Oggi sono stato, ahime!, a Caldè. Lo dico con scoramento perchè, essendoci stato in compagnia femminile, ho finalmente compreso per quale ragione il luogo sia oramai stato abbandonato dai naturisti ed in particolar modo dalle coppie. Sarà che, essendo agosto, molte botteghe sono chiuse: forse è per questa ragione che la presenza di falegnami era a livelli oltremodo assurdi. Ne ho contata, perchè colti sul fatto, una decina. E che mastri Geppetto, la feccia degli ebanisti, i più subdoli, quelli che sbucano all'improvviso da un masso o che si occultano negli anfratti più impensati per poi uscire con un metaforico "presentat arm". Senza parlare degli sbinocolatori o dei passeggiatori che percorrono, ripetutamente, lo stesso, identico tratto "panoramico". Per farla breve, dopo due ore abbiamo levato le tende dall'ultima spiaggetta per finire in una piccola insenatura, 100 metri più a nord, solitamente tranquilla perchè ai più sconosciuta e di difficile accesso. Errore! Il portulario del perfetto falegname la riporta, così, ahinoi!, il calvario si è ripetuto. Sino a portarci alla legittima esasperazione quando un maniaco, non so come altro definirlo, memore di un passato militare, si è presentato in alzabandiera con quasi 12 ore di ritardo rispetto alle usanze di caserma (erano le 18,30) avendo oltretutto la facciatosta di chiedere - dopo essere stato pesantemente insolentito - se la sua presenza è stata causa di disturbo! Non ho più parole, Caldè è da dimenticare, purtroppo.