ale sei stato stringato a questo giro. La storia dei bagni è semplice. La legge regionale prevede l'installazione di SERVIZI nei luoghi da autorizzare. Per servizi, sia Laghi che l'ha proposta, che UNILAZIO da cui è stata copiata, intendevano le classiche cosa da spiaggia: recinzioni, ponticelli sulle dune, lettini ombrelloni e quanto possibile. Il sindaco e gli assessori, nonchè il consigliere, l'intesero come servizi igenici, bagni, cessi. Li la zona è riserva naturale, cioè non ci puoi ammazzare nemmeno le zanzare, figurati installare cessi. L'assioma contrario fu subito coniato e da allora vige imperterrito: non si possono mettere cessi, ne normali (bisognerebbe scavare per acqua e fognature), ne chimici (dovrebbe passare il camion per la sostituzione e raccolta), indi non si può dare autorizzazione al nudismo. In pratica se si sta nudi si fa pipi e cacca, se si ha il costume no. Per cui se vuoi andare li devi avere il costume. Vale la pena ricordare che per decenni, non anni, precedenti, ogni inizio settimana passava un camion per la raccolta dei rifiuti, e svuotava i bidoni della spazzatura, posti ogni 25 metri circa lungo tutto l'arenile. Da allora scomparsi anche quelli (ovviamente, altrimenti avrebbero dovuto darcii fantomatici cessi), per cui la spiaggia è sempre piena di sacchetti etc. Ritornando: fu chiesto in regione di tradurre la parola SERVIZI, ma la legislatrice (Daniela Guerra), avendo perso le elezioni, non era presente, e le tradussero appunto come cessi. A nulla son valse anni di proteste, vale la storia che vai solo col costume perchè di pannolone munito. I soliti assurdi italiani.
Torniamo all'ultimo articolo. NObili non ci ha mai contrastato, anzi, ai tempi della prima chiusura del fratino, voleva dare i primi 80 metri ai tessili, e tutto il resto spiaggia, meno gli ultimi 500, a noi nudisti (ANER in testa). La cosa fu gentilmente rifiutata, perchè avrebbe comportato una responsabilità di sorveglianza, che allora (come adesso in vero), non potevamo ne permetterci ne assicurarci.
COn il nuovo capo provinciale, Nobili fu costretto a farci le multe. Ad oggi, trasferito d'ufficio il capo provinciale per i casini mediatici che abbiamo scatenato, e anche grazie a chi ha mandato le email, cessate le multe, a Nobili non frega di fatto nulla se torniamo li nudi. Non si da fastidio alla ricostruzione della pineta, na al fratino, ammesso che nidifichi ancra li, perchè si riserverebbe comunque un'area di rispetto A vicino alla fose del Bevano. Però i vari amministratori, vedendosi di nuovo sfuggire la cosa di mano, ce la stanno mettendo tutta per romperci anzitempo di nuovo i marroni. Quello che mi meraviglia però sono i commercianti (si svegliano solo nei mesi caldi, mandano avanti a lottare i nudisti), e chi li ci sostiene e ci vive sulla nostra presenza.
Sinceramente mi son rotto di lottare contro chi non ci vuole, o palesemente, o per assenteismo, o perchè forse, gli roviniamo anche qualche trombata ben fatta.