Ciao Max. rispondo a te ma ovviamente voglio parlare a tutti.
Non ho le idee chiarissime ma cerco di elencare un pò di punti.
1) Meglio nessuna legge o una legge che non ci piace del tutto? Credo sia meglio che ci sia una legge. Se c'e la legge si stabilisce una volta per tutte che il nudismo/naturismo è una pratica accettata. Regolamentata, limitata ma LEGALE! Non soggetta all'arbitrio del Sindaco o poliziotto di turno. Certamente c'è il rischio (vedi legge 40 sulla procreazione assistita) che si faccia una legge per regolamentare ma che, di fatto e volutamente, è una legge che vieta.
2) E' indispensabile l'abolizione dell'Art. 726 del C.P. La precedente proposta di legge della Sen. Poretti (anche lei Radicale) la prevedeva. La Zamparutti no. Le chiederò il perchè.
3) Strutture organizzate. Magari ce ne fossero in Italia tante come in Francia o Croazia! Se qui ce ne fosero 200 invece che 5 o 6, sono certo che ognuno di noi ne troverebbe a iosa di proprio gradimento. Sarebbero anche meno costose. Per le spiagge tessili ci sono quelle libere e quelle a pagamento. Se vuoi assolutamente risparmiare vai in quelle libere e sopporti sporcizia, casino, assenza di cessi etc.
4) Strutture organizzate 2. In assenza di una legge ( e per indubbi vantaggi fiscali) in Italia sono solitamente costituite come associazioni private che limitano l'accesso ai soli soci. Sarebbe opportuno che fossero invece costituite come attività turistico/commerciali. Innanzitutto pagherebbero le tasse e poi non potrebbero operare fastidiose discriminazioni tipo il divieto di ingresso ai single.
5) Segaioli, esibizionisti, scopatori in pubblico.... Qui manteniamo il reato di atti osceni (una volta abolito il 726 e stabilito che stare nudi non è reato). Però bastoniamoli. Se la legge prevedesse un'aggravante per questi reati commessi in zona nudista (chessò, raddoppio della pena) non sarebbe male. Ti fai una sega su una spiaggia tessile: 10 giorni di galera e 1000 euro di multa. Lo fai in una spiaggia nudista: 20 giorni e 2000 euro.
6) Noi e le nostre "manie". Ho l'impressione che nella nostra comunità nudista ci sia (come dappertutto) chi dice bianco e chi dice nero. I talebani del naturismo che ti guardano male se ti radi o (ORRORE!) depili. Quelli che vorrebbero che i nudisti fossero asessuati. Quelli new-age. Quelli che invece pensano il nudismo come una cosa trasgressiva. Quelli che non distinguono tra un club nudista e un club privè. Quelli che su una spiaggia nudista non sopportano un costume. Quelli che vorrebbero fare nudismo in pubblico ma circondati solo da ragazze avvenenti e ventenni e quelli, come me, che invece trovano "belle" le signore over50 che indossano il proprio corpo con naturalezza. etc. etc. etc. Vogliamo, per favore, coniugare nudismo con libertà? Libertà di stare nudi, libertà di farlo come ci pare, libertà di non essere aggrediti dall'eccesso di libertà altrui.
7) Libertà. Premesso che, in astratto, libertà vuol dire "fare il *azz* che mi pare", e che, se voglio vivere in società devo accettare di non limitare la libertà altrui, una legge che mi dice: qui si e qui no non mi sembra che limiti la mia libertà. Ovvio che i "qui si" devono essere tanti luoghi, accessibili a tutti e ugualmente belli e godibili quanto i "qui no". Se voglio andare nei "qui no" mi vesto.
Idee confuse ma buttate giù di getto per contribuire alla discussione.
Parliamone, se volete.
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