Alimentazione Naturista

Eroe 02/09/2026 21:37 17.472 Visite
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01/01/2000 00:00
Per visualizzare la scheda e l'intero articolo cliccare sul link in fondo. Questi numeri rappresentano le ripercussioni (impatti) ambientali calcolate : ogni riga è una dieta (o scelta di vita, ricordate che il cibo non è solo cibo) mentre ogni colonna riporta le singole categorie di impatto: i valori identificano la grandezza del danno. La dicitura “norm” identifica una dieta non rispettosa nemmeno dei principi base della nutrizione (la piramide alimentare), “omni” “vege” “vega” identificano rispettivamente diete onnivore, vegetariane e vegane. “INT” e “BIO” indicano i metodi di produzione INTensivo e BIOlogico. Gli impatti sono calcolati sulla salute umana considerando le sostanze cancerogene rilasciate e i danni respiratori dovuti a composti organici e di sintesi; sull’ambiente considerando l’effetto sul cambiamento climatico, lo strato di ozono, l’ecotossicità e acidificazione/eutrofizzazione; sull’utilizzo di risorse quali suolo, materie prime (fra cui la nostra preziosissima acqua) e i combustibili fossili. ... segue http://latanadellorto.blogspot.it/2014/05/lca-part-2-numbers.html
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01/01/2000 00:00
http://it.notizie.yahoo.com/cancro-pancreas-salsiccia-dieta.html Una salsiccia al giorno può causare il cancro Secondo una ricerca pubblicata sul British Journal of Cancer il consumo di carne processata aumenterebbe considerevolmente il rischio di contrarre il cancro ... segue
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01/01/2000 00:00
A volte c'è chi sostiene che esista un fondamentalismo vegetariano o vegano questa è la mia ultima risposta. Fondamentalismo un bel nulla semplicemente ci sono persone che hanno capito che: 1° l'alimentazione carnea non è del tutto salutare; 2° la carne "prodotta" dai mega allevamenti fa ancora più male; 3° stanno deforestando l'Amazzonia, ed altre foreste, per coltivare cibo per gli animali allevati e per "produrre" un chilo di carne servono oltre dieci chili di soia, che sfamerebbe più gente se consumata direttamente, ed una quantità enorme di acqua potabile; 4° gli allevamenti stanno contribuendo ad aumentare l'effetto serra anche a causa dei gas prodotti dagli erbivori e probabilmente in conseguenza di quello che gli danno da mangiare negli allevamenti; 5° le deiezioni degli animali allevati nei mega allevamenti anche a causa del contenuto di farmaci non possono essere usate come concime in quanto altamente inquinanti; 6° ci sono persone che grazie alla loro empatia non accettano di provocare sofferenza e morte negli altri animali; 7° ci si riempie la bocca di fondamentalismo vegetariano o vegano e perché non parlare dei mangiatori di carne fondamentalisti? Ognuno ha il suo fondamentalismo.
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01/01/2000 00:00
La Necrofagìa

"La carne? Diffonde le malattie.

E gli amici degli animali siano coerenti: diventino vegetariani" di Nigro Licò in Salute-Longevità, anno I, n.3, 30 maggio 1927 "Organo per la divulgazione scientifica della scienza del ben vivere"
La questione del vegetarismo può essere considerata da diversi punti di vista, i quali però nel complesso si riducono a due principali: quello dell'igiene e quello della morale. Ora io tratterò del lato morale, prescindendo perciò dal fatto, ormai dimostrato, che il regime vegetariano è altrettanto adatto alla conservazione dell'individuo normale e alla cura dell'anormale, quanto è disadatto il regime carneo. Intendo spiegare che il regime vegetariano vale anche a preservare il regno animale da un cumulo di sofferenze e di vere torture, che l'uomo gli infligge per farne suo cibo. Richiamo dunque la principale attenzione sul tatto della necrofagia e della crudeltà ch'esso implica; pel quale scopo. riporto qui tradotto un articolo che fu stampato nel periodico dì Mulhouse, "L'ami des animaux", annata 1925, n. 6 e 7. Dice quell'anonimo articolista: "Tutte le sofferenze inflitte al mondo animale mediante la vivisezione, le corride, l'ammaestramento, la caccia, il commercio delle pelliccia, il lavoro, messe in ano dei piatti della bilancia, sarebbero come una pagliuzza relativamente alla massa terribile dal dolore causato dall'alimentazione carnea. "Al pascolo e nella stalla, buoi, montoni e vitelli ricevono già numerosi maltrattamenti, bastonate, o morsicature di cani stimolati dai pastori e dai boari. Allorchè bisogna abbandonare il prato nativo per andare in città, sulle banchine delle stazioni, alla cinta daziaria, quei cattivi trattamenti si raddoppiano, occasionati dallo spiegabile spavento delle povere bestie, le quali non avanzano che a colpi di randello e di nervo di bue..... Poi cominciano gli orrori del viaggio. Per ore e per giorni le bestie sono ammucchiate in vagoni, o, peggio, nelle stive di navi in cui, sballottate, urtate, soffrono crudelmente la sete ed il caldo in estate, il freddo nell'inverno. Molte hanno le membra rotte e ricevono colpi di piedi dalle loro compagne di sventura. All'arrivo delle navi da trasporto per bestiame, si trova sempre un buon numero d'animali morti in condizioni miserevoli. Chi non ha sentito stringersi il cuore nell'udire i dolorosi muggiti che escono dai vagoni-bestiame lasciati per lunghe ore in pieno sole lungo le linee ferroviarie? "Arrivati nelle città è peggio ancora. Lo sbarco è un'altra tappa atroce che percorrono i disgraziati animali commestibili, calvario che raggiungerà il suo apice negli ammazzatoi in cui le povere vittime della ghiottoneria e dell'ignoranza umana saranno sacrificate in un luogo sudicio e ripugnante, nel mezzo di violenze e crudeltà ancora più brutali, le ultime tuttavia. Sembra che solo nella morte i nostri umili e disgraziati servitori trovino l'estremo rifugio contro la brutale ferocia dell'uomo. La somma delle sofferenze cagionate agli animali coll'alimentazione carnea è terribile. Mentre in tutta l'Europa si trovano solo alcune dozzine d'infermi di vivisezione e poche centinaia d'arene spagnuole e di circhi, si contano a migliaia i mattatoi e a milioni le loro vittime. Ecco la grande, la principale sorgente della sofferenza animale. Ed essa ha questo di specialmente tragico: che é ignorata. Solo nelle stazioni lontane, nei quartieri remoti, l'umanità, che sacrifica gli animali alla sua gastronomia, compie il suo basso lavoro, lungi dal pubblico. Le brave persone, la cui anima sensibile soffre vedendo un carrettiere che dà un colpo di frusta ad un cavallo e che proteggerebbero gli animali dai maltrattamenti, mangiano impavide la loro cotoletta o bistecca, senza che niente evochi in esse le sofferenze che hanno preceduto ed accompagnato lo strozzamento, il colpo di mazza delle disgraziate vittime della loro alimentazione. "Quand'anche si ammetta necessario di mangiare della carne per vivere, si potrebbe a rigore rassegnarsi, colla morte nell'anima, come è voluto dalle abitudini alimentari, ad uccidere gli animali per mangiarli, circondando però gli ultimi istanti delle nostre vittime colle massime cure e col maggior sollievo possibile. Ma ciò è inutile. "Per fortuna l'uomo non é condannato a nutrirsi dei sangue, della carne e del grasso degli animali. Egli può vivere, e vivere assai bere, coi frutti della terra. Centinaia. di milioni di vegetariani, in tutti i paesi e in tutti i tempi, l'hanno provato più che a sufficienza, mediante l'esempio, il quale annienta tutte le discussioni e le ipotesi sulla possibilità od impossibilità di vivere senza carne. Non soltanto è possibile di vivere senza carne, ma ciò é necessario se si vuole rafforzare la propria salute ed evitare i reumi, l'appendicite ed il cancro, queste piaghe del mondo moderno. La loro recrudescenza infatti é dovuta alla generalizzazione dell'alimento carneo che gli igienisti ed i medici, impressionati dai suoi pericoli, cominciano a combattere. Dal punto di vista personale ed igienico, l'uomo ha dunque interesse a cessare di mangiar carne, la quale è la causa della maggior parte delle malattie di cui soffre. Dal punto di vista morale, è quello un dovere, giacchè in tal modo egli eviterà di causare le sofferenze e la morte degli animali, che sono ora sacrificati ogni giorno, affatto inutilmente, alla sua ghiottoneria. Divenendo Vegetariano e frugivoro, egli troverà in un'alimentazione sana, abbondante e piacevole, di legumi, di noci, di cereali, di frutti, la forza e la salute del corpo, la chiarezza e la libertà della mente, nel tempo stesso ch'egli farà la pace cogli animali. Da più di un secolo i filantropi, gli animi buoni, hanno tentato di alleviare gli orrori della guerra, di umanizzarla. Si é visto dal 1814 al 1918 fino a qual punto vi siano riusciti. Pretendere di umanizzare la guerra, è quanto darsi a un gramo e truce scherzo. Bisogna sopprimerla. Lo stesso si deve dire per l'uccisione degli animali. Gli amici degli animali, se sono logici, se sono coerenti, se vanno al fondo dei fatti, devono voler sopprimere i mattatoi, col cessare di mangiare carne e non col tentar di umanizzarli. Questo, d'altronde, sarebbe vano, giacché l'alimentazione carnea implica ineluttabilmente la sofferenza. Infatti, quand'anche si giungesse ad anestetizzare gli animali prima di sacrificarli, bisognerebbe pur sempre portarli a destinazione, ed è il loro trasporto ciò che li fa soffrire di più. Cosicchè il voler sopprimere le sofferenze degli animali e continuar a mangiare carne strappata ai loro cadaveri ancora palpitanti, é altrettanto ridicolo quanto il voler empire la botte delle Danaidi. Se i protettori sono sinceri, diventino vegetariani. Essi avranno le mani pure da ogni sangue animale, nel tempo stesso che saranno più sani e più lieti, vivendo nella dolcezza e nella pace, in armonia colla vita universale". www.disinformazione.it
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01/01/2000 00:00
Eppure un naturista dovrebbe capire e sentire più dei tessili la parola empatia invece di seguire le sue papille gustative va be' tanto ognuno è naturista o si crede naturista a modo suo.
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01/01/2000 00:00
Io invece per le mie ricerche sono arrivato alle conclusioni opposte all'amico naturista che gettava i suoi fazzoletti in giro ... d'altra parte se quello che sostengono vegetariani e vegani fosse falso perché le associazioni dei macellai ed allevatori (fatturati enormi) non li denunciano visto che ledono i loro interessi e, dal loro punto di vista, la salute pubblica? http://www.youtube.com/watch?v=zRDLKD-NAa4&feature=share A parte i danni enormi che l'alimentazione carnea sta facendo al pianeta. http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=15612&cat=Verso%20la%20scienza%20della%20sostenibilit%E0&sez=Verso%20la%20scienza%20della%20sostenibilit%E0
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01/01/2000 00:00
Fede ha scritto:
Hei Eroe, hai visto cosa ha detto l'OMS? Dì la verità che hai avuto un sussulto di gioia![:D][:D][:D]
Più che gioia perplessità in quanto quello che l'OMS ha reso pubblico si sapeva da decenni. Allora mi sono chiesto come mai solo ora ed in maniera plateale l'hanno reso pubblico?
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01/01/2000 00:00
Gli allevamenti intensivi ... tutto quello che c'è da sapere a riguardo anche in relazione all'agricoltura. All'inizio del video una relazione fatta da una persona che ci ha lavorato. CONSIGLIO LA VISIONE in quanto bisogna conoscere quello che si mangia. https://youtu.be/LivBz5H8w50 https://www.youtube.com/watch?v=LivBz5H8w50
siman ha scritto:
A me invece, nel leggere questo vecchio tread, è venuta nostalgia. Cordom e Fede quando molto presenti. Maro58 che non frequenta più E poi il povero Tatino...[:243]
Concordo tanta nostalgia per i vecchi tempi, da Meow in poi, ed amici con cui si discuteva anche accapigliandosi a volte.
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01/01/2000 00:00
Al pesce c'ero arrivato è la metafora del maiale e del coniglio che mi è nuova.
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01/01/2000 00:00
REALTA' ETICHE IN ITALIA: DOVE COMPRARE? Negli ultimi anni stanno nascendo aziende naturali e/o biologiche che producono in Italia e vendono direttamente senza intermediari e che hanno come plus imprescindibile la realizzazione, nei loro obiettivi, di significativi progetti, garantiti dal Coordinamento Nazionale delle Associazioni e Comunità di Ricerca Etica, Interiore e Spirituale, sono realtà che sostengono progetti etici, spirituali, sociali, originali e alternativi. Puoi contribuire a farle crescere destinando i tuoi acquisti a loro invece che alle multinazionali ed ai commercianti spregiudicati. Prendi il tuo biglietto della spesa e verifica se i prodotti/servizi che acquisti normalmente da iper e super mercati, commercianti e aziende non etiche, sono disponibili presso queste realtà. Scegli partendo da quelle più vicine alla tua abitazione, per poi man mano allontanarti, se non ne trovi vicine a te. Puoi andare a ritirare i prodotti/servizi direttamente da loro (previa telefonata), se ti è comodo, oppure riceverli per posta o corriere direttamente a casa tua. Questa è una rete dove anche chi fornisce servizi/beni è a sua volta cliente di altre realtà facenti parte della stessa rete, al fine di sostenere l’economia della rete stessa. A tutti i consumatori chiediamo di spostare consapevolmente i loro consumi verso queste realtà che oltre a garantire prodotti biologici e servizi ad alto contenuto umano, sostengono progetti o realtà dove si realizza un mondo migliore da subito. Mettiti in contatto diretto e inizia il nuovo corso dei tuoi acquisti e dei tuoi consumi. Anche questa è Alimentazione Naturista. Articolo redatto da "Benessere Naturista.it"
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01/01/2000 00:00
gomper ha scritto:
Federico ha scritto:
Bella discussione... Personalmente io mi nutro prevalentemente di tutto ciò che non è di origine animale. Prevalentemente, perché ogni tanto mangio derivati del latte, alcuni tipi di pesce (pesce azzurro), in quantità veramente minime e saltuariamente. Per me il problema non è mangiare carne o no, il problema è limitare gli eccessi. La carne in tavola va bene al massimo una volta alla settimana, idem a il pesce e i derivati del latte e le uova. Mangiamo troppo. Ci muoviamo poco. Produciamo un'enormità di rifiuti. Dobbiamo rimodulare i consumi. Per me questo è il futuro.
Un passo di un ipotetico Manifesto del Naturismo: se si sviluppasse e catturasse l'attenzione (il punto è questo...) avrebbe lo stesso impatto di quello del... Futurismo! (con tutto che Marinetti, oltre a quello fondativo, ne fece vari fra cui uno sull'alimentazione ) e curiosamente, stavolta sconfesserebbe il dinamismo della società moderna. Paradossalmente potrebbe venire aiutato perfino da quanto messo in testa in 50 anni dagli spot pubblicitari (ispirati anch'essi in larga parte dagli stilemi futuristi): i vari "Come natura crea", mulinibianchi, "Ocosiopomì" e via discorrendo, tutta l'esaltazione del presunto naturale. La differenza è che bisognerebbe cercare la "nudità" anche nei prodotti che acquistiamo; non solo intesa come genuinità, considerato che il 70% dei rifiuti prodotti sono le ex CONFEZIONI. E la cosiddetta "lunga conservazione" fa il resto.
La parte "morale" delle mie convinzioni non condivide la modica quantità di animali ... per il resto condivido pienamente e se proprio dovete nutrirvi anche di animali che almeno possano fare una vita naturale e non nei mega allevamenti.
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01/01/2000 00:00
Federico ha scritto:
Tengo a ribadire che la scelta alimentare è una scelta personale. Ognuno deve scegliere cosa mettere e quanto mettere nella propria pancia. Piuttosto si tratta di prendere coscienza e capire che tutto ciò che scegliamo produce delle conseguenze.
Pienamente d'accordo ... Certo che è personale ma è anche una scelta che coinvolge direttamente ed indirettamente altri viventi e l'ambiente per cui una maggiore riflessione e conoscenza sui nostri usi e consumi e loro conseguenze credo sia opportuna visto come stiamo riducendo il pianeta. Esempi di cosa vuol dire mangiare carne oggi: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=15612&cat=Verso%20la%20scienza%20della%20sostenibilit%E0&sez=Verso%20la%20scienza%20della%20sostenibilit%E0 http://www.facebook.com/photo.php?fbid=234829066625625&set=a.108051509303382.14821.100002956002389&type=1&relevant_count=1
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01/01/2000 00:00
Alimentazione Naturista (2) ALIMENTAZIONE NATURISTA: ATTENTA ALL'AMBIENTE Sicuramente alla maggior parte delle persone sfugge il fatto che nella nostra alimentazione c’è un forte impatto sull’ambiente. Mangiare consapevole aiuta a ridurre le emissioni di gas, mentre con lo stile di vita e di consumo che abbiamo, stiamo mettendo a rischio l'ambiente. Il settore alimentare contribuisce alle emissioni di ossido di carbonio nell’aria perché dalla terra del contadino il viaggio dei prodotti alimentari è lungo, a volte lunghissimo, sia in termini di distanze che di tempo. La trasformazione, la conservazione, il marketing, il trasporto, l’imballaggio, sono cosi impattanti che portano l’alimentazione umana a contribuire alle emissioni di gas serra per circa il 30% delle emissioni totali. Secondo la FAO, sarebbe sufficiente che nei paesi occidentali ci si privasse di un bistecca a settimana per liberare una quantità di cereali sufficiente per nutrire gli abitanti dell’intero pianeta. L’eccessivo utilizzo della carne oltre che ad avere effetti nocivi sulla salute, li ha anche sull’ambiente. La produzione di carne rappresenta il 9% del totale delle emissioni di CO2 del pianeta e il 18% dei gas a effetto serra. Inoltre l’allevamento è causa di degradazione del pianeta, deforestazione, desertificazione. Per ogni chilo di carne bovina si consumano 10 kg di cereali, per ogni chilo di carne di maiale 5 kg di cereali, senza tenere conto del consumo d’acqua. Neanche il pesce se la cava bene, complice gli allevamenti intensivi nel sud est asiatico in particolare di gamberi, cha ha distrutto la barriera corallina e le foreste di mongrovie sul mare e trasformato i contadini coltivatori di cereali in allevatori di pesce. Inoltre il trasporto incide moltissimo sul prodotto nelle emissioni di CO2. Per esempio sulla frutta e la verdura, visto che in Italia abbiamo la consuetudine di importare verdura da ogni dove, come le carote dall’Africa del Sud, ananas dal Ghana, frutti di bosco dal Cile, pomodori dalle Canarie e dall’Olanda (!), per fare degli esempi. Si è calcolato che per ogni kg di Ananas si emettono un quantitativo pari a 5 kg di emissioni di CO2. Acquistiamo anche molta frutta come fragole, peperoni, pomodori che arrivano da Almeria in Spagna dove a causa dell’agricoltura intensiva, la zona e a rischio desertificazione. L’acqua è la risorsa primaria e viene utilizzata sia per produrre alimenti che per produrre bevande. Ci vogliono da 4 a 10 litri d’acqua per produrre un litro di birra, da 3 a 9 litri per un litro di Coca Cola, per un litro di soda ci vogliono cinque litri d’acqua. Il succo di frutta ha provenienze diverse, ma un dato su tutti: il Brasile consuma 100 litri di petrolio per produrre una tonnellata di succo d’arancia. I succhi di frutta concentrati, disperdono acqua; prima tolgono acqua per concentrarli e poi li reidratano. L’acqua minerale invece è responsabile del maggior inquinamento da plastica di terra, fiumi, laghi e mare. Perché non impariamo a bere acqua del rubinetto? Un comportamento naturista insegna a consumare prodotti di stagione; frutta e verdura di stagione, acquistando prodotti che si coltivano nella nostra zona e in mancanza il più vicino possibile. Insegna a frequentare di più i mercati dei contadini o i piccoli negozi di biologico, riciclare quanto più possibile i contenitori, bere acqua del rubinetto. Infine se non mangiamo l’ananas di certo non moriremo, e le terre dove viene coltivato smetteranno di essere preda delle multinazionali, di rischiare la distruzione della loro biodiversità e le popolazioni di essere sfruttate in modo disumano. La ricchezza portata da colture intensive è sempre per pochi, pochissimi; mai per la gente locale. Da sole queste poche cose possono aiutarci a ridurre l'impatto sull'ambiente e muovere l'economia locale; diventare cioè un po’ più naturisti.
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01/01/2000 00:00
NOTA di MODERAZIONE: topic epurato da discussioni e liti a norma di regolamento. Si restituisce originale
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01/01/2000 00:00
Come fa a esserti nuova? Ogni due x tre nel forum scriviamo che di maialotti in spiaggia non ne vogliamo!!! (In privato poi son cose private, ma risulta siano i più [e le piu] graditi/e [:0] ) Quanto al coniglio, se proprio non ne hai mai visti, basta che guardi la pubblicità dei Mikado in tv, uno degli shetc riguarda proprio loro [;)]
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