I problemi di una ripresa dei contagi, che era tranquillamente già prevista, sono tanti, tantissimi, più di quello che pensiamo
Ne ho parlato via via, ma facciamo un piccolo replay.
Saturazione delle rianimazioni (non credo ci arriveremo più, visto che:
a- son bastate nel primo ferocissimo round
b- i malati più malati son stati già decimati al nord, ma potrebbe succedere al sud dove preticamente non è mai arrivato davvero
c- chiusure di esercizi commerciali (e qui la colpa è della gioventù e degli esercizi stessi, che pur di rifarsi dei soldi perduti, non stanno minimamente attenti a nulla permettendo ogni sgarro possibile)
Continuando:
d- una nuova tornata riblocchera gli ospedali, ma il danno non saranno le rianimazioni, ma la non possibilità di accedere a visite, controlli, e cure per tutte le altre patologie, che stanno continuando a mietere vittime senza che nessuno ne parli o ne tenga conto. Ormai conta solo covid, cardiopatie, diabeti, tumori, già son passato non al secondo ma al quarto piano
E- nella stessa misura anzi peggio, tutti gli interventi programmabili, tipo tutti gli ortopedici tipo gonartrosi, che continueranno a stare coi dolori a casa non potendosi operare. Anche se alcuni ospedali son stati gestiti Covid free, cioè post controllo continuano l’attività ordinaria, si sono ridotti notevolmente come numero, di conseguenza come numero di interventi, allungando le liste a dismisura
F- tra pochi mesi ci sarà l’ondata influenzale, anche senza contare le varie malattie da raffreddamento attuali, in cui i sintomi si sovrappongono a quelli del covid, quindi nuoce e prolungate chiusure scuole, uffici e quant’altro.
G- ho saputo ieri da un collega che le ditte produttrici del necessario per i tamponi stanno esaurendo le scorte, e presto potrebbe esserci un blocco forzato. Nel frattempo altre stanno studiando sistemi diversi che stanno già sperimentando, per lavorare a pool, che è già qualcosa, ma è anche molto più rischiosa fonte di errori e ansie
H- stanno spingendo ovunque per il sierologico, ma ancora non risulta altamente specifico, quindi la sua utilità e rapidità si perderà nella marea di altre patologie a cui è sensibile il test.
Insomma, la mascherina non è la panacea, ha ragione Andrea, ma non ininfluente come ipotizza quagliozzi.
Non solo un minimo di protezione la danno, a livello di vita comune, non nelle ammucchiate, ma inducono più che altro a tenere comportamenti meno invasivi e liberi, ti ricordano che il virus c’è ancora, e che non ne siamo affatto uscito del tutto, anche se ammazza meno, anche se quelli più malati son già morti, ma non tutti, e che di altre botte all’economia non possiamo permettercele.
Non credo sia così virale dover stare ammucchiati per bere, ne per trovare la compagnia di una notte per farsi una trombata.
Perché cari signori, la socializzazione si può fare anche con la mascherina, senza tanti problemi e fisime claustrali e violazioni di libertà fasulle.