Per chi confronta fotografia "tradizionale" (pellico 35mm, restando nel piccolo formato) e digitale... indipendentemente dal tipo di elemento fotosensibile (emulsione chimica - pellicola, o sensore digitale), strutturalmente due macchine dello stesso tipo (refelx, a telemetro, ecc.) sono del tutto identiche. Nel caso delle reflex il sistema è appunto quello reflex, c'è sempre un pentaprimsa (o pentaspecchio), l'otturatore sul corpomacchina a controllo elettronico, l'esposimetro TTL, le otthice intercambiabili (spesso utilizzabili sia su macchine 35mm che digitali).
Ovviamente per il resto, soprattutto nel modo in cui l'immagine viene creata e "processata" è tutto differente. Ci sono pro e contro sia in un sistema che nell'altro. E' vero che il futuro è nel digitale (ed in particolare nei nuovi sensori con diversi filtri colore rispetto al tradizionale filtro Bayer), tuttavia la pellicola non è destinata a scomparire a breve, anzi vi è un discreto ritorno soprattutto nel bianco e nero non solo tra i professionisti. Il problema non è solo la richiesta, ma anche la sempre minore offerta di pellicole e sistemi di sviluppo.
Discorso diverso invece per altri formati, medio, grande, ecc.
Molti tecnici e, ovviamente, gli amanti della fotografia tradizionale ritengono che tutt'oggi il limite maggiore del digitale non sia più la resa cromatica e la definizione (o meglio il potere risolutivo), come era in principio, ma la risoluzione spaziale e il senso della profondità (oltre alla definizione delle ombre e più in generale delle zone sottoesposte dello scatto) che ancora nel digitale è troppo limitata rispetto alla pellicola.
Per il resto il digitale offre solo vantaggi, alcuni già detti. In particolare le macchine reflex (e ora anche qualche compatta superzoom) permettono di fotografare in "raw" (che letteralmente in inglese significa "grezzo"), salvando l'immagine in un formato proprietario o uno in via di standardizzazione ISO come Adobe Digital Negative senza processarla, ottenendo quindi una foto non sviluppata (da cui la dizione "negativo digitale"), ma ottenuta così come l'ha memorizzata il sensore senza l'intervento del processore. Successivamente l'immagine così ottenuta, integrata di tutte le informazioni su come è stata scattata (posa, esposizione, spazio colore, ecc.), potrà essere "sviluppata" e convertita in JPEG con un qualsiasi programma di elaborazione fotografica.
Per quanto rigurarda le compatte e la loro bontà... beh, è vero che esistono ormai compatte superzoom più che buone e in grado di coprire molte esigenze del fotografo amatoriale e con cui si possono fare ottime foto... ma gli aspetti positivi finiscono qui, perchè un sistema lente/otturatore di una qualsiasi compatta non è confrontabile con un sistema reflex. Inoltre a parte tante funzioni più o meno utili, una compatta è essenzialmente fatta per scattare foto lasciando fare il più possibile alla macchina (e quindi all'interpretazione della sua "elettronica") nel più breve tempo possibile e nel modo più semplice, attraverso funzioni di posa già pronte per l'uso. Una macchina reflex invece è fatta per scattare foto lasciando la più grande libertà al fotografo in modo che sia lui a poter decidere le impostazioni migliori per ottenere la foto desiderata, mettendo a dispozione gli automatismi essenziali come ovviamente l'autofocus, il bilanciamento del bianco, ecc.
Naturalmente per quanto possa essere semplice l'uso di una reflex, per sfruttarla al meglio ed ottenere ottimi risultati, piuttosto che far semplicemente delle foto "decenti", è essenziale che il fotografo abbiam una buona padronanza almeno dei fondamentali della fotografia (composizione, profondità di campo, tempi di posa, esposizione).
E' vero che in passato molti grandi fotografi (tipo il solito Capa) hanno fotografato anche con macchine non eccezionali o con solo un'ottica... ma intanto erano, appunto, grandi fotografi, e comunque sono casi molto particolari. Solo un sistema ad ottiche intercambiabili come reflex e telemetro (per citare i più diffusi, ma non gli unici) consentono al fotografo, amatoriale o professionista, di ottenere al meglio le fotografie che vuole scattare, nelle condizioni ambientali più diverse e con la migliore resa (definizione, esposizione, fedeltà colori, dettaglio).
Per chi citava invece ritardi nello scatto in digitale... ragazzi io non so che macchina abbiate voi ma a parte i cellulari, tutte le macchine con cui ho fotografato scattano nell'istante in cui si preme il pulsante a fondo per far chiudere l'otturatore. Che poi l'immagine scattata compaia nel display alcuni secondi dopo lo scatto è un'altra cosa, ma la foto è "catturata" nello stesso istante in cui viene premuto il pulsante di scatto (a patto, ovviamente, che non si sia volutamente impostato lo scatto ritardato).