viste le ultime discussioni in forum, proviamo a stilare i punti fondamentali su e di cui discutere. Metto o i primi che mi vengono in mente.
1) nudismo: natura del termine= cosa è?
2) nudismo: luoghi = dove farlo?
3) nudismo: modalità = come farlo?
4) nudismo: forze dell'ordine, comuni etc = contro di noi, o protettori della pratica fatta in modo corretto?
5) nudismo: strutture = albeghi, campeggi, oasi, riserve naturali, colline e montagne. Dove e come autorizzare?
6) nudismo: limiti = identificazione di eventuali luoghi ristretti per non frammistare con i tessili o chi non gradisce.
Mie prime risposte:
1) rimando all'articolo dell'ezine. Per me nudismo è voglia di non indossare vestiti se non obbligati dal freddo o da aprticolari lavori. Ogni momento può essere "buono" per stare nudi. Naturismo: idem vedi ezine. il naturismo ha dei connotati più precisi, associato al rispetto della netura e degli esseri umani, facendo ciò in nudità comune. Entrambi devono essere tutelati e favoriti, evitando ogni connessione con cose sessuali di ogni tipo. Se chi ama il sesso libero vorrà, chiederà per se i suoi spazi, me che non dovranno mai essere associati al nudismo e naturismo puro.
2)per la mia concezione ogni luogo è papabile per far nudismo, per stare nudi. Personalmente sogno libertà di essere nudo dove e come voglio, con il rispetto verso i tessili, e il loro rispetto verso me. Adoro il clothing opzional. Ma ritengo che almeno in luoghi non accessibili alla vista comune (strutture dedicate, spiagge, luoghi montani etc, casa propria, mezzi di trasporto "protetti", piscine, palestre, saune....)debba trovarsi il modo di poter dedicare spazi a tale pratica, lasciano altrettanti spazi a coloro che non la amano. Ma su 8000 km di spiagge, trovare 200/300 metri ogni tot, non dovrebbe essere cosi difficile, visto tra l'altro che noi non amiamo in genere luoghi affollati e casinari per stare nudi.
3) Il nudismo si pratica stando nudi, genitali in primis. Nei luoghi e strutture dedicate, non dovrebbero esserci "porzioni" in cui sia vietato farlo, ma lascinado la libertà di vestirsi o meno a secondo della sensibilità o pudore di ciascuno (indi ristoranti, market, e cosi via dicendo)
4) o abolizione del 726, o applicazione esclusiva al di fuori delle aree nudiste. O meglio, il pubblico pudore è andato a farsi benedire da molto tempo, che la cosa non sia applicata quando c'è un nudista nei luoghi dedicati. Anzi le forze dell'ordine dovrebbe intervenire a tutela dei praticanti, quando vengono chiamate perchè ci son maialotti al giro che molestano i presenti.
5) ogni tipo di struttura che lo richiede, dovrebbe essere autorizzata a destinare in toto o in parte un'area alla pratica nudista. Nel caso che abbia parti visibili dall'esterno, queste andranno "mascherate" per non disturbare i tessili. Le riserve naturali costituiscono fonte d'eccezione per la pratica del nudonaturismo, dato che questo non richiede obbligatoriamente strutture balneari tipo affitta ombrelloni, lettini etc. Ove possibile, si può prevedere installazione di piccoli posti di ristoro, bagni e docce.
6) le aree, in caso di non diffusione generalizzata del nudismo (come d'altronde sarà), devono essere semplicemente delimitate e non trasformate in ghetti o serragli per animali. Un cumulo di sassi, un ombreggiante, un semplice cartello può avvisare che il tratto è riservato alla pratica nudista. nessun nudo al di fuori di esso, ma nessun tessile guardone vestito al suo interno. Son ammessi eccezioni solo per adolescenti, minori in genere, e consorti tessili, nel pieno spirito del clothing opzional.
Questo il primo round di proposta concreta, da vagliare e discutere, buttata cosi giù di getto. Proviamo a parlarne? Fate le vostre osservazioni e aggiunte.