naso e bocca. Protezione verso gli altri relativa: posso vederle bene nei gestori di un negozio, dato che non “sputacchiano” addosso a merci e clienti, ma assolutamente no da portare in giro. Evitano soltanto lo spruzzo diretto addosso agli altri, facendo passare tutta l’aria dai bordi. Un po’ come quando dicevano di mettere sotto la stoffa della carta da forno. La maschera non deve essere impermeabile, deve filtrare e trattenere. Chiaramente è a protezione zero per chi la indossa.
Mascherine di prima generazione, distribuite nei primi tempi covid, per itendersi quella fatte di semplice stoffa, tipo di camicie.
Parliamoci chiaro, servivano soltanto per togliere terrore e far cominciare ad indossarle. Non servono assolutamente a nulla, zero spaccato. Il massimo che possono fare, ma molto molto male, è trattenere un tot di saliva (o droplets) durante uno starnuto casuale o colpo di tosse, poi zero. Mentre le semplici chirurgiche son composte di materiali assorbenti e filtranti appositi (e già nell’ambiente si dice che ci può passare attraverso un autotreno) figuriamoci con un pezzo di stoffa qualsiasi. Era il minimo giustificabile in ambito di emergenza o scarsità, ma oggi come oggi sono da buttare decisamente.
Discorso diverso per quelle, sempre di stoffa, ma che vengono vendute oggi, colorate, stampate, arricchite… di norma hanno sistemi diversi di filtraggio, tipo triplo strato di Carboni attivi etc. Controllate che non siano di solo stoffa, e quali sono le regole di manutenzione, e quando è ora… si buttano. Non fate che siccome le avete prese da Gucci e le avete pagate una cifra, siano chissà cosa. Sono già limitate di suo, con l’uso poi diventano solo un impiccio per la respirazione e non servono più a nulla. Quindi rispettate le indicazioni di lavaggio, manutenzione e durata.
Ma su tutto ricordiamoci che non c’è miglior difesa di stare distanti dagli altri, stare in ambienti con ricambio d’aria, e se si toccano cose che toccano tutti, tipo carrelli spesa etc, lavare o disinfettare le mani. La mascherina serve molto a chi la vende, serve molto a tamponare paure, ma all’atto pratico serve a ben poco. Definiamola come la precauzione minima da adottare per gli imprevisti di ogni genere, ma non pensiamo che sia una tuta spaziale o virologica, sarebbe solo portarci in giro da soli. Consideriamola piuttosto come forma di rispetto per gli altri e per se stessi, perché vero che ci sono tantissimi asintomatici, in cui il virus passa e quasi non sappiamo di averlo, ma può anche uccidere, seppur non direttamente. Pensiamo ai nostri vecchietti, a mamme e papà, ai nonni, ai malati che frequentiamo o che frequentano gli altri… e anche a me che ormai son entrato nel novero di quelli malmessi.
Ma siamo anche sufficientemente svegli da cambiarle quando richiesto o necessario.
Penso di aver detto tutto, semmai chiedete