Sime, io non posso vedere la tua faccia, ma tu puoi ben vedere qui a sinistra la mia, e se non ti basta vai sul mio blog (linkato qua sotto in firma) e di mie foto ne trovi diverse, al prossimo Raduno ti aspetto, ci diamo la mano e ci penso io a presentarti a tutti, ma proprio tutti. Ciao.
Poi permettimi, però, di fare alcune osservazioni e proporre delle soluzioni.
- una soluzione: mettiamoci tutti la faccia! Ossia, mettiamo tutti la nostra faccia nell'avatar (ma la faccia vera) così ci si può riconoscere e, magari, se non si fa avanti uno lo fa l'altro. Esiste comunque la possibilità che uno non guardi mai gli avatar (io, ad esempio) e non possa poi riconoscere le persone. Esiste anche la possibilità che uno faccia fatica a memorizzare nomi e visi (io le ho tutte e due, mannaggia), che in sauna uno giri senza occhiali o con le lenti a contatto e riesca a distinguere a malapena chi gli gira attorno, ma comuqnue se tutti metetssero nell'avatar la loro faccia di certo sarebbe più facile poi socializzare ai raduni.
- una considerazione... uno ottiene quello che chiede: se chiede di potersene stare per conto suo, quello ottiene; se chiede d'essere presentato, ottiene d'essere presentato. Non ho mai visto, se non (attraverso i sentito dire) negli alcolisti anonimi e similia, se non nelle piccole riunioni di lavoro, se non nei piccoli gruppi di aggiornamento professionale, momenti delle presentazioni obbligatorie (dove uno timido si sentirebbe messo alla berlina) o effettuate d'ufficio dagli organizzatori (violazione della privacy?!?).
- seconda considerazione... una sauna è forse il posto meno adatto a socializzare: vige la regola del silenzio, nella maggior parte delle cabine non ci si vede per via dell'oscurità e della nebbia, nei corridoi ci si dovrebbe fermare solo il minimo necessario. Non so se avevi prenotato la cena, ma oso pensare di no che li è impossibile non socializzare almeno con chi hai attorno, potevi comunque venire in sala, partecipare alle fotografie, attaccare parola con qualcuno. Poi, se ti fermavi dopo le 21 in piscina avresti avuto maggiori possibilità di attaccare bottone... se non ce la facevi tu, qualcuno che l'avrebbe fatto lo trovavi, certo bisogna pur sempre buttarsi nella mischia e non tenersi in disparte, altrimenti è dura. Se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna... ripeto, lo dice uno che ha sempre avuto grossissimi problemi a inserirsi nei gruppi, ma alla fine c'è sempre riuscito, basta volerlo, basta non arrendersi, basta farsi in qualche modo notare da qualcuno (anche lo stare in disparte serve a questo, ma bisogna pur sempre tenersi nelle immediate vicinanze e farsi vedere interessati). Che male può fare? Può forse cambiare in peggio qualcosa?
- terza considerazione, che è anche un aspetto risolutivo... evitiamo il senso unico, non pensiamo sempre e solo ai nostri problemi ma anche a quelli degli altri! Noi, lo ribadisco, ci proviamo ad ogni raduno o radunino, non pretendiamo d'essere perfetti (nessuno lo è), non pretendiamo di riuscirci sempre (nesuno ci riesce), sappiamo che si può sempre migliorare qualcosa (e ci proviamo... sempre), prendiamo nota di tutte le problematiche (e, essendo molto autocritici, quasi sempre le abbiamo individuate ancor prima che qualcuno venga a segnalarcele), ma lo stesso devono fare tutti i partecipanti, tutti! Specie quelli che magari hanno già sperimentato sulla loro pelle qualche problema.