a_fenice ha scritto:
Ciao Carlo.
Dal basso della mia esperienza in merito, la tua mi sembra tanto una “paura da spogliatoio”.
Sai quella cosa per cui non farai mai sport di squadra perché arriva il momento della doccia e sai che i tuoi attributi (fisico, genitali, attrattivitá) vengono messi alla gogna degli sguardi e te forzatamente dovrai subire il giudizio, “forzatamente” malevole, verso il tuo corpo?
Beh neanch’io sono in palestrato, anzi potrei benissimo essere un buon modello per “il tizio da divano”, ne son di sicuro Rocco, ma ricordati che di Rocco ne esiste uno solo.
Quando iniziai, ormai decenni fa, avevi in testa solo immagini di iper maschi, dettati dall’unico confronto allora possibile, riviste patinate e ovviamente il porno. Si, ebbi la fortuna di imbattermi in una spiaggia composta di gente in età avanzata, ma ciò che vidi, e ho continuato a vedere negli anni successivi, e che di persone così ben messe, in ogni senso, non ne esistevano poi chissà quanti. E facendo qualche ovvio paragone, constatai che stavo più che nella media. Certo che mi è capitato di vedere bei corpi e belle persone, ma alla stregua che so, della Gioconda, gocce nell’oceano di esseri normali.
Ma la constatazione decisamente più importante, è che nei momenti in cui ero nudo, non ero un pesce in vendita sul banco del mercato, nessuno doveva acquistami, nessuno doveva prendermi, non dovevo essere il migliore per forza. Potevo essere ed ero uno dei milioni, tutti esattamente uguali, una pedina a pari valore di chiunque, ognuno col suo “difetto”. Chi gobbo, chi ipertricotico, chi con la panzabirra, chi col brufolo, chi con la proboscide, chi flaccido e chi pompato, ma nessuno e ripeto nessuno era in vendita. Ne, che strano nè, dovevo comprare nessuno.
E non essendo né merce in vendita, né avevo merce da comprare, a nessuno frega una beata cippa di come sei.
E questa la cosa che più mi attiró all’inizio. Ero semplicemente uno dei tanti, non sottoposto al giudizio di nessuno. Non dovevo avere il costume firmato migliore, non dovevo tirare la pancia in dentro, non dovevo mostrare muscoli o attributi, non dovevo attirare nessuno, quindi potevo essere e stare nella mia normalità senza alcun problema.
E chissenefrega se qualcuno naturalmente mi avrebbe giudicato in qualcosa… non succede forse ogni giorno in ogni ambito della società?
Vieni guardato per quanti soldi hai, per come ti vesti, se hai al tuo fianco una gran figa o una cozza, se i figli son scemi o brave persone, se vivi in un rudere o in una villa… li no. Da nudi nessuno ti giudica, nessuno ti scansa, nessuno ti deve favori. E se qualcuno, e ci sarà, ti giudicherà “pisellino o pisellone”, o bel ragazzo o rospo, beh son caxxi suoi, a te non me viene nulla, né in bene né in male.
Questo è il bello del nudismo: nel momento in cui sei totalmente esposto, senza veli, senza vestiti a camuffarti, veramente te in toto insomma… ecco quello è il momento in cui sei più libero di essere, senza paragoni e senza confronti.
E credo che se imposti in tuo essere nudo con questo pensiero, sarà il momento in cui finalmente ti godi l’essere nudista.
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