a_fenice ha scritto:
"se io fossi un non nudista come reagirei?" io me lo metterei davanti agli occhi e al cervello se stessi facendo una cosa sbagliata e inopportuna.
E l'essere nudi è sbagliato solo per le menti sbagliate di chi ci vede dietro solo sesso e null'altro.
Cose cosi sbagliate che condizionano la vita di molti, e non solo per via del sesso.
Le donne che vengono sturate con la scusa che erano "nude e accattivanti, quindi se la sono cercata".
Un vecchio conoscente che si beccò un tumore ai testicoli, fino ad averne uno di circa 1,5 kg, e non si è mai fatto vedere perchè.... farsi vedere nudo era sbagliato.... da un medico!!!
Porto esempi limite, ma se guardiamo tutta la nostra civiltà, possiamo tranquillamente vedere che la "sconvenienza" di essere nudo, viene messa in pratica ovunque da noi, mentra ha ambiti precisi e situazioni su cui è tranquilla l'acquisione del concetto "qui non va bene".
Maro che ti sostiene in questa forma di autocastrazione, dovrebbe ben ricordarsi un giorno particolare. Si era in quel di Gardacqua, a fare il nostro raduno. In area benessere, dove tutti erano nudi, c'era lo strano patto, per non convenienza, di girare per i corridoi senza un accappatoio, perchè il nudo andava bene in sauna, ma non 10 centimetri fuori da essa, perchè in quel momento non serviva essere nudi. Lui aveva indossato un bermuda da mare, e stava a torso nudo. Non aveva il volatile a spasso, aveva solo il torace nudo. Eppure, davanti a me, venne ripreso perchè doveva coprirsi il torace. Maro, in quell'occasione, pur non facendo te nulla di male, sei stato ripreso, accusato, condannato e appeso alla corda della reprimenda. E non stavi nemmeno esercitando un libertà qualsiasi.
Questa è l'ipocrisia tutta italiana. In altri paesi, pur rispettando le stesse regole, non si è cosi talebani. Vien capita l'assurdità per cui ci son posti dove davvero non è opportuno star nudi, ma non viene cosi generalizzato al punto da castrare la libertà di chi ci vuol stare, nudo.
Si, il nudo non era necessario fuori delle saune, ma mi spiega qualcuno dove stava la differenza, l'assurdo, di essere nudi sotto gli occhi di tutti, dentro di esse, ma si doveva stare vestiti, tra le stesse identiche persone, pochi centimetri più in là?
Questa non è correttezza, non è essere inoppotuni, non è cercare nudo o altro, E' SOLO ESSERE DEI PALESI IPOCRITI CHE LEGANO OGNI FORMA DI NUDO AL SESSO, RITENENDOLO PERTANTO INPOPPORTUNO IN SIFATTA SITUAZIONE.
Io non contesto se te o altri vogliono stare nudi un giorno all'anno, o solo in determinati luoghi, sono beatissimi problemi tuoi, ma pensando a me, pensando alla nudistà di un corpo, ritengo e sostengo che l'essere umano nudo, ha la stessa valenza di uno vestito, e la sua considerazione cambia solo a seconda di ciò che stà facendo, e non solo perchè ci sono patate e piselli al vento.
E arrivare ad avere un traguardo cosi utopico, ma su cui sogno, che mi spinge ancora a essere qui dentro, e a cercare di ampiare la mente e l'idea della libertà di ognuno di voi.
Quando combattevo col comitato cittadino di Lido di Dante, uno dei consiglieri mi disse: "io voglio la libertà di non fare vedere a mia figlia un uomo nudo o in mutande".
Rispetto tale libertà, ma a parole, e la combatterò con ogni mia forza. Perchè quella libertà invocata è solo la paura di uno che ritiene che sua figlia si sarebbe attizzata, si sarebbe pervertita, solo alla vista di genitali nudi. Con questa libertà, ritiene che sua figlia ha un cervellino d'oca, per cui la sola visione di un pipo la farebbe diventare una donna di facili costumi.
"se io fossi un non nudista come ragirei"
Questo pensiero deve attraversarci quando sono in gioco cose ben diverse, che devono essere ambivalenti, a doppio senso.
Te dici: se io fossi un non nudista.... ma prova a pansarla anche al contrario.... essendo io un nudista....
La propria libertà non deve mai scavalcare quella degli altri, ma anche quella degli altri finisce dove inizia la mia.
E se per me essere nudo è una condizione di vita, quindi cosa importante, per un tessile, non vedere me nudo, ma accettare ogni altra forma di nudità ovunque presente, diventa di fatto una discriminazione personale. Se lui vede o non vede nudo cambia poco, visto che di nudo si ciba come ogni essere vivente nel pianeta, ma se io devo star vestito, per me cambia e molto.
Qual'è la libertà in gioco più importante, o che ci rimette di più, in questo rapporto sbilanciato?
Comunque il tema del topic non era tanto il luogo o la modalità dove si può o non si può stare nudi, dove è opportuno o dove non lo è.
Ma quanto apprezziamo questa libertà, e quanto siamo davvero disposti a impegnarci per raggiungerla, ovvero, quanto siamo invece bendisposti a fare marcia indietro ogni qualvolta qualcuno fa BAU, o peggio ancora, quanto siamo autolesionisti e sappiamo rinuciare alla nostra idea, pur di avallare quelle di altri, e in modalità peggiori di quelle usate da chi ci contrasta, insomma tutti quei casi in cui NOI siamo per primi BIGOTTI o MORALISTI verso NOI STESSI.
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