Il coraggio di essere liberi

a_fenice 25/12/2014 22:50 5.380 Visite
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Nudomark
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25/12/2014 22:50
Caspita Max che ardito paragone e che grande riflessione ci proponi il giorno di Natale! Sarò veloce nel rispondere ma tornerò sull'argomento... 1-Ho combattuto tutta la vita (almeno fino ai 30...) con me stesso e con gli altri per la mia libertà...ora sono non libero, liberissimo! Combatto tutti i giorni, non più per essere libero ma per convincere gli altri a liberarsi dalle oppressioni che ci creiamo nella testa. 2-Se l'obiettivo è non solo la libertà delle proprie idee, del proprio agire ma anche la libertà del proprio essere se stessi, sono in prima linea tutti i giorni!
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25/12/2014 22:50
https://www.youtube.com/watch?v=IdNOqb6kmVE https://www.youtube.com/watch?v=78YtWKDQzqk Cosa c'entrano questi due link col titolo del topic e in un sito di nudismo? Vi consiglio, prima di proseguire nella lettura del post di apertura, di visionare i due link. Tra la fine del primo e l'inizio del secondo, c'è la storia di Mosè che libera il popolo ebreo dalla schiavitù egiziana: l'Esodo. L'esodo è un ricordo storico senza precendenti e senza succedenti. Un milione di persone, soggette a schiavitù da tempo immemorabile, grazie ad una singola persona, riescono a tornare liberi e incamminarsi per tornare alla propria terra. I punti salienti: Mosè, per quanto di origine fortunosamente nobile (era stato adottato nella casa del faraone; fortunosamente perchè di nascita ebrea), era un tipo timido, balbuziente, di poco conto e importanza sociale. Nonostante tutto viene designato da Dio "nell'opera unica" che sarà il miracolo più grande avvenuto in tutta la storia. La storia più o meno la conoscete: Mosè, convinto da Dio, si presenta al Faraone, imperatore d'Egitto, e chiede la liberazione del suo popolo. Al suo diniego, aiutato da Dio e per mezzo dello stesso, scatena le proverbiali dieci piaghe, che porteranno sofferenza, morte, dolore e disperazione agli egiziani, fino a convincere il Faraone a lasciar liberi gli ebrei. Essi si muoveranno in massa, si dice circa un milione di persone, al seguito di Mosè, per tornare al loro paese d'origine. Il percorso non è facile, il deserto è duro, il cammino è lungo. Racconta la bibbia che durerà circa 40 anni. In questo tragitto si arriva al massimo del minimo: ci sarà chi sarà disposto a rinuciare alla propria libertà pur di tornare a mangiare le cipolle egiziane. Questa sera son capitato per caso su Rai5, dove stavano mandando la replica de I Dieci Comandamenti, spiegati da Benigni. Quando ho sentito le parole riguardo al racconto di cui sopra, ci ho visto i nudisti di oggi. Tutti subito pronti a seguire chiunque alza un bastone di guida, pur di guadagnare la propria libertà, la propria condizione di essere liberi, eppure....ai primi scogli, alle prime sofferenze, alle prime conquiste, si cominciano le "lamentazioni", le "mormorazioni", ci si tira indietro, si torna a preferire la spiaggia rubata alla spiaggia autorizzata, si preferisce non esternare chi siamo e cosa ci piace, ma preferiamo evitare problemi, e nasconderci, truccarci da tessili. Ma si arriva anche a peggio: ad ogni manifestazione di libertà più o meno ben fatta, si diventa moralisti, perbenisti, beghini, intolleranti, talebani, inneggiando alla difesa delle altrui libertà, anteponendole al proprio rispetto e diritto di individualità. In poche parole siamo più feroci noi contro ogni manifestazione nudista, che non chi è intollerante per natura e istituzione. Le scusanti son sempre quelle: non è opportuno, non è ammissibile, è esibizionismo, è libertarismo, è un invadare spazi altrui, è un pretendere libertà che verranno sfruttate anche da chi non se le merita. E potrei continuare per ore, a riassumere le scuse che puzzano tanto di vigliaccheria, aggiungendo la paura di dire realmente cosa vogliamo, desideriamo, di mettere la nostra faccia nelle cose che facciamo, di rivelarsi agli altri, di propagandare anche, perchè no, il nostro credo, e non solo dentro le righe protette di un forum nudista, ma ovunque, anche nella nostra vita quotidiana. Questi sono i due spunti di riflessione che voglio lanciare: 1- quanto vogliamo davvero essere uomini liberi 2- quanto vogliamo impegnarci davvero nella nostra vita per questo obiettivo. A voi la discussione.... se vi piace diventare davvero uomini liberi
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26/12/2014 01:49
Belle parole e anche nobili. Come belle e nobili sono quelle di Nudomark e sicuramente tutte quelle che saranno presumibilmente scritte dai moltissimi che si battono in prima persona. Ma...appunto, c'è sempre un ma: come esistono nudisti balneari, nudisti in ogni dove, solitari o in gruppo e mille altre tipologie...esistono persone che pur amando il nudismo, non ne fanno una ragione di vita o di lotta. Per questo, caro Max, reputo nel mio caso esagerato e addirittura ingiusto sentirmi accomunato a persone che hanno rinunciato (nel caso dell'esodo ebraico ammesso e non concesso che sia realmente accaduto cosi come raccontato) ad una libertà ben più diversa da quella pur sacrosanta e capibile, di quella del nudismo. Personalmente mi sento ben più oppresso dall'attuale iniquità di imposte e doveri dalla scellerata politica di austerty in Europa che dalla non possibilità di poter stare nudo. Ovviamente rispetto ogni opinione ma non sono concorde e non mi fa piacere ad essere accomunato ad un ignavo se non lotto con lo stesso ardore di altri. Non lotto x nulla? Non credo...nel mio piccolissimo a grazie soprattutto a molti nudisti son riuscito a far leggere e ancor di più a far scrivere di nudismo a dei tessili. Certo è che quando sento toni esaltati per alcuni filmetti scialbi o ridicoli in cui c'è nudità come se fosse apparso un "Mosè" mi scandalizzo. Quando leggo inviti ad intraprendere un viaggio dispendioso per abbattere birilli al bowling senza indossare mutande mi sento preso x un deficente. Idem vedere in tv un nudista che x parlare di nudismo si mette nudo come un macaco. La mia idea di lotta sicuramente è errata, o forse non idonea ma non mi piace come si vuole dare x scontato quale sia quella giusta.
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Nudomark
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26/12/2014 02:13
Siman credo nessuno è ignavo se combatte per qualsiasi tipo di libertà anche nel proprio piccolo...così come anche solo dire io sono naturista e già combattere per il naturismo per il solo fatto di riconoscere di esserlo.
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26/12/2014 02:29
Nudomark ha scritto:
Siman credo nessuno è ignavo se combatte per qualsiasi tipo di libertà anche nel proprio piccolo...così come anche solo dire io sono naturista e già combattere per il naturismo per il solo fatto di riconoscere di esserlo.
Vedi dove, secondo me, sbagliate? Essere un nudista non presuppone dover combattere pro nudismo o propagandare di esserlo. Un nudista è colui che ama o ha piacere di stare nudo punto e basta. Chi desidera farlo (onore al merito) non è un nudista "più" è solo un nudista impegnato. Allo stesso modo chi non vuole scendere in campo o non vuole far sapere della sua nudità non è un nudista "meno".
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maro58
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26/12/2014 10:03
Non è perchè è Natale e bisogna essere più buoni (scusate la battuta) ma condivido quasi al 100% quanto scritto da siman. Ognuno di noi nel suo piccolo fa quello che può e ritiene giusto per la "causa".... (scusate la bruttura) senza per questo stilare classifiche o attribuire punteggi. Onore e stima per chi come i componenti di ANITA tentano di diffondere in ogni modo "il credo".
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26/12/2014 10:44
Siman, da uno che legge tanto mi aspettavo una risposta migliore, meno "piccata", perché quello che ho esposto non è una condanna a chi non mette la faccia in pubblico, ma anche a chi non la mette nel privato. Non è una condanna a chi ritiene un filmato non idoneo alla causa, ma a chi odia il nudo in pubblico in toto tranne che nella sua spiaggetta di comodo. Non è una condanna a chi non ha capacità di lotta o di condottiero, ma quando, anche nel suo piccolo, rimane in ombra è nascosto. Non è una condanna a chi usa i nick, ma a chi, se poi incontra o conosce qualcuno, arriva a usare nomi falsi pur di proteggersi non si sa bene da cosa. Di fatto non si può essere tutti degli Alessandri o dei Cesari, c'è anche chi fa la sua piccola battaglia tra le mura di casa, ed è utilissimo lo stesso alla causa, ma c'è gente che vuole essere un nudista, spogliandosi solo in doccia … Ho visto negli anni tessili che a modo loro avevano tanti motivi per contrastarci, eppure hanno capito e apprezzato il nostro modo di vivere, ma ho visto ancor più nudisti che hanno speranze segrete di volere tanto, di voler vivere liberi, ma poi si riducono appunto alla sola doccia, e contrastano gli altri nudisti come è peggio di quelli che avrebbero le loro ragioni per farlo. Insomma la classica zappa sui piedi. Ho visto pure la gente che fa il doppio gioco, che nella sua vita fa di tutto e di più, ma quando la trascini in area pubblica, anche nel solo forum, rinnegano se stessi, e se anche il gallo ha cantato ormai non tre volte, ma trenta, continuano nelle loro negazioni, e diversi di essi sono addirittura usciti dal sito o hanno smesso di scrivere nel forum, pur di non avallare nulla (si fa ma non si dice). Di fatto autonegazione di ciò che effettivamente è, e la cosa mi rattrista ancor di più. Si ho usato l'esempio di Mosè, ma per avere uno spunto di riflessione, non per far dottrina. Ogni fatto della vita, reale o presunto, può darci stimoli di riflessione diversi, assonanze di ragionamenti su cui poter riflettere. È la storia di un popolo che cessa la sua schiavitù, e che ad un certo punto preferirebbe tornare schiavo pur di avere vantaggi in più, mi ha fatto vedere un popolo di nudisti da 15 giorni l'anno, da estero e basta, le cui motivazioni posso capirle, ma non accettarle, né mi convincono affatto. Non sto parlando di modi di vista diversi, ma di sentirsi ed essere diversi, dei "negazionisti" di se stessi. Sono, vorrei, ma siccome, allora strillo li, ma mi nascondo altrove. Anche se te hai idee diverse dalle mie, sei un contestatore su alcuni aspetti, non ti tiri indietro: vedi l'esempio del libro, più atto pubblico di quello!!! Non dico che potresti diventare di più è diverso, tutti potremmo, ma tutti. Io volevo solo riflettere su color che temono… anche la loro ombra, che sono tanti, ma tanti, ma tanti, e mi fa sembrare che tutto il gioco sia praticamente inutile.
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26/12/2014 12:05
Max, non credere che è tutto inutile. Se pensi di aver liberato solo uno, hai già vinto e strapagato questo forzo che stai facendo qui. Io prima di iscrivermi qui non ero del tutto sicuro di essere normale a svestirmi completamente appena entro in casa, che non ho smesso neanche quando le temperature basse non mi davano più un alibi. Ho cominciato di fare delle passeggiate in libertà. E tutto grazie a questo forum che non mi faceva sentire solo. Certo che facevano bene anche le voci "mormorosi" come li chiamava Begnini, perché animano una discussione e me lo facevano vedere da tutti punti di vista. Se ogni uno cominciasse da se e esprimere solo quello che sente, e lasciasse alle altri di spiegare cosa sentano loro, sarebbe già un grande passo avanti. Ma, Max ti do ragione nel fatto che noi naturisti siamo spesso i più agguerriti contestatori di un filmetto o di una posizione preso da un altro. Come esempio del film del naturista al lavoro. E tutto legittimo se uno dice che non sente un bisogno di lavorare nudo Punto. Ma se poi comincia a rampicarsi sulle specchi per dimostrare che è un comportamento spagliato per tutti, solo per nascondere che uno stesso avrebbe un problema di vedere uno nudo al lavoro. Parliamo delle cose vere sentite e smettiamo di pensare con la testa dei altri
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26/12/2014 18:12
a_fenice ha scritto:
Siman, da uno che legge tanto mi aspettavo una risposta migliore, meno "piccata", perché quello che ho esposto non è una condanna a chi non mette la faccia in pubblico, ma anche a chi non la mette nel privato...
Affermare che tra noi due, prima ancora che una profonda amicizia è nato il rispetto pur tra alcuni punti di vista discordanti, credo non sia un'eresia. Vero che leggo (quasi) tutti gli argomenti del forum e che mi hai insegnato a leggere anche tra le righe...ma posso assicurarti che prima di postare ho letto più volte il tuo tread e così come l'hai impostato (magari senza volerlo) hai dato l'impressione di asserire una specie di aut aut. Non condividendolo, ho avuto piacere di dirtelo. Risposta piccata? Forse si. Se l'avesse scritta un'altra persona che non conosco bene come te?...sicuramente sarebbe stata con più... peperoncino.[;)] Tornando in tema...o meglio in uno dei tanti temi toccati, mi fa piacere spiegare come ragiono io: quando ascolto qualche teoria su come propagandare il nudismo mi metto nei "miei" panni come se fossi un tessile e da questo punto di vista espongo le mie reazioni. Perciò la richiesta da parte dei nudisti di poter praticare senza essere accomunati a immorali o sporcaccioni la trovo (e la troverei se fossi un tessile) molto giusta e degna di sostegno incondizionato. Quando sento che il nudismo dovrebbe essere così libero che ognuno possa stare nudo "ovunque", (ragionando da tessile) mi irrigidisco. Devo dire che anche da nudista sono piuttosto categorico e mi spiego meglio... quando sono in una struttura nudista tipo Punta Chiappa o a Cap d'Agde che, ricordiamoci bene, è solo un quartiere della vastissima città TESSILE di Agde, amo passeggiare e stare nudo il più possibile ma, se in Francia arrivo al limite del territorio nudista, non proseguo oltre perchè ci sono dei tessili in spiaggia TESSILE. Non voglio imporre il mio nudismo a nessuno. Allo stesso modo, quando sono nella spiaggia nudista e dei tessili proseguono la loro passeggiata nella zona nudista, provo un senso di fastidio. Per questo, personalmente, sono per la creazione di zone assolutamente e obbligatoriamente nudiste. So benissimo che molti nudisti queste zone le sentono come dei ghetti. Per come ragiono e sento il nudismo io, ciò che molti chiamano ghetti, per me si chiamano isole di libertà. Tornando a bomba su un altro punto, per me chi ama stare nudo (fosse anche un solo giorno all'anno) è un nudista a tutti gli effetti e non deve (o dovrebbe) sentirsi in colpa se per sua scelta o suo carattere personale, non desidera mettere a conoscenza nessuno della sua passione. Questo in sintesi il mio ragionamento. Nessuna polemica, nessuna offesa voluta ma solo e solamente come ragiono sull'argomento. [:)]
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26/12/2014 20:00
Siman, parlo con te perché ti senti il personaggio in centro della discussione di Max, ho letto quello che hai scritto- Allora mi spieghi come fai a entrare nella testa di un tessile (supponendo che esista IL TESSILE)ma come fai? Io conosco dei non naturisti che sono molto apperto verso di noi e quando li ho fatto veder il film hanno riso e basta nessuno ha fatto un dramma. Ma tornando sul pensare con la testa degli altri. Magari sono tonto io ma non riesco neanche a capire cosa succede dentro la testa della mia moglie che sono sposato 25 anni
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maro58
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26/12/2014 20:14
siman ha scritto: Per questo, personalmente, sono per la creazione di zone assolutamente e obbligatoriamente nudiste. So benissimo che molti nudisti queste zone le sentono come dei ghetti. Per come ragiono e sento il nudismo io, ciò che molti chiamano ghetti, per me si chiamano isole di libertà.
Mi hanno sempre definito un amante dei "ghetti" indi condivido assolutamente la tesi. Con vari distinguo e precisazioni ma il buon senso, a mio avviso porta o dovrebbe portare su questa strada. ....meglio poco che niente...
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26/12/2014 21:05
dingopino ha scritto:
Siman, parlo con te perché ti senti il personaggio in centro della discussione di Max, ho letto quello che hai scritto- Allora mi spieghi come fai a entrare nella testa di un tessile (supponendo che esista IL TESSILE)ma come fai? Io conosco dei non naturisti che sono molto apperto verso di noi e quando li ho fatto veder il film hanno riso e basta nessuno ha fatto un dramma. Ma tornando sul pensare con la testa degli altri. Magari sono tonto io ma non riesco neanche a capire cosa succede dentro la testa della mia moglie che sono sposato 25 anni
Assolutamente non mi sento e pretendo di esser al centro di nulla; solo che quando dico un'opinione...forse sbagliando...dico ciò che è "secondo me" e non secondo altri. Per il resto...davvero trovi così difficile pensare: "se io fossi un non nudista come reagirei?"
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26/12/2014 22:47
si Siman lo trovo molto difficile perche non esite il tessile standard, sono come noi ce il simile dingopino e il simile Siman il simile max e il simile maro. Come noi siamo diversi uno dal altro lo sono anche quellir con le mutande. Per quello penso che e piu saggio ragionare proprio con il proprio credo e non pensare che si può prendere la vece di tutta una massa di gente neanche omogeneo. Anche nel paese da dove vengo io ci sono tessili e naturisti. Ma nei parchi di Monaco stanno bene insieme senza zone dedicate.
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26/12/2014 23:22
"se io fossi un non nudista come reagirei?" io me lo metterei davanti agli occhi e al cervello se stessi facendo una cosa sbagliata e inopportuna. E l'essere nudi è sbagliato solo per le menti sbagliate di chi ci vede dietro solo sesso e null'altro. Cose cosi sbagliate che condizionano la vita di molti, e non solo per via del sesso. Le donne che vengono sturate con la scusa che erano "nude e accattivanti, quindi se la sono cercata". Un vecchio conoscente che si beccò un tumore ai testicoli, fino ad averne uno di circa 1,5 kg, e non si è mai fatto vedere perchè.... farsi vedere nudo era sbagliato.... da un medico!!! Porto esempi limite, ma se guardiamo tutta la nostra civiltà, possiamo tranquillamente vedere che la "sconvenienza" di essere nudo, viene messa in pratica ovunque da noi, mentra ha ambiti precisi e situazioni su cui è tranquilla l'acquisione del concetto "qui non va bene". Maro che ti sostiene in questa forma di autocastrazione, dovrebbe ben ricordarsi un giorno particolare. Si era in quel di Gardacqua, a fare il nostro raduno. In area benessere, dove tutti erano nudi, c'era lo strano patto, per non convenienza, di girare per i corridoi senza un accappatoio, perchè il nudo andava bene in sauna, ma non 10 centimetri fuori da essa, perchè in quel momento non serviva essere nudi. Lui aveva indossato un bermuda da mare, e stava a torso nudo. Non aveva il volatile a spasso, aveva solo il torace nudo. Eppure, davanti a me, venne ripreso perchè doveva coprirsi il torace. Maro, in quell'occasione, pur non facendo te nulla di male, sei stato ripreso, accusato, condannato e appeso alla corda della reprimenda. E non stavi nemmeno esercitando un libertà qualsiasi. Questa è l'ipocrisia tutta italiana. In altri paesi, pur rispettando le stesse regole, non si è cosi talebani. Vien capita l'assurdità per cui ci son posti dove davvero non è opportuno star nudi, ma non viene cosi generalizzato al punto da castrare la libertà di chi ci vuol stare, nudo. Si, il nudo non era necessario fuori delle saune, ma mi spiega qualcuno dove stava la differenza, l'assurdo, di essere nudi sotto gli occhi di tutti, dentro di esse, ma si doveva stare vestiti, tra le stesse identiche persone, pochi centimetri più in là? Questa non è correttezza, non è essere inoppotuni, non è cercare nudo o altro, E' SOLO ESSERE DEI PALESI IPOCRITI CHE LEGANO OGNI FORMA DI NUDO AL SESSO, RITENENDOLO PERTANTO INPOPPORTUNO IN SIFATTA SITUAZIONE. Io non contesto se te o altri vogliono stare nudi un giorno all'anno, o solo in determinati luoghi, sono beatissimi problemi tuoi, ma pensando a me, pensando alla nudistà di un corpo, ritengo e sostengo che l'essere umano nudo, ha la stessa valenza di uno vestito, e la sua considerazione cambia solo a seconda di ciò che stà facendo, e non solo perchè ci sono patate e piselli al vento. E arrivare ad avere un traguardo cosi utopico, ma su cui sogno, che mi spinge ancora a essere qui dentro, e a cercare di ampiare la mente e l'idea della libertà di ognuno di voi. Quando combattevo col comitato cittadino di Lido di Dante, uno dei consiglieri mi disse: "io voglio la libertà di non fare vedere a mia figlia un uomo nudo o in mutande". Rispetto tale libertà, ma a parole, e la combatterò con ogni mia forza. Perchè quella libertà invocata è solo la paura di uno che ritiene che sua figlia si sarebbe attizzata, si sarebbe pervertita, solo alla vista di genitali nudi. Con questa libertà, ritiene che sua figlia ha un cervellino d'oca, per cui la sola visione di un pipo la farebbe diventare una donna di facili costumi. "se io fossi un non nudista come ragirei" Questo pensiero deve attraversarci quando sono in gioco cose ben diverse, che devono essere ambivalenti, a doppio senso. Te dici: se io fossi un non nudista.... ma prova a pansarla anche al contrario.... essendo io un nudista.... La propria libertà non deve mai scavalcare quella degli altri, ma anche quella degli altri finisce dove inizia la mia. E se per me essere nudo è una condizione di vita, quindi cosa importante, per un tessile, non vedere me nudo, ma accettare ogni altra forma di nudità ovunque presente, diventa di fatto una discriminazione personale. Se lui vede o non vede nudo cambia poco, visto che di nudo si ciba come ogni essere vivente nel pianeta, ma se io devo star vestito, per me cambia e molto. Qual'è la libertà in gioco più importante, o che ci rimette di più, in questo rapporto sbilanciato? Comunque il tema del topic non era tanto il luogo o la modalità dove si può o non si può stare nudi, dove è opportuno o dove non lo è. Ma quanto apprezziamo questa libertà, e quanto siamo davvero disposti a impegnarci per raggiungerla, ovvero, quanto siamo invece bendisposti a fare marcia indietro ogni qualvolta qualcuno fa BAU, o peggio ancora, quanto siamo autolesionisti e sappiamo rinuciare alla nostra idea, pur di avallare quelle di altri, e in modalità peggiori di quelle usate da chi ci contrasta, insomma tutti quei casi in cui NOI siamo per primi BIGOTTI o MORALISTI verso NOI STESSI.
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26/12/2014 23:40
proseguendo nella visione dei commenti di Benigni, stasera ho sentito un'altra frase topica che potrebbe farci riflettere. "non bisogna avere paura della morte, ma bisognerebbe avere il coraggio di vivere, per non campare da morti"
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