Legge Zamparutti.

alejandro 19/06/2010 11:28 8.385 Visite
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19/06/2010 11:28
Per quello che ne penso io credo vada bene......la cosa fondamentale è che, non rimanga solo una proposta di legge ma che venga discussa e approvata dagli appositiuffici competenti. Credo che, e gli onorevoli deputati ne avessero voglia, questa legge la approverebbero nel giro di cinque minuti.[:116][:116][:116]
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19/06/2010 11:28
E'stata presentata il 15 Marzo 2010. Cosa ne pensate? http://www.termecastrocaro.it/pdlzamparutti2010.htm
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19/06/2010 15:44
non conosco il legalese, ma mi pare molto più aperta delle altre proposte viste finora. -non tocca il 726, che potrebbe essere invocato per altri motivi più seri (anche se lo ritengo molto antiquato, una specie di censura vivendi) -non da l'autorizzazione solo alle strutture, parlando di qualunque spazio (indi anche spiaggia, lago etc) -non parla di ghetti realizzati con recinzioni, ma solo di cartellonistica "ti avviso che qui incontri nudi, ma non li rinchiudo come bestie da non vedere" -parla di "spazi liberi" con possibilità di darli in gestione. Cosi a naso mi sembra buona. Agli altri trovare il pelo nell'uovo.
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19/06/2010 15:55
onde evitare che li link scompaia, metto il testo in chiaro: C. 3312 Iniziativa parlamentare; presentato il 15 marzo 2010 XVI LEGISLATURA CAMERA DEI DEPUTATI N. 3312 PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa dei deputati ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO Disposizioni per il riconoscimento e la disciplina della pratica del naturismo Presentata il 15 marzo 2010 Onorevoli Colleghi! - Il nostro Paese è l'unico in Europa a non avere, ancora oggi, una normativa che riconosca e garantisca ai propri cittadini la libertà di esercitare liberamente, nel proprio territorio, la pratica del naturismo e del nudismo ad esso collegato. Il naturismo, movimento nato alla fine del XIX secolo per opporsi agli eccessi dell'urbanesimo, è un modo di vivere e di pensare l'ambiente nel rispetto delle leggi fondamentali della natura, intesa in tutti i suoi aspetti e nel rigetto di ogni forma di prevaricazione, e ha alla base del suo essere il culto della salute psico-fisica e sociale dell'uomo. Il naturismo professa la ginnità integrale, cioè la pratica del nudismo, come condizione necessaria per un'armoniosa espansione delle forze psichiche e fisiche. Il nudismo inteso come nudità integrale in promiscuità di sessi e di età fra persone consenzienti ha carattere «sociale», non è immorale, è spontaneo ed educativo. Già da un'indagine statistica della Doxa del 1989 e da una rilevazione dell'Istituto di studi politici, economici e sociali emergeva che gli italiani, pur non conoscendo che cosa fosse il naturismo, accettavano a grande maggioranza il nudo integrale sia femminile sia maschile, purché praticato in zone appartate o ufficialmente destinate a tale uso. Solo in Europa si calcolano oltre 25 milioni di naturisti con oltre 700 strutture turistiche con possibilità di soggiorno e con innumerevoli palestre, piscine, saune eccetera, a loro riservate. La diffusione del nudismo è un aspetto della modifica nel costume e nella cultura che si collega alla più complessa esigenza di un migliore rapporto con la natura e con un ambiente tutelato, la cui fruizione è attuata con il medesimo rispetto. Negli ultimi trenta anni il naturismo si è diffuso anche in Italia con la nascita di numerose associazioni, anche in gemellaggio con quelle straniere, le quali reclamano «oasi naturistiche» che consentano ai propri associati, fornendo loro precise regole di comportamento e apposite strutture, di esporsi liberamente al sole. L'attuale condizione di indeterminatezza che si verifica sulle spiagge italiane e che è continuo motivo di imbarazzo per i naturisti e per coloro che non lo sono costringe la forza pubblica a interventi in cui deve valutare se il comportamento riscontrato è contrario o meno al codice penale. A tale proposito, anche se una vasta parte della giurisprudenza, comprendente sentenze assolutorie nei confronti di naturisti-nudisti denunciati per il reato di atti contrari alla pubblica decenza, ai sensi dell'articolo 726 del codice penale, è dichiaratamente in favore dell'idea naturista, nel senso che il nudo in sé non va contro la legge, purtroppo non è stata mantenuta una costante linea interpretativa sull'argomento e ciò ha determinato un grave intralcio alla soluzione definitiva del problema. Occorre, quindi, procedere a un definitivo chiarimento, garantendo la pratica del naturismo e del nudismo a norma di legge e consentendo l'organizzazione e la delimitazione di spazi e di campi riservati alla pratica naturista, nonché la realizzazione di strutture atte all'esercizio di tale pratica. A tal fine, la proposta di legge individua aree da destinare a campi naturisti, da attrezzare con servizi, per un utilizzo di tipo residenziale-turistico. È prevista, altresì, l'individuazione di aree pubbliche da destinare, previa delimitazione tabellare, alla pratica del naturismo. L'articolo 1 della proposta di legge riconosce e garantisce la pratica del naturismo e l'articolo 2 limita l'esercizio del nudismo in ambienti e in spazi appositamente individuati. L'articolo 3 prevede che la gestione delle aree demaniali destinate alla pratica del naturismo possa essere concessa a privati, associazioni od organizzazioni. L'articolo 4 affida alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano la definizione dei criteri in base ai quali i comuni disciplinano l'obbligo di delimitazione e di segnalazione delle aree destinate al naturismo. L'articolo 5, infine, dispone che per quanto non diversamente stabilito dalla legge si applicano le disposizioni vigenti in materia di turismo. Il testo che si presenta riproduce il testo unificato approvato nella XIII legislatura dalla Commissione Affari sociali della Camera dei deputati (atto Camera n. 529, XIII legislatura). PROPOSTA DI LEGGE Art. 1. (Pratica del naturismo). 1. La presente legge reca disposizioni per il riconoscimento e la disciplina della pratica del naturismo, nonché per la realizzazione di aree ad essa destinate. 2. Si definisce naturismo l'insieme delle pratiche di vita all'aria aperta che, nel rispetto di se stessi, degli altri, della natura e dell'ambiente circostante, utilizzano il nudismo come forma di sviluppo della salute fisica e mentale attraverso il contatto diretto con la natura. Art. 2. (Aree destinate al naturismo). 1. La pratica del naturismo è consentita esclusivamente in ambienti e in spazi delimitati, riconoscibili e segnalati, secondo le modalità stabilite dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto dei princìpi della presente legge. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definiscono i criteri in base ai quali i comuni possono individuare, attraverso gli ordinari strumenti urbanistici, le aree pubbliche o private da destinare alla pratica del naturismo, anche su richiesta di organizzazioni, associazioni, società o altri soggetti privati interessati a progettare e a gestire le relative strutture. 3. Nel caso in cui il comune non abbia provveduto a individuare apposite aree da destinare alla pratica del naturismo, i proprietari o i gestori di aree destinate all'esercizio di attività turistico-ricettive possono chiedere all'amministrazione comunale competente l'autorizzazione ad adibire tali aree alla pratica del naturismo. L'amministrazione deve inviare risposta scritta e motivata entro tre mesi dal ricevimento della richiesta. Art. 3. (Aree demaniali). 1. Ai fini della realizzazione di strutture destinate alla pratica del naturismo in aree demaniali, la gestione delle medesime aree può essere concessa a privati, ad associazioni o ad organizzazioni. 2. La concessione di cui al comma 1 individua il canone dovuto dai soggetti gestori e l'obbligo di attrezzare l'area in modo da garantirne il buon funzionamento e la fruizione. Art. 4. (Delimitazione e segnalazione delle aree). 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definiscono i criteri in base ai quali i comuni disciplinano l'obbligo dei proprietari o dei gestori di delimitare e di segnalare le aree destinate alla pratica del naturismo. 2. La delimitazione delle aree di cui al comma 1 deve essere segnalata e deve assicurare un'adeguata identificazione che le distingua da spazi pubblici o privati frequentati da cittadini che non praticano il naturismo. 3. Gli accessi alle aree di cui al presente articolo sono segnalati tramite l'affissione di cartelli o di altri analoghi strumenti recanti l'indicazione che si tratta di aree destinate alla pratica del naturismo. Art. 5. (Applicabilità della disciplina sul turismo). 1. Per quanto non diversamente disposto dalla presente legge, alle aree destinate alla pratica del naturismo e ai loro proprietari o gestori si applicano le disposizioni vigenti in materia di disciplina del settore turistico.
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19/06/2010 17:04
Bah! Mancano cose che dovrebbero esserci (obbligo ai comuni di definire zone naturiste; coinvolgimento delle Associazioni nella definizione; eccetera) e ci sono cose che non dovrebbero esserci (il nudimo si può praticare solo entro le aree delimitate ... che succederà a chi abita in comuni che non definiranno aree naturiste? Se si spoglia sarà a questo punto perseguibile a fine di legge, mentre allo stato attuale delle cose è perfettamente in regola). Alla fine tratta il nudismo sempre e comunque come una cosa antipatica e fastidiosa da regolamentare per poterla isolare, limitare e gestire. L'unico vantaggio rispetto a prima è che si parla solo di cartellonistica invece che di recinti, ma per il resto è l'esatta copia della precedente. Ma è così difficile capire che non serve una legge per rendere legale il nudismo, lo è già di fatto visto (e lo si dice nella proposta stessa) che nessuna legge lo vieta. E' solo necessario definire con chiarezza quanto già decretato da diversi giudici, compresa la Corte di Cassazione: il nudo non è di per se stesso atto contrario alla pubblica decenza o atto osceno in luogo pubblico. STOP! E non è cosa poi così difficile: trent'anni addietro baciarsi in pubblico era reato, anche se il più delle volte si prendeva solo una multa ... oggi nessun vigile pone attenzione alla cosa, seppure nessuna modifica sia stata fatta alle leggi; ed è solo uno dei tamti possibili esempi ci come il cambiamento dei costumi sia stato automaticamente applicato senza bisogno di legiferare in merito ... è il motivo per cui il legislatore a sua tempo nel Codice Penale ha scritto solo "Atti osceni in luogo pubblico" e "Atti contrari alla Pubblica Decenza", senza poi definire quali siano tali atti ... per rendere la legge elastica e adattabile ai tempi e alle situazioni. Poi ben venga una legge che tuteli il nudismo ma solo se stabilisce per i comuni l'obbligo di rispondere alle richieste delle Associazioni o dei privati cittadini praticanti il nudismo individuando, in cooperazione con costoro, obbligotariamente un'area adeguata alla pratica, ma senza poi vietare la stessa al di fuori da detta area. Se non si ammette il clothing optional, la pratica libera ovunque del nudismo, quindil'assenza di disturbo e tubativa (al contrario presenti e ben evidenziati nella prosposta, altro che storie), non ci sarà mai la vera accettazione, la vera cultura del nudismo.
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19/06/2010 20:22
Convengo con Emanuele ed inserisco un mio intervento fatto in un altro forum. Pienamente d'accordo ma legalizzare il naturismo vuol dire che o si può fare ovunque ... o si può fare a distanza di almeno 500 m. dagli stabilimenti balneari (ad esempio) fatto salvo per quegli stabilimenti appositamente finalizzati ... o si legalizzano (in via provvisoria) i luoghi storici dando mandato alle regioni, in accordo con le associazioni naturiste, di localizzare luoghi da destinare in via definitiva al naturismo ... altrimenti legalizzare il naturismo con una legge che da un generico mandato agli enti locali (comuni) di individuare i luoghi ove legalizzare la pratica nudista senza obbligo o scadenza NON SERVE A NULLA IN QUANDO LA SITUAZIONE RESTA ESATTAMENTE UGUALE AD ORA O PEGGIO SE NELLA LEGGE SI AGGIUNGE CHE IN QUALSIASI ALTRO LUOGO E' TOTALMENTE VIETATO. Oltretutto già ora i comuni possono destinare zone alla pratica nudista per cui una legge si fatta di fatto liberalizza quello che già c'è.
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19/06/2010 22:07
Cavoli.......... non esiste un bel niente che regoli il naturismo in Italia e quando qualcuno si prende la briga di proporre qualcosa in merito, siamo i primi a cercare il pelo nell'uovo.[:I][:I][:I] Personalmente spero vivamente che gli organi competenti in materia trovino il tempo e la voglia di prendere in esame la sopra menzionata proposta.[;)][;)][;)] Non possiamo sempre e solo sperare che qualche sindaco approvi delle ordinanze o delibere annuali in merito.[:254][:254][:254]
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19/06/2010 22:46
Airbag ha scritto:
Cavoli.......... non esiste un bel niente che regoli il naturismo in Italia e quando qualcuno si prende la briga di proporre qualcosa in merito, siamo i primi a cercare il pelo nell'uovo.[:I][:I][:I] ...
Chiamalo pelo nell'uovo ... a lido di Dante la nuova legge ha impedito il rinnovo della concessione ... per cui preferisco fare a meno di leggi che potrebbero peggiorare la situazione attuale.
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19/06/2010 22:52
Airbag ha scritto:
... Non possiamo sempre e solo sperare che qualche sindaco approvi delle ordinanze o delibere annuali in merito.[:254][:254][:254]
Ma è esattamente quello che la legge propone ovvero noi possiamo farne richiesta (esattamente come ora) ed il sindaco può rifiutarcela con una scusa qualunque (esattamente come ora) ed in più c'è il rischio che si vieti del tutto di praticare ove non c'è una concessione del sindaco anche nei loghi storici ove attualmente è tollerato praticare. Mi sembra una legge fatta dai gestori di aree private per costrigerci a frequentarle anche se così non ci saranno nuovi adepti (salvo per chi è andato all'estero) in quanto la magior parte dei nudisti hanno iniziato casualmente nei luoghi pubblici.
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19/06/2010 23:44
Eroe ha scritto:
Airbag ha scritto:
... Non possiamo sempre e solo sperare che qualche sindaco approvi delle ordinanze o delibere annuali in merito.[:254][:254][:254]
Ma è esattamente quello che la legge propone ovvero noi possiamo farne richiesta (esattamente come ora) ed il sindaco può rifiutarcela con una scusa qualunque (esattamente come ora) ed in più c'è il rischio che si vieti del tutto di praticare ove non c'è una concessione del sindaco anche nei loghi storici ove attualmente è tollerato praticare. Mi sembra una legge fatta dai gestori di aree private per costrigerci a frequentarle anche se così non ci saranno nuovi adepti (salvo per chi è andato all'estero) in quanto la magior parte dei nudisti hanno iniziato casualmente nei luoghi pubblici.
Credo di averla interpretata alla stessa maniera. Mi sembra che più che dare, possa togliere. Ma è solo una mia impressione.
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20/06/2010 09:08
Va bene tutto, ma almeno da un punto prima o poi si deve partire;tutti vogliamo una legge, ma qualunque presentata ha qualche problema si può sempre migliorare, ma meglio avere qualcosa che nulla del tutto,no? Anche a me sembra si favoriscano più i gestori ed i privati che non luoghi ( spiagge,ecc.) pubblici, ma ripeto sempre meglio di nulla, e poi letta anche se velocemente non mi sembra male.
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20/06/2010 11:54
Sono dell'idea che se esiste una legge o decreto in merito dello stato Italiano, possiamo fare la voce grossa in quei siti dove il naturismo è praticato da anni o da sempre, vedi il Mort in Veneto e tanti altri posti in Italia. Mentre con la situazione attuale, siamo costretti a starcene zitti nei confronti di quelli che la spiaggia naturista la credono un posto di perdizione e di esaltazioni sessuali(guardoni, segaioli, masturbatori, coppie allegre). Anche perché una legge che costringa una regione, una provincia o amministrazione comunale a riservare delle aree alla pratica del naturismo, non credo la possano mai fare; quindi ribadisco la mia convinzione sul fatto che se approvano una legge più o meno perfetta, sicuramente in quelle aree storicamente praticate da naturisti cambieranno molte cose e potremmo fare valere il nostro modo di stare a contatto con la natura.[8)][8)][8)][8)]
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27/07/2010 16:08
Va benissimo discuterne tra noi qui ma forse sarebbe meglio dialogare con l'On. Zamparutti e gli altri firmatari (tutti radicali, tra l'altro, il che mi fa temere che l'iniziativa farà poca strada). Comunque, se volete, l'indirizzo mail è: e.zamparutti@radicali.it Lei e gli altri firmatari possono anche essere contattati direttamente dal sito della Camera dei Deputati, andando sulla loro scheda individuale e cliccando "SCRIVI" http://www.camera.it/28 Zamparutti: http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302859 Beltrandi: http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302091 Bernardini: http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302919 Farina-Coscioni http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302941 Mecacci: http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302752 Turco: http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302070 Sulle schede personali dei deputati ci sono anche i link per i loro siti personali. Saluti a tutti Freelibero
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27/07/2010 21:57
bel lavoro, grazie. L'idea di discuterne qui, che tanto rimarrà di sicuro solo una proposta, serviva per scegliere le idee migliori e poi mandarle in testo unico, senza intasare le email dei vari deputati con idee magari anche balzane......perchè noi, mica facciamo i politici di professione.....
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27/07/2010 23:46
Infatti, prima accordiamoci noi su ciò che meglio vogliamo, poi una volta stilata la versione finale,magari tramite votazione ,si potrà mandare definitivamente in parlamento, ma con la "spinta" giusta per farla calendarizzare che è la cosa fondamentale.
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