Capisco che ci possano essere dei problemi, diciamo “di sicurezza”, a postare un corto, sia pur prodotto da festival del cinema, contenente immagini di minori nudi.
Capisco molto meno che l’idea che si voglia sposare ufficialmente, nei confronti dei minori, sia quella emergente dall’ultimo articolo pubblicato sulla e-zine, il pessimo “I bambini, il senso di vergogna e gli abusi”, che si basa su teorie pedagogiche risalenti al tempo di Voltaire e che continuano ad essere tristemente contraddette dalla realtà (provate a chiedere ai genitori nudisti di bambini adolescenti!).
Capisco per niente che l’unico argomento che invece si ritenga di lasciare andare senza controllo sia una specie di iconografia porno soft anni ’70, che non riceverà mai alcuna censura e che, evidentemente, riempie di soddisfazioni più di un delicato filmato che induce qualche riflessione in chi lo guardi.