fotografia e nudo

zio54 31/10/2007 09:12 18.820 Visite
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19/11/2007 21:08
Per chi confronta fotografia "tradizionale" (pellico 35mm, restando nel piccolo formato) e digitale... indipendentemente dal tipo di elemento fotosensibile (emulsione chimica - pellicola, o sensore digitale), strutturalmente due macchine dello stesso tipo (refelx, a telemetro, ecc.) sono del tutto identiche. Nel caso delle reflex il sistema è appunto quello reflex, c'è sempre un pentaprimsa (o pentaspecchio), l'otturatore sul corpomacchina a controllo elettronico, l'esposimetro TTL, le otthice intercambiabili (spesso utilizzabili sia su macchine 35mm che digitali).

Ovviamente per il resto, soprattutto nel modo in cui l'immagine viene creata e "processata" è tutto differente. Ci sono pro e contro sia in un sistema che nell'altro. E' vero che il futuro è nel digitale (ed in particolare nei nuovi sensori con diversi filtri colore rispetto al tradizionale filtro Bayer), tuttavia la pellicola non è destinata a scomparire a breve, anzi vi è un discreto ritorno soprattutto nel bianco e nero non solo tra i professionisti. Il problema non è solo la richiesta, ma anche la sempre minore offerta di pellicole e sistemi di sviluppo.

Discorso diverso invece per altri formati, medio, grande, ecc.

Molti tecnici e, ovviamente, gli amanti della fotografia tradizionale ritengono che tutt'oggi il limite maggiore del digitale non sia più la resa cromatica e la definizione (o meglio il potere risolutivo), come era in principio, ma la risoluzione spaziale e il senso della profondità (oltre alla definizione delle ombre e più in generale delle zone sottoesposte dello scatto) che ancora nel digitale è troppo limitata rispetto alla pellicola.

Per il resto il digitale offre solo vantaggi, alcuni già detti. In particolare le macchine reflex (e ora anche qualche compatta superzoom) permettono di fotografare in "raw" (che letteralmente in inglese significa "grezzo"), salvando l'immagine in un formato proprietario o uno in via di standardizzazione ISO come Adobe Digital Negative senza processarla, ottenendo quindi una foto non sviluppata (da cui la dizione "negativo digitale"), ma ottenuta così come l'ha memorizzata il sensore senza l'intervento del processore. Successivamente l'immagine così ottenuta, integrata di tutte le informazioni su come è stata scattata (posa, esposizione, spazio colore, ecc.), potrà essere "sviluppata" e convertita in JPEG con un qualsiasi programma di elaborazione fotografica.

Per quanto rigurarda le compatte e la loro bontà... beh, è vero che esistono ormai compatte superzoom più che buone e in grado di coprire molte esigenze del fotografo amatoriale e con cui si possono fare ottime foto... ma gli aspetti positivi finiscono qui, perchè un sistema lente/otturatore di una qualsiasi compatta non è confrontabile con un sistema reflex. Inoltre a parte tante funzioni più o meno utili, una compatta è essenzialmente fatta per scattare foto lasciando fare il più possibile alla macchina (e quindi all'interpretazione della sua "elettronica") nel più breve tempo possibile e nel modo più semplice, attraverso funzioni di posa già pronte per l'uso. Una macchina reflex invece è fatta per scattare foto lasciando la più grande libertà al fotografo in modo che sia lui a poter decidere le impostazioni migliori per ottenere la foto desiderata, mettendo a dispozione gli automatismi essenziali come ovviamente l'autofocus, il bilanciamento del bianco, ecc.
Naturalmente per quanto possa essere semplice l'uso di una reflex, per sfruttarla al meglio ed ottenere ottimi risultati, piuttosto che far semplicemente delle foto "decenti", è essenziale che il fotografo abbiam una buona padronanza almeno dei fondamentali della fotografia (composizione, profondità di campo, tempi di posa, esposizione).

E' vero che in passato molti grandi fotografi (tipo il solito Capa) hanno fotografato anche con macchine non eccezionali o con solo un'ottica... ma intanto erano, appunto, grandi fotografi, e comunque sono casi molto particolari. Solo un sistema ad ottiche intercambiabili come reflex e telemetro (per citare i più diffusi, ma non gli unici) consentono al fotografo, amatoriale o professionista, di ottenere al meglio le fotografie che vuole scattare, nelle condizioni ambientali più diverse e con la migliore resa (definizione, esposizione, fedeltà colori, dettaglio).

Per chi citava invece ritardi nello scatto in digitale... ragazzi io non so che macchina abbiate voi ma a parte i cellulari, tutte le macchine con cui ho fotografato scattano nell'istante in cui si preme il pulsante a fondo per far chiudere l'otturatore. Che poi l'immagine scattata compaia nel display alcuni secondi dopo lo scatto è un'altra cosa, ma la foto è "catturata" nello stesso istante in cui viene premuto il pulsante di scatto (a patto, ovviamente, che non si sia volutamente impostato lo scatto ritardato).
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20/11/2007 10:50
Allora potremmo anche citare le standarte a banco ottico per correggere le linee cadenti, cosa impossibile anche con qualunque fotocamera reflex (salvo acquistare un costosissimo obiettivo basculante), però se uno fa un ritratto, per restare non OT, può voler includere un elemento architettonico come contraltare e può desiderare che non si creino distorsioni....

Era solo un esempio.

Come pure allora potremmo dire che il 35mm non ha la qualità di un 6x6 o un 6x9, e in tal modo arriviamo alle Hasselbald o alle Rolleiflex, magari con mirino a pozzetto.

Chiaramente col digitale ancora non siamo a questi livelli.

Però se restiamo in tema ritrattistico l'obiettivo principe resta il medio tele intorno ai 100 mm di focale, ma è anche vero che non è solo la focale che da la qualità dell'immagine.

Ci sono anche le elaborazioni in sede di stampa, che oggi col digitale sono diventate elettroniche e gestibili al computer, un tempo erano ottiche e luminose, e la magia avveniva sia scattando, giocando con ombre, profondità di campo, aperture/tempi, focali (guai a chi usava gli zoom: troppe lenti=perdità di qualità), filtri, sia in camera oscura giocando con l'ingrnaditore, con i filtri e con i trattamenti o i colpi di luce stampando. C'era un grande fascinio in tutto ciò, oggi con l'elettronica e la digitalizzazione si è perso tanto. Si sta più comodi ma si è perso.

Uno degli elementi che rimangono intatti è la scelta della luce e non è infrequente per un buon ritratto in esterni vedere operatori girare anche in pieno sole con riflettori, faretti, schermi alluminati, e ventilatori per dare "movimento" a capelli e vestiti....



giopd ha scritto:

Per chi confronta fotografia "tradizionale" (pellico 35mm, restando nel piccolo formato) e digitale... indipendentemente dal tipo di elemento fotosensibile (emulsione chimica - pellicola, o sensore digitale), strutturalmente due macchine dello stesso tipo (refelx, a telemetro, ecc.) sono del tutto identiche. Nel caso delle reflex il sistema è appunto quello reflex, c'è sempre un pentaprimsa (o pentaspecchio), l'otturatore sul corpomacchina a controllo elettronico, l'esposimetro TTL, le otthice intercambiabili (spesso utilizzabili sia su macchine 35mm che digitali).

Ovviamente per il resto, soprattutto nel modo in cui l'immagine viene creata e "processata" è tutto differente. Ci sono pro e contro sia in un sistema che nell'altro. E' vero che il futuro è nel digitale (ed in particolare nei nuovi sensori con diversi filtri colore rispetto al tradizionale filtro Bayer), tuttavia la pellicola non è destinata a scomparire a breve, anzi vi è un discreto ritorno soprattutto nel bianco e nero non solo tra i professionisti. Il problema non è solo la richiesta, ma anche la sempre minore offerta di pellicole e sistemi di sviluppo.

Discorso diverso invece per altri formati, medio, grande, ecc.

Molti tecnici e, ovviamente, gli amanti della fotografia tradizionale ritengono che tutt'oggi il limite maggiore del digitale non sia più la resa cromatica e la definizione (o meglio il potere risolutivo), come era in principio, ma la risoluzione spaziale e il senso della profondità (oltre alla definizione delle ombre e più in generale delle zone sottoesposte dello scatto) che ancora nel digitale è troppo limitata rispetto alla pellicola.

Per il resto il digitale offre solo vantaggi, alcuni già detti. In particolare le macchine reflex (e ora anche qualche compatta superzoom) permettono di fotografare in "raw" (che letteralmente in inglese significa "grezzo"), salvando l'immagine in un formato proprietario o uno in via di standardizzazione ISO come Adobe Digital Negative senza processarla, ottenendo quindi una foto non sviluppata (da cui la dizione "negativo digitale"), ma ottenuta così come l'ha memorizzata il sensore senza l'intervento del processore. Successivamente l'immagine così ottenuta, integrata di tutte le informazioni su come è stata scattata (posa, esposizione, spazio colore, ecc.), potrà essere "sviluppata" e convertita in JPEG con un qualsiasi programma di elaborazione fotografica.

Per quanto rigurarda le compatte e la loro bontà... beh, è vero che esistono ormai compatte superzoom più che buone e in grado di coprire molte esigenze del fotografo amatoriale e con cui si possono fare ottime foto... ma gli aspetti positivi finiscono qui, perchè un sistema lente/otturatore di una qualsiasi compatta non è confrontabile con un sistema reflex. Inoltre a parte tante funzioni più o meno utili, una compatta è essenzialmente fatta per scattare foto lasciando fare il più possibile alla macchina (e quindi all'interpretazione della sua "elettronica") nel più breve tempo possibile e nel modo più semplice, attraverso funzioni di posa già pronte per l'uso. Una macchina reflex invece è fatta per scattare foto lasciando la più grande libertà al fotografo in modo che sia lui a poter decidere le impostazioni migliori per ottenere la foto desiderata, mettendo a dispozione gli automatismi essenziali come ovviamente l'autofocus, il bilanciamento del bianco, ecc.
Naturalmente per quanto possa essere semplice l'uso di una reflex, per sfruttarla al meglio ed ottenere ottimi risultati, piuttosto che far semplicemente delle foto "decenti", è essenziale che il fotografo abbiam una buona padronanza almeno dei fondamentali della fotografia (composizione, profondità di campo, tempi di posa, esposizione).

E' vero che in passato molti grandi fotografi (tipo il solito Capa) hanno fotografato anche con macchine non eccezionali o con solo un'ottica... ma intanto erano, appunto, grandi fotografi, e comunque sono casi molto particolari. Solo un sistema ad ottiche intercambiabili come reflex e telemetro (per citare i più diffusi, ma non gli unici) consentono al fotografo, amatoriale o professionista, di ottenere al meglio le fotografie che vuole scattare, nelle condizioni ambientali più diverse e con la migliore resa (definizione, esposizione, fedeltà colori, dettaglio).

Per chi citava invece ritardi nello scatto in digitale... ragazzi io non so che macchina abbiate voi ma a parte i cellulari, tutte le macchine con cui ho fotografato scattano nell'istante in cui si preme il pulsante a fondo per far chiudere l'otturatore. Che poi l'immagine scattata compaia nel display alcuni secondi dopo lo scatto è un'altra cosa, ma la foto è "catturata" nello stesso istante in cui viene premuto il pulsante di scatto (a patto, ovviamente, che non si sia volutamente impostato lo scatto ritardato).
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20/11/2007 11:36
molto interessanti gli interventi che si sono succeduti. ( anche perchè anche io vengo dal mondo del 35mm e del 6x6 bn .... bobinatrici, sviluppo,fissaggio, un vecchio durst ecccc)
comunque ....
quante potrebbero essere le persone interessate a questa iniziativa ?
cerchiamo di contarci per capire realmente se riusciamo a concretizzarla.
ciao
zio
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20/11/2007 11:58
Mah, vedi Uncle FiftyFour [:o)][:D], in effetti è quel che pensavo anche io e poi ho concluso che il ritratto in interni richiede se non una sala posa, un ambiente adatto e un'illuminazione adeguata (ovviamente non solo come intensità: penso agli "ombrelli" riflettenti...[:0][:0][:0]), e senza voler pensare a uno sfondo continuo in rotolo. Troppo complesso.

Se invece utilizziamo la natura come "studio" e il sole come "illuminazione" molta più gente verrebbe attratta. Ci sono luoghi significativi senza cadere nel banale: per esempio il Diaterna ha angoletti stupendi e inconsueti. Oppure potremmo ipotizzare le montagne, come può confermare Emanuele ci sono innumerevoli luoghi isotati e insoliti dove non rischieremmo multe e dove le forme della natura creano sfondi particolari, rocce, cascate, creste, vegetezione. Soprattutto al tramonto si possono creare atmosfere e colori particolari.
Avendo fotocamere impermeabili e flash robusti sarebbe bellissima una sezione di fotosub naturista, ma siamo già nell'onirico.....

Proporrei quindi di rinviare alla bella stagione da maggio-giugno in poi. A meno che qualcuno non abbia o non conosca un interno adeguato.

zio54 ha scritto:

molto interessanti gli interventi che si sono succeduti. ( anche perchè anche io vengo dal mondo del 35mm e del 6x6 bn .... bobinatrici, sviluppo,fissaggio, un vecchio durst ecccc)
comunque ....
quante potrebbero essere le persone interessate a questa iniziativa ?
cerchiamo di contarci per capire realmente se riusciamo a concretizzarla.
ciao
zio

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20/11/2007 12:42
concordo con airone, una sessione fotografica "nature" sarebbe il massimo, ma bisognerà aspettare almeno 4 mesi per trovare qualche giornata decente (almeno al nord...) comunque per il momento do' la mia adesione a questa iniziativa, che poi sia un workshop sul nudo, sui ritratti o solo un escursione per fare un po' di foto insieme, mi va bene tutto.

Ps:
prima o poi quando sarò ricco andrò a fare una sessione fotografica qua:

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cpvenetanudista
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20/11/2007 12:54
zio54 ha scritto:


comunque ....
quante potrebbero essere le persone interessate a questa iniziativa ?
cerchiamo di contarci per capire realmente se riusciamo a concretizzarla.
ciao
zio


Se ci dici più o meno come hai intenzione di organizzarla, nel senso, data indicativa, località, ecc. verrebbe più facile anche a noi darti la conferma.
Cmq a me interessa.
Grazie, ciao.
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20/11/2007 14:10
do la mia adesione condizionata al quando e al dove...

nessuno ha sottomano un interno?
c'era qualcuno che parlava di una casa a venezia, sarebbe fant..
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20/11/2007 14:18
Bisogna vedere com'è "dentro": il solo fatto che sia a VE non dice molto. Certamente eventuali finestre prospicenti sui luoghi-culto della città potrebbero creare scenari fantistici, curando che dalla strada non ci vedano dentro[:I][:I][:I][:I][:I]
toma ha scritto:

do la mia adesione condizionata al quando e al dove...

nessuno ha sottomano un interno?
c'era qualcuno che parlava di una casa a venezia, sarebbe fant..
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20/11/2007 14:22
perchè se ci vedono....????

dentro casa mia posso fare quel che voglio o sbaglio?

una volta una vecchietta spiritosa che vedeva mio fratello girare nudo x casa, ci ha fatto recapitare un paio di slip :D
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20/11/2007 17:13
toma ha scritto:
una volta una vecchietta spiritosa che vedeva mio fratello girare nudo x casa, ci ha fatto recapitare un paio di slip :D


oddio, fantastica la vecchietta...[:D]
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naturista-ve
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20/11/2007 17:37
cosa devo fare mandare planimetria della casa, o foto della casa?
è abbastanza luminosa verso mezzogiorno, magari qualcuno fa un sopralluogo e poi decide se può andare bene.

Ho parlato con lo zio nel pomeriggio e si pensava di organizzare una giornata verso gennaio, subito dopo le feste.
Però lui renderò tutto più ufficiale.
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20/11/2007 17:56
naturista-ve ha scritto:

cosa devo fare mandare planimetria della casa, o foto della casa?



sarebbe meglio una copia del rogito notarile...[:D]
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20/11/2007 19:43
partecipo molto volentieri anchio non possiedo una atrezzatura favolosa ma doro la fotografia poi desidero cominciare ha far parte attiva di questo gruppo
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20/11/2007 20:12
a Venezia ci sto!
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20/11/2007 22:41
Berik, la 3a foto è assolutamente sublime *.* dai dai troviamoci tutti a fare belle foto che dev ancora impare molto da questa arte [:D]
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