Alimentazione Naturista

Eroe 02/09/2026 21:37 17.470 Visite
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01/01/2000 00:00
Interessante dibattito, l'unico rischio però, è di cadere in una visione "integralista" del naturismo. Penso che ogniuno abbia il suo approccio e le sue motivazioni.
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01/01/2000 00:00
biot ha scritto:
Federico ha scritto:
Bella discussione... Personalmente io mi nutro prevalentemente di tutto ciò che non è di origine animale. Prevalentemente, perché ogni tanto mangio derivati del latte, alcuni tipi di pesce (pesce azzurro), in quantità veramente minime e saltuariamente. Per me il problema non è mangiare carne o no, il problema è limitare gli eccessi. La carne in tavola va bene al massimo una volta alla settimana, idem a il pesce e i derivati del latte e le uova. Mangiamo troppo. Ci muoviamo poco. Produciamo un'enormità di rifiuti. Dobbiamo rimodulare i consumi. Per me questo è il futuro.
concordo pienamente ....e magari, anche riuscire ad auto produrci ciò che consumiamo sarebbe una bella cosa[;)]
concordo con entrambi. Nel mio piccolo, tempo permettendo e nel limite delle possibilità cerco di fare così come auspica il secondo quote
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01/01/2000 00:00
Io ho solo fatto copia ed incolla di un articolo che comunque ha il merito di di far riflettere su quello che mangiamo ed acquistiamo. Per quanto riguarda ceci e fagioli tieni presente che per un chilo di carne che si mangia servono da 5 a 10 kg di cereali per farla crescere per cui mangiando direttamente cereali e legumi si produce complessivamente molto meno inquinamento sopratutto se si tengono presente i mega allevamenti ove le deiezioni, invece di essere concime naturale, diventano liquami tossici. Non sarà la scelta di una minoranza a far fallire chi produce ananas che comunque non sono i contadini tradizionali ma coltivazioni estensive fatte da multinazionali che sottopagano e non rispettano i contadini che lavorano per loro e in un documentario che ho visto anni fa si denunciava che in centro america, per motivi di risparmio, irroravano i campi, con gli aerei, di antiparassitari mentre i contadini lavoravano. Volendo realmente aiutare contadini ed artigiani di quei luoghi è meglio fare acquisti presso i negozi equo solidali.
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01/01/2000 00:00
http://www.disinformazione.it/necrofagia.htm

Anni ‘20. Com’erano moderni quei naturisti contro la "necrofagìa”

Nico Valerio - http://nicovalerio.blogspot.com/
Spulciando nella propria biblioteca si fanno scoperte curiose. Ho trovato un malandato opuscolo del 1927 che rivela il buon livello che la cultura naturista o igienista (ma loro giustamente si definivano "naturisti") aveva in Italia in quegli anni. Ci sono medici, anche specialisti e docenti, divulgatori, giornalisti entusiasti. Il naturismo mette al primo posto correttamente la "questione alimentare", secondo la tradizione del cibo semplice, che però è anche medicina, che da Ippocrate passa per il dottor Carton (e gli altri terapeuti ippocratici) e arriva ai giorni nostri. Ma con una precisa scelta vegetariana, e in alcuni autori addirittura fruttivora o veganiana. Il rapporto con l'ambiente e gli animali è strettissimo: sorprendono le motivazioni circostanziate, molto simili a quelle odierne, 80 anni dopo. Ma la preziosa rivista, diretta dal prof. Fortunato Peitavino, offre squarci di vita culturale e scientifica che vanno ben al di là del contenuto degli articoli. Eloquente la pubblicità: ristoranti vegetariani di ottimo livello e prezzi modici (come quello di Torino, della signora Pissarreff, vedova Bocca, in Corso Vittorio Emanuele 41 ("Scelto e variato servizio, cucina esclusivamente vegetariana"). Molti gli studi medici collegati o raccomandati, gestiti da sanitari vegetariani o addirittura propagandisti del naturismo salutista e vegetariano. Un collegamento che oggi, per ipocrite "norme deontologiche", è difficilissima se non impossibile da trovare sulle riviste del settore. E ancora: "E' uscito in seconda edizione Il Vegetarismo, [manuale] di Nigro Licò, a lire 1,50 la copia". Doveva essere lo pseudonimo d'un medico, probabilmente il prof. Nicola Grillo, di Chiavari. Colpisce il trafiletto "Naturoterapia" [oh, finalmente il termine corretto: nel '27 non erano così ignoranti come nel 2000, quando si ciancia, anche nei testi di legge, di "naturopatia", cioè letteralmente...malattia naturale], trattato completo dell'antica Scienza della Salute, per la quale tutti possono arrivare ad essere Medici di se stessi e degli altri. Di Juan Angelatz y Albornia]. E com'erano aggiornati e internazionali. In apertura, a pagina 3 vi si riferisce dell'importante Congresso vegetariano di Londra, a cui parteciparono vegetariani di 14 Paesi, dalla Danimarca all'America del Sud. Tra l'altro si sostiene che in Italia, nel lontano 1927, i vegetariani erano moltissimi, paragonabili a quelli delle nazioni d'Europa più progredite. "Il numero dei simpatizzanti a questo regime è superiore a quello delle Nazioni predette; essendo però essi dispersi, non possono unirsi per manifestare le loro nobili idee": Insomma, al solito, il difetto italico di organizzazione e di associazionismo. Dal fascicolo riporto l'articolo sulle ragioni etiche del "vegetarismo" (non "vegetarianesimo", meno male). Il titolo è originale, il sottotitolo-sommario è una mia aggiunta. (Nico Valerio)
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01/01/2000 00:00
gomper ha scritto:
Federico ha scritto:
Bella discussione... Personalmente io mi nutro prevalentemente di tutto ciò che non è di origine animale. Prevalentemente, perché ogni tanto mangio derivati del latte, alcuni tipi di pesce (pesce azzurro), in quantità veramente minime e saltuariamente. Per me il problema non è mangiare carne o no, il problema è limitare gli eccessi. La carne in tavola va bene al massimo una volta alla settimana, idem a il pesce e i derivati del latte e le uova. Mangiamo troppo. Ci muoviamo poco. Produciamo un'enormità di rifiuti. Dobbiamo rimodulare i consumi. Per me questo è il futuro.
Un passo di un ipotetico Manifesto del Naturismo: se si sviluppasse e catturasse l'attenzione (il punto è questo...) avrebbe lo stesso impatto di quello del... Futurismo! (con tutto che Marinetti, oltre a quello fondativo, ne fece vari fra cui uno sull'alimentazione ) e curiosamente, stavolta sconfesserebbe il dinamismo della società moderna. Paradossalmente potrebbe venire aiutato perfino da quanto messo in testa in 50 anni dagli spot pubblicitari (ispirati anch'essi in larga parte dagli stilemi futuristi): i vari "Come natura crea", mulinibianchi, "Ocosiopomì" e via discorrendo, tutta l'esaltazione del presunto naturale. La differenza è che bisognerebbe cercare la "nudità" anche nei prodotti che acquistiamo; non solo intesa come genuinità, considerato che il 70% dei rifiuti prodotti sono le ex CONFEZIONI. E la cosiddetta "lunga conservazione" fa il resto.
La parte "morale" delle mie convinzioni non condivide la modica quantità di animali ... per il resto condivido pienamente e se proprio dovete nutrirvi anche di animali che almeno possano fare una vita naturale e non nei mega allevamenti.
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01/01/2000 00:00
CONSUMI: ASPETTO ETICO In un mondo dove pochi possono esercitare il Diritto Naturale alla caccia, alla pesca ed alla coltivazione per uso diretto, non possiamo non tenere conto che ogni nostra azione quotidiana si trasforma in consumi. Ogni nostro consumo, proprio perché non si attua nell’utilizzo di risorse strettamente locali auto-rigeneranti, diventa impattante per la natura, la terra e gli altri esseri viventi. Dato per scontato, quindi, che una volta che ci siamo fatti l’orto, abbiamo tagliato la legna del bosco rispettando le quantità di riproduzione, abbiamo catturato la selvaggina a disposizione e allevato 4 galline, tutto il resto dei nostri consumi è impattante (produzione, energia usata, imballaggi, trasporti ed infine rifiuti). Risulta quindi importantissimo esercitare l’unico diritto che ci resta: il voto a mezzo acquisti. Se compriamo all’Esselunga votiamo Caprotti e il suo libro demenziale “Falce e Carrello”; se compriamo alla COOP votiamo il sistema cooperativistico, spesso assistenzialista; se compriamo nei mass-market votiamo lo sfruttamento dei dipendenti a basso stipendio. Un bel dilemma dunque. Non esisterà qualcosa di veramente alternativo alle aziende, che in un modo o nell’altro, indossando gli abiti del lupo o della pecorella smarrita, stanno però di fatto alle regole del sistema capitalistico? A dire il vero esiste, anche se in Italia sono realtà molto marginali. Ma perché dunque non smettere di votare sempre per i soliti (ig)noti e iniziare a votare per realtà che vogliono farsi conoscere? Anzi, che si fanno conoscere di persona, che se vuoi puoi andarli a trovare, e che se non puoi andare a trovarli puoi sapere di loro tutto: i dettagli del loro progetto di vita, di produzione, di comunità, di filosofia. Il consiglio preciso è quindi il seguente: sposta almeno il 30% mensile dei tuoi consumi verso realtà etiche Italiane. Ribadiamo: Italiane. Il modo migliore per aiutare l’Africa o il Sud America è diminuire il nostro impatto sull’ambiente e cioè diminuire i consumi (trasporti, energia, servizi, prodotti esteri) dato che ogni prodotto ruba da loro le materie prime necessarie; nessun “missionario esterofilo” o “consumatore esterofilo” è necessario allo scopo di riequilibrare il divario di benessere a disposizione tra nord e sud del mondo. Anzi la salvezza del sud inizia nel momento in cui il nord smette di prosciugare tutte le riserve e le materie prime per poi lavarsi la coscienza spedendo soldi o cibi scaduti (altri nostri rifiuti) con missioni umanitarie improponibili; inutili perché insegnano alle popolazioni tutto il peggio dell’occidente. E’ meglio acquistare presso importatori del mercato equosolidale estero solo quanto non è producibile in Italia, come cacao, caffè, zucchero di canna, per fare degli esempi. Ma se esiste l’alternativa italiana, o ancora meglio locale, è nettamente da preferire.
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01/01/2000 00:00
http://it.notizie.yahoo.com/cancro-pancreas-salsiccia-dieta.html Una salsiccia al giorno può causare il cancro Secondo una ricerca pubblicata sul British Journal of Cancer il consumo di carne processata aumenterebbe considerevolmente il rischio di contrarre il cancro ... segue
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01/01/2000 00:00
ligo ha scritto:
Interessante dibattito, l'unico rischio però, è di cadere in una visione "integralista" del naturismo. Penso che ogniuno abbia il suo approccio e le sue motivazioni.
L'integralismo esiste quando c'è chi pretende che tu ti comporta seguendo certe regole ed a me non interessa imporre niente a nessuno tranne il rispetto reciproco e la buona educazione (se fosse in mio potere imporlo). Per esempio integralista sarebbe uno che vorrebbe vietare l'iscrizione ad una associazione naturista chi non è vegetariano ma se semplicemente uno ne parla non vedo dove sia l'integralismo.
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01/01/2000 00:00
Per visualizzare la scheda e l'intero articolo cliccare sul link in fondo. Questi numeri rappresentano le ripercussioni (impatti) ambientali calcolate : ogni riga è una dieta (o scelta di vita, ricordate che il cibo non è solo cibo) mentre ogni colonna riporta le singole categorie di impatto: i valori identificano la grandezza del danno. La dicitura “norm” identifica una dieta non rispettosa nemmeno dei principi base della nutrizione (la piramide alimentare), “omni” “vege” “vega” identificano rispettivamente diete onnivore, vegetariane e vegane. “INT” e “BIO” indicano i metodi di produzione INTensivo e BIOlogico. Gli impatti sono calcolati sulla salute umana considerando le sostanze cancerogene rilasciate e i danni respiratori dovuti a composti organici e di sintesi; sull’ambiente considerando l’effetto sul cambiamento climatico, lo strato di ozono, l’ecotossicità e acidificazione/eutrofizzazione; sull’utilizzo di risorse quali suolo, materie prime (fra cui la nostra preziosissima acqua) e i combustibili fossili. ... segue http://latanadellorto.blogspot.it/2014/05/lca-part-2-numbers.html
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01/01/2000 00:00
http://it.notizie.yahoo.com/tumore-seno-ricerca-parabene.html Tumore al seno, una ricerca evidenzia la presenza di parabene nel 99% dei casi Una nuova ricerca condotta su 160 donne ha riscontrato la presenza di questa sostanza contenuta in cosmetici, medicine e alcuni alimentari nel 99% dei casi ... segue Sostanza contenuta anche negli alimenti ...
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01/01/2000 00:00
Sul SESSO NATURISTA e / o salutista sarebbe opportuno discutere in un topic apposito.
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01/01/2000 00:00
La Necrofagìa

"La carne? Diffonde le malattie.

E gli amici degli animali siano coerenti: diventino vegetariani" di Nigro Licò in Salute-Longevità, anno I, n.3, 30 maggio 1927 "Organo per la divulgazione scientifica della scienza del ben vivere"
La questione del vegetarismo può essere considerata da diversi punti di vista, i quali però nel complesso si riducono a due principali: quello dell'igiene e quello della morale. Ora io tratterò del lato morale, prescindendo perciò dal fatto, ormai dimostrato, che il regime vegetariano è altrettanto adatto alla conservazione dell'individuo normale e alla cura dell'anormale, quanto è disadatto il regime carneo. Intendo spiegare che il regime vegetariano vale anche a preservare il regno animale da un cumulo di sofferenze e di vere torture, che l'uomo gli infligge per farne suo cibo. Richiamo dunque la principale attenzione sul tatto della necrofagia e della crudeltà ch'esso implica; pel quale scopo. riporto qui tradotto un articolo che fu stampato nel periodico dì Mulhouse, "L'ami des animaux", annata 1925, n. 6 e 7. Dice quell'anonimo articolista: "Tutte le sofferenze inflitte al mondo animale mediante la vivisezione, le corride, l'ammaestramento, la caccia, il commercio delle pelliccia, il lavoro, messe in ano dei piatti della bilancia, sarebbero come una pagliuzza relativamente alla massa terribile dal dolore causato dall'alimentazione carnea. "Al pascolo e nella stalla, buoi, montoni e vitelli ricevono già numerosi maltrattamenti, bastonate, o morsicature di cani stimolati dai pastori e dai boari. Allorchè bisogna abbandonare il prato nativo per andare in città, sulle banchine delle stazioni, alla cinta daziaria, quei cattivi trattamenti si raddoppiano, occasionati dallo spiegabile spavento delle povere bestie, le quali non avanzano che a colpi di randello e di nervo di bue..... Poi cominciano gli orrori del viaggio. Per ore e per giorni le bestie sono ammucchiate in vagoni, o, peggio, nelle stive di navi in cui, sballottate, urtate, soffrono crudelmente la sete ed il caldo in estate, il freddo nell'inverno. Molte hanno le membra rotte e ricevono colpi di piedi dalle loro compagne di sventura. All'arrivo delle navi da trasporto per bestiame, si trova sempre un buon numero d'animali morti in condizioni miserevoli. Chi non ha sentito stringersi il cuore nell'udire i dolorosi muggiti che escono dai vagoni-bestiame lasciati per lunghe ore in pieno sole lungo le linee ferroviarie? "Arrivati nelle città è peggio ancora. Lo sbarco è un'altra tappa atroce che percorrono i disgraziati animali commestibili, calvario che raggiungerà il suo apice negli ammazzatoi in cui le povere vittime della ghiottoneria e dell'ignoranza umana saranno sacrificate in un luogo sudicio e ripugnante, nel mezzo di violenze e crudeltà ancora più brutali, le ultime tuttavia. Sembra che solo nella morte i nostri umili e disgraziati servitori trovino l'estremo rifugio contro la brutale ferocia dell'uomo. La somma delle sofferenze cagionate agli animali coll'alimentazione carnea è terribile. Mentre in tutta l'Europa si trovano solo alcune dozzine d'infermi di vivisezione e poche centinaia d'arene spagnuole e di circhi, si contano a migliaia i mattatoi e a milioni le loro vittime. Ecco la grande, la principale sorgente della sofferenza animale. Ed essa ha questo di specialmente tragico: che é ignorata. Solo nelle stazioni lontane, nei quartieri remoti, l'umanità, che sacrifica gli animali alla sua gastronomia, compie il suo basso lavoro, lungi dal pubblico. Le brave persone, la cui anima sensibile soffre vedendo un carrettiere che dà un colpo di frusta ad un cavallo e che proteggerebbero gli animali dai maltrattamenti, mangiano impavide la loro cotoletta o bistecca, senza che niente evochi in esse le sofferenze che hanno preceduto ed accompagnato lo strozzamento, il colpo di mazza delle disgraziate vittime della loro alimentazione. "Quand'anche si ammetta necessario di mangiare della carne per vivere, si potrebbe a rigore rassegnarsi, colla morte nell'anima, come è voluto dalle abitudini alimentari, ad uccidere gli animali per mangiarli, circondando però gli ultimi istanti delle nostre vittime colle massime cure e col maggior sollievo possibile. Ma ciò è inutile. "Per fortuna l'uomo non é condannato a nutrirsi dei sangue, della carne e del grasso degli animali. Egli può vivere, e vivere assai bere, coi frutti della terra. Centinaia. di milioni di vegetariani, in tutti i paesi e in tutti i tempi, l'hanno provato più che a sufficienza, mediante l'esempio, il quale annienta tutte le discussioni e le ipotesi sulla possibilità od impossibilità di vivere senza carne. Non soltanto è possibile di vivere senza carne, ma ciò é necessario se si vuole rafforzare la propria salute ed evitare i reumi, l'appendicite ed il cancro, queste piaghe del mondo moderno. La loro recrudescenza infatti é dovuta alla generalizzazione dell'alimento carneo che gli igienisti ed i medici, impressionati dai suoi pericoli, cominciano a combattere. Dal punto di vista personale ed igienico, l'uomo ha dunque interesse a cessare di mangiar carne, la quale è la causa della maggior parte delle malattie di cui soffre. Dal punto di vista morale, è quello un dovere, giacchè in tal modo egli eviterà di causare le sofferenze e la morte degli animali, che sono ora sacrificati ogni giorno, affatto inutilmente, alla sua ghiottoneria. Divenendo Vegetariano e frugivoro, egli troverà in un'alimentazione sana, abbondante e piacevole, di legumi, di noci, di cereali, di frutti, la forza e la salute del corpo, la chiarezza e la libertà della mente, nel tempo stesso ch'egli farà la pace cogli animali. Da più di un secolo i filantropi, gli animi buoni, hanno tentato di alleviare gli orrori della guerra, di umanizzarla. Si é visto dal 1814 al 1918 fino a qual punto vi siano riusciti. Pretendere di umanizzare la guerra, è quanto darsi a un gramo e truce scherzo. Bisogna sopprimerla. Lo stesso si deve dire per l'uccisione degli animali. Gli amici degli animali, se sono logici, se sono coerenti, se vanno al fondo dei fatti, devono voler sopprimere i mattatoi, col cessare di mangiare carne e non col tentar di umanizzarli. Questo, d'altronde, sarebbe vano, giacché l'alimentazione carnea implica ineluttabilmente la sofferenza. Infatti, quand'anche si giungesse ad anestetizzare gli animali prima di sacrificarli, bisognerebbe pur sempre portarli a destinazione, ed è il loro trasporto ciò che li fa soffrire di più. Cosicchè il voler sopprimere le sofferenze degli animali e continuar a mangiare carne strappata ai loro cadaveri ancora palpitanti, é altrettanto ridicolo quanto il voler empire la botte delle Danaidi. Se i protettori sono sinceri, diventino vegetariani. Essi avranno le mani pure da ogni sangue animale, nel tempo stesso che saranno più sani e più lieti, vivendo nella dolcezza e nella pace, in armonia colla vita universale". www.disinformazione.it
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01/01/2000 00:00
Federico ha scritto:
Tengo a ribadire che la scelta alimentare è una scelta personale. Ognuno deve scegliere cosa mettere e quanto mettere nella propria pancia. Piuttosto si tratta di prendere coscienza e capire che tutto ciò che scegliamo produce delle conseguenze.
Pienamente d'accordo ... Certo che è personale ma è anche una scelta che coinvolge direttamente ed indirettamente altri viventi e l'ambiente per cui una maggiore riflessione e conoscenza sui nostri usi e consumi e loro conseguenze credo sia opportuna visto come stiamo riducendo il pianeta. Esempi di cosa vuol dire mangiare carne oggi: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=15612&cat=Verso%20la%20scienza%20della%20sostenibilit%E0&sez=Verso%20la%20scienza%20della%20sostenibilit%E0 http://www.facebook.com/photo.php?fbid=234829066625625&set=a.108051509303382.14821.100002956002389&type=1&relevant_count=1
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01/01/2000 00:00
nudodasempre ha scritto:
siman ha scritto:
newentry ha scritto:
biot ha scritto:
Federico ha scritto:
Bella discussione... ......Produciamo un'enormità di rifiuti. Dobbiamo rimodulare i consumi. Per me questo è il futuro.
concordo pienamente ....e magari, anche riuscire ad auto produrci ciò che consumiamo sarebbe una bella cosa[;)]
concordo con entrambi. Nel mio piccolo, tempo permettendo e nel limite delle possibilità cerco di fare così come auspica il secondo quote
A questo punto, deduco che chi segue una certa dieta/terapia naturale e autoprodotta, debba ritenersi un naturista perfetto. http://it.salute.narkive.com/gMc1wfns/coproterapia http://www.albanesi.it/Medalt/urinoterapia.htm Bè, che dire? Siccome io mi sento soltanto un nudista... ......cin cin e buon appetito.... (nel frattempo, vado a farmi una pizza )[:D]
con elementi autoprodotti?[:D]
[:)] siman si sa anche che la perfezione non è di questa terra. Per quanto riguarda l'alimentazione direi che bisogna mangiare di tutto ma nelle giuste quantità. Ciò fa bene alla natura, alla nostra salute, al senso di rispetto che dobbiamo avere per essere in quella piccola percentuale di mondo che da sola consuma circa i 3/4 delle risorse mondiali di cibo. Non posso fornirti numeri esatti ma nella sola Italia in un solo anno si buttano tonnellate di cibi acquistati e poi scaduti.. dimenticati/sepolti semplicemente tra i ripiani del frigorifero; cosa che fa gridare allo scandalo. megli sarebbe stato che quei soldi che cmq si è deciso di privarsi per trasformarli in cibo da buttare, fossero stati trasformati in sostegno effettivo per le popolazioni povere. O se vogliamo, senza uscire da casa nostra per aiutare associazioni meritorie e davvero lodevoli che suppliscono le mancanze delle stato.
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01/01/2000 00:00
@fenice: cosa intendi con la metafora del coniglio?!? Guarda che cambio il mio avatar con Peppa PIg![:D][:D][:D]
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